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    Prof. Silvia Casilli ARTS AND IMAGES Materials for teaching in lower secondary school The materials you find on the site are at your disposal to better follow the lessons; they do not replace the textbook, but contain summaries and in-depth materials. On the pages of this site, you will find a lot of information, insights and stimuli to feed your curiosity. You don’t have to study all the things here contained. You can read them little by little, to better understand the topics we will address. You can choose to better explore what you like best. My advice is to start by reading the basic parts, which I will show you, looking at the images and captions that accompany them. Then you can return to read an article that captures your interest, watch a video or explore museums or archaeological sites near and far or try to better understand a work of art that leaves you speechless, but also one that you struggle to appreciate (also understanding why you don't like something is very important). Study is a journey and in your journey you will meet things that are already familiar to you and others that are unknown to you. I would like you to try to feel like an explorer in a mysterious land, full of extraordinary places and works. The more you travel, the richer you become with a wealth that no one can ever take away from you. HAVE A GOOD TRIP! Dalla scuola elementare alla scuola secondaria di primo grado Ma dove siamo finiti mai? Nell'arrivare alla scuola secondaria di primo grado, si viene catapultati in un mondo nuovo dove tutte le materie sono molto più approfondite rispetto alla scuola elementare . Una delle materie in cui la percezione del cambiamento è maggiore è proprio Arte e Immagine. Alla scuola elementare raramente arte è concepita come una materia a sé: il più delle volte si disegna per illustrare una storia letta o come momento ricreativo tra una lezione e l'altra. Nei casi più fortunati, si esplora il lavoro di qualche artista tra i più conosciuti e si riproducono alcune opere, per lo più ricalcando e colorando delle fotocopie. Alla scuola media, invece, vediamo che Arte e Immagine, in realtà è composta da 2/3, anzi 4 materie diverse, purtroppo compresse nello spazio, ve lo dico fin d'ora, insufficiente di 2 ore a settimana, dalle quali dobbiamo escludere ore 'rubate' da progetti trasversali di vario genere, eventi particolari, gite, coincidenza dell'orario con festività e, talvolta, assenze dell'insegnante per malattia - evento molto raro, ma non impossibile (e, nel mio caso, per partecipazione al progetto Erasmus). Se alla scuola elementare valeva l'equazione ARTE = DISEGNO, alla scuola media, invece, Va da sé che servono salti mortali con doppio avvitamento per cercare di far stare insieme tutte le cose in un modo appena dignitoso. Per quanto riguarda Educazione Civica , generalmente si scelgono degli argomenti che abbiano in qualche modo a che fare col percorso specifico della disciplina: tra i miei preferiti ci sono: l'UNESCO, la tutela del patrimonio culturale, le regole che riguardano il copyritht delle immagini e dei testi d'autore, le regole sulla privacy, specialmente applicate ai social, i furti di opere d'arte, specialmente con riferimento alla mafia e alla seconda guerra mondiale. Riguardo alle tecniche , nel corso dei tre anni, esploreremo il disegno a matita, cercando di capire come un mezzo così semplice possa essere carico di espressività, se usato bene. Esploreremo i pastelli colorati, i pennarelli e, per quanto riguarda la pittura, gli acquarelli. Di tanto in tanto esploreremo altre tecniche (sbalzo, stampa, mosaico, ecc.). Partiamo dal presupposto che anche se tutti i bambini usano il disegno come linguaggio espressivo, arrivati alla scuola media (e forse già alla scuola elementare) si fa avanti la convinzione, per alcuni, di non essere portati. Vorrei dirvi una cosa, a questo proposito: il talento, l'essere portati, è solo un punto di partenza e di per sé non è sufficiente per creare delle opere d'arte. Tutti gli artisti ne sono consapevoli: è il lavoro costante, insieme alla sperimentazione, che portano frutti . Tanto più questo è vero nel percorso scolastico. Sottolineo che per imparare le tecniche e trasformarle in strumenti davvero espressivi è necessario fare molto esercizio , che non può esaurirsi col lavoro fatto in classe: serve proprio tanto esercizio a casa che va al di là del 'compito' di terminare i lavori iniziati in classe, ma che é soprattutto sperimentazione : giocare con matite e pitture ci permette di ottenere degli effetti che non stavamo cercando e di cui non sospettavamo nemmeno l'esistenza e crea in noi una sensibilità alla bellezza che sta in un segno fatto in un certo modo, nella trasparenza di un colore... Solo sperimentando si conquista l'espressività, che è ciò che cerchiamo ogni volta che prendiamo matite e pennelli e ci mettiamo al lavoro. Il disegno espressivo non è solo il disegno libero, in cui scelgo il soggetto da disegnare e lo rappresento come