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- About | ProfCasilli
About Silvia Casilli Teacher of Art and Image in the First Grade Secondary School. Graduated in 1990 in Foreign Languages and Literatures with historical-social address at the State University of Verona and in Visual Arts (Painting) at the Free Academy of Fine Arts (LABA) of Brescia in 2007. Visual artist, she dedicated herself to research pictorial and photographic in the context of lyrical abstraction. He has exhibited in numerous solo and group exhibitions in Italy and abroad. Co-founder of the Cultural Association Amici della LABA (later renamed Association of Visual Arts), she collaborated with other artists in the realization of public works in the district of Ponte di Legno. She has dedicated herself to the dissemination of art, always within the association, holding free courses in art history. He participated in a project on the enhancement of cultural heritage in the area of Lake Garda, holding workshops on the fresco in schools of different levels and levels in the area. The site is not for commercial purposes, but for educational purposes only. It was created to systematize material collected or created specifically for lessons over the course of several years of teaching. SOURCES: Arte Mondo, Rmanuela Pulvirenti, manual for lower secondary school published by Zanichelli MOMA, M.Rinaldi, E. Bocchino Garbero, edited by Lattes L'Arte Racconta, Giulia Rossetti and Chiara Monaco, published by Pearson Giotto, A. Cottino, S. Ferrari, C. Zaffaroni, S. Nobis, ed. De Agostini Visual Emotions, L. Vivarelli, G. Coco, ed. Petrini Didatticarte , by Emanuela Pulvirenti Alcuni dei miei lavori...
- COMPITO PER LE VACANZE | ProfCasilli
COMPITO PER LE VACANZE Scrapbook delle vacanze estive COMPITO OBBLIGATORIO MINIMO 15 PAGINE scrap = n. frammento, pezzetto, ritaglio. Se ci pensi è una parola onomatopeica, cioé una parola che nasce da un suono, e in particolare, dallo strappare un foglio di carta scrapbook = n. libro di ricordi scrapbooking = n. tecnica con la quale si personalizzano le pagine di uno scrapbook Cos'è uno 'scrapbook'? Partendo dal significato della parola scrap possiamo cominciare a capire che lo scrapbook è un album creativo di ricordi. In rete si trovano tanti contenuti di esempio e guide per la realizzazione di uno scrapbook perché questo tipo di attività creativa è diventato un hobby molto diffuso. Lo scrapbook può diventare un modo per personalizzare un album di fotografie, ma può anche diventare un modo per raccogliere gli appunti di una materia: durante gli esami di quest'anno (2025) ho avuto modo di vedere gli appunti di storia della musica di alcune mie studentesse che avevo introdotto due anni fa alla pratica dello scrapbooking: veramente belli, piacevoli, leggibilissimi e che, secondo me, rendono piacevole lo studio. Cosa metto nel mio scrapbook delle vacanze? brevi racconti di esperienze vissute (viaggi, grest, incontri con gli amici, giochi,...) foto disegni che rappresentano luoghi e persone (al posto delle foto) biglietti di viaggio ingressi a luoghi visitati mappe e itinerari di viaggi o camminate trasformazione creativa di oggetti come bastoncini di ghiaccioli, cannucce, bottoni, graffette, ecc. stickers ritagli emozioni (brevi frasi, parole chiave, emoticon, ...) disegni liberi personaggi che ami disegnare da fumetti e manga animali immaginari (disegno, collage) disegni di fiori, piante, animali. .. dipinti collage mosaici progettazione di invenzioni fantastiche modelli di abiti inventati e creati con carte, ritagli di stoffa o anche solo disegnati texture decorazioni parole crociate (inventate o incollate) rebus caviardage (pagine scritte in cui cancello quasi tutte le parole e ne salvo solo alcune che possono comunicare un pensiero, un'emozione, un messaggio) sperimentazioni con ogni tecnica che conosci o ti inventi non ho nessuna idea... SCRAPBOOKING Prima di tutto ti voglio dire cosa lo scrapbook non è : non è un diario in cui raccontare per filo e per segno quello che hai fatto ogni giorno delle vacanze (sarebbe un compito di lingua e non un compito di arte) non è solo un album di foto (non vorrai spendere un patrimonio per stampare tutte le foto delle vacanze, vero?!?) non è un diario di viaggio, per cui serva andare in vacanza in luoghi speciali per poterlo fare non è un compito in senso stretto da fare di corsa prima di ritornare a scuola perché la profe ha detto che è obbligatorio e se non lo porto mi mette 4 sul registro ma allora cos'è? ma allora cos'è? ma allora cos'è? ma allora cos'è? è uno spazio creativo in cui ogni cosa è fatta per essere bella: scritte, disegni, composizione della pagina (cioè come distribuisco gli elementi in una pagina) è un album di ricordi del periodo delle vacanze è un luogo in cui creare delle attività quando mi annoio è un luogo in cui esercitare le tecniche apprese a scuola, ma anche in cui sperimentare cose nuove Cosa mi serve? Cosa mi serve? Cosa mi serve? Cosa mi serve? Ti scrivo un elenco di massima, il che non vuol dire che devi comprare tutte queste cose, ma che devi guardarti intorno e vedere che materiali hai a disposizione . Quel che non c'è si inventa . La parola d'ordine è spendere il meno possibile . un quadernino a quadretti o bianco (senza righe o quadretti) - oppure puoi costruire il tuo album con cartone, fogli colorati, carta da regalo per ricoprire la copertina, (se ti è rimasta da qualche regalo ricevuto), spago o nastrini per legare le pagine (in cui dovrai creare dei buchi) forbici colla nastro adesivo matita temperamatite gomma penne pennarelli matite colorate acquarelli ritagli di giornali o riviste depliant raccolti in viaggio o nel corso delle tue esperienze adesivi brillantini ..... ALCUNI ESEMPI
- Goya | ProfCasilli
Francisco Goya Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828) Button G oya è un artista spagnolo molto interessante: dalla formazione artistica raffinata e sicura, diviene pittore di corte e, nonostante la sua posizione, mantiene un'assoluta libertà espressiva. Da alcuni annoverato tra gli artisti Neoclassici, in lui prevalgono, almeno a mio giudizio, caratteri che meglio si attagliano al Romanticismo: l'allontanamento e il sostanziale fallimento del progetto Illuminista di una classe politica che si è dimostrata incapace di creare una società giusta e l'attenzione per le condizioni di vita disagiate delle classi inferiori, che rientrano nella corrente realista del Romanticismo. Goya is a very interesting Spanish artist: with a refined and confident artistic training, he becomes a court painter and, despite his position, maintains absolute freedom of expression. His portraits dedicated to royalty are merciless: they show the decadence of a social class now detached from the real life of its people and describe the character traits of emptiness, stupidity, almost on the verge of madness. On the contrary, the paintings that portray people of the people, in their realism, highlight the moral qualities and dignity of the painted characters. Beyond that, Goya devotes a large portion of his production to madness In the last period of his artistic life, afflicted by a deafness that isolates him from the world, he creates a cycle of works called black paintings directly on the walls of his house, the Quinta del Sordo, in the western suburbs of Madrid, demolished in 1910. Here, nightmare scenes come to life in which Goya pours out the anguish of his time. Court painter D urante la sua carriera, Goya ottiene il favore della corte spagnola e diventa pittore di corte per i re di Spagna Carlo III e successivamente per Carlo IV. è proprio in questo contesto che realizza alcuni dei suoi ritratti più famosi, tra cui quelli di Carlo IV e della sua famiglia. Uno dei ritratti più noti e ironici di Goya è "La famiglia di Carlo IV", realizzato tra la primavera e l'estate del 1800, poco dopo la sua nomina a pittore di corte. In questo quadro, Goya ritrae la famiglia reale in modo realistico, esprimendo un giudizio critico e Francisco Goya, The Family of Charles IV (1800-1801) - Prado Museum, Public domain, ironico attraverso dettagli fisici e caratteriali che ne mostrano un'immagine poco lusinghiera della famiglia. La famiglia reale è ritratta con abiti lussuosi e all'ultima moda. Le figure femminili sono cariche di gioielli esclusivi, probabilmente opera dei gioiellieri di corte, mentre le figure maschili sono cariche di onorificenze Il re Carlo IV è raffigurato come un uomo piuttosto insignificante e incapace, mentre la