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  • La maschera | ProfCasilli

    The mask Noire et Blanche (1926) by Man Ray By Man Ray - Christie & # 039; s, Public Domain The theme of the mask is very interesting in the history of art. Its use has been witnessed since ancient times, but we also find it in contemporary art. The mask is a theatrical tool par excellence that allows you to take on a different identity. Sometimes its function is religious and magical and allows you to take on the role of someone who interprets natural forces or divinities that are made to intervene. during manifestations of a cult-religious nature. The mask hides and reveals hidden sides of the personality and, as Luigi Pirandello teaches us in his work One, no one, one hundred thousand , we often take on 'masks' to hide who we are and to please those around us making it very difficult to establish real relationships: ' You will learn the hard way that in the long journey of life you will meet many masks and few faces .' (the link, associated with the title of Pirandello's work, refers to a Google search page with the covers of the novel) Some examples of masks from antiquity to today The two masks, tragic and comic, of the Latin theater. Mosaic from the 1st century BC (Capitoline Museums) image of Carole Raddato from FRANKFURT, Germany (FollowingHadrian); Public domain examples of Greek theater masks Japanese Noh Theater Masks African masks on Pinterest Royal Ethnographic Museum of Africa - Tervuren (Belgium) Painted masks in the Japanese kabuki theater Sardinia - masks of the Mamuthones Venetian masks Picasso and the influence of African art on Cubism Mbangu mask; wood, pigment & fibers; height: 27 cm; by Pende people ; Royal Museum for Central Africa. Representing a disturbed man, the hooded V-looking eyes and the mask's artistic elements - face surfaces, distored features, and divided color - evoke the experience of personal inner conflict Pablo Picasso , Les Demoiselles d'Avignon, oil on canvas, 244 x 234 cm, Museum of Modern Art, New York Between the end of the Eighteen Century and the beginning of the Nineteen, ethnographic exhibitions about primitive cultures took place in various European cities. It seems that initially, the aim of these exhibitions was to highlight the superiority of the West over the colonized peoples and thus justify the 'civilizing' presence of European countries. However, it is precisely from the contact with the artifacts of these populations that an interest of the artists towards what, with a general term, we can define primitivism was born. The interpretation given by the artists appears rather influenced by the Illuministic thought of Jean Jacques Rousseau who argued that primitive populations lived in a state of nature in which man was happy and in authentic relationship with nature and society. According to this view, the modernization of society was the cause of inequality and unhappiness. It is good, however, to point out that the term 'primitivism' did not mean only an attention to African tribal art, but also to all forms of popular artistic or decorative expression. Following this myth, Gauguin left France to move to Tahiti, Matisse made several trips to Oceania, Modigliani and Picasso looked at African art, while Kandinsky referred to Russian folk art and, in a sense, many artists looked at Japanese art. Let's go back now to Picasso who surely had visited one of the ethnographic exhibitions that had been held in Paris. The comparison with the apparently crude and deformed interpretations of the human figure - particularly of the face, allowed Picasso to understand how to move away from the copy of reality (mimesis) in search of a new 'modern' dimension of art. So, the primitivism of African masks, together with the simultaneous vision, derived from Cézanne's artistic conception, allowed the birth of Cubism. I'll tell you about the Demoiselles d'Avignon - Didatticarte back to 'Activities' go to 'Overhang of a mask'

  • Romanico | ProfCasilli

    Il Romanico L’Europa occidentale nell’XI secolo vive un periodo di rinascita: la fine delle invasioni causa una ripresa dell’agricoltura e dei commerci che porta gli uomini a fuggire dal dominio dei signori feudali nei castelli e a raccogliersi nelle città, che sono luoghi di mercato, per potervi esercitare liberamente i propri mestieri; nelle città si sviluppa, poi, il desiderio di indipendenza e di poter prendere insieme, come uomini liberi, tutte le decisioni politiche ed economiche: nascono così i Comuni, in cui la classe dominante è la borghesia, cioè l’insieme degli abitanti del burg (la città) che si guadagnano la vita lavorando, spesso in conflitto con l’autorità del Papa o dell’Imperatore. Nel processo di rinascita dopo l’anno 1000 ha un’importanza fondamentale l’attività dei monaci che, riuniti nelle abbazie, provvedono a recuperare i terreni abbandonati precedentemente, a mantenere la cultura antica e ad assistere ed aiutare la popolazione anche fornendo assistenza medica; nel complesso l’arte, la cultura e l’insegnamento dipendono dalla Chiesa che li usa come mezzo di controllo della popolazione. Basilica di Sant'Ambrogio, Milano La basilica di Sant'Ambrogio (nome originario paleocristiano Basilica Martyrum ), è una delle più antiche chiese di Milano. È tradizionalmente considerata la seconda chiesa per importanza della città dopo il Duomo di Milano. Venne costruita tra il 379 e il 386 in epoca romana tardoimperiale per volere del vescovo di Milano Ambrogio, nell'epoca in cui la città romana di Mediolanum (la moderna Milano) fu capitale dell’Impero Romano d'Occidente (ruolo che ricoprì dal 286 al 402). La basilica viene costruita nell’area della necropoli che sorgeva fuori dalle mura della città romana. Nel 386 vengono ritrovati i corpi di due giovani martiri cristiani, Gervasio e Protaso . Ambrogio ordina il loro trasferimento nella nuova basilica che viene a loro dedicata. Lo stesso Ambrogio verrà sepolto qui, accanto ai due martiri (397). Nel 784 l’arcivescovo di Milano Pietro fonda il monastero benedettino intitolato ai santi Protaso, Gervasio e Ambrogio, accanto alla basilica. Tra l’824 e l’859, l’arcivescovo Angilberto II commissiona a Vuolvino la realizzazione dell’altare d’oro dove vengono trasferite le spoglie dei santi. Contemporaneamente si procede alla ricostruzione della chiesa (atrio e campanile dei monaci), dove verranno sepolti alcuni membri della famiglia di Carlo Magno. In epoca altomedievale (476 – 1000), diviene la sede dell’incoronazione a re d’Italia degli imperatori del Sacro Romano Impero (dal 961, incoronazione di Ottone I). L’incoronazione avveniva il giorno dell’Epifania con la corona ferrea . Era anche il luogo in cui avveniva l’investitura dei cavalieri. Della chiesa originale paleocristiana del IV secolo la nuova basilica eredita la pianta a tre navate senza transetto. Tra il 1088 e l’inizio del XII secolo, la basilica viene ricostruita completamente secondo lo stile Romanico. Si tratta del primo esempio di Romanico lombardo e sarà modello per tutte le chiese dell’Italia settentrionale. Al termine di ciascuna navata viene costruita un’abside semicircolare e davanti alla chiesa viene aggiunto il quadriportico . (Sin dal quadriportico vediamo gli elementi caratteristici dello stile romanico archi a tutto sesto , volte a crociera costolonate , pilastri cruciform i che scaricano il peso dell’edificio sulle pareti esterne.) Quadriportico (nartece o atrio) Costruito tra il IX e il XII secolo, originariamente era il luogo in cui si radunavano coloro che si preparavano a ricevere il battesimo. Nel medioevo diventa luogo di ospitalità dei pellegrini, luogo di mercato, di pubbliche assemblee oltre che di sepoltura. È formato da tre bracci che si innestano sulla facciata. Il portico è sostenuto da pilastri a fascio con capitelli romanici, collegati da archi a tutto sesto e coperto da volte a crociera costolonate. Le decorazioni a bassorilievo sul portale (archivolto e architrave) sono caratterizzati da motivi a intreccio vegetale con animali. Al centro è rappresentato l’agnello, simbolo di Cristo (Agnus Dei). Facciata La facciata è a capanna , tipica del romanico lombardo e presenta due logge sovrapposte. La loggia inferiore presenta tre arcate con al centro il portale d’ingresso. La loggia superiore ha invece arcate che seguono il profilo spiovente del bordo superiore della facciata. Dalla loggia superiore della facciata il vescovo di Milano dava la sua benedizione ai cittadini, mentre le cariche pubbliche potevano parlare con la folla. La facciata è fiancheggiata da due campanili, uno dei monaci, a destra (IX – X secolo) e uno dei canonici (XII secolo), a sinistra. La navata centrale è doppia rispetto a quelle laterali ed è divisa in quattro campate quadrate, tre coperte da volte a crociera costolonate, una aperta nel tiburio. Le volte sono sorrette da grandi pilastri a fascio su cui si imposta un vasto matroneo . All’interno sono conservati capolavori che testimoniano la secolare storia della chiesa di Ambrogio come centro dell’identità civile e religiosa di Milano. Costruita nel tipico laterizio rosso, la Basilica di Sant’Ambrogio è considerata il modello dell’architettura romanica lombarda. Sarcofago di Stilicone (generale romano) Il sarcofago è del IV secolo è una delle poche testimonianze della basilica costruita da Ambrogio. Appartiene alla tipologia dei “sarcofagi a porte di città” per la presenza di porte turrite sullo sfondo. Il fronte verso la navata è occupato dalla Traditio legis: Cristo, seduto tra gli apostoli, consegna a Pietro la Legge; sul fronte opposto, un giovane Cristo insegna. Sui lati minori ci sono scene bibliche, tra cui una delle prime Natività di Cristo in Occidente. Nel XII secolo il sarcofago venne inglobato nel pulpito romanico, da cui il lettore proclamava la parola durante le celebrazioni. È decorato con animali simbolici e figure umane che sorreggono le strutture architettoniche (telamoni). Altare d’oro (altare di Sant’ambrogio) Capolavoro dell’arte carolingia. Venne realizzato tra l’824 e l’859 da Vuolvino . È un altare reliquiario in cui si trovano i corpi di Ambrogio, Protasio e Gervaso. L’altare è costituito da una cassa di legno rivestita di pannelli in oro e argento lavorati a sbalzo e impreziositi da smalti, gemme, perle e coralli . Sulla parte frontale, in oro, sono raffigurate scene della vita di Cristo. Sulla parte posteriore, in argento dorato, è raffigurata la vita di Sant’Ambrogio. Sui lati minori sono rappresentati i santi della Chiesa milanese. Sui portelli di accesso al sarcofago, sono rappresentati Volvino e Angilberto I (arcivescovo di Milano e committente) mentre ricevono la corona da Ambrogio. Ciborio Sopra l’altare, quattro colonne tardoantiche in porfido rosso, probabilmente di età carolingia, sostengono una copertura. Alla fine del X secolo, la parte frontale viene decorata a stucco col tema della Traditio Legis in cui Cristo consegna le chiavi dei cieli a san Pietro e il rotolo della legge a san Paolo. Al di sopra dell’altare, in corrispondenza del ciborio, si apre la cupola ottagonale . Dall’esterno è visibile il tiburio , pure ottagonale , decorato con due ordini di loggette cieche in cui si aprono finestre di forme diverse (una per lato) per illuminare l’interno della cupola. Mosaico Absidale Il mosaico absidale è stato più volte modificato nel tempo. La scena centrale col Cristo pantocratore benedicente, i martiri Protaso e Gervaso incoronati dagli arcangeli, è di epoca tardo-bizantina; i medaglioni dei santi Marcellina e Satiro (sorella e fratello di Ambrogio) e di Candida sono dell’XI secolo. Ai lati: Ambrogio, apparentemente assopito durante la messa a Milano (a destra), contemporaneamente celebra a Tours i funerali di san Martino (a sinistra). L'iconografia degli episodi laterali sottolinea il legame tra Ambrogio e Martino, santo patrono dell’impero franco, sviluppato nel IX secolo dall’arcivescovo di Milano Angilberto II per integrare la Chiesa milanese nel progetto politico e religioso carolingio. L’aspetto attuale del mosaico è frutto del rifacimento quasi totale dell’abside a seguito dei rovinosi bombardamenti del 1943. Sacello paleocristiano di San Vittore in Ciel d’Oro Si tratta di uno degli antichi edifici che ricordavano i martiri sepolti nella necropoli prima della costruzione della Basilica Martyrum. Questo ambiente è oggi collegato con la basilica. Sant’Ambrogio vi aveva fatto seppellire il fratello Satiro (†378) accanto alle spoglie del mauritano Vittore. La cupola è costruita con una struttura leggera di tubi in terracotta; l’interno è rivestito con preziosi mosaici databili al V-VI secolo. Sulla cupola dorata è raffigurato il patrono Vittore, con la corona gemmata propria dei martiri; sulle pareti campeggiano le coppie di martiri della Chiesa milanese Nabore e Felice e Protaso e Gervaso, accompagnati rispettivamente dal vescovo Materno e da Ambrogio, i due vescovi che ne ritrovarono i corpi. L’immagine di Ambrogio mostra caratteri di accentuato realismo: è probabile che derivi da un ritratto ufficiale del santo, eseguito in età giovanile mentre era ancora governatore. Si tratta della più antica raffigurazione conosciuta del santo milanese. Basilica di Sant'ambrogio L'atrio della Basilica di Sant'Ambrogio Duomo di Milano La Basilica di San Marco a Venezia Duomo di Monreale (Palermo)