voglio, ma quando si ha familiarità con le tecniche ogni disegno diventa espressione di sé, della propria personalità e creatività. La chiave della libertà espressiva sta proprio nello sperimentare così tanto da poter scegliere il tipo di segno da tracciare in mezzo a tutti quelli che conosco. E veniamo alla parte più nuova e difficile del percorso di questa materia nella scuola secondaria: la storia dell'arte . Nei tre anni, cosa che non accade per nessuna delle materie di studio, dovremmo affrontare un percorso che va dalla preistoria all'arte contemporanea: un lasso di tempo immenso, in cui si susseguono stili e artisti simili o molto diversi tra loro. Capisco che mettere il verbo 'studiare' vicino alla parola 'arte' suoni molto male alla maggior parte degli studenti, ma lo studio della storia dell'are ha il suo perché. La storia dell'arte è un viaggio attraverso l'evoluzione della creatività dell'uomo . La storia dell'arte è la materia più interdisciplinare che possiate incontrare perché ogni forma d'arte è il prodotto della propria epoca e degli stimoli cui sono stati sottoposti gli artisti. Questo significa che studiare la storia dell'arte ci aiuta a ricollegare i fili del tempo e a renderci più consapevoli della ricchezza del nostro essere umani. Studiare la storia dell'arte ci aiuta a sviluppare il pensiero critico , cioè a capire il perché delle cose e, se permettete, imparare a pensare è l'obiettivo più alto che la scuola si possa porre. Gallery

  • Neoclassicismo | ProfCasilli

    Inizio pagina Linea del tempo Elementi fondamentali Campagne archeologiche arti applicate Grand Tour Musei vedutismo Architettura Pitocchetto Piranesi Enciclopedia Inizio pagina Napoleone valica il Gran Sanbernardo, Jaques-Louis David Ingres, Napoleone sul tono imperiale Enciclopedia Grand Tour Nessun titolo Pompei e Ercolano Domus Aurea Nascita musei europei Winckelmann Arti applicate Vedutismo Pittura Page Title Google Arts & Culture - Neoclassicismo This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Inizio pagina Dal Barocco al Neoclassicismo Cosa cambia? Barocco Le decorazioni nello stile barocco sono abbondanti, spesso prevedono elementi in stucco e l'oro è quasi sempre presente: la parola d'ordine è stupire Chiesa di San Giovanni Nepomuceno, Monaco di Baviera Foto di Andrew Bossi, licenza Creative Commons In architettura le piante delle costruzioni sono ottenute sovrapponendo diverse figure geometriche lineari e curve. L'intreccio di tali figure produce edifici molto articolati. In questo caso, la facciata è concava e si collega ai portici laterali che suggeriscono un abbraccio. Al di sopra della facciata si eleva un corpo che ha andamento convesso. Sant'Ivo alla Sapienza (1643-1662), Roma Foto di Paris Orlando, licenza Creative Commons Gli artisti barocchi si ispirano alle straordinarie opere ellenistiche caratterizzate da estremo dinamismo e grande espressività. I ritratti sono fortemente realistici e le pose sono cariche di tensione, come se le azioni fossero catturate da una macchina fotografica mentre stanno accadendo. Dal punto di vista tecnico, le opere barocche sono un'esibizione di maestria senza pari. Busto di Francesco I d'Este, Gian Lorenzo Bernini, Galleria Estense, Modena Foto: licenza Creative Commons In pittura, la rappresentazione della prospettiva si concentra sugli edifici; la prospettiva è per lo più accidentale (con due fuochi). Specialmente negli affreschi d'interni, la prospettiva accelerata crea l'illusione dello sfondamento dei volumi architettonici degli ambienti. Gli elementi architettonici, presenti negli ambienti, vengono riprodotti coi mezzi della pittura facendo apparire gli ambienti molto più alti del reale. Studio, Giuseppe Galli Bibiena Andrea del Pozzo, Apoteosi di Sant'Ignazio, Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Roma In pittura , i temi trattati sono spesso legati all'ambito religioso: la Chiesa utilizza la ricchezza e la meraviglia suscitata dall'arte barocca per catturare l'attenzione dei fedeli e dare un'impressione di grande potenza. Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto, Galleria Doria Pamphilij, Roma Neoclassicismo Cattedrale di Nostra Signora, Copenhagen Foto di Ib Rasmussen, licenza Creative Commons Nello stile neoclassico le decorazioni sono quasi totalmente assenti: si pone molta attenzione agli elementi architettonici che esaltano simmetria e ritmo nelle costruzioni, sia all'interno che all'esterno. La parola d'ordine è sobrietà . Chiesa di San Carlo al Corso, Milano Foto di Arbalete, licenza Creative Commons L'architettura neoclassica si ispira a quella della Grecia classica e a quella romana. Ritroviamo elementi antichi, come il timpano e il pronao sostenuto da colonne e capitelli ispirati agli ordini architettonici antichi. Pulizia , regolarità , simmetria e ritmo sono le parole chiave che ben esprimono l'essenza di questo stile. Busto di Eleonora d'Este, Antonio Canova, Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia Foto: licenza Creative Commons Gli artisti neoclassici