regina Maria Luisa è mostrata come una donna senza grazia. Anche i loro figli non vengono risparmiati dal trattamento ironico di Goya; ad esempio, l'erede al trono, il futuro Ferdinando VII (posto a sinistra, in abito blu), appare con un'aria poco brillante. Questo tipo di rappresentazione degli aristocratici non convenzionale e spietata è una mossa audace da parte di Goya: era chiaramente rischioso criticare la famiglia reale in un ritratto ufficiale. Tuttavia, Goya non rinuncia a mostrare la sua visione veritiera della realtà, senza paura delle conseguenze. Nonostante ciò, Goya conserva il favore dei reali spagnoli per gran parte della sua vita. Le Pitture Nere (1819 - 1823) S i tratta di una serie di quattordici dipinti murali realizzati da Fancisco Goya con la tecnica dell'olio a secco, su pareti ricoperte di gesso. I dipinti vennero realizzati sulle pareti della sua casa, nota come Quinta del Sordo, acquistata nel febbraio del 1819 e nella quale si era ritirato dopo essere stato colpito da sordità. Questi murales furono trasferiti su tela nel 1874 e si trovano oggi al Museo del Prado di Madrid , nella sala 67 . Le quattordici opere sono: Átropos o Le parche , Due vecchi o Un vecchio e un uomo fragile , Due vecchi che mangiano la minestra , Duello coi bastoni o La lite , Il sabba delle stregh e, Uomini che leggono , Giuditta e Oloferne , Il pellegrinaggio di Sant'Isidoro , Due donne e un uomo , Pellegrinaggio alla fonte di Sant'Isidoro o Processione del Sant'Uffizio , Cane semisepolto nella sabbia , o semplicemente, Il cane , Saturno che divora uno dei suoi figli , Una manola (donna matura): donna Leocadia Zorrilla e Visione fantastica o Asmodea . Torna a Romanticismo
- Acquarello | ProfCasilli
WATERCOLOR The watercolor is an ancient technique of which we find evidence since the time of the ancient Egyptians and has continued to be used in all periods of the history of art, until today How are watercolor paints made? Watercolor paints are composed of only two elements: pigment (colored powder) and gum arabic, as a binder. Gum arabic is a natural resin produced by some acacia trees ( Acacia senegal and Acacia seyal), it is edible (used in cooking to make gummy candies) and dissolves in water. There are several preparations based on watercolor: colored pencils, chalks, pastels, watercolors in tubes and watercolors in tablets. Pencils, chalks and crayons are used for retouching, while for painting you use watercolors in tubes or tablets. BASIC RULES The watercolor is transparent white is the white of the sheet (if I want white areas I have to leave them at the start) if I superimpose different colors, they add up little pigment and a lot of water are used what it paints is water together with the FORCE OF GRAVITY it is painted by holding the support inclined to allow the water to slide downwards the brush guides the water downwards ( only the tip is used, without squeezing the brush on the sheet ) you never go back to a painted and still wet area (otherwise you create spots or take away the color already applied between one draft and the other you have to wait for the sheet to dry Materials and tools needed to paint in watercolor MATERIALS WATERCOLORS WATERCOLOR PAPER OR TEXTURED CARDBOARD F4 HARD BACKING (the back of a sketchbook or other hard cardboard) PAPER TAPE 2 WATER CONTAINERS WATER PALETTE OR CONTAINERS TO PREPARE THE COLORS ABSORBENT KITCHEN PAPER STRIP OF ABSORBENT COTTON SYRINGE (without needle) INSTRUMENTS WATERCOLOR BRUSHES (medium size 10) PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Dilution Explanation and exercises Next Next Landscape with mountains explanation and example Next Next Gradations of intensity explanation and exercise Next Next Secondary color creation explanation and exercise Next Next Paesaggio con albero spiegazione ed esempio Next Next Paesaggio con alberi Paesaggio con alberi
- Gotico | ProfCasilli
THE GOTHIC (1100 - fine 1300) As we have already seen in architecture, the Gothic style, which was born in France and spread in Europe, struggles a lot to establish itself in Italy. In Italian 'Gothic' cathedrals the windows are not as high as in the rest of Europe and the structure continues to have solid walls, at least up to a certain height. This feature determines a difference in the decorations: in France, Germany and England the depictions of stories from the Bible or the Gospels are rendered through large stained glass windows in Italy, these representations are made by means of painting. The painting of this period is transformed, compared to that of the Byzantine and Romanesque period. On the one hand, the international Gothic style influences the depictions: in the paintings we see characteristic elements of architecture, such as pointed arches, and the figures appear elongated, graceful and elegant. This way of painting particularly influences the SENESE SCHOOL (= of Siena). In Florence, on the other hand, Cimabue, first, and Giotto, then, begin a real revolution that will pave the way for the Renaissance: the landscape and the characters are described in an ever more realistic way and a way of expressing them is sought through gestures and facial expressions emotions. Architettura gotica in Europa In Francia, dove lo stile Gotico nasce, inizialmente riguarda l'architettura sacra ed ha lo scopo di celebrare la grandezza di Dio . Due sono essenzialmente gli elementi caratteristici: lo slancio verso l'alto , che simboleggia lo sforzo dell'uomo per avvicinarsi a Dio, per mezzo della preghiera, e l'utilizzo della luce , visto come manifestazione di Dio verso gli uomini. Per raggiungere il primo obiettivo si utilizzano nuovi elementi architettonici: l'arco a sesto acuto (o ogivale) , cioè un arco più stretto e slanciato di quello a tutto sesto di derivazione romana la volta a crociera ogìvale , ottenuta partendo dagli archi ogìvali impostati su pilastri, con costoloni nei punti di contatto delle vele, che scaricano il peso della costruzione lungo i pilastri pilastri a fascio , costituiti da fasci di colonne che costituiscono una struttura massiccia, anche se elegante, in grado di sostenere l'enorme peso della struttura. Il secondo obiettivo è legato al primo: I costoloni che scaricano il peso dell'edificio, liberano i muri perimetrali che non hanno più la funzione di sostegno: i muri diventano più sottili ed è possibile aprire grandi finestre che inondano l'interno delle cattedrali di luce Le finestre , slanciate, si concludono con archi ogìvali e sono caratterizzati da vetrate colorate, sulle quali vengono raccontati episodi sacri Gli architetti di questo periodo devono inventare nuove soluzioni tecniche per rispondere agli ideali che queste nuove costruzioni vogliono diffondere. Tra gli elementi più innovativi ed essenziali, c'è l'introduzione di contrafforti con archi rampanti . Si tratta di strutture esterne che si appoggiano ai muri perimetrali e permettono di scaricare l'enorme peso di queste altissime costruzioni, permettendone la stabilità. Cattedrale di Saint Denis L'arte e gli artisti nel Medio Evo Oggi siamo abituati a pensare agli artisti come persone molto speciali, dotate di particolari talenti, ma nel Medio Evo non era così. La parola ARTE era collegata alle associazioni corporative di mercanti e artigiani. Gli artisti erano considerati 'artefici' cioè letteralmente persone che lavoravano con le mani , quindi artigiani. In questa categoria c'erano pittori, scultori e architetti. Il principale committente era la Chiesa che si serviva dell'opera degli artisti per divulgare i propri insegnamenti ad un pubblico per lo più analfabeta. Per tutto il Duecento gli artisti vennero considerati di rango inferiore rispetto a tutti coloro che praticavano le cosiddette 'arti liberali'i quali si servivano della comunicazione scritta, destinata ai pochi che al tempo erano in grado di leggere e di scrivere. Nel Trecento le cose cominciano a cambiare e Giotto è il primo artista che dimostra consapevolezza delle proprie capacità firmando le proprie opere e pian piano si cominciano a considerare pittori, scultori e architetti come persone che non solo sono abili nell'utilizzo delle tecniche, ma che utilizzano anche l'intelligenza per la realizzazione delle loro opere. Questa nuova considerazione porterà ad un miglioramento del prestigio degli artisti nella società del tempo e anche ad un miglioramento economico. To understand the extent of the changes, let's compare the works. the first work is a Byzantine mosaic of Theodora, wife of the Emperor