  • Quilling | ProfCasilli

    The quilling technique The term quill identifies the longest feathers of birds that in the past were used to obtain writing feathers, and in particular the central part which corresponds to a hollow straw. By extension the term also indicates the quills, for example of the porcupine or porcupine. Starting from this context, the regular verb to quill was born which means to tightly wrap a material (usually a yarn) around a central element and here we are in quilling , also called 'paper filigree', a decorative technique based on the winding of strips of paper on a stick. It is a very versatile technique, i.e. adaptable and flexible, with which beautiful works can be created. The origin is very far in the past and it goes back even to the ancient Egyptians who, rolling gold and silver threads, used it to create beautiful jewels. Here is an example. It is a bracelet from the tomb of a queen of Upper Egypt who lived in the 1st century AD. C., discovered by an Italian treasure hunter in 1834 (Giuseppe Ferlini ). This art continued to be practiced by different civilizations for many centuries. In the Middle Ages this technique was used by monks to embellish the covers of sacred books. The term quilling is precisely linked to this particular experience because the monks used the goose quills with which they also wrote to roll up the metal threads to create the decorations. Bracelet in gold filigree and precious stones , found in Meroe, a city of the Kingdom of Kush (Upper Egypt) currently corresponding to Sudan. The bracelet is part of a rich treasure found in the tomb of Queen Amanishakheto and now kept in the Staatliches Museum Ägyptischer Kunst in Munich (Germany) creative commons license: By Einsamer Schütze - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13686594 After the Middle Ages, due to the rarity and the increasing cost of materials, gold and silver were replaced with paper. This decorative art, never completely forgotten, came back into fashion in the seventeenth century and later in the Victorian era, when it became a recreational pastime for upper-class ladies. Quilling Guild Lindau Gospel (8th century) image licensed under creative commons license from The Morgan Library and Museum , New York Finding Antique Quilling Il primo link rimanda ad una associazione mondiale che si occupa di questa tecnica decorativa (Quilling Guild). Il secondo link permette di accedere ad una pubblicazione della Quilling Guild con la documentazione di antichi manufatti realizzati con questa tecnica. Il testo è in inglese, ma è ricco di immagini che ti possono essere utili se vuoi approfondire questo argomento Resources Pinterest is a place where you can find collections of images on just about any topic. Also for quilling you can find ideas, tips and video tutorials that will be useful if you want to get inspiration or improve the technique. Pinterest - Quilling Paper tree Next back to 'Quilling'

  • Acquarello | ProfCasilli

    WATERCOLOR The watercolor is an ancient technique of which we find evidence since the time of the ancient Egyptians and has continued to be used in all periods of the history of art, until today How are watercolor paints made? Watercolor paints are composed of only two elements: pigment (colored powder) and gum arabic, as a binder. Gum arabic is a natural resin produced by some acacia trees ( Acacia senegal and Acacia seyal), it is edible (used in cooking to make gummy candies) and dissolves in water. There are several preparations based on watercolor: colored pencils, chalks, pastels, watercolors in tubes and watercolors in tablets. Pencils, chalks and crayons are used for retouching, while for painting you use watercolors in tubes or tablets. BASIC RULES The watercolor is transparent white is the white of the sheet (if I want white areas I have to leave them at the start) if I superimpose different colors, they add up little pigment and a lot of water are used what it paints is water together with the FORCE OF GRAVITY it is painted by holding the support inclined to allow the water to slide downwards the brush guides the water downwards ( only the tip is used, without squeezing the brush on the sheet ) you never go back to a painted and still wet area (otherwise you create spots or take away the color already applied between one draft and the other you have to wait for the sheet to dry Materials and tools needed to paint in watercolor MATERIALS WATERCOLORS WATERCOLOR PAPER OR TEXTURED CARDBOARD F4 HARD BACKING (the back of a sketchbook or other hard cardboard) PAPER TAPE 2 WATER CONTAINERS WATER PALETTE OR CONTAINERS TO PREPARE THE COLORS ABSORBENT KITCHEN PAPER STRIP OF ABSORBENT COTTON SYRINGE (without needle) INSTRUMENTS WATERCOLOR BRUSHES (medium size 10) PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Dilution Explanation and exercises Next Next Landscape with mountains explanation and example Next Next Gradations of intensity explanation and exercise Next Next Secondary color creation explanation and exercise Next Next Paesaggio con albero spiegazione ed esempio Next Next Paesaggio con alberi Paesaggio con alberi