hanno come punto di riferimento il concetto di bellezza ideale della Grecia Classica. I ritratti sono idealizzati , le pose eleganti, i volti non sono mai turbati da emozioni forti, ma esprimono la 'calma olimpica', cioè la superiorità che caratterizza le divinità greche di fronte alle vicende umane Nelle vedute urbane , inaugurate da Canaletto, la prospettiva si estende creando ampi scorci della città. L'approccio è molto razionale, si guarda e si riproduce la realtà servendosi di mezzi tecnici come la 'camera chiara' che permettono di riprodurre fedelmente i dettagli. Canaletto, Il canal Grande da Palazzo Balbi a Rialto, Museo del Settecento Veneziano, Venezia Nella pittura neoclassica, i temi trattati fanno spesso riferimento alla cultura e alla mitologia classica, oppure a figure e episodi della storia. Il giuramento degli Orazi 1785, Parigi, Louvre Il Barocco , e il Rococò , che ne è la naturale evoluzione, sono caratterizzati dalla volontà di stupire l'osservatore . In architettura gli edifici hanno piante molto complesse che sono dovute a forme geometriche lineari e curve sovrapposte. Gli edifici sono pieni di decorazioni: stucchi che nel Rococò diventano dorati, e trompe-l'oeil, cioè grandi dipinti illusionistici che hanno lo scopo di 'sfondare' lo spazio fisico degli edifici dandoci l'impressione di spazi infiniti. In scultura ricordiamo le figure molto dinamiche realizzate da Gian Lorenzo Bernini: figure singole o gruppi di figure che si avvitano nell'aria come le colonne tortili, realizzate dallo stesso Bernini, per il baldacchino in bronzo della Basilica di San Pietro a Roma. Queste opere sono fortemente dinamiche , ma anche drammatiche : l'artista coglie i personaggi nel pieno dell'azione e le espressioni del volto ci comunicano emozioni molto forti . Si gioca col corpo umano fino alla deformazione , facendogli assumere posizioni complicate e cariche di tensione. In pittura , ricordiamo in particolare Caravaggio che crea delle scene di sapore teatrale grazie all'uso della luce, quasi sempre associata al buio che caratterizza le scene d'interni. I suoi personaggi, ritratti dal vero, sono carichi di emozioni. Ricordiamo sempre che il Barocco, come il Manierismo, ha origine dalla crisi del Rinascimento : in arte si dà voce all'incertezza causata da guerre e pestilenze. In un certo senso si vuole nascondere la paura sotto un velo di ricchezza, magnificenza e stupore. Il Neoclassicismo nasce come reazione al 'disordine' del periodo precedente. è 'figlio' dell'Illuminismo , cioè figlio di un'epoca che mette nuovamente al centro del pensiero la ragione, come già avevano fatto l'Umanesimo e il Rinascimento. La deformazione, i giochi teatrali di luci ed ombre, il dinamismo portato all'estremo, così come l'eccesso decorativo, lasciano il posto ad uno stile più sobrio e lineare 'rischiarato' dalla luce della ' Ragione ' che, al centro del pensiero illuminista , infonde nuova sicurezza nel futuro e sostiene la fiducia nella possibilità di costruire una società forte, solida, giusta ed equilibrata. Protagonista è ancora la nobiltà, che, guidata dal senso di giustizia instillato dalla Ragione, assume il ruolo 'paterno' di amministratore,, prendendosi cura dei meno fortunati. (l'aristocrazia trova la sua ragione di esistere proprio nell'utilizzare il proprio potere e le proprie ricchezze per il bene di tutta la società). Tutto quello che vedremo in arte è il risultato di un approccio razionale e, quale periodo è più adatto a fungere da modello al nuovo gusto se non quello del popolo che ha 'inventato' la filosofia? Il pensiero filosofico greco, infatti, esprime al meglio l'esercizio della ragione che indaga in profondità i meccanismi della conoscenza e della realtà. Lo stile equilibrato ed elegante del periodo classico, in particolare, 'traduce' in termini artistici proprio la visione filosofica del popolo che in quel tempo domina il mondo . Accanto al modello derivato dall'arte greca del periodo classico, l'Illuminismo, e quindi anche il Neoclassicismo, guardano con favore alla cultura e all'arte romana , che, con l'Impero Romano, incarna il modello politico di stabilità cui anche l'Illuminismo aspirava . Elementi fondamentali Elementi fondamentali che caratterizzano il periodo illuminista e contribuiscono a formare il gusto neoclassico Il Neoclassicismo è 'figlio' dell'ILLUMINISMO , cioè figlio di un'epoca che mette nuovamente al centro del pensiero la ragione, come già avevano fatto l'Umanesimo e il Rinascimento. La Dea Ragione è vista come la guida che permetterà di costruire una società forte, solida e vincente in grado di confrontarsi con le sfide del nuovo tempo. Protagonisti sono ancora i nobili della classe aristocratica che si propongono come amministratori attenti e come padri che si prendono cura di chi è meno fortunato (l'aristocrazia trova la sua ragione di esistere proprio nell'utilizzare il proprio potere e le proprie ricchezze per il bene di tutta la società). Vediamo ora alcuni elementi e avvenimenti che esprimono i nuovi interessi di questo periodo