Justinian, from the Basilica of San Vitale in Ravenna. It is a mosaic in which the figures are very static, they seem to be posed. The background is made of gold the second work is always a mosaic from the apse of the Cathedral of Cefalù, with the representation of Christ Pantocrator (= omnipotent). Again we have a great abundance of gold. The figure of Christ is very detailed and, despite the elaborate drapery, continues to be static. (Romanesque period) Now let's compare some works of the Sienese School and the Florentine School. La Scuola senese mantiene un contatto più diretto con l'arte bizantina e col gotico francese: eleganza, figure allungate, sfondi oro La Scuola fiorentina, con Cimabue e Giotto, cerca una umanità più terrena, realistica: il paesaggio è terrestre con animali, piante e scorci di città i personaggi sono meno evanescenti sui volti compaiono le emozioni Giotto di Bondone, Annunciation (1303-1305), fresco from the Scrovegni Chapel, Padua Simone Martini, Annunciation (1333), tempera on wood (184 x 210 cm), Uffizi Gallery, Florence Cimabue e Giotto Giotto è l'atista che prepara la strada al rinnovamento del Rinascimento. Pittore e architetto (suo è il Campanile della Basilica di Santa Maria del Fiore di Firenze), grazie agli insegnamenti del suo maestro Cimabue, si allontana gradualmente dalla visione codificata dei modelli bizantini e cerca di avvicinarsi sempre più ad una rappresentazione fedele della realtà. Crocifisso di Santa Croce, Cimabue (1272-1280); tempera su tavola; 448 x 390 cm; Iscrizione: "HIC EST IESUS / NAZARENUS / REX IUDEORUM" nel tabellone superiore; Museo di Santa Croce (sacrestia), Firenze immagine: licenza Creative Commons Nel crocefisso di Giotto la posa è sicuramente meno elegante, ma percepiamo con maggior forza il peso del corpo che determina l'abbassamento delle braccia. Osserva come i muscoli del petto siano in tensione. Osserva anche che Giotto sceglie di rappresentare i piedi sovrapposti e fissati da un unico chiodo. Il sangue cola dalle ferite, la testa è reclinata in avanti. Sotto la croce si vede una forma trapezoidale che contiene una roccia e alla base della roccia un cranio: questo elemento rappresenta il Golgota, cioè il monte sul quale è avvenuta la crocifissione (in ebraico il termine significa cranio). Come sempre, esaminiamo e confrontiamo alcune opere per comprendere meglio le novità introdotte. Cimabue , come puoi vedere nel Crocifisso qui riportato, partendo dai modelli bizantini, inizia ad inserire degli elementi che possano trasmettere maggiore coinvolgimento emotivo, come la curvatura del corpo e utilizzando il chiaroscuro (cioè le ombre) riesce a dare al corpo maggiore tridimensionalità. Osserva però che la figura del Cristo ha delle proporzioni molto allungate, come avveniva nello stile bizantino e la ricerca dell'eleganza ne fa una rappresentazione spirituale. In generale, Giotto Diminuisce l'utilizzo dell'oro nei suoi dipinti cerca di dare consistenza plastica alle figure inserisce le scene in paesaggi e scorci cittadini cercando anche di restituire una visione prospettica (dobbiamo ricordare che la prospettiva non è stata ancora descritta in modo preciso e si dovrà attendere fino alla metà del '400 quando Filippo Brunelleschi la descrive). Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-95); tempera e oro su tavola; 578 x 406 cm, Santa Maria Novella Firenze ciclo pittorico = è un insieme di dipinti caratterizzati da un tema comune, realizzati dallo stesso artista e collocati in uno stesso luogo CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI - Il Crocifisso di Cimabue e l'alluvione di Firenze del 1966 Le immagini del Crocifisso di Cimabue che abbiamo appena visto sono precedenti al 1966, anno in cui la città di Firenze venne colpita da una terribile alluvione (4 novembre 1966). L'opera venne irrimediabilmente danneggiata , insieme a tantissime altre. Gravissimi furono i danni anche nella Biblioteca di Firenze, in cui erano custoditi tantissimi libri antichi. Firenze era già stata colpita da alluvioni nei secoli passati e un rapporto del 1959 aveva messo in evidenza le fragilità del territorio. Interventi erano stati previsti e finanziati, ma non vennero realizzati. Spesso, i fondi previsti vennero spesi in altro modo. Fu così che una catastrofe annunciata si abbattè sulla città, culla del Rinascimento. Nella memoria degli italiani, accanto alla tragedia, rimane il contributo di tantissimi giovani volontari provenienti da tutto il mondo che, senza sostegno da parte di nessuno, furono artefici del salvataggio dell'immenso patrimonio culturale fiorentino. Questi giovani, sono passati alla storia come Gli Angeli del Fango . A distanza di tempo, molte opere e libri aspettano ancora di essere restaurati e il Crocifisso di Cimabue è diventato il simbolo di ciò che il tempo e l'indifferenza possono fare al nostro patrimonio artistico e culturale. Le immagini qui accanto le ho scattate durante una mia recente visita alla città per testimoniare lo stato attuale dell'opera (febbraio 2026). I cicli pittorici Basilica di San Francesco d'Assisi - virtual tour Cappella degli Scrovegni - Padova - virtual tour Cappella degli Scrovegni - 3D - alternativo I cicli pittorici , nei quali possiamo vedere maggiormente le novità e la grandezza di questo artista, si trovano concentrati in due luoghi: ad Assisi nella Basilica di San Francesco e a Padova , nella Cappella degli Scrovegni. Giotto, come già detto, è il primo artista che , consapevole della propria bravura, firma le sue opere . I grandi cicli di affreschi richiedono un lungo lavoro di preparazione delle superfici e dei materiali necessari alla pittura, oltre che la progettazione delle diverse scene. Giotto crea una bottega nella quale lavorano diversi allievi e aiutanti. Il lavoro è suddiviso in base alle competenze e alle esigenze. In questo modo, Giotto, caratterizzato da un forte spirito imprenditoriale, riesce a far fronte alle commissioni ricevute. Giotto, Compianto sul Cristo morto (1303 -05); affresco; Cappella degli Scrovegni, Padova immagine di Gennadii Saus i Segura, licenza Creative Commons Analisi dell'opera Le scene presenti nella Cappella degli Scrovegni sono suddivise in riquadri circondati da cornici. Il riquadro che stiamo analizzando ha una forma quadrata. La scena è ambientata in un esterno : lo sfondo presenta una salita rocciosa che taglia in diagonale la scena e si conclude con un albero spoglio. Questo elemento divide idealmente la scena in due parti : in alto vediamo un gruppo disordinato di angeli che osservano disperati la scena rappresentata in primo piano. Ogni angelo è caratterizzato in modo diverso ed esprime il proprio dolore con gesti molto forti. In primo piano vediamo Maria che sorregge il corpo di Gesù. Maria è accompagnata da molte altre donne: ne vediamo un gruppo in secondo piano e altre in primo piano. A destra in secondo piano, vediamo alcune figure maschili. Ogni figura è caratterizzata da una gestualità con la quale Giotto rappresenta la sua personale partecipazione al dolore di questo momento. Osserva i gesti di ciascun personaggio e l'espressione dei volti. Il modo in cui Giotto rappresenta le emozioni è un elemento nuovo nella pittura : mentre nel periodo precedente le figure dovevano esprimere la superiorità spirituale, qui Giotto rappresenta invece una umanità vera e semplice. Nella scena compaiono due figure sedute per terra di spalle : questa è una novità nella pittura del tempo: Giotto non vuole rappresentare i singoli santi, ma vuole rendere con naturalezza una scena di cui è spettatore. Il taglio diagonale dello sfondo, così come la postura e la disposizione dei diversi personaggi creano una composizione dinamica . Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, Il presepio di Greccio, Giotto (1295 - 99); affresco 230 x 270 cm Licenza Creative Commons Osserva gli elementi che descrivono l'ambiente in cui è collocata la scena della sacra rappresentazione: è facile rendersi conto che gli edifici hanno dimensioni ridotte: si tratta infatti di edifici in legno realizzati come scenografia. Giotto, infatti, si ispira proprio alle sacre rappresentazioni che ebbero origine in Italia dal Presepe di Greccio realizzato da San Francesco nel 1223: si trattava di un presepe vivente in cui diversi personaggi rappresentavano la nascita di Gesù e declamavano dei testi in volgare (= l'italiano del tempo). Natività di Maria, Giotto (1303-05 ca.); affresco dalla Cappella degli Scrovegni di Padova Licenza Creative Commons Il Giudizio Universale Siamo sempre a Padova, nella Cappella degli Scrovegni. Sul muro di fondo nel quale si apre il portale d'ingresso alla chiesa è collocato l'affresco che rappresenta il Giudizio Universale. L'affresco occupa l'intera parete ed è occasione per Giotto di grandi invenzioni fantastiche. L'dea di per sé non è totalmente originale e sicuramente Giotto si ispira ad un bellissimo mosaico veneto-bizantino che si trova nella Basilica di Santa Maria Assunta sull'isola di Torcello, nella laguna veneta. Particolare del Giudizio Universale nella Basilica di Santa Maria Assunta, Torcello (Venezia); seconda metà dell'XI e seconda metà del XII secolo. foto di Sailko, Licenza Creative Commons Osserva come dalla figura di Cristo racchiuso nella mandorla scende un fiume di sangue che si trasforma in fuoco e scende fino all'inferno Giotto, Giudizio Universale; affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova Licenza Creative Commons