  • Embossing a fish | ProfCasilli

    A fish with the embossing technique MATERIALS drawing of the model to be reproduced (made in pencil on a sheet of notebook or printer paper) anodized aluminum foil for embossment INSTRUMENTS pencil ballpoint pen pointed wooden skewer sushi stick teaspoon masking tape cotton swab notebook with normal cover (not rigid) soft towel (to be folded in four) Fish drawing design On the notebook sheet draw, horizontally, a rectangle of the same size as the plate that will be used for the embossing. (Never use cardboard sheets) Inside the rectangle, draw a smaller rectangle to create a 1 cm wide frame on all four sides. Draw a horizontal line dividing the interior space into two equal parts Using pictures taken from the internet or from books, draw your fish (remember that the drawing must be done in pencil). Cut out the rectangle along the outermost edge (same size as the metal plate) OVERHANG - Examples of the main passages REALIZATION TRANSFER THE DRAWING ON THE METAL SHEET: put the notebook , the ballpoint pen and the wooden skewer on the table place the aluminum foil on the notebook so that the silver side is visible place the rectangle of paper on the plate fix the rectangle of paper with the drawing with a piece of adhesive paper tape (about 3 cm) on the plate by folding the adhesive tape on the back of the plate itself . (Do not attach the drawing to the notebook: the plate must remain free, so that it can be turned during the work). Go over your drawing with the ballpoint pen, treading a little so as to create a path in the plate corresponding to all the lines of the drawing. (Attention: in case you have blackened some spaces on your drawing, just go over the contours of the shapes ). Lift the sheet of paper and go over all the marks again with the wooden skewer to make the path deeper. (Be careful not to use too much strength: you could make a hole in the plate). To obtain a sufficiently deep mark, move your skewer back and forth in the already drawn line: it is the repetition of this operation that will allow you to shape the plate without breaking it . STRAIGHTENING OF THE FOIL Turn the foil so you can see the copper side . Observe that the grooves you traced on the back of the plate appear in relief: the relief must be very well defined (at least a couple of millimeters). If the marks are not all well defined, turn the plate over and correct again. Turn the foil again from the right side (copper-colored side) and, using the tip of the skewer, make a well-defined mark next to the previous ones at a distance of one, maximum two millimeters. This operation is called straightening and serves to create a precise boundary of the parts that you will then go to emboss from the reverse. If you drew scales on the fish, remember to make a mark along the outer edge of each scale. Starting from the external profile of the fish, and using the flat part of the sushi stick, go to the outside of this second mark in order to well define the profile of your subject. If necessary, smooth the plate around the fish using the cotton ball. The plate around the fish must be perfectly flat . RUSH Turn the foil so you can see the silver back and, with regular, light movements, start embossing the parts you want in your fish to be embossed. For this you need to use the sushi stick , but you can also use the back of the skewer in the smaller spaces. In larger areas you can use circular movements, in narrower ones, straight movements. Move the tip back and forth, as if you were coloring with a pencil . The aim is to create a deep space, which from the obverse will be in relief. You don't have to press too hard, either because you could break the plate, or because you don't have to create unnecessary marks . During this operation, turn the plate often and observe what you are doing: some areas will probably have to be more embossed than others (for example the lips and the head of the fish). If you want to have very prominent areas, place the soft cloth folded in four on the notebook and go back to working exclusively in the affected areas. Be careful not to bend or crumple the plate. If you notice any imperfections, remove the cloth. Place the foil on the notebook facing the straight side and smooth it back around the fish, in order to restore the correct levels. Still working from the back (silver side), smooth the areas you embossed well with cotton. If you want to add textures or embossed marks, placing the plate on the notebook and draw them using the skewer. Your fish should be finished at this point. GALLERY OF THE WORKS REALIZED BY THE THIRD COURSE STUDENTS AT iSTITUTO COMPRENSIVO OF MANERBIO (2021 - 2022) Back to 'Activities' Back to 'Overhang' Go to 'Overhang of a Mask'