e portano alla formazione del nuovo gusto: NEOCLASSICISMO - LA LINEA DEL TEMPO Linea del tempo Enciclopedia Section Title Section Subtitle Every website has a story, and your visitors want to hear yours. This space is a great opportunity to give a full background on who you are, what your team does and what your site has to offer. Double click on the text box to start editing your content and make sure to add all the relevant details you want site visitors to know. If you're a business, talk about how you started and share your professional journey. Explain your core values, your commitment to customers and how you stand out from the crowd. Add a photo, gallery or video for even more engagement. Encyclopédie - online Il Grand Tour Grand Tour Il fenomeno del Grand Tour nasce nel '700 e durerà per tutto l'800. L'Italia è una delle mete più ambite di questi viaggi che le persone colte di tutto il mondo organizzano come completamento della propria istruzione. Questi viaggi possono durare mesi o anni. Si visitano i luoghi della cultura, le collezioni e i musei che proprio in questo periodo stanno nascendo . I viaggiatori scrivono memorie di viaggio , corredate da dipinti ad acquerello o incisioni . Oltre all'Italia e agli altri paesi europei, si visitano la Grecia , il Vicino Oriente , l'Egitto e il Marocco Il Grand Tour ha come 'effetto collaterale' la crescita esponenziale dell'interesse verso la ricerca archeologica, che in un primo tempo era vista più come una sorta di 'caccia al tesoro', ma che man mano prende una connotazione sempre più scentifica . Google Arts & Culture - Grand Tour MET - The Grand Tour (essey) Campagne archeologiche Le campagne archeologiche Il Settecento, epoca di rinascita degli interessi colti per la cultura e l'arte antica , anche dietro lo stimolo dei viaggi che portano molte persone a vedere dal vero le opere d'arte e i luoghi della cultura di cui avevano solo letto sui libri. Una sorta di desiderio di esplorazione si diffonde e porta importanti istituzioni europee ad investire somme consistenti di denaro in campagne di ricerca geografica ed archeologica . (Ricordo che nella seconda metà del Seicento, a Londra era nata la Royal Society , che si occupa proprio ricerca in diversi campi del sapere e che finanzierà diverse campagne, specialmente di esplorazione geografica). Ercolano e Pompei Ercolano era stata scoperta per caso nel 1709 e nel 1738 viene avviata la prima seria campagna archeologica volta a riportare alla luce l'antica città romana che era rimasta sepolta sotto la cenere dell'eruzione vulcanica del 79 d.C. È Carlo III di Borbone , re del Regno delle Due Sicilie a farsi promotore delle ricerche. Questo sovrano era coltissimo e amava la ricerca anche in campo scientifico e tecnologico . Pompei , invece, era stata scoperta già nel 1599. Gli scavi archeologici sistematici vengono avviati nel 1748, sempre per volere di Carlo III. La magnificenza dei dipinti, dei complessi abitativi e il ritrovamento, persino, di mobili in legno o metallo diventano fonte di ispirazione per il mondo dell'arte e di quello che oggi chiameremmo 'design d'interni'. video (Rai Cultura): Paestum e il Grand Tour - Arté, Philippe d'Averio La Domus Aurea A Roma si conducono nuovi scavi nella Domus Aurea, l'enorme complesso residenziale che Nerone si era fatto costruire dopo l'incendio della città. Il palazzo era stato scoperto in modo fortuito già all'inizio del Cinquecento : il famoso gruppo scultoreo del Laocoonte faceva parte dell'apparato decorativo di questo imponente complesso. Siamo nella seconda metà del Settecento. Le decorazioni del palazzo diventano modello per le decorazioni parietali dei palazzi più raffinati e ispirano anche le tappezzerie utilizzate per rivestire le imbottiture di sedie e canapé . Altair 4 Multimedia - Ricostruzione 3D della Domus Aurea Articolo (Repubblica)-Scoperta la stanza rotante di Nerone, sala da pranzo della Domus Aurea Musei La nascita dei grandi musei europei In tutta Europa, nascono i musei moderni, luoghi in cui i cittadini possono migliorare la propria educazione attraverso la conoscenza delle opere d'arte. Tra i tanti musei che nascono in questo periodo, ricordiamo il British Museum , di Londra, il Belvedere a Vienna, Il Louvre a Parigi, il Museo Egizio di Torino. Il Louvre, in particolare, è concepito come un luogo di apprendimento , con le opere suddivise per periodi e l'accesso libero a tutti i cittadini . I musei finanziano numerose campagne di scavo per procurarsi opere importanti da esporre nelle proprie sale . Johan Winckelmann L'estetica neoclassica Johan Winckelmann è archeologo ed erudito tedesco che nel 1764 divenne soprintendente alle antichità di Roma e poté dedicarsi allo studio dell'arte classica. Attraverso i suoi scritti promosse l'estetica del neoclassicismo , esercitando una enorme influenza sull'arte e sul gusto del suo tempo, e formulando un nuovo approccio metodologico che è alla base della moderna storia dell'arte. È considerato il padre dell'archeologia scientifica . L'estetica del