- Paesaggio con albero | ProfCasilli
LANDSCAPE WITH MOUNTAINS WITH INCREASING GRADATION OF INTENSITY PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Execution To begin we prepare a sheet (a quarter of your rough drawing sheet is more than enough) glued to the support with paper-tape. Prepare the diluted blue color (prepare a good amount so you don't have to do it again in the course of work) Spread evenly across the paper and leave some white space for clouds only at the top of your sky. Let it dry Paint a mountain just below the clouds and work your way to the bottom of the paper. Let it dry again. Paint the second mountain (move the top a little so that it does not coincide with the previous one) After letting it dry, proceed with the subsequent drafts. 11. Now let's paint the trunk: mix a small amount of yellow, a hint of red and blue. Mix the ingredients and try to get a brown you like. Remember to use it diluted. 12. Paint from top to bottom following the shape of the trunk . To enrich the painting, you can add a little blue on one side of the trunk to accentuate the three-dimensionality 13. after drying well, proceed to paint the ground. Also in this case it uses the same starting colors used so far . Create a green and start painting within one of the sections prepared for the ground, then add a little pure yellow to create a brighter area or some blue, to get a more shaded area. bb3b-136bad5cf58d_ Proceed in the same way in the following areas, trying to distribute the colors so that you do not have the same color on one side only. 14. After drying, start painting the hair: paint within the spaces defined by the sign. Start with a color (always one of the three chosen or created by you by combining the same) ._ cc781905-5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ 15. for a special result, you can moisten, with the brush dipped in clean water, the space where you need to paint and use small amounts of pure colors which, as you will see, will only spread inside the humid area. To get shades, clean the brush and put in a small amount of one of the other colors. 16. While this part dries, moisten a space not bordering the one you just painted, and continue, trying to arrange the colors in a balanced way. NOTE: How to tell when the sheet is dry enough to work on it again Since this technique requires the use of a lot of water, it is normal for the sheet (especially if it is not watercolor paper of good thickness) to swell. It is precisely for this reason that before starting to paint we have to glue it to the support with a frame of paper tape all around. When the sheet dries, it returns to spread out. Also, by touching the sheet with your hand, you should feel it no longer wet and cold. Back to Watercolor Go to Dilution
- LETTURA DELL'OPERA | ProfCasilli
LA LETTURA DELL'OPERA La lettura di un'opera è l'obiettivo più importante del percorso di storia dell'arte. Leggere un'opera vuol dire osservarla molto bene, riconoscere gli elementi che provengono dalla cultura del tempo in cui è stata realizzata e saperne descrivere gli aspetti particolari che la caratterizzano. Home Didascalia Il primo sguardo Caratteristiche del periodo di realizzazione Struttura e composizione Descrizione La didascalia La didascalia è un breve testo che accompagna le opere d'arte . Lo troviamo sui libri, accanto alla rappresentazione di un'opera, ma anche in un museo o in una pinacoteca accanto all'opera vera e propria. Contiene alcune informazioni essenziali per l'identificazione di un'opera, che sono molto utili quando ci si appresta ad analizzarla. DIDASCALIA AUTORE TITOLO DELL'OPERA ANNO DI REALIZZAZIONE TECNICA DIMENSIONI COLLOCAZIONE RSVP Leonardo da Vinci , Annunciazione degli Uffizi (1472 ca.); olio su tela (98 x 217 cm);Galleria degli Uffizi, Firenze Descrizione La descrizione dell'opera va fatta con ordine, partendo dallo sfondo e analizzando tutto ciò che c'è su ciascun piano, venendo in avanti fino al primo piano, in mdodo da non lasciarci sfuggire nessun elemento. Struttura e composizione La creazione di un'opera non avviene mai per caso: non solo l'artista fa diversi schizzi, ma cerca di collocare gli elementi in modo da ottenere un senso di armonia, o di squilibrio, a seconda di quello che vuole comunicare . Alla base di un'opera d'arte generalmente c'è una struttura geometrica basata su linee e forme geometriche. Quando osserviamo un'opera, per avvicinarci all'artista, cerchiamo di capire come l'opera ha preso forma nella sua mente. Caratteristiche del periodo di realizzazione facendo riferimento alla didascalia dell'opera, sai dire in quale periodo artistico è stata realizzata? conosci le caratteristiche fondamentali del periodo artistico in cui è stata realizzata l'opera? Quali sono? (è importante, per poter leggere correttamente l'opera, sapere cosa ispirava e interessava gli artisti dell'epoca e coloro che commissionavano le opere agli artisti). Riconosci soluzioni tecniche o di stile che possano confermare l'appartenenza del dipinto (e dell'artista) al periodo che tu hai individuato? Leonardo da Vinci , Annunciazione degli Uffizi (1472 ca.); olio su tela (98 x 217 cm);Galleria degli Uffizi, Firenze La lettura dell'opera Il primo sguardo Prima di analizzare un'opera, è bene darle uno sguardo generale, in modo da individuarne alcune caratteristiche fondamentali. Possiamo porci alcune domande molto generali: che forma ha? di che tipo di opera si tratta (scultura, disegno, pittura, architettura, ...)? cosa rappresenta? (a grandi linee, per esempio soggetto umano, paesaggio, scena di battaglia, ecc...) ti sembra antica o moderna?
- Post Impressionismo | ProfCasilli
POST IMPRESSIONISM Impressionism had paved the way for an art increasingly freed from the rules, both from a technical and a content point of view. Artists increasingly try to stand out for a personal approach and their works are beginning to be more and more determined in the choice of subjects and technique, from their emotions and from a subjective vision of the world. The material, both pictorial and sculptural, becomes the protagonist and the constituent elements of the work of art - sign, shape, color - become more and more visible, so much so that the subject of the work becomes more and more a pretext for making art. 5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ In this context, experiences of experimentation are born, such as that, short but intense, of pointillisme (pointillism) or those of the Fauves and expressionism. Artists often adhere to these new trends for a certain period, but then continue their own personal path in search of a personal distinctive trait and there are many artists who, although aware of the novelties of the art world, do not adhere to any movement and they dedicate themselves to personal research: for example Cèzanne, Van Gogh and Gauguin. Trend ANALYTICS Pointillisme Divisionism George Seurat Giovanni Segantini Gaetano Previati Paul Signac Pellizza da Volpedo POST IMPRESSIONISM Trend SYMBOLIC Nabis Simbolisti Trend EXPRESSIVE Paul Sérusier Paul Gauguin Odilon Redon Maurice Denis Fauves Edvard Munch Preraffaelliti Paul Cézanne Cubismo Henri Matisse André Derain Espressionismo tedesco Art Noveau Liberty Modern Style Secessione Viennese Modernismo Titolo 6 Index of artists and movements POINTILLISME Morocco Van Gogh Scotland SYMBOLISM Scotland DIVISIONISM Scotland Gauguin Scotland Munch Scotland Cézanne Brazil Toulouse - Lautrec Scotland Section Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Slide Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content.