  • L'arte romana | ProfCasilli

    Roman art Page Title The history of Rome goes from 753 BC (year of the mythical foundation by Romulus) to 476 AD (fall of the Roman Empire at the hands of Odoacer) ._ cc781905-5cde-3194-bb3b- 136bad5cf58d_ In the first two centuries Rome was governed by a monarchical system followed by a long republican period which lasted until the end of the first century BC. charges were concentrated in the hands of Octavian who chose the title of Augustus (= the one who possesses the authority), starting the imperial era . L'eredità degli Etruschi Nella penisola italica si erano stanziati diversi popoli fin dal Paleolitico che avevano dato origine a civiltà differenti. Mentre i Greci, nell'VIII secolo a.C., colonizzavano quei territori dell'Italia meridionale e della Sicilia che avrebbero preso il nome di Magna Grecia, e mentre in Sardegna si sviluppava la civiltà nuragica, tra Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, gli Etruschi dettero vita ad una cultura originale, pur con influenze greche. L'origine di questo popolo è ancora oggetto di indagini: sebbene ci restino notevoli testimonianze materiali, la loro lingua scritta è stata decifrata solo in parte, o meglio, i testi scritti che ci sono arrivati contengono per lo più elenchi di nomi, cariche onorifiche, nomi di divinità o di festività religiose. Mancano invece testi più complessi che raccontino la vita e la cultura di questo popolo. Sappiano che erano organizzati in città indipendenti governate da un signore che prendeva il nome di lucumone ; erano accomunate da lingua, religione e costumi. Il momento di massimo splendore di questa civiltà si ebbe tra il VII e il VI sec. a.C. quando impose il proprio dominio su Roma. Tra i famosi sette re di Roma troviamo infatti Tarquinio Prisco , Servio Tullio e Tarquinio il Superbo , tutti di origine etrusca. Gli Etruschi svilupparono conoscenze tecniche che verranno largamente impiegate dai Romani e il popolo stesso si fonderà con quello romano. Esperti nella lavorazione del ferro , e più in generale dei metall i, ricordiamo che frequentarono i nostri territori per procurarsi il ferro proveniente dalla Valle Trompia che veniva scambiato con vari prodotti; primo tra tutti il finissimo vasellame caratteristico di questa civiltà: il bucchero, una ceramica sottilissima di colore nero ottenuta con un procedimento particolare in assenza di ossigeno. Si distinsero nel campo che oggi chiameremmo dell'ingegneria idraulica progettando sistemi di bonifica di territori paludosi, deviazione di fiumi, costruzione di canali artificiali, gallerie, pozzi, cisterne, acquedotti, sistemi di scolo dell'acqua piovana, fognature e strade, L'invenzione per la quale sono sicuramente più conosciuti è l 'arco a tutto sesto con cui realizzarono porte di città e ponti. Perugia, la Porta pulchra parte delle antiche mura della città e una porta etrusca perfettamente conservata e tutt'ora utilizzata. (seconda metà del III sec. a.C.) Canino (Viterbo), Ponte dell'arcobaleno (anche detto del diavolo), costruito dagli etruschi nel III sec. a.C. In campo artistico gli Etruschi eccellono nella terracotta con cui realizzano grandi statue, sarcofagi e le decorazioni dei frontoni dei loro templi. Apollo di Veio, terracotta, altezza 180 cm, VI sec. a. C.; Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma) Sarcofago degli sposi (VI sec. a.C.), terracotta, 140 x 220 cm, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma Frontone del Tempio di Talamone (150 a. C.), Terracotta; Museo Nazionale Archeologico di Firenze Molto particolari sono i 'canopi etruschi ', vasi funerari utilizzati nelle sepolture ad incinerazione (i vasi, cioè, contenevano le ceneri dei defunti). Questi vasi erano caratterizzati da una copertura che rappresentava una testa umana. Talvolta, il vaso era accompagnato anche da braccia e poteva essere collocato su una specie di trono. Le teste potevano essere accompagnate da elementi metallici come orecchini e talvolta sul volto venivano aggiunte delle maschere. Sempre rimanendo nel campo della terracotta, famosissimi sono i buccheri . Si tratta di una particolare varietà di vasi di colore nero e di forme varie. Una caratteristica particolare di questi vasi è la sottigliezza delle pareti . Il colore nero deriva da un particolare tipo di cottura in assenza di ossigeno . Questo tipo di cottura trasformava l'ossido ferrico contenuto nell'argilla in ossido ferroso, una vera e propria reazione chimica che modificava la terracotta anche all'interno e non solo in superficie. Gli etruschi amavano molto il bronzo, ma si trattava di un materiale prezioso, quindi inventarono questo particolare procedimento per creare degli oggetti che sembrassero fatti di bronzo. A sinistra la molecola di Ossido ferrico (Fe2O3); a destra la molecola di ossido ferroso (FeO) Chimera di Arezzo, bronzo (IV sec. a. C.); Museo Archeologico Nazionale di Firenze Museo Civico Archeologico di Bologna Lupa Capitolina, bronzo (V sec. a. C.), lunghezza 75 cm; Musei Capitolini di Roma Museo Nazionale Archeologico di Villa Giulia, Roma Necropoli di Cerveteri La città romana La città romana replica l'organizzazione del castrum , cioè dell'accampamento militare romano. È suddivisa da strade che si incrociano ad angolo retto. Le strade che vanno da nord a sud si chiamano cardi , mentre quelle che vanno da est ad ovest si chiamano decumani . Al centro della città romana si incrociano il cardo massimo e il decumano massimo . Nel punto di intersezione c'è la piazza del foro con gli edifici più importanti della città. La piazza del foro è chiusa da un lato dall'edificio della basilica , disposta in orizzontale. Sul lato opposto, generalmente c'è il tempio . La piazza del foro è generalmente circondata da portici sotto i quali si aprono botteghe in cui si possono trovare merci provenienti dalle diverse parti dell'impero. Sono generalmente merci preziose. La Piazza del Foro di Brescia (Brixia) Capitolium Teatro Decumano massimo (Via Musei) Portici del Foro Basilica Ricostruzione della Piazza del Foro di Brixia La basilica romana Edificio rettangolare che chiudeva la piazza del foro. ingresso sui lati lunghi dell'edificio absidi sui lati corti file di colonne che dividono lo spazio in navate Edificio di uso civile : la basilica è una piazza coperta usata per incontrarsi e fare affari; è anche la sede del tribunale dove l'imperatore o i suoi rappresentanti amministrava la giustizia. In una delle absidi stava la statua dell'imperatore ; dal lato opposto c'era un seggio su cui si sedeva l'imperatore (o un suo rappresentante) durante i processi. Basilica Ulpia: chiudeva il lato nord-occidentale del Foro di Traiano La casa romana Meraviglie - Villa Adriana dal minuto 00:43 I Romani hanno diverse tipologie di abitazioni: la villa , che è sostanzialmente una casa di campagna circondata da terreni produttivi. Una parte era dedicata all'abitazione del proprietario, mentre il resto era destinato alle attività produttive e come abitazione degli schiavi che coltivavano i campi e allevavano gli animali l'insula , che corrisponde ad un 'condominio' popolare in cui vivevano le persone meno ricche che non potevano permettersi di costrursi un'abitazione indipendente; a seconda della disponibilità economica, coloro che abitavano nell'insula potevano occupare una o più stanze. Vi erano, inoltre, spazi comuni e negozi, collocati al piano terra con apertura sulla strada. A causa dei frequenti incendi, agli abitanti dell'insula era proibito cucinare nelle proprie stanze. Si cucinava generalmente nel cortile interno. la domus , è invece una casa patrizia di città. La domus è un edificio generalmente a due piani . Non è decorato all'esterno, ma anzi è nascosto, poco appariscente e, al piano terra, privo di finestre che possano dare sulla strada per garantire la riservatezza della famiglia. La descrizione che segue si basa essenzialmente sulla cosiddetta Domus di Dioniso , una delle due abitazioni patrizie che fanno parte del percorso museale di Santa Giulia a Brescia . Il Monastero di Santa Giulia e San Salvatore costruito da Desiderio, ultimo re dei Longobardi nel 753 d.C., sorge infatti su un quartiere patrizio composto da diverse domus che si dispiegano per ben 10.000 metri quadrati sotto tutto il complesso museale, lungo l'antico decumano massimo, strada orientata da est ad ovest. Alla Domus di Dioniso si accede attraverso un cardo minore (strada orientata da nord a sud). Domus di Dioniso, Brescia Domus delle Fontane, Brescia Sulla facciata della domus si aprono a destra e a sinistra due tabernae , cioè due negozi. Questi ambienti non comunicano con l'interno della casa. Tra le due tabernae ci sono le fauces , cioè l'ingresso della domus. Il termine latino indica la bocca (in italiano rimangono i termini 'fauci' - bocca di un animale feroce e 'foce' - la parte terminale del fiume che si getta in mare). L'ingresso alla casa è protetto da un portone di legno. Il cuore della casa romana è l'atrio , una stanza solo parzialmente coperta da un tetto spiovente (compluvium), spesso sorretto da colonne. Si ha quindi una stanza con un portico che gira tutto intorno e che ha un'apertura centrale che permette alla pioggia di essera raccolta in una vasca profonda solo pochi centimetri (impluvium ) collegata ad una cisterna che si trova nel piano interrato. La cisterna permette di conservare l'acqua e di tenerla fresca anche d'estate. Questo sistema di accumulo dell'acqua era molto importante perché era spesso la sola acqua che avevano a disposizione per tutti gli usi. L'atrio è anche l'unica fonte di aria e luce naturale delle stanze che lo circondano al piano terra. Il termne che dà il nome a questa stanza viene da un aggettivo latino (ater ) che vuol dire scuro. Sembra strano dal momento che è la stanza più luminosa della casa. Il motivo di questo nome è legato al fatto che nell'atrio è collocato un fuoco dedicato alla dea Vesta , protettrice della casa, che rimane sempre acceso. Di giorno è compito della matrona, la padrona di casa, tenerlo acceso, mentre di notte se ne occupa una schiava. Sempre nell'atrio è generalmente collocato il lararium , un piccolo tempio domestico caratterizzato da colonnine sormontate da un timpano e dotato di porticine che potevano essere chiuse. Nel larario ci sono piccole statue di divinità cui gli abitanti della casa erano devoti. Piccole lucerne erano accese in onore delle divinità. Sempre nell'atrium era presente anche un armadio in cui erano conservate le maschere funerarie in cera che riproducevano il volto dei parenti defunti. Le maschere erano identificate con dei cordoncini rossi cui erano legate delle targhette col nome degli antenati) Sull'atrio si aprono altre stanze: quelle il cui pavimento era semplice, non decorato, erano stanze di servizio, utilizzate dagli schiavi; quelle col pavimento a mosaico erano invece riservate alla famiglia padronale. Il tablinum era una stanza con una grande apertura rivolta verso l'atrium: nel tablinum c'è un tavolo e possiamo dire che si tratta di una stanza polifunzionale. Nel tablinum, infatti, la mattina si radunava la famiglia per la colazione; dopo colazione diventava lo studio del padrone di casa che qui riceveva le persone che volevano parlare con lui. In questa stanza c'era una cassapanca contenente i documenti importanti della famiglia. sull'atrio si apre anche la stanza più grande e più ricca della domus romana, il triclinium . Il triclinio è la sala dei banchetti in cui vengono collocati i letti triclinari su cui i romani mangiano in posizione semi-sdraiata. Al banchetto partecipavano uomini e donne. Queste ultime, però ad un certo punto si ritiravano nel tablinum, dove continuavano a stare insieme con le ospiti. Accanto al tablinum c'era una culina (= cucina), spesso collegata, come a Brescia, con una dispensa. La culina aveva un'apertura nel soffitto da cui si faceva uscire il fumo. Nella Domus di Dioniso, di Brescia la culina è anche il luogo in cui si alimenta il sistema di riscadamento a pavimento della camera da letto padronale. Il riscaldamento ad ipocausto prevede che il pavimento della stanza sia più alto e sostenuto da una serie di colonnine fatte di mattoni. In questa intercapedine si faceva passare aria calda che saliva anche attraverso le pareti che contenevano delle sorte di tubature che permettevano così di riscaldare anche le stanze vicine. La camera da letto (cubiculum ) conteneva solo il letto, una cassapanca e un armadio. La struttura della domus al piano terra era generalmente fatta di pietra o mattoni; una scala collegava il piano terra col primo piano sul quale si trovavano altri ambienti. Il secondo piano era generalmente costruito in legno. Alcune case avevano anche un cortile interno circondato da un portico sostenuto da colonne (peristilio) al centro del quale c'era un piccolo giardino. Talvolta la casa aveva un vero e proprio viridarium - un ampio giardino con alberi, sotto i quali rilassarsi nel periodo estivo, alberi da frutto e un orto con piante utilizzate in cucina e per uso medicinale. La Domus delle Fontane , molto più grande della Domus di Dioniso, è dotata di molte più stanze tra cui diversi triclini, stanze da letto riscaldate, un nynphaeum (sorta di giardino interno con piante in vaso e una fontana molto scenografica caratterizzata da mosaici in pasta di vetro blu e conchiglie) un grande viridarium. Il teatro L'anfiteatro Le terme L'acquedotto Le latrine Il Pantheon Pantheon in 3D - Flipped Classroom Pantheon visita virtuale Il Pantheon è un tempio dedicato a tutti gli dei ; si trova a Roma e ci è arrivato praticamente intatto. L'imponente portone d'accesso in bronzo è ancora quello originale di epoca romana. Davanti all'ingresso c'è un pronao rettangolare ottastilo, che presenta, cioè, otto colonne nella parte frontale. Le colonne monolitiche sono in granito egizio, sono lisce e sono sormontate da capitelli corinzi su cui poggiano la trabeazione e il timpano. Il tempio vero e proprio ha pianta circolare , ispirato ai grandi mausolei funerari degli imperatori . L'interno, pavimento e pareti, è arricchito con lastre di marmi colorati con motivi geometrici. La cupola è realizzata in un pezzo unico grazie al calcestruzzo leggero, inventato dai romani, in cui è presente la pozzolana - pietra leggera di colore rosso e di origine vulcanica. Al centro della cupola a cassettoni c'è una grande apertura, l'oculo ' che permette l'accesso della luce naturale. 1/13 Ara Pacis Ara Pacis - visita virtuale L'Ara Pacis Augustae (Altare della pace di Augusto) è un antico altare fatto costruire a Roma nel 9 a.C. dal primo imperatore romano Augusto, dedicato alla Pace (in latino Pax, intesa come divinità). Originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, il luogo era emblematico perché posto a un miglio romano (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi). Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell'arte augustea e intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. L'Ara Pacis, il trionfo di Augusto - Storica - National Geographic Nel Medioevo l'Ara Pacis, come molti altri monumenti di epoca romana, fu usata come una "cava di marmo": il marmo venne utilizzato per fabbricare altre costruzioni. Verso la metà del 1500 ci fu la prima riscoperta in tempi recenti dei resti dell'Ara Pacis, ritrovata sotto un palazzo a poche centinaia di metri a sud est di dove il monumento fu in seguito ricostruito e restaurato. I marmi decorati a bassorilievo entrarono a far parte di importanti collezioni (a Firenze nelle collezioni medicee poi confluite nella Galleria degli Uffizi; un frammento si trova ora al Museo del Louvre di Parigi e un altro ai Musei Vaticani). Seguirono nei secoli successivi diverse campagne di scavo e progetti di ricostruzione dell'antico monumento. Il museo dell'Ara Pacis e la ricostruzione del monumento, attualmente visitabile, vennero completate nel 2006 su progetto di Richard Meier. Saturnia Tellus (l'età di Saturno ) è una complessa allegoria di una mitica terra dell'Età dell'oro. Si tratta di una delle decorazioni a bassorilievo meglio conservate dell'Ara Pacis. Il rilievo rappresenta una grande figura femminile seduta con in grembo due putti e alcune primizie. Ai lati si trovano due ninfe seminude, una seduta su un cigno in volo, simbolo dell'aria, e l'altra su un drago marino, simbolo del mare; questi due animali evocano la serenità della pace in terra e in mare. Anche il paesaggio ha elementi allegorici: a sinistra è fluviale, con canne e un'oinochoe (anfora) dal quale fluisce l'acqua, al centro è roccioso con fiori e animali (una giovenca accasciata e una pecora che pascola), mentre a destra è marino. L'interpretazione della scena non è univoca: la figura centrale potrebbe essere una Venere Genitrice o una personificazione dell'Italia, o forse ancora della Pax: forse queste interpretazioni erano fuse in un'ideologia ambivalente della Pax Romana dell'epoca di Augusto. La colonna traiana La colonna Traiana - romanoimpero.com Trajan's Column - National geographic Mausolei monumentali Mausoleo di Augusto Mausoleo di Augusto - Ulisse Mausoleo di Adriano - Castel Sant'Angelo Pompei ed Ercolano Brixia Google Maps - via dei Musei, 59 Archeo3D'Italia - Alla scoperta di Brescia Capitolium - L'area archeologica del Tempio Capitolino di Brescia Scavi archeologici testimoniano che già nel terzo millennio a. C. a Brescia c'erano degli insediamenti abitativi. La prima popolazione attestata nella città è quella dei Liguri, una popolazione pre-indoeuropea che in antichità occupava un territorio molto più vasto dell'attuale Liguria che si estendeva dalla regione costiera e montuosa della Provenza fino all'attuale Toscana. I primi insediamenti dei Liguri si trovavano sul Colle Cidneo, in una posizione favorevole per la difesa. Il nome del colle viene fatto risalire al re Cydno, figlio di Ligure, mitico fondatore della civiltà di questa popolazione. Sul Colle si sono poi avvicendati insediamenti Pompei Ercolano Oplontis Stabia Boscoreale La scultura romana Augusto di Prima Porta (I secolo d.C., marmo, altezza 204 cm; Musei Vaticani Gli archeologi trovarono la statua di Augusto di Prima Porta il 20 aprile 1863 presso la Villa di Livia. L’abitazione di Livia Drusilla, moglie di Augusto era costruita nei pressi di Prima Porta. Forse l’autore che oggi rimane sconosciuto era uno scultore greco. La statua di Augusto si trova ai Musei Vaticani presso Città del Vaticano. Augusto è raffigurato in piedi con il braccio destro alzato. L’imperatore indossa una lorica , una corazza da legionario molto decorata sul davanti. Sotto la corazza porta poi una tunica corta militare. Augusto inoltre indossa un paludamentum cioè un mantello intorno ai fianchi. Un lembo del mantello è portato sul davanti e ricade sulla mano sinistra. L’imperatore sempre nella mano sinistra impugna una lancia . Un bambino che rappresenta Eros a cavallo di un delfino è scolpito vicino alla gamba destra. La posa assunta dell’imperatore era tipicamente utilizzata per richiedere il silenzio prima dell’incitamento dell’esercito in battaglia (allocutio ). L’Eros che compare ai piedi della statua di Augusto è un simbolo della nascita della dea Venere che sorse dalle acque . Questo particolare ricorda l’ascendenza di Augusto che apparteneva alla gens Iulia . L’imperatore, quindi, vantava una diretta discendenza da Venere. La dea, infatti, era madre di Enea che a sua volta era padre di Ascanio o Iulo. La statua è propagandistica, cioè serve a rafforzare l'idea del potere politico dell'imperatore. I Romani realizzavano statue di questo genere in tutte le città dell'impero, in modo che ovunque si ricordasse chi deteneva il potere. I rilievi che decorano la lorica di Augusto fanno riferimento alla storia e all’ideologia dell’Imperatore. In alto è raffigurata la personificazione del caelum. Al di sotto poi vola la quadriga del Sole. Verso destra si trova poi la luna che è quasi del tutto coperta da Aurora. Al centro della lorica si trovano due personaggi. Si tratta del re dei parti, Fraate IV che restituisce le insegne sottratte ai Romani dopo la sconfitta di Crasso. Forse il generale romano che è accompagnato da un lupo è Tiberio che partecipò alla campagna contro i Parti. Il paludamento indossato dall’Imperatore era solitamente portato col parazonium che rappresentava il simbolo del generale romano in comando all’esercito. La corazza indossata da Augusto era realizzata nella realtà in pelle con inserti in metallo. Nella statua risulta però molto aderente e fa risaltare le masse muscolari del corpo. L’animale che accompagna il generale romano raffigurato al centro della lorica è probabilmente una Lupa che era il simbolo di Roma. Secondo altri storici si tratta invece di Augusto o di Marte dio della guerra. Ai lati della lorica si trovano due donne che stanno piangendo. Quella di destra porta in mano uno stendardo sul quale è rappresentato un cinghiale e la carnix , la tromba celtica a forma di drago. La donna di sinistra invece sembra sottomessa e porge un parazonium. Forse la prima donna rappresenta le tribù celtiche del nord-ovest della Spagna, gli asturi e i cantabri. Augusto aveva conquistato queste popolazioni. Secondo un’altra ipotesi rappresenta invece la Gallia che l’imperatore Augusto aveva riorganizzato e pacificato tra il 12 e l’8 avanti Cristo. La seconda donna invece porta un’arma, quindi, potrebbe rappresentare le tribù germaniche che abitavano tra il Reno e l’Elba. Sotto le figure delle donne sono presenti Apollo su un grifone e Diana seduta su un cervo. In basso, infine, si trova la dea Tellus che è simbolo di fertilità e tiene in mano una cornucopia colma di frutta. Vi sono anche due neonati che afferrano la veste della dea. I neonati che si reggono alla veste della dea ricordano le figure della Tellus Mater dell’Ara Pacis. I ritratti romani sono molto realistici perché tramandano l'immagine di persone realmente vissute. I segni del tempo e della vita sono considerati molto importanti: un uomo raggiunge una certa posizione sociale grazie al proprio carattere e grazie a tutta una serie di esperienze anche molto difficili che lasciano il segno sul corpo. Ritratto di Silla (I sec. a. C.), marmo; Museo Nazionale Archeologico di Venezia Ritratti della Collezione Torlonia