Neoclassicismo si fonda sui principi della bellezza ideale che era alla base dell'arte e dell'architettura del periodo classico dell'arte greca. Ricordo che la bellezza ideale per i greci non rappresentava semplicemente il 'top' della bellezza esteriore, ma indicava qualità interiori che trasparivano anche all'esterno . Video: (Rai Cultura): Winckelmann: dall'antiquaria alla storia dell'arte arti applicate L'influenza dell'arte classica nelle arti applicate esempio di influenza del gusto antico nella decorazione d'interni e nell'arredamento: a sinistra un affresco dalla Domus Aurea e a destra una stanza nella Reggia di Versailles. La cultura classica, le architetture riscoperte, i dipinti e i manufatti antichi diventano modelli di riferimento delle 'arti applicate' influenzando lo stile di mobili, tappezzerie, decorazioni, stoviglie e complementi d'arredo. Grottesca dalla Domus Aurea; decorazioni parietali nel gabinetto di Maria Antonietta a Versailles, stufa in maiolica, decorazioni parietali e tappezzerie dal palazzo di Sturehov, Stoccolma. Esempi di porcellana da tavola in stile neoclassico con soggetto derivato dall'arte e dalla mitologia antica. (Manifattura di Capodimonte, Napoli) vedutismo Canaletto e il vedutismo Si diffonde un nuovo genere pittorico: il VEDUTISMO nel quale l'interesse per le città d'arte e il desiderio di possederne dei ricordi, spingono alcuni pittori a dedicarsi a questo soggetto . Pittori come Canaletto a Venezia, si servono di uno strumento scientifico (la camera ottica ) per rappresentare gli spazi urbani e i più importanti monumenti in modo minuzioso. Piazza San Marco with the Basilica, by Canaletto, 1730. Fogg Art Museum, Cambridge. Foto: Licenza Creative Commons Camera oscura (camera ottica) di Canaletto, conservata al Museo Correr di Venezia Canaletto - Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid Nei dipinti di Canaletto spesso abbiamo ampie vedute: il pittore, dopo aver disegnato il paesaggio urbano da un certo punto di vista, ruotava il dispositivo e realizzava un altro disegno, ripetendo l'operazione più volte. Con questo stratagemma, unendo i diversi disegni riusciva a creare delle vedute 'panoramiche': oggi per catturare una veduta panoramica come quelle di Canaletto, un moderno fotografo userebbe una macchina fotografica con un obiettivo grandangolare. Ca' Rezzonico - Museo del '700, Venezia. Visita virtuale Piranesi Giovan Battista Piranesi (1720 - 1788) Facciata del British Museum di Londra. Come bene mostra questa immagine, il punto di riferimento dell'architetto che ha progettato questo edificio è il tempio greco del periodo classico. foto di Di Ham, licenza Creative Commons Archeologo, architetto e incisore, Piranesi ci ha lasciato non solo delle pregevoli incisioni che ritraggono gli antichi monumenti inseriti nel tessuto cittadino, come per esempio la celebre Veduta del Pantheon d'Agrippa (1761), ma è noto soprattutto per la famosissima serie delle Carceri d'invenzione . Quella delle Carceri è una serie di 16 tavole in cui le eccellenti capacità tecniche dell'artista, unite ad una straordinaria capacità inventiva, danno vita a mondi immaginari caratterizzati da intrichi di scale, ponti levatoi, archi, torrette, anelli metallici e corde che non hanno ancora smesso di colpire la nostra immaginazione. Uno degli artisti che vengono più ispirati da Piranesi è Mauritis Cornelis Escher. Piranesi, Veduta del Pantheon d'Agrippa (1761 ca.), incisione 47 x 69 cm, Los Angeles, Country Museum of Art (Licenza Creative Commons) Rai Culture - Le Carceri d'invenzione (video 11 min.) Licenza Creative Commons M. C. Escher, Relatività (1953), litografia, 27,7 cm × 29,2 cm Dalla Pinacoteca Tosio - Martinengo Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto Giacomo Ceruti, Lavandaie (1736), olio su tela; 145 x 130 cm. Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia foto: licenza Creative Commons In un periodo nel quale l'aristocrazia illuminata si propone come modello politico in grado di far funzionare bene e in modo razionale lo Stato, si diffonde un genere pittorico, che sceglie come soggetti la gente del popolo, i poveri, ma non ritratti con ironia o peggio, con disprezzo, quanto piuttosto con dignità . I quadri sono commissionati dai nobili che li appendono nei loro palazzi e hanno la funzione di ricordare loro che è loro dovere agire in modo che la vita di queste persone meno fortunate possa migliorare. La Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia ha dedicato un'intera sala a Giacomo Ceruti, artista originario di Milano, e alle sue opere. Non si tratta di opere Neoclassiche vere e proprie, quanto piuttosto Illuministe nelle quali l'autore sfrutta un tipo di pittura naturalistica che si era sviluppata in Lombardia già nel Rinascimento e che era stata continuata nel periodo Barocco: i soggetti erano già popolari, come possiamo vedere in alcuni dipinti di Caravaggio (cfr. La buona ventura ) in cui i colori utilizzati erano già basati sulla gamma dei colori della terra che ritroviamo nel Pitocchetto. Nel