- La maschera | ProfCasilli
The mask Noire et Blanche (1926) by Man Ray By Man Ray - Christie & # 039; s, Public Domain The theme of the mask is very interesting in the history of art. Its use has been witnessed since ancient times, but we also find it in contemporary art. The mask is a theatrical tool par excellence that allows you to take on a different identity. Sometimes its function is religious and magical and allows you to take on the role of someone who interprets natural forces or divinities that are made to intervene. during manifestations of a cult-religious nature. The mask hides and reveals hidden sides of the personality and, as Luigi Pirandello teaches us in his work One, no one, one hundred thousand , we often take on 'masks' to hide who we are and to please those around us making it very difficult to establish real relationships: ' You will learn the hard way that in the long journey of life you will meet many masks and few faces .' (the link, associated with the title of Pirandello's work, refers to a Google search page with the covers of the novel) Some examples of masks from antiquity to today The two masks, tragic and comic, of the Latin theater. Mosaic from the 1st century BC (Capitoline Museums) image of Carole Raddato from FRANKFURT, Germany (FollowingHadrian); Public domain examples of Greek theater masks Japanese Noh Theater Masks African masks on Pinterest Royal Ethnographic Museum of Africa - Tervuren (Belgium) Painted masks in the Japanese kabuki theater Sardinia - masks of the Mamuthones Venetian masks Picasso and the influence of African art on Cubism Mbangu mask; wood, pigment & fibers; height: 27 cm; by Pende people ; Royal Museum for Central Africa. Representing a disturbed man, the hooded V-looking eyes and the mask's artistic elements - face surfaces, distored features, and divided color - evoke the experience of personal inner conflict Pablo Picasso , Les Demoiselles d'Avignon, oil on canvas, 244 x 234 cm, Museum of Modern Art, New York Between the end of the Eighteen Century and the beginning of the Nineteen, ethnographic exhibitions about primitive cultures took place in various European cities. It seems that initially, the aim of these exhibitions was to highlight the superiority of the West over the colonized peoples and thus justify the 'civilizing' presence of European countries. However, it is precisely from the contact with the artifacts of these populations that an interest of the artists towards what, with a general term, we can define primitivism was born. The interpretation given by the artists appears rather influenced by the Illuministic thought of Jean Jacques Rousseau who argued that primitive populations lived in a state of nature in which man was happy and in authentic relationship with nature and society. According to this view, the modernization of society was the cause of inequality and unhappiness. It is good, however, to point out that the term 'primitivism' did not mean only an attention to African tribal art, but also to all forms of popular artistic or decorative expression. Following this myth, Gauguin left France to move to Tahiti, Matisse made several trips to Oceania, Modigliani and Picasso looked at African art, while Kandinsky referred to Russian folk art and, in a sense, many artists looked at Japanese art. Let's go back now to Picasso who surely had visited one of the ethnographic exhibitions that had been held in Paris. The comparison with the apparently crude and deformed interpretations of the human figure - particularly of the face, allowed Picasso to understand how to move away from the copy of reality (mimesis) in search of a new 'modern' dimension of art. So, the primitivism of African masks, together with the simultaneous vision, derived from Cézanne's artistic conception, allowed the birth of Cubism. I'll tell you about the Demoiselles d'Avignon - Didatticarte back to 'Activities' go to 'Overhang of a mask'
- Storia dell'arte | ProfCasilli
Art History "L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è." Paul Klee come faccio a studiare? Storia dell'arte è una materia interdisciplinare : non si tratta di imparare a memoria delle cose, come per esempio la vita degli artisti, quanto piuttosto di capire cosa spinge un artista ad esprimersi in un certo modo. Cerco di spiegarmi meglio: vediamo che nel tempo e nei diversi luoghi il modo di lavorare degli artisti cambia in base ai materiali disponibili, alle scoperte tecnologiche e scientifiche, ma anche, e soprattutto, cambia in base alla cultura del tempo . Ti faccio qualche esempio: nella preistoria si dipingono prevalentemente animali perché la sopravvivenza dell'uomo dipende fortemente dalla natura. L'uomo, in quell'epoca è 'animista' cioè per lui tutti i fenomeni naturali (pioggia, siccità, ecc.), gli elementi della natura (vento, terra, acqua, fuoco, ecc.) così come gli animali sono divinità, I greci rappresentano la natura, ma soprattutto la figura umana e cercano di rappresentarla nel modo più perfetto possibile : quella greca è una cultura raffinata. I greci, tra le tante cose, hanno inventatola filosofia che è lo studio del pensiero umano su qualunque argomento incuriosisca l'uomo: dai meccanismi che regolano la natura, al modo degli uomini di organizzarsi nella società fino a ragionare su cosa sia la bellezza. Gli artisti greeci, specialmente nel periodo classico, realizzano opere che traducono in forma artistica l'idea di bellezza scoperta dai filosofi. Non rappresentano persone veramente esistite, ma modelli di bellezza come atleti e divinità. Se non avessero dedicato tempo ed attenzione a questo aspetto, probabilmente la loro arte sarebbe stata diversa. Nel Rinascimento si mette l'uomo al centro di tutte le cose, quindi è normale che i protagonisti delle opere siano figure umane sempre più prese dalla realtà e di cui si cerca di rendere anche lo stato d'animo, il carattere, oltre alla somiglianza. In quest'epoca, chi poteva permetterselo, si faceva fare un ritratto . Quindi il pensiero, gli eventi della storia, le altre forme d'arte come la musica e la letteratura influenzano e a volte entrano a far parte delle opere d'arte visiva, quindi dobbiamo tenerne conto se vogliamo davvero capirle. Ascoltare le lezioni in classe non è sufficiente perché come dicevano i latini verba volant , cioè le parole volano via, nel senso che le dimentichiamo o ne dimentichiamo una buona parte perdendo spesso il senso del collegamento tra un elemento e le sue conseguenze. L'unico modo di imparare è quello di prendere degli appunti (vale per arte, ma anche per le altre materie). Scrivere ci permette di prestare maggiore attenzione alle cose che vengono illustrate nel corso della lezione e ci permette di organizzarle in modo che le possiamo ricordare. E' molto importante imparare a prendere degli appunti che siano veramente utili: non si tratta di scrivere parola per parola quello che dice l'insegnante, ma di prendere nota delle cose più importanti. Per affrontare lo studio degli artisti di un determinato periodo è quindi importante avere ben chiaro il contesto storico e culturale in cui lavora l'artista Suggerimenti per uno studio efficace Up Qui sotto trovate il link alla linea del tempo realizzata dai Musei della Lombardia: un modo interessante per scoprire il patrimonio culturale del nostro territorio dalla preistoria fino al contemporaneo. Di seguito, un video introduttivo al Museo di Santa Giulia di Brescia in cui sono visibili le diverse sezioni, dalla Protostoria in poi. Il video è stato registrato mentre era in corso la mostra dell'artista contemporaneo Mimmo Paladino, un artista che da sempre dialoga con la storia antica. Timeline - Musei della Lombardia 布雷西亚和圣朱利亚博物馆
- Dantedì | ProfCasilli
Dantedì Da qualche anno il 25 marzo si celebra la giornata nazionale dedicata a Dante. Anche nella nostra scuola si celebra questa giornata con una attività che prende le mosse da una serie di opere d'arte che illustrano alcuni passi dell'opera sicuramente più conosciuta di Dante: la Divina Commedia . Homepage 1 Ritratto di Dante 1 Analisi 2 Dante col libro della Commedia 3 La voragine infernale 4 La barca di Dante 5 Paolo e Francesca 6 Pia de' Tolomei 7 Dante guidato da Virgilio... 