  • Paesaggio con albero | ProfCasilli

    LANDSCAPE WITH MOUNTAINS WITH INCREASING GRADATION OF INTENSITY PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Execution To begin we prepare a sheet (a quarter of your rough drawing sheet is more than enough) glued to the support with paper-tape. Prepare the diluted blue color (prepare a good amount so you don't have to do it again in the course of work) Spread evenly across the paper and leave some white space for clouds only at the top of your sky. Let it dry Paint a mountain just below the clouds and work your way to the bottom of the paper. Let it dry again. Paint the second mountain (move the top a little so that it does not coincide with the previous one) After letting it dry, proceed with the subsequent drafts. 11. Now let's paint the trunk: mix a small amount of yellow, a hint of red and blue. Mix the ingredients and try to get a brown you like. Remember to use it diluted. 12. Paint from top to bottom following the shape of the trunk . To enrich the painting, you can add a little blue on one side of the trunk to accentuate the three-dimensionality 13. after drying well, proceed to paint the ground. Also in this case it uses the same starting colors used so far . Create a green and start painting within one of the sections prepared for the ground, then add a little pure yellow to create a brighter area or some blue, to get a more shaded area. bb3b-136bad5cf58d_ Proceed in the same way in the following areas, trying to distribute the colors so that you do not have the same color on one side only. 14. After drying, start painting the hair: paint within the spaces defined by the sign. Start with a color (always one of the three chosen or created by you by combining the same) ._ cc781905-5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ 15. for a special result, you can moisten, with the brush dipped in clean water, the space where you need to paint and use small amounts of pure colors which, as you will see, will only spread inside the humid area. To get shades, clean the brush and put in a small amount of one of the other colors. 16. While this part dries, moisten a space not bordering the one you just painted, and continue, trying to arrange the colors in a balanced way. NOTE: How to tell when the sheet is dry enough to work on it again Since this technique requires the use of a lot of water, it is normal for the sheet (especially if it is not watercolor paper of good thickness) to swell. It is precisely for this reason that before starting to paint we have to glue it to the support with a frame of paper tape all around. When the sheet dries, it returns to spread out. Also, by touching the sheet with your hand, you should feel it no longer wet and cold. Back to Watercolor Go to Dilution

  • Forum | ProfCasilli

    Wix Forum is no longer available This application has been discontinued. If you need community app use Wix Groups.