Seicento le scene di genere erano popolate da mendicanti, spesso affetti da nanismo, storpi e sgraziati. In questo caso non c'era nessuna partecipazione dell'artista e dei collezionisti alla vita sfortunata di queste persone. Nelle opere del 'Pitocchetto' - cosiddetto proprio perché molti dei suoi soggetti erano i cosiddetti pitocchi, cioè i poveri - i poveri vengono ritratti mentre sono intenti in attività quotidiane . Sono umili lavoratori ritratti con grande dignità . Le dimensioni dei personaggi sono 'monumentali ' nel senso che sono proprio i soggetti principali dei quadri e non secondari. I loro sguardi sono spesso diretti proprio fuori del quadro , in modo da incontrare quelli dell'osservatore. I visi non sono allegri, ma un po' tristi, affaticati dal duro lavoro . I colori utilizzati dal pittore sono parte della gamma dei marroni - i colori della terra , dato che il mondo di questa povera gente era pervaso dalla polvere: per le strade (e che si trasformava in fango quando pioveva) e nelle case in cui il pavimento era in semplice terra battuta. Sono opere che si inseriscono perfettamente nella tradizione naturalistica lombarda, di cui abbiamo già parlato a proposito del Rinascimento, ma che hanno un intento educativo e moralistico che quelle opere non avevano. Google Arts & Culture - Pitocchetto Pitocchetto Architettura Equilibrio, serenità, proporzione, armonia, eliminazione degli eccessi = BELLEZZA IDEALE L'atteggiamento 'razionalista,' che pervade il mondo illuminista, influenza profondamente l'architettura: non solo si tende a semplificare la pianta degli edifici , ma li si alleggerisce di tutte le eccessive decorazioni che avevano caratterizzato Barocco e Rococò. Partendo dalla struttura del tempio greco e con un occhio all'architetture romana si valorizzano gli elementi costruttivi (timpano, colonne, capitelli, ...) e si gioca sul concetto di simmetria e di ritmo , dato dalla ripetizione di gruppi di elementi (modulo ), che già avevano caratterizzato l'architettura rinascimentale (cfr. Spedale degli Innocenti progettato da Filippo Brunelleschi a Firenze). L'armonia è data anche attraverso aperture ampie e dal rapporto col l'ambiente circostante: le grandi regge sono infatti circondate da giardini scenografici organizzati in modo rigidamente geometrico con ampi specchi d'acqua . Versailles diventa il modello di residenze reali e signorili di tutta Europa, da Caserta a San Pietroburgo. Google Earth - Le grandi residenze neoclassiche Tempio Canoviano, Possagno (Treviso) Tempio canoviano, interno Il collegamento al progetto di Google Earth ti permette di constatare come i principi fondamentali Tempio Canoviano - Possagno (Treviso) del Neoclassicismo vengano riconosciuti ed applicati ovunque, persino negli Stati Uniti, specialmente negli edifici che simboleggiano le cariche più importanti del potere politico. In questa pagina puoi vedere come Antonio Canova, artista fondamentale di questo periodo, si cimenti anche nel campo architettonico: il Tempio Canoviano è un perfetto esempio di applicazione dei principi di cui questo artista si fa portatore, specialmente nel campo della scultura. La Reggia di Caserta Reggia di Caserta - Meraviglie, Alberto Angela (35 min.) La reggia di Caserta - Treccani - (6 min.) La Reggia di Caserta, voluta da Carlo III di Borbone, venne progettata dall'architetto Luigi Vanvitelli tra il 1751 e il 1780. Architettura Scultura e pittura Neoclassiche P er comprendere l'arte neoclassica è necessario tenere in considerazione tutti gli elementi culturali sopra esposti: la visione Illuminista, guidata dalla Ragione, le scoperte archeologiche e la creazione dei grandi musei che permettono al grande pubblico di vedere dal vero le opere del passato, il rinnovato interesse per la cultura e la letteratura antiche, il costante riferimento all'architettura greca e romana, alla statuaria classica e alla pittura riscoperta a Pompei, Ercolano e a Roma, nella Domus Aurea. Tutti questi elementi determinano le scelte degli artisti sia dal punto di vista dei temi trattati, sia dal punto di vista della tecnica con la quale le opere vengono realizzate . Tu tti gli artisti, sia in scultura che in pittura, si rifanno al concetto di Bellezza Ideale che Winkelmann aveva contribuito a riportare all'attenzione. Scultura Nel panorama artistico neoclassico, spiccano i nomi di due grandi scultori: quello di Antonio Canova e quello di Berthel Thordvalsen . Molti altri seguono il loro esempio e realizza no opere eleganti e raffinate in cui gli artisti si pongono idealmente in continuità con i più grandi scultori dell'antica Grecia Classica: Mirone, Policleto e Fidia nel V secolo e Skopas, Prassitele e Lisippo nel IV secolo a. C. Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822) Antonio Canova - google art & culture Lettura dell'opera Non conoscessimo l'autore e il titolo, questa scultura potrebbe essere scambiata per un'opera greca del periodo classico: elegantemente sdraiata su un letto triclinare, la figura è chiaramente caratterizzata dalla visione della bellezza ideale, vestita all'antica, tiene in mano la mela d'oro che Paride aveva donato a Venere come premio della competizione per la dea più bella cui aveva partecipato insieme a Giunone e Minerva. Si tratta, quindi del ritratto ideale di Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Antonio Canova, Paolina Borghese come Venere vincitrice (1804-1808), scultura in marmo (alt. cm. 92, con il letto cm 160); Galleria Borghese (Roma) La posa della principessa, distesa su un’elegante “agrippina” – una sorta di chaise-longue stile Impero molto in voga in epoca napoleonica – rimanda alla scultura greca del periodo classico , ma anche alle sculture etrusche e romane sdraiate sui sarcofagi . Oltre a ciò, vi è certamente anche un riferimento al dipinto della Venere del Tiziano (opera posseduta dal marito di Paolina, Camillo Borghese e esposta nella stessa stanza in cui era posta la scultura). Della scultura esistono numerosi disegni preparatori (Museo Civico di Bassano) e il gesso originale , conservato nella Gipsoteca di Possagno, che mostra ancora i “punti”, i riferimenti utili per il trasferimento della scultura in marmo. Sappiamo che Canova lasciava questa operazione ai suoi assistenti, riservando a sé stesso “l’ultima mano”, ovvero quella levigatura paziente, con abrasivi sempre più sottili, che portava all’effetto della “vera carne” e che si esaltava nella visione a lume di candela. Nella Paolina, Canova ha steso sul marmo, come finitura, l’acqua di rota , l’acqua che si faceva colare sulla mola per non surriscaldare i ferri da arrotare, che dava alla superficie una lucentezza rosata. Stupefacente la resa del materasso, che pare affondare morbidamente sotto il peso della dea. Sotto all’agrippina è nascosto un ingegnoso meccanismo ruotante su un'asse centrale, realizzato a Torino, che permette alla scultura di girare e mostrarsi a 360°, ripristinato nella sua funzione durante il restauro del 1997. Antonio Canova, Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore (1803-1806), marmo bianco di Carrara, 340 cm; Wellington Museu, Londra Napoleone è raffigurato nudo, in piedi, con il globo del mondo sormontato da una vittoria alata nella mano destra, il braccio sinistro sollevato per reggere la lancia e il mantello da guerriero sulla stessa spalla. Il colosso di marmo, alto quasi tre metri e mezzo, non piacque a Napoleone che proibì a Canova di esporlo in pubblico in quanto riteneva la nudità non adatta al suo ruolo. Dopo la sconfitta di Napoleone la statua fu acquistata dagli Inglesi e regalata con gesto simbolico a Wellington, ritenuto il massimo artefice della loro vittoria. L'opera è il ritratto del famoso condottiero francese, quindi il viso ne riproduce i tratti. Nonostante questo, Canova applica i principi della bellezza ideale nelle forme atletiche del corpo e nel viso dove la regolarità dei tratti, la proporzione e l'espressione concentrata, consapevole e volitiva, ci restituiscono l'immagine di un eroe, quasi un semidio, destinato a segnare la storia per sempre. Naturalmente Canova si ispira ai modelli della Grecia classica: il riferimento per noi più semplice da individuare è quello col Doriforo di Policleto: osserva il viso di tre quarti, la presenza del chiasmo la posizione del braccio che regge la lancia. Antonio Canova, Amore e Psiche (1787 - 1793), marmo bianco, altezza: 155 cm; Museo del Louvre Antonio Canova ricevette nel 1788 dal barone John Campbell, suo amico e primo mecenate britannico, la commissione per la realizzazione di un gruppo scultoreo raffigurante Amore e Psiche che si abbracciano, come descritto nelle Metamorfosi di Apuleio (testo noto anche come L'asino d'oro risalente al II secolo d.C.). All’origine dell’opera c’è quindi un mito greco, che lo scrittore latino Lucio Apuleio rese popolare tra i romani col suo libro, uno dei pochi 'romanzi' romani arrivati fino a noi. In questa storia, Psiche è una fanciulla talmente bella da suscitare l’invidia di Afrodite, che ordina al figlio Eros di farla innamorare dell’essere più vile e disgustoso. Anche Eros, però, rimane affascinato da Psiche e invece che darla in sposa a un terribile drago, la fa rapire da Zefiro, il dio del vento, e la fa portare nel suo palazzo dove i due si incontreranno ogni notte al buio. A una condizione: lei non dovrà mai indagare sull’identità del marito. La curiosità, tuttavia, prende il sopravvento. Una notte la fanciulla accende una lucerna e scopre tremante che Amore dorme al suo fianco. Una goccia d’olio bollente finisce sulla spalla di lui, che fugge adirato. La furia di Afrodite si scatena, ma la ragazza ha dalla sua il favore degli dei. Sottoposta alle prove più ardue, Psiche le supera tutte fino a tradirsi in un gesto avventato: apre il vaso della bellezza che, nell’oscurità degli Inferi, Persefone le ha dato da consegnare ad Afrodite, e cade in un sonno profondo. Sarà Eros a risvegliarla e la coppia vivrà per sempre sull’Olimpo, insieme alla figlioletta Edoné, la Voluptas dei latini. Fauno e Baccante, affresco di Ercolano oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Antonio Canova immortala nel marmo proprio il momento in cui Eros risveglia Psiche con un bacio. Lo scultore si ispira ad un affresco di Ercolano che rappresenta un abbraccio tra una baccante e un fauno. Questo primo spunto viene poi rielaborato in modo originale. Il momento catturato dallo scultore perecede il compimento del bacio. La posa è molto elaborata e dinamica ed è stata costruita partendo da diversi elementi geometrici che vengono descritti molto bene nel video sottostante. Osservando frontalmente la scultura, notiamo che i corpi di Psiche ed Eros si incrociano in una X sinuosa che ha il proprio punto focale nello spazio tra i visi appena distaccati dei due amanti; le quattro braccia danno vita a due cerchi intrecciati e un tondo incornicia i volti degli amanti, attirando l’attenzione, ancora una volta, sui pochi centimetri che separano le labbra dei due soggetti. Le due figure sono racchiuse in una composizione piramidale. La posa dei personaggi, però, rompe la rigidità della forma geometrica grazie al potente dinamismo in cui equilibrio ed espressività convivono in un sapiente gioco di linee. Osserva che nella parte retrostante della scultura, Canova scolpisce la faretra con le frecce di Eros e il vaso che Proserpina aveva dato a Psiche e che, aperto, la fa cadere in un sonno profondo. L'opera verrà portata a compimento nel 1793. Tuttavia il committente non fu in grado di pagare le spese di trasporto in Inghilterra. L'opera fu acquistata nel 1800 per duemila zecchini da Gioacchino Murat , che la trasportò nel palazzo reale di Compiègne, nelle vicinanze di Parigi, in Francia. Nel 1808, quando i beni di Murat entrarono in possesso della Corona francese, Amore e Psiche passò insieme ad altre opere nelle collezioni del Museo del Louvre, dove è tuttora esposto. Dell'opera esiste anche una seconda versione, per mano dello stesso Canova, che si trova nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, in Russia. Bertel Thordvalsen (Copenaghen, 1770 - Copenhagen 1844) Thordvaldsen è un artista danese che aprirà uno studio anche a Roma. Il confronto tra i due più grandi scultori del tempo è costante e diretto: i due si conoscono e si frequentano. La più grande differenza tra le opere dei due artisti è che le opere di Canova, pur razionali, sono caratterizzate da una certa dolcezza, sottolineata anche da un modo particolare di levigare le sculture in modo morbido. Canova voleva raggiungere la sensazione vellutata della pelle. Le opere di Thordvalsen, invece, sono ancora più razionali, se possibile: rigorose e fredde. I due video qui sotto possono aiutarci a comprendere meglio la grandezza e le differenze tra questi artisti. Rai Cultura - Canova e Thordvaldsen - video durata 5 minuti Bertel Thordvaldsen, Il Giorno (1821), marmo di Carrara, diametro 72 cm; Pinacoteca Tosio Martinengo (Brescia) Bertel Thordvaldsen, La Notte (1821), marmo di Carrara, diametro 72 cm; Pinacoteca Tosio Martinengo (Brescia) Particolare da La Notte Ospiti nel salotto del conte Tosio Nelle due immagini soprastanti, due opere di Thordvaldsen esposte nella Pinacoteca Tosio Martinengo. Si tratta di due bassorilievi acquistati dal conte Paolo Tosio per il suo palazzo, direttamente dallo studio dell'artista. Le due opere, raffinatissime, sono incantevoli per la loro eleganza e ricerca di perfezione profondamente classiche. Ne Il Giorno , vediamo la figura alata dell'Aurora che sparge rose, alludendo ai tenui colori che assume il cielo al sorgere del sole. Sulle sue spalle vi è la figura di un bambino alato, il Giorno, che tiene in mano la fiaccola della luce. Ne La Notte , la personificazione corrispondente, sempre alata, sorregge due bambini addormentati. Sul capo sono visibili alcune capsule di papavero, il fiore del sonno, mentre sullo sfondo, dietro alla figura, vediamo una civetta che, non solo è un uccello notturno, ma è riferimento alla dea Atena. Le due opere, speculari, condividono elementi tematici e stilistici legati al contesto della Grecia Classica. Da notare la resa dei panneggi che rendono visibile la presenza di un vento leggero e che ricordano la Nike di Samotracia (opera ellenistica). Pittura Jaques-Louis David (Parigi 1748 - Bruxelles 1825) Il dipinto è stato realizzato da David in tarda età e rappresenta il contesto classico. La scena è ambientata nell'Olimpo, suggerito da elementi architettonici classici immersi tra le nuvole. In secondo piano ci sono le tre grazie: una sorregge l'elmo, un'altra lo scudo e un arco, mentre la terza sta per offrire a Marte una patera contenente del vino, o forse, dell'ambrosia, il nettare degli dei. In primo piano Marte, seduto su un'agrippina, viene sedotto da Venere che lo convince ad abbandonare le armi. In basso a destra, Cupido scioglie i calzari di Marte. Il dipinto è un'allegoria della pace che segue alla guerra. Jaques-Louis David, Venere disarma Marte (1824), olio su tela (308×262 cm); Museo Reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles Jaques-Louis David, Marat assassinato (1793); olio su