8 Vergine Madre Galleria Dantesca Analisi dell'opera Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra ) L'opera è un dipinto a tempera su tela . Ha formato verticale , che ben si adatta al soggetto del ritratto. La tecnica prevede l'utilizzo di campiture uniformi sulle quali l'artista interviene col chiaroscuro grazie a pennellate morbide che conferiscono tridimensionalità agli elementi rappresentati, senza lasciare tracce evidenti degli strumenti utilizzati. In questo dipinto, Dante è ritratto di profilo , come in molti ritratti di uomini illustri del tempo. Lo sfondo chiaro e uniforme permette di dare rilievo alla figura. Il viso caratteristico del poeta è descritto in modo plastico per mezzo del chiaroscuro che ne evidenzia i volumi. Dante indossa una toga rossa con colletto da cui spunta il colletto bianco di una camicia. Sul capo vediamo una cuffia bianca con paraorecchie sulla quale il poeta indossa un cappuccio dello stesso colore della toga. Questo è il tipico abbigliamento maschile del 1300. La corona di alloro identifica il soggetto come poeta. Presso gli antichi greci, l'alloro era la panta sacra ad Apollo e veniva utilizzata per incoronare gli atleti vittoriosi e gli eroi che si erano distinti in battaglia. L'uso si diffuse anche presso i romani, con lo stesso significato di sapienza e di gloria. Durante il periodo Repubblicano, la corona d'oro a forma di corona di alloro divenne una delle massime onorificenze. Il motivo per cui venne scelto l'alloro per questa funzione è legato al fatto che questa è una pianta sempreverde cresce tutto l'anno e in questo modo è associato all'eternità e all'immortalità . Per questi motivi, la corona di alloro posta sulla testa di Dante, è segno di un letterato che, grazie ai suoi versi, ha ottenuto una fama universalmente riconosciuta di poeta che va oltre il tempo in cui ha vissuto. Dante col libro della Commedia di Domenico di Michelino Domenico di Michelino su disegno di Alesso Baldovinetti, Dante col libro della Commedia, tre regni e la città di Firenze (1465); tempera su tela (232 x 292 cm; Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze L'opera conservata nel Duomo di Firenze, nonostante sia stata dipinta nel '400, presenta degli elementi stilistici legati al periodo gotico. La cornice neogotica in cui è contenuto il dipinto è stata aggiunta dopo un restauro ottocentesco dell'opera. Il dipinto su tela è realizzato con la tecnica della tempera e ha formato rettangolare con andamento orizzontale : il formato generalmente riservato al paesaggio. Il dipinto venne commissionato a Domenico di Michelino dall'Opera di Santa Maria del Fiore per celebrare i duecento anni dalla nascita di Dante Alighieri nel 1465. Il dipinto allegorico ha lo scopo di esaltare la memoria del poeta nella principale chiesa fiorentina. La figura di Dante è collocata appena a destra del centro del quadro e ci colpisce per la dimensione, chiaramente non proporzionata a quella degli altri elementi presenti nella scena. Un po' come avveniva nei periodi precedenti, bizantino e gotico, la dimensione del soggetto principale rispecchia la sua importanza . Il quadro è organizzato in modo da contenere i tre regni descritti della Divina commedia oltre alla città di Firenze. Nella fascia più alta dell'opera si vedono le sfere del Paradiso rappresentate come un arcobaleno dipinto con sfumature crescenti di azzurro e disseminate dagli astri. A destra del poeta vediamo la città di Firenze, in secondo piano, a sinistra del poeta, vi è la montagna del Purgatorio, mentre sul lato sinistro del quadro vi è una sorta di fortezza in cui si apre la porta che conduce all'Inferno. Con la mano destra Dante indica la scena laterale dove, attraverso una porta medievale, si entra nell'Inferno, l'oscuro regno dei dannati, accolti da orribili figure demoniache. Sul portale campeggia il IX verso del III canto dell'Inferno: 'Lasciate ogni speranza voi ch'entrate'. Il corteo dei dannati scende nelle viscere dell'Inferno in cui li attendono fiamme eterne e tormenti. Nella fascia più bassa del dipinto, una didascalia riporta il seguente testo in latino, scritto in lettere capitali: 'QUI COELUM CECINIT MEDIUMQUE TRIBUNAL LUSTRAVIT QUE ANIMO CUNCTA POETA SUO DOCTUS ADEST DANTES SUA QUEM FLORENTIA SAEPE/ SENSIIT CONSILIUS AC PIETATE PATREM NIL POTUIT TANTO MORS SAEVA NOCERE POETAE QUEM VIVUM VIRTUS CARMEN IMAGO FACIT' Tento una traduzione con le mie reminiscenze scolastiche: 'Colui che cantò del cielo e delle altre due regioni, quella di mezzo (Purgatorio) e quella in cui le anime sono giudicate (Inferno), esaminando tutto nello spirito, lui è qui, Dante, il nostro sommo poeta, nella cui devozione spesso Firenze ha ritrovato un padre, saggio e forte. La morte non poteva recare danno a un tale bardo che seppe dipingere con le parole un poema vivo e carico di virtù .' Dante, dunque, indossa una toga rossa su un abito nero e ha il capo cinto di alloro. Nella mano sinistra regge il libro della Divina Commedia aperto sulla pagina dell'esordio in cui possiamo leggere i primi versi con cui si apre il primo canto dell'Inferno. L'ingrandimento ci permette di vedere come il testo sia scritto di seguito e senza spazi tra una parola e l'altra, con un'ortografia antica ('mezo' invece che mezzo; 'chamino' invece che cammino). Possiamo osservare come dal libro si dipartano dei raggi che vanno ad illuminare la città di Firenze che è rappresentata a destra del poeta. L'opera di Dante, dunque, dà fama alla città. La Firenze qui rappresentata è quella quattrocentesca con la Cattedrale e la Cupola del Brunelleschi , già coronata dalla palla di bronzo ricoperta d’oro e dalla croce, che al tempo del dipinto non erano state ancora eseguite, ma che l’artista aveva visto nel modello progettato dal Brunelleschi nel 1419. Si vedono anche le mura della seconda cerchia, iniziata nel 1172, le torri del Bargello , della chiesa della Badia fiorentina , del Palazzo Vecchio e il Campanile di Giotto . In secondo piano si eleva il monte del Purgatorio . Davanti al portale dorato che permette di accedere al Paradiso c'è l'Arcangelo Michele con ali colorate, simili a quelle degli angeli del periodo bizantino; Michele impugna la spada con la quale allontana le anime di coloro che, morti in uno stato di grazia imperfetta, non sono ancora pronti ad accedere al Paradiso e dovranno fare penitenza prima di entrarvi. Sulla cima del monte del Purgatorio ci sono Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. La voragine infernale Tra il 1480 e il 1495, Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, commissionò a Sandro Botticelli 100 disegni su pergamena per illustrare un manoscritto della Divina Commedia. I disegni per la Divina Commedia conosciuti sono 92, ma solo questo che rappresenta la voragine infernale è stato completato. I fogli, di pergamena di pecora, misurano circa 32,5 cm di altezza e 47,5 cm di larghezza. Sandro Botticelli , La voragine infernale (1480 - 1495); punta d'argento e inchiostro su pergamena; 32,5×47,5 cm; collocazione: Biblioteca Apostolica Vaticana Per la realizzazione di questo disegno, Botticelli si è servito di diversi strumenti: per le linee basilari della composizione ha utilizzato lo stilo d'argento con piombo; i contorni li ha poi ripassati a penna e inchiostro ocra, o oro, o nero. I colori sono aggiunti con la tempera. La Voragine Infernale è una suggestiva rappresentazione globale dell'Inferno dantesco: un grande imbuto, con qualche elemento architettonico e con figure miniaturizzate, una sorta di riassunto delle successive scene dell'Inferno. L'intera opera rappresenta un continuum narrativo, una sequenza del viaggio letterario, didattico, morale, filosofico in cui Dante e Virgilio vengono rappresentati più volte mentre esplorano i vari gironi. Sandro Botticelli è uno dei maggiori artisti fiorentini del Primo Rinascimento ('400). Non è un caso che Botticelli abbia realizzato il ritratto di Dante Alighieri: il pittore, infatti, realizzò diverse raffinate illustrazioni della Divina Commedia. Attualmente sono note 94 incisioni, conservate nel Gabinetto delle Incisioni al Rame di Berlino e nella Biblioteca Vaticana. Sono inoltre attribuiti a Botticelli anche 19 schizzi da cui l'incisore Baccio Baldini ricavò le illustrazioni per la prima stampa del testo della Divina Commedia (1481). Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra) Dante (1265 -1321) era morto da più di un secolo, quindi Botticelli, per dipingere questo ritratto, si è ispirato a precedenti raffigurazioni. Il primo ritratto di Dante è stato identificato in un affresco di Giotto dipinto nel Palazzo del Bargello di Firenze, l'antica sede del podestà della città. Un'altra opera, che sicuramente Botticelli conosceva, era il dipinto a tempera di Domenico di Michelino che si trova nel Duomo di Firenze (1465) in cui Dante è rappresentato col volume della Divina Commedia in mano, di cui parleremo in seguito. Ritratto di Dante di Sandro Botticelli La barca di Dante (VIII canto dell'Inferno) Eugène Delacroix è un artista romantico francese che ama rappresentare temi storici e letterari, prendendo spunto da Shakespeare, Goethe, Tasso, Byron, Walter Scott e Dante. La Barca di Dante è il suo primo dipinto ad olio presentato al pubblico. Il dipinto ad olio ha formato rettangolare con orientamento orizzontale . La composizione dell'opera è piramidale e dinamica a causa delle linee di forza che attraversano le figure e interagiscono in modo da restituire il senso di una scena concitata. Eugène Delacroix, La barca di Dante (1822); olio su tela, 189×246 cm; Musée du Louvre , Parigi Delacroix apprezzava molto l'opera di Gericault La zattera della Medusa e molti elementi ce lo ricordano: la figura di Flegias, dall'anatomia michelangiolesca, le acque tumultuose e i corpi sospesi nell'acqua. Lo sfondo del dipinto è un cielo tenebroso e temporalesco caratterizzato da toni freddi cui sulla sinistra si mescolano i toni caldi di una città in fiamme, la città di Dite, verso la quale la barca si sta dirigendo. In secondo piano il pittore colloca la barca di Flegias , il custode del V girone dell'inferno, popolato da iracondi e ignavi; Flegias, qui in veste di barcaiolo è ritratto di spalle, nudo e parzialmente coperto da un mantello blu mentre manovra con forza un remo, con una voga che ricorda quella dei gondolieri veneziani, nelle acque fangose dello Stige, la palude puzzolente che circonda la città e in cui sono immersi i dannati del V. Sulla barca, accanto a lui, ci sono il poeta latino Virgilio , riconoscibile dalla corona di alloro, e avvolto in un mantello marrone, e Dante , che indossa una toga verde e un cappuccio rosso. Le acque della palude Stige sono agitate per la presenza dei dannati che si affollano intorno alla barca: gli iracondi azzannano ferocemente il legno dell'imbarcazione e si mordono l'un l'altro: tra loro Dante riconosce il fiorentino Filippo Argenti, che cerca di rovesciare la barca aggrappandovisi con tutto il proprio peso. Gli ignavi , invece, si reggono alla barca e si lasciano trascinare sulle onde. Dante solleva le braccia, spaventato dalla foga dei dannati. Virgilio, invece ha un atteggiamento calmo, afferra la mano sinistra di Dante, cercando di rassicurarlo. Come è proprio dello stile romantico, le forze ostili della natura e i personaggi dei dannati contribuiscono a creare un clima minaccioso e angosciante. Flegias è una figura eroica che si oppone con determinazione alle forze negative nonostante l'immane pericolo. I dannati rappresentano due aspetti della natura umana vista in negativo: quella più bestiale di chi si lascia dominare dalla furia ceca dell'ira (iracondi) e quella 'mollezza' di coloro che si lasciano trascinare dalle vicende della vita: senza mai prendere una decisione, sprecando il proprio tempo e i propri talenti (ignavi). Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio di Ary Scheffer (V canto dell'Inferno) Ary Scheffer , Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio (1835); olio su tela, 166.5 x 234 cm; collocazione: Wallace Collection , Londra Ary Scheffer è un pittore olandese, che ben presto si stabilisce a Parigi. Nonostante in Francia si vada affermando il movimento romantico, Scheffer mantiene uno stile neoclassico, basato su un impianto disegnativo minuzioso e caratterizzato da una pittura estremamente accurato e razionale. La prima versione di questo dipinto venne esposta nel 1835 nella stessa sala in cui era appesa la Barca di Dante di Delacroix. Il dipinto di forma rettangolare e andamento orizzontale è dominato dai toni scuri dello sfondo in cui si distinguono Dante e Virgilio che osservano con sguardo quasi scientifico due figure che si lasciano trascinare dal vortice che caratterizza il secondo girone dell'Inferno: quello dei lussuriosi . Paolo Malatesta e Francesca da Rimini non oppongono resistenza, non strepitano e non urlano, come gli altri dannati di questo girone. La struttura del quadro è dinamica , dovuta alla disposizione diagonale e ricurva dei corpi dei due soggetti principali del dipinto. Dante descrive una violenta bufera con venti contrari che si incrociano trascinando le anime davanti a un precipizio, e ogni volta urlano, gridano, piangono, bestemmiano. Costretti a farsi trascinare violentemente dai venti come nella loro vita si sono fatti trascinare dall’istinto invece che dalla ragione, i lussuriosi sono tutti morti di morte violenta a causa dell’amore a cui non hanno saputo resistere durante la loro esistenza. Di tutta questa violenza non c'è traccia nel dipinto di Scheffer ; Paolo e Francesca non sembrano trascinati dalla bufera, ma piuttosto adagiati su un divano. Scheffer sceglie un approccio neoclassico che esclude elementi legati ad emozioni forti. Nel dipinto, immerso nel buio che anche Dante descrive, spicca la luce che emana dalle figure : è la luce dell'amore che lega per l'eternità i due amanti. La storia di Paolo e Francesca Dante, conosceva la storia dei due sfortunati amanti attraverso il racconto del fratello di Francesca. È Francesca che, richiamata da Dante, racconta la storia della sua vita e della sua morte tra le lacrime, mentre Paolo rimane in silenzio. Il padre di Francesca, Guido da Polenta, aveva costretto la figlia a sposare Giovanni Malatesta per motivi politici. Francesca, però, si innamorò del cognato, Paolo e intrattenne con lui una relazione per circa dieci anni, fino a quando il marito li sorprese a baciarsi mentre erano intenti a leggere la storia d'amore tra Ginevra e Lancillotto. Giovanni uccise la moglie e il fratello con la sua spada. Nel dipinto si notano, sul petto di Paolo e sulla schiena di Francesca, le ferite causate dalla spada. Pia de' Tolomei di Dante Gabriel Rossetti (canto V del Purgatorio) Dante Gabriel Rossetti , Pia de' Tolomei (La Pia), 1868; olio su tela, 105,4×120,6 cm; collocazione: Spencer Art Museum , Lawrence (Kansas) Il dipinto ha formato quadrato . I colori utilizzati dal pittore, pur essendo limpidi, non sono squillanti: il dipinto, anche attraverso la scelta tonale, comunica un generale senso di tristezza. La composizione è dominata da due linee di forza : una è data dall'ipotenusa del triangolo della meridiana appoggiata sulla balaustra in primo piano; la seconda segue la linea prospettica che disegna il pavimento del terrazzo del castello dove si svolge la scena. La linea di forza è rinforzata dalla presenza a terra di un fascio di aste metalliche reggi-bandiera. Come nei dipinti di Giovanni Bellini all'inizio del Secondo Rinascimento, la balaustra isola il soggetto del quadro e lo separa dal mondo dell'osservatore, confinandolo in un isolamento che caratterizza fortemente la scena del dipinto. La figura di Pia è seduta con le spalle contro il muro di un torrione; la schiena è incurvata, il collo e la testa proseguono la curvatura della schiena. Le mani intrecciate in grembo tormentano nervosamente l'anello nuziale. La figura malinconica di Pia, con lo sguardo triste e lontano, perso nei propri pensieri, si ispira ad una famosa incisione di Albrecht Dante Gabriel Rossetti, insieme a John Everet Millais e William Hunt, è uno dei fondatori del movimento preraffaellita (Pre-Raffaellite Brotherhood ). Questo movimento nasce in Inghilterra in epoca vittoriana. Il termine preraffaelita è un riferimento all'arte esistita prima di Raffaello Sanzio che gli esponenti di questo movimento ritenevano colpevole di aver "inquinato l'arte esaltando l'idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza", permettendo così gli sviluppi dell'accademismo, che questi artisti rifiutavano. Oltre al rifiuto dell'arte accademica, i Preraffaelliti si ponevano l'obiettivo di riportare in vita i costumi di un passato nostalgico e immaginario, tentando, inoltre, di unificare i concetti di vita, arte, e bellezza. I temi ai quali si sono maggiormente ispirati includono quelli biblici, letterari, fiabeschi, storici e in particolare medievali; sono presenti anche temi patriottici e sociali. Ispirati alla pittura rinascimentale e medioevale nonché alla cultura del purismo pittorico e dei Nazareni , i pittori preraffaeliti riproducevano, attraverso un panneggio delicato, figure elaborate e luminose. I loro dipinti sono spesso rievocativi, e presentano generalmente riferimenti allegorici e simbolici. Gran parte dei dipinti Preraffaeliti raffigurano soggetti femminili sensuali ed eleganti Dürer dedicata proprio alla malinconia (Melancolia , 1514). Gli oggetti sulla balaustra narrano i pensieri della giovane donna: la meridiana è legata al lento scorrere del tempo nel suo isolamento, i fogli sparsi alludono a delle lettere che la giovane legge e rilegge nell'esilio in cui il marito l'ha relegata, in un lontano possedimento in una zona malsana della Maremma Toscana; il libro delle Ore e il rosario rappresentano le sole attività di preghiera che scandiscono la sua giornata. Quasi tutto il quadro è occupato dal muro della torre e solo un pezzetto di paesaggio , anch'esso grigio e malinconico, descrive il luogo in cui si trova il castello: una landa desolata e paludosa. A ridosso dei merli del castello si vede una campana, che probabilmente scandisce le ore della preghiera. In cielo volano dei corvi che si avvicinano al luogo in cui si trova Pia. I corvi sono presagio di sventura e alludono alla morte. Completano il quadro due piante: l'edera , simbolo di fedeltà e il fico , che potrebbe sia alludere alla dolcezza della vita, ma qui, molto più probabilmente, alla lussuria, dando una chiave di lettura della scena. Pia, sospettata di adulterio, è stata confinata dal marito in questo sperduto possedimento dove troverà la morte. In realtà non si hanno notizie certe su questo personaggio e Dante stesso non svela il mistero. Nel passaggio del Purgatorio, Pia chiede sommessamente a Dante di ricordarsi di lei. Dante, guidato da Virgilio, offre consolazione alle anime degli invidiosi di Hippolyte Flandrin (XIII canto del Purgatorio) Hippolyte Flandrin , Dante guidato da Virgilio offre consolazione agli invidiosi (1835); olio su tela, 298 x 244,8 cm; Musée de Beaux Arts de Lion Hippolyte Flandrin è pittore neoclassico, allievo di Dominique Ingres. Flandrin inizia a dipingere il quadro nel 1834 mentre si trovava a Roma per aver vinto una borsa di studio. L'opera venne esposta a Parigi nel 1836 e poco dopo venne acquistata dal Museo delle Belle arti di Lione, città natale di Flandrin. Il dipinto è rettangolare e ha una disposizione verticale. La composizione è caratterizzata dal taglio prospettico di una scoscesa parete rocciosa che dà profondità alla scena. Il massiccio roccioso ricorda quello del Jura, che si trova non lontano da Lione. Un taglio di luce, che procede obliquamente da sinistra verso destra, interseca la precedente linea di forza. La scena si svolge su una sporgenza orizzontale sulla quale trovano posto tutti i personaggi. A ridosso della roccia, i peccatori sono accovacciati l'uno vicino all'altro in una fila che continua a snodarsi in lontananza anche dietro i due principali personaggi. Il quadro è suddiviso verticalmente in due parti: a sinistra c'è il gruppo principale degli invidiosi che occupano sostanzialmente un ingombro rettangolare che si sviluppa in orizzontale; a destra troviamo le due figure di Dante e Virgilio che occupano un ingombro rettangolare disposto in verticale. Grazie a queste accortezze, il quadro ha un andamento dinamico. Flandrin studia accuratamente