  • Caspar David Friedrich | ProfCasilli

    Caspar David Friedrich (Greifswald, September 5, 1774 - Dresden, May 7, 1840) Friedrich is a German artist. From the point of view of technique, his painting is very close to that of neoclassical painters, but the themes of his paintings are deeply romantic: endless expanses of sea, tragic events such as shipwrecks, landscapes with Gothic ruins. Georg Friedrich Kersting, Caspar David Friedrich in his study (ca.1819) Georg Friedrich Kersting's painting is a portrait in which we see Friedrich at work in his studio in Dresden, a beautiful German city located along the Elbe River. Friedrich is stationary in front of his easel and holds a palette and a long rod in his hand, a fundamental tool for the painters of the time that allowed him to rest the wrist of the hand and maintain a subtle and perfectly controlled sign. The studio is very bright and overlooks the large navigable river, populated by small and large boats. Next, the map of Germany's largest island, Rügen, overlooking the Baltic Sea. Many of Friedrich's paintings are set here: by clicking on the image you can access the Google map where you can see many images of the coast with very high white cliffs overlooking the infinite expanse of the sea. Caspar David Friedrich, The white cliffs of R ü gen (1818), Oskar Reinhart Am Römerholz Collection, Winterthur, Switzerland Google Arts & Culture - Friedrich Caspar David Friedrich, Sea in the moonlight, 1835-1836, oil on canvas, 134 x 169.2 cm - Hamburg, Hamburger Kunsthalle The Abbey in the Oakwood, 1810 Entrance to the cemetery, 1825 The Great Reserve, 1832 Caspar_David_Friedrich_011.jpg Cross in the mountains, 1807 - 1808, Dresden, Gemäldegalerie Rocky ravine in the Elbe Sandstone Mountains, oil on canvas painted between 1822 and 1823 Monk by the sea (1808 - 10) Caspar David Friedrich, Monk by the Sea (1808-10) oil on canvas (110 x 171.5 cm), Alte Nationalgalerie, Berlin The painting immediately strikes us for the empty space and the very small size of the only character present. It is clearly a representation of the sublime : the painting has a horizontal development; most of the painting is occupied by the sky of dawn with a thick dark fog that still thickens above the very dark sea moved by some ripples. The monk is on a promontory from which he contemplates the immensity that surrounds him. The size of the character highlights the mood: in front of the spectacle of nature, the monk feels small. The painting is large (171.5 cm) and being in front of it, the observer is captured by this immense space. The dark colors underline, once again, the quite dramatic mood of the monk: nature is strong and dominant and man knows he has no power over it. Caspar, David Friedrich, The Sea of Ice ( The Shipwreck of Hope ), 1822 oil on canvas (98 x 128 cm) Kunsthalle, Hamburg (Germany) Let's look at the picture In the background we see a wasteland, cold and icy, accompanied by a livid sky that seems almost an impenetrable wall, while the first floor is dominated by shattered ice sheets, which for the colors used could seem like the rubble of a building. The light is clear, the painting clear, so much so that the first impression could be that of being in front of a photograph. In the structure of the work, we see that a group of plates in the background has a prevalent diagonal direction from right to left. The set of slabs forms a sort of pyramid, which however is a far cry from the straight pyramid which was the preferred structure of Renaissance artists. This pyramid has an inclined height, which rather reminds us of the diagonal compositions of the Mannerist period and which is taken up by another ice pyramid, with the same inclination, which is in the background. In front of the slabs oriented to the left, we see a series of smaller plates oriented in the opposite direction, creating the impression of a rotating movement around the central axis of the painting. The title of the work speaks of a shipwreck, but where is the ship? To identify it we must carefully scrutinize the work and, only with difficulty, we can recognize more or less large fragments of a darker material that are what remains of a sailing ship crashed by impact with the pack ice. Nature, powerful and destructive, even when represented by an inert form such as an ice sheet might appear, has inexorably claimed its victims. The work is inspired by the artist from one of the numerous shipwrecks of ships that had long been engaged in expeditions in search of the mythical 'north-west passage', a route that was supposed to connect the Atlantic Ocean to the Pacific Ocean in the Northern hemisphere passing through the Arctic archipelago of Canada, within the Arctic Ocean. There had been so many failures, yet these explorers continued for years to heroically pursue their goal. The subject of the painting, therefore, is not a simple pictorial restitution of reality, but is the representation of a 'stepmother' Nature , fundamentally hostile, against which man, even in his finitude, exercises his heroic qualities of resistance and perseverance. , even when everything seems doomed to failure. Alongside this, the sense of the sublime also emerges, of that sensation of total absorption and dismay in the face of the strength and power of nature. Caspar David Friedrich, Wanderer on the Sea of Fog (1818), oil on canvas (95 x 75 cm), Hamburger Kunsthalle in Hamburg Wanderer on the Sea of Fog (1818) Always dear to me was this hermitage hill, and this hedge, which goes so far of the last horizon the gaze excludes. But sitting and looking, take it forever spaces beyond that, and superhuman silence, and very deep stillness in my thoughts I pretend, where for a little while the heart is not afraid. And like the wind I hear rustling among these plants, I that one infinite silence to this voice I am comparing: and I remember the eternal, and the dead seasons, and the present and alive, and the sound of her. So between this immensity drowns my thought: and shipwreck is sweet for me in this sea. Selected poems: GIACOMO LEOPARDI, The infinite, May 28, 1819 (Canti, XII). video- Alessandro Baricco explains Leopardi's Infinity Look at the picture : the format is vertical, to leave more space for the landscape that unfolds before the eyes of the protagonist. We see him from behind and we don't know who he is. We sense that he is a young man in good physical health who has climbed a mountain path until he reaches a spur of rock on which he has climbed to be able to look at the valley below him. You don't see much: the top of some mountain with some trees that give us the measure of things; everything is immersed in the fog, a fog that moves like the waves of a sea and in this sea the mountain tops look like islands. In the distance other mountains, less steep, and behind them, still others, more and more tenuous in colors ... they seem made of air. The protagonist of the painting is not a historical figure and does not even represent a person of an important social class. Yet, he is in all respects a heroic character: the bearing is proud, the pose is that of someone who is the master of his own life. Alone, like all romantic heroes, he contemplates in front of him a wide, luminous, even if mysterious landscape. Thus it is the hero who dedicates his life to achieving a goal and leaves behind everything that could distract him from this goal. This work has always been associated with Leopardi's poem Infinity, written only a year after the painting was made. These two works are inspired by the same romantic spirit, by the irresistible attraction for the limit that separates the ordinary finiteness of human life from being part of something greater, even at the cost of getting lost. Torna a Romanticismo

  • Gotico | ProfCasilli

    THE GOTHIC (1100 - fine 1300) As we have already seen in architecture, the Gothic style, which was born in France and spread in Europe, struggles a lot to establish itself in Italy. In Italian 'Gothic' cathedrals the windows are not as high as in the rest of Europe and the structure continues to have solid walls, at least up to a certain height. This feature determines a difference in the decorations: in France, Germany and England the depictions of stories from the Bible or the Gospels are rendered through large stained glass windows in Italy, these representations are made by means of painting. The painting of this period is transformed, compared to that of the Byzantine and Romanesque period. On the one hand, the international Gothic style influences the depictions: in the paintings we see characteristic elements of architecture, such as pointed arches, and the figures appear elongated, graceful and elegant. This way of painting particularly influences the SENESE SCHOOL (= of Siena). In Florence, on the other hand, Cimabue, first, and Giotto, then, begin a real revolution that will pave the way for the Renaissance: the landscape and the characters are described in an ever more realistic way and a way of expressing them is sought through gestures and facial expressions emotions. Architettura gotica in Europa In Francia, dove lo stile Gotico nasce, inizialmente riguarda l'architettura sacra ed ha lo scopo di celebrare la grandezza di Dio . Due sono essenzialmente gli elementi caratteristici: lo slancio verso l'alto , che simboleggia lo sforzo dell'uomo per avvicinarsi a Dio, per mezzo della preghiera, e l'utilizzo della luce , visto come manifestazione di Dio verso gli uomini. Per raggiungere il primo obiettivo si utilizzano nuovi elementi architettonici: l'arco a sesto acuto (o ogivale) , cioè un arco più stretto e slanciato di quello a tutto sesto di derivazione romana la volta a crociera ogìvale , ottenuta partendo dagli archi ogìvali impostati su pilastri, con costoloni nei punti di contatto delle vele, che scaricano il peso della costruzione lungo i pilastri pilastri a fascio , costituiti da fasci di colonne che costituiscono una struttura massiccia, anche se elegante, in grado di sostenere l'enorme peso della struttura. Il secondo obiettivo è legato al primo: I costoloni che scaricano il peso dell'edificio, liberano i muri perimetrali che non hanno più la funzione di sostegno: i muri diventano più sottili ed è possibile aprire grandi finestre che inondano l'interno delle cattedrali di luce Le finestre , slanciate, si concludono con archi ogìvali e sono caratterizzati da vetrate colorate, sulle quali vengono raccontati episodi sacri Gli architetti di questo periodo devono inventare nuove soluzioni tecniche per rispondere agli ideali che queste nuove costruzioni vogliono diffondere. Tra gli elementi più innovativi ed essenziali, c'è l'introduzione di contrafforti con archi rampanti . Si tratta di strutture esterne che si appoggiano ai muri perimetrali e permettono di scaricare l'enorme peso di queste altissime costruzioni, permettendone la stabilità. Cattedrale di Saint Denis L'arte e gli artisti nel Medio Evo Oggi siamo abituati a pensare agli artisti come persone molto speciali, dotate di particolari talenti, ma nel Medio Evo non era così. La parola ARTE era collegata alle associazioni corporative di mercanti e artigiani. Gli artisti erano considerati 'artefici' cioè letteralmente persone che lavoravano con le mani , quindi artigiani. In questa categoria c'erano pittori, scultori e architetti. Il principale committente era la Chiesa che si serviva dell'opera degli artisti per divulgare i propri insegnamenti ad un pubblico per lo più analfabeta. Per tutto il Duecento gli artisti vennero considerati di rango inferiore rispetto a tutti coloro che praticavano le cosiddette 'arti liberali'i quali si servivano della comunicazione scritta, destinata ai pochi che al tempo erano in grado di leggere e di scrivere. Nel Trecento le cose cominciano a cambiare e Giotto è il primo artista che dimostra consapevolezza delle proprie capacità firmando le proprie opere e pian piano si cominciano a considerare pittori, scultori e architetti come persone che non solo sono abili nell'utilizzo delle tecniche, ma che utilizzano anche l'intelligenza per la realizzazione delle loro opere. Questa nuova considerazione porterà ad un miglioramento del prestigio degli artisti nella società del tempo e anche ad un miglioramento economico. To understand the extent of the changes, let's compare the works. the first work is a Byzantine mosaic of Theodora, wife of the Emperor Justinian, from the Basilica of San Vitale in Ravenna. It is a mosaic in which the figures are very static, they seem to be posed. The background is made of gold the second work is always a mosaic from the apse of the Cathedral of Cefalù, with the representation of Christ Pantocrator (= omnipotent). Again we have a great abundance of gold. The figure of Christ is very detailed and, despite the elaborate drapery, continues to be static. (Romanesque period) Now let's compare some works of the Sienese School and the Florentine School. La Scuola senese mantiene un contatto più diretto con l'arte bizantina e col gotico francese: eleganza, figure allungate, sfondi oro La Scuola fiorentina, con Cimabue e Giotto, cerca una umanità più terrena, realistica: il paesaggio è terrestre con animali, piante e scorci di città i personaggi sono meno evanescenti sui volti compaiono le emozioni Giotto di Bondone, Annunciation (1303-1305), fresco from the Scrovegni Chapel, Padua Simone Martini, Annunciation (1333), tempera on wood (184 x 210 cm), Uffizi Gallery, Florence Cimabue e Giotto Giotto è l'atista che prepara la strada al rinnovamento del Rinascimento. Pittore e architetto (suo è il Campanile della Basilica di Santa Maria del Fiore di Firenze), grazie agli insegnamenti del suo maestro Cimabue, si allontana gradualmente dalla visione codificata dei modelli bizantini e cerca di avvicinarsi sempre più ad una rappresentazione fedele della realtà. In generale, Giotto Diminuisce l'utilizzo dell'oro nei suoi dipinti cerca di dare consistenza plastica alle figure inserisce le scene in paesaggi e scorci cittadini cercando anche di restituire una visione prospettica (dobbiamo ricordare che la prospettiva non è stata ancora descritta in modo preciso e si dovrà attendere fino alla metà del '400 quando Filippo Brunelleschi la descrive). Crocifisso di Santa Croce, Cimabue (1272-1280); tempera su tavola; 448 x 390 cm, Museo di Santa Croce, Firenze immagine: licenza Creative Commons Nel crocefisso di Giotto la posa è sicuramente meno elegante, ma percepiamo con maggior forza il peso del corpo che determina l'abbassamento delle braccia. Osserva come i muscoli del petto siano in tensione. Osserva anche che Giotto sceglie di rappresentare i piedi sovrapposti e fissati da un unico chiodo. Il sangue cola dalle ferite, la testa è reclinata in avanti. Sotto la croce si vede una forma trapezoidale che contiene una roccia e alla base della roccia un cranio: questo elemento rappresenta il Golgota, cioè il monte sul quale è avvenuta la crocifissione (in ebraico il termine significa cranio). Come sempre, esaminiamo e confrontiamo alcune opere per comprendere meglio le novità introdotte. Cimabue , come puoi vedere nel Crocifisso qui riportato, partendo dai modelli bizantini, inizia ad inserire degli elementi che possano trasmettere maggiore coinvolgimento emotivo, come la curvatura del corpo e utilizzando il chiaroscuro (cioè le ombre) riesce a dare al corpo maggiore tridimensionalità. Osserva però che la figura del Cristo ha delle proporzioni molto allungate, come avveniva nello stile bizantino e la ricerca dell'eleganza ne fa una rappresentazione spirituale. Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-95); tempera e oro su tavola; 578 x 406 cm, Santa Maria Novella Firenze ciclo pittorico = è un insieme di dipinti caratterizzati da un tema comune, realizzati dallo stesso artista e collocati in uno stesso luogo I cicli pittorici , nei quali possiamo vedere maggiormente le novità e la grandezza di questo artista, si trovano concentrati in due luoghi: ad Assisi nella Basilica di San Francesco e a Padova , nella Cappella degli Scrovegni. Giotto, come già detto, è il primo artista che , consapevole della propria bravura, firma le sue opere . I grandi cicli di affreschi richiedono un lungo lavoro di preparazione delle superfici e dei materiali necessari alla pittura, oltre che la progettazione delle diverse scene. Giotto crea una bottega nella quale lavorano diversi allievi e aiutanti. Il lavoro è suddiviso in base alle competenze e alle esigenze. In questo modo, Giotto, caratterizzato da un forte spirito imprenditoriale, riesce a far fronte alle commissioni ricevute. Basilica di San Francesco d'Assisi - virtual tour Cappella degli Scrovegni - Padova - virtual tour Cappella degli Scrovegni - 3D - alternativo Giotto, Compianto sul Cristo morto (1303 -05); affresco; Cappella degli Scrovegni, Padova immagine di Gennadii Saus i Segura, licenza Creative Commons Analisi dell'opera Le scene presenti nella Cappella degli Scrovegni sono suddivise in riquadri circondati da cornici. Il riquadro che stiamo analizzando ha una forma quadrata. La scena è ambientata in un esterno : lo sfondo presenta una salita rocciosa che taglia in diagonale la scena e si conclude con un albero spoglio. Questo elemento divide idealmente la scena in due parti : in alto vediamo un gruppo disordinato di angeli che osservano disperati la scena rappresentata in primo piano. Ogni angelo è caratterizzato in modo diverso ed esprime il proprio dolore con gesti molto forti. In primo piano vediamo Maria che sorregge il corpo di Gesù. Maria è accompagnata da molte altre donne: ne vediamo un gruppo in secondo piano e altre in primo piano. A destra in secondo piano, vediamo alcune figure maschili. Ogni figura è caratterizzata da una gestualità con la quale Giotto rappresenta la sua personale partecipazione al dolore di questo momento. Osserva i gesti di ciascun personaggio e l'espressione dei volti. Il modo in cui Giotto rappresenta le emozioni è un elemento nuovo nella pittura : mentre nel periodo precedente le figure dovevano esprimere la superiorità spirituale, qui Giotto rappresenta invece una umanità vera e semplice. Nella scena compaiono due figure sedute per terra di spalle : questa è una novità nella pittura del tempo: Giotto non vuole rappresentare i singoli santi, ma vuole rendere con naturalezza una scena di cui è spettatore. Il taglio diagonale dello sfondo, così come la postura e la disposizione dei diversi personaggi creano una composizione dinamica . Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, Il presepio di Greccio, Giotto (1295 - 99); affresco 230 x 270 cm Licenza Creative Commons Osserva gli elementi che descrivono l'ambiente in cui è collocata la scena della sacra rappresentazione: è facile rendersi conto che gli edifici hanno dimensioni ridotte: si tratta infatti di edifici in legno realizzati come scenografia. Giotto, infatti, si ispira proprio alle sacre rappresentazioni che ebbero origine in Italia dal Presepe di Greccio realizzato da San Francesco nel 1223: si trattava di un presepe vivente in cui diversi personaggi rappresentavano la nascita di Gesù e declamavano dei testi in volgare (= l'italiano del tempo). Natività di Maria, Giotto (1303-05 ca.); affresco dalla Cappella degli Scrovegni di Padova Licenza Creative Commons Il Giudizio Universale Siamo sempre a Padova, nella Cappella degli Scrovegni. Sul muro di fondo nel quale si apre il portale d'ingresso alla chiesa è collocato l'affresco che rappresenta il Giudizio Universale. L'affresco occupa l'intera parete ed è occasione per Giotto di grandi invenzioni fantastiche. L'dea di per sé non è totalmente originale e sicuramente Giotto si ispira ad un bellissimo mosaico veneto-bizantino che si trova nella Basilica di Santa Maria Assunta sull'isola di Torcello, nella laguna veneta. Particolare del Giudizio Universale nella Basilica di Santa Maria Assunta, Torcello (Venezia); seconda metà dell'XI e seconda metà del XII secolo. foto di Sailko, Licenza Creative Commons Osserva come dalla figura di Cristo racchiuso nella mandorla scende un fiume di sangue che si trasforma in fuoco e scende fino all'inferno Giotto, Giudizio Universale; affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova Licenza Creative Commons

  • Arte Bizantina | ProfCasilli

    Roman art Lo stile bizantino caratterizza l'arte e l'architettura che si sviluppano nell'Impero Romano d'Oriente che, a partire dal 395 ha il proprio fulcro nella città di Costantinopoli - l'antica città greca Bisanzio, ribattezzata dall'imperatore Costantino I, nota, ai giorni nostri col nome di Istanbul, una delle maggiori città dell'attuale Turchia). Tale stile è il risultato della contaminazione dell'arte e dell'architettura romane e greche, con influenze dal Vicino Oriente. Cattedrale di Santa Sofia (Istanbul, Turchia) L'edificio nel quale vediamo applicati per la prima volta i criteri dello stile bizantino è la Basilica di Santa Sofia. Dedicato alla sapienza di Dio , dal 537 al 1453 l'edificio fu cattedrale cristiana bizantina (sede del Patriarcato di Costantinopoli , a eccezione di un breve periodo tra il 1204 e il 1261 quando fu convertito dai crociati sotto l'Impero latino di Costantinopoli a cattedrale cattolica di rito romano ). Divenne moschea ottomana il 29 maggio 1453 e tale rimase fino al 1931 , quando fu sconsacrata . Il 1º febbraio 1935 divenne un museo. Il 10 luglio 2020 , con un decreto presidenziale, è stata nuovamente aperta al culto islamico Principali caratteristiche pulvino : tronco di piramide rovesciata a base quadrata che viene sovrapposto al capitello; questo elemento permette di alzare l'arco e far entrare più luce negli edifici abbondanza di decorazioni molto raffinate derivate da intrecci di fiori e tralci (es: capitelli bizantini nella Basilica di San Salvatore a Brescia) proporzioni allungate delle figure umane (proporzione 1:9 invece che 1:8, del canone di Policleto utilizzato nel periodo classico dell'arte greca). Questo stratagemma sottolinea l'eleganza dei personaggi figure stilizzate , per lo più rappresentate frontalmente e differenziate attraverso gli abiti mancanza di realismo assenza quasi totale della prospettiva (si usa la sovrapposizione degli elementi per rendere la profondità dello spazio la pittura viene sostituita dal mosaico uso abbondante dell'oro specialmente negli sfondi (non viene rappresentato il mondo reale, ma tutto è immerso in una luce spirituale 什么是拜占庭艺术? 千古兴亡 | 拜占庭建筑 拜占庭艺术 basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 Santa Sofia - pianta Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=387531 Capitello bizantino Santa Sofia basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 1/7 Ravenna WORLD HERITAGE LIST L’arte paleocristiana assume aspetti particolari a Ravenna, che dal 402 viene preferita a Roma come capitale dell’Impero d’Occidente perché giudicata più sicura da attacchi e invasioni. Grazie agli stretti contatti fra imperatori d’Oriente e d’Occidente, si diffonde lo stile bizantino che si era sviluppato a Costantinopoli (l’antica Bisanzio, oggi Istanbul), capitale dell’Impero d’Oriente. Vengono quindi preferiti i mosaici (tipici dall’arte bizantina) alla pittura e gli edifici presentano un contrasto fortissimo fra l’esterno molto spoglio, e l’interno, scintillante d’oro: per il cristiano non ha importanza la bellezza esteriore ma quella interiore. 拉文纳 Gli edifici bizantini più importanti di Ravenna Mausoleo di Galla Placidia (dopo il 426 d. C.) Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 549 d. C.) Sant'Apollinare Nuovo (Teodorico fa iniziare la costruzione nel 505 d. C.) Basilica di San Vitale (532 -547 d.C.) Mausoleo di Teodorico (fatto costruire probabilmente prima del 526, anno della morte di Teodorico) Il mausoleo di Galla Placidia Il Mausoleo di Galla Placidia - video da 'Le meraviglie' Il mausoleo è una tomba monumentale. Il piccolo edificio è rivestito da mattoni che formano solo un semplice disegno sui lati; la pianta è a croce greca (cioè con i quattro bracci uguali) con una cupola, all’incrocio dei bracci, nascosta dal tiburio , cioè quella specie di cubo in mattoni che sembra sostenerla. All’interno, nella cupola, è raffigurata, su un cielo blu cobalto, una croce d’oro circondata da stelle, sempre d’oro, che diminuiscono di misura salendo verso l’alto. L’impressione è di uno scintillio che aumenta fino a concentrarsi nella croce, simbolo della luce di Dio e della salvezza. Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 1/6 Per approfondire: Didatticarte - Arte Bizantina Up

  • Impressionismo | ProfCasilli

    Page Title Second half of the nineteenth century 1874 - 1886 video - Impressionism This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Section Title Every website has a story, and your visitors want to hear yours. This space is a great opportunity to give a full background on who you are, what your team does and what your site has to offer. Double click on the text box to start editing your content and make sure to add all the relevant details you want site visitors to know. If you're a business, talk about how you started and share your professional journey. Explain your core values, your commitment to customers and how you stand out from the crowd. Add a photo, gallery or video for even more engagement. CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE pittura en plain air attenzione agli effetti mutevoli della luce ricerca della prima impressione visiva soggettività della visione prevalenza del colore sul disegno TEMI TEMI TEMI TEMI la città moderna luoghi di ritrovo al chiuso e all'aperto frequentati dalla classe borghese attività quotidiane e di svago il paesaggio i temi trattati sono un pretesto per parlare della pittura stessa e sono trattati come se fossero parte essi stessi del paesaggio STILE STILE STILE STILE pennellate larghe e rapide di colori primari e secondari accostati direttamente sulla tela pittura vibrante The protagonists Félix Tournachon, detto Nadar , fotografo che ospita la prima mostra degli Impressionisti nel suo studio al 35 di Boulevard des Capucines, Parigi Édouard Manet , pittore essenzialmente romantico, amico degli impressionisti, ne condivide il desiderio di rinnovamento, pur non volendo essere etichettato come impressionista. Claude Monet , fondatore del gruppo degli impressionisti, da bambino era un monello incontenibile. Nel 1870 scoppia la guerra con la Prussia; Monet e la moglie vanno a Londra per sfuggire al conflitto e qui l'artista vede le opere di Turner. Monet compie il passaggio al nuovo stile Pierre Auguste Renoir , di umilissime origini, inizia da bambino a lavorare in una manifattura di porcellane come decoratore, così mette da parte i soldi per poter andare a Parigi a studiare. Oltre alla pittura ad olio, è famoso per i suoi disegni a pastello. Berthe Morisot è tra i fondatori del gruppo impressionista, qui è ritratta da Manet, con cui intrattenne uno stretto rapporto di amicizia. Di origine alto borghese, si forma grazie a corsi privati presso lo studio di vari artisti: per le donne non sarà possibile essere ammesse all'accademia fino al 1897. Le sue opere, pienamente impressioniste, rivelano temi legati al mondo femminile. Camille Pissarro , originario delle Antille, nonostante l'opposizione del padre decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Partecipa delle idee di rinnovamento degli impressionisti, anche se le sue opere sono caratterizzate da una maggiore solidità compositiva. Mary Cassat è americana. Originaria di Pittsburgh, dopo avere compiuto studi artistici, si trasferisce a Parigi come artista professionista. La svolta nel suo percorso artistico avviene quando incontra Degas (che la ritrae in questo quadro), di cui diviene allieva. Non si sposerà mai per dedicarsi totalmente alla pittura. Le sue opere offrono una visione intima del mondo femminile. Edgar Degas aveva una solida formazione accademica e aveva compiuto studi classici. All'inizio, voleva imporsi come pittore di storia, poi cambia strada. è noto soprattutto per i suoi dipinti dedicati alla danza: era affascinato dal movimento, aspetto mutevole, come la luce che ispira Monet. Anche lui è un maestro della tecnica dei pastelli, come Renoir. è anche scultore, noto per la sua opera Piccola danzatrice di 14 anni . Discoveries and inventions that make the impressionist revolution possible studies on the perception of light and color invention of oil colors in tubes invention of photography GA&C. - Édouard Manet GA&C. - Claude Monet GA&C. - Pierre-Auguste Renoir GA&C. - Edgar Degas GA&C. - Camille Pissarro GA&C. - Berthe Morisot GA&C. - Mary Cassat video - Monet and the delicacy of light The artists and the works Eduar Manet Édouard Manet, Il bar delle Folies-Bergère (1882); olio su tela, 96 x 130 cm; Courtauld Institute of Art , Londra Édouard Manet , La famiglia Monet in giardino ad Argenteuil (1874) olio su tela, 61 x 99,7 cm; Metropolitan Museum of Art , New York Édouard Manet, Il balcone (1868-69); olio su tela, 170×124 cm; Museo d'Orsay , Parigi Didatticarte - D’apres e citazioni d’arte Claude Monet Series The search for the effects of light on the subjects led Monet to create more paintings of the same subject: the painter worked simultaneously on several paintings with very similar points of view and changed the canvas as soon as the natural light conditions changed. Thus the numerous series were born. Here are some of them: The poplars the Gaire Saint-Lazare station the Cathedral of Rouen The Sheaves The Water Lilies Monet è il fondatore dell'Impressionismo. Claude Monet , Impression soleil levant (1872); olio su tela, 48 x 63 cm; Musée Marmottan Monet, Parigi Questa tela, esposta nel 1874 nella prima mostra dei pittori impressionisti, è considerata il manifesto del movimento. Il dipinto non è riproduzione realistica della realtà, ma mira a trasmettere la prima impressione del pittore di fronte all'aurora sul porto di Le Havre. Il porto appare avvolto dalla foschia che rende tutto sfocato e indefinito. In primo piano si vedono tre imbarcazioni disposte in diagonale più o meno visibili a causa della distanza e degli strati di nebbia. Sullo sfondo, dietro il velo di foschia, si intravedono i pennoni di alcune navi ormeggiate, alcune gru per la movimentazione delle merci e le ciminiere di alcune fabbriche. Il cielo e l'acqua della Senna sono caratterizzati dai riflessi rossastri del sole nascente che è l'elemento più definito e colorato del dipinto. Il quadro ha le caratteristiche di uno schizzo, dipinto con pennellate veloci e sovrapposte. Edgar Degas Degas and photography

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