le pose dei personaggi in modo da farci percepire la loro stanchezza per la condizione nella quale si trovano. Gli abiti grigi e il pallore ci ricordano che sono dei defunti. Dante e Virgilio sono illuminati dalla luce, inoltre l'abbigliamento rosso di Dante lo rende il fulcro dell'opera. Il poeta si china leggermente per ascoltare uno dei peccatori, un uomo anziano con la barba, l'unico che alza la testa per conversare con i due visitatori. Lo sguardo di Dante esprime compassione. Virgilio, invece rimane assiste alla scena senza mostrare partecipazione emotiva. Vergine Madre di Gustave Dorè (canto XXXIII del Paradiso) Non ho trovato indicazioni certe riguardo alla tecnica utilizzata per la realizzazione di questa illustrazione. Molte incisioni dedicate alla Divina Commedia sono state realizzate Gustave Doré è un artista francese del periodo romantico . Autodidatta , mostra uno spiccato talento per il disegno fin dall'età di sei anni. La sua formazione avviene nelle sale del Louvre . la sua primissima esperienza artistica risale all'età di quindici anni, quando si mise a pubblicare disegni per il giornale La caricature . Artista poliedrico, Doré si è misurato con tutte le tecniche e i formati: pittura, acquerello, disegno, scultura, incisione e con svariati generi pittorici, realizzando in questo modo quadri giganteschi e tele più piccole; brillanti e luminosi acquarelli, disegni a inchiostro sfumato di grande virtuosismo tecnico, vignette graffianti realizzate a penna, incisioni, illustrazioni bizzarre e perfino sculture barocche, stravaganti, monumentali, enigmatiche. L'artista è noto soprattutto per la sua vasta produzione come illustratore di vari generi letterari: romanzi, poesie, fiabe, ma anche di opere più complesse come la Bibbia e La Divina Commedia di Dante. Dopo il 1870 Doré, deciso a non intraprendere più illustrazioni di complesse opere letterarie, iniziò a dedicarsi principalmente alla pittura e alla scultura, discipline nelle quali non riuscirà però a riscuotere il successo che aveva riscosso come incisore. con la xilografia, ma ve ne sono anche molte realizzate su matrici di rame con puntasecca, acquaforte e acquatinta. Osservando l'immagine, che comunque non ha una risoluzione molto alta, si intravvede una texture di segni ondulati che sembrano riconducibili alle venature della matrice di legno di una xilografia. La composizione di questa illustrazione si basa sul cerchio, o meglio, su una serie di cerchi concentrici che conducono ad una figura centrale, quella di Maria , da cui sembra aver origine la luce sfolgorante che annulla i particolari degli angeli che stanno dietro di lei. Maria, rappresentata come una giovane donna dai capelli neri, mossi e fluenti, ha il capo cinto da una corona e circondato da un'aureola, ed è seduta al centro della Candida Rosa, su un petalo fatto di nuvole. In primo piano, su un altro petalo, trovano posto dei personaggi più grandi, disposti in modo simmetrico ma con atteggiamenti diversi l'uno dall'altro. La maggior parte di questi sono angeli con grandi ali e lunghi abiti e sono rivolti verso Maria. Dante si rivolge a Beatrice, che lo ha guidato fino a questo punto ma lei scompare alla sua vista e viene sostituita dalla figura di un vecchio dalla barba bianca. Si tratta di Bernardo di Chiaravalle , che guiderà Dante nell'ultima parte del suo viaggio e che di lì a poco pronuncerà una invocazione a Maria perché Dante possa vedere Dio. L'illustrazione è accompagnata dai versi 133-135 del XXI canto del Paradiso: 'Vidi quivi a lor giuochi quivi e a' lor canti ridere una bellezza, che letizia era ne li occhi a tutti li altri santi ' in cui Dante descrive il clima giocoso e festoso della folla degli angeli che volano intorno a Maria e che ne causa il riso, che a sua volta si riflette nello sguardo soddidente dei presenti. Google Arts & Culture - Gustave Dorè Printmakung Artist Gustave Dorè Cuberis - Gustave Doré, His Engravings and His Engravers
- Diluizione | ProfCasilli
DILUTION OF WATERCOLOR PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Let's learn how to properly dilute the color In watercolor it is essential to dilute the color well: you must prepare a sufficient amount of colored water to work and you must mix it often before spreading it on the sheet. If you put too much pigment, it is not absorbed by the paper and remains on the surface creating unwanted stains and marks. Marks are created even if you paint with a little colored water because the force of gravity cannot act. EXERCISE TO LEARN HOW TO DILUTE COLOR CORRECTLY Prepare the sheet glued to the support divide it into vertical strips. Draw scribbles with pencil H without pressing too hard with the pencil. prepare the color diluted with water on the palette spread the color by holding the support inclined and moving the brush horizontally with regular movements if the color has been diluted correctly, you will see the scribble perfectly if the color is too thick, add water, mix well and repeat the operation on the second strip if the color is too light, add some pigment and paint another strip Exercise 2 to dilute the color correctly Phase 1: preparation of the drawing • With a pencil H lightly draw scribbles on the paper • Within the spaces that are created, draw lines and small shapes at will which, repeated, will create textures • PURPOSE OF THE EXERCISE : THE LINES AND TEXTURES SHOULD BE WELL READABLE EVEN AFTER THE COLOR HAS BEEN APPLIED Phase 2: color preparation • Choose a color from those you have available (I will use the primary blue , which we also used at school and which allows us to better see the errors) • If you are using tube paint, put a small amount in one of the dimples of the palette and add water to dilute it • If you use pastille colors , wet the surface of the tablet with a brush dipped in clean water and lightly rub the surface of the tablet with the brush to dissolve the surface layer • Take the color from the tablet and place it in one of the dimples of your palette • Add just enough water to get a liquid color (the amount of water you will learn with experience) • Do a drafting test on a piece of paper to see if the color you have obtained in your opinion is suitable: if you think it is too light, add more pigment; if too thick, add more water Phase 3: drawing up the color PREMISES • Remember that in the watercolor technique it is the water that paints, while the brush is used to guide the water onto the paper • The force of gravity (the one that makes objects fall downwards) is also fundamental. This is why when you paint you have to hold the support to which you attached your sheet in your hand and you have to tilt it so that the water can go down. LET'S START : • Load the brush well with the diluted color and paint following ordered horizontal movements: from left to right and, going down slightly, from right to left • Make sure that a puddle forms at the bottom edge of the stroke as you apply the paint. This excess color will be recovered in the return movement • In case this deposit of color runs out, load the brush again and add the color, so that you can always use the force of gravity. • Paint the entire surface of your sheet in this way, trying not to interrupt the work and not to go back to painting where you have already passed, perhaps to fill spaces that you have left empty. • When you are finished, place the sheet on the work surface and let it dry (to speed up this phase you can use a hairdryer) REMEMBER: if you go back to painting where you have already been, stains will be created and if you paint again while the sheet is wet, instead of adding color, you will also remove what you had already spread. Phase 4: correction of the draft Maybe you have been very good and this step is useless, but if by chance you notice that the color was too dense and you cannot see the pencil marks you had drawn on the paper, or if there are more intense or lighter spots or lines , you can easily solve the problem by following these instructions: Dip your brush well in clean water and pass it over the entire surface of the painting. Remember to hold your support in your hand so as to facilitate the downward movement of the water. In the places where the color is more intense, insist more with the brush so that the excess color, which was not fixed on the paper, can dissolve again. As you do this, tilt the media in different directions, so that the colored water can move and distribute the color over the entire surface (use the brush to help move the water and add more if necessary). At this stage, the color that was already fixed on the sheet after drying will not come off and therefore you can work safely. When you're done, place the paper on the work surface. If you notice that puddles of diluted color have formed (usually in the folds of the paper and around the glue edges), wipe the brush on the rag and use it to absorb the excess color, which you will always remove by passing the brush over the rag ( you can also recover the color, putting it on the palette). Let the sheet dry: the water will move around for some time and distribute the color evenly over the entire surface the sheet still wet after working only with clean water to correct imperfections. dry correct sheet Step 5: optional • You can now complete your work with colored pencils and a thin black marker (or ballpoint pen) • Color the shapes of the textures with the colors of your choice • Go over the outline marks of the scribble with the black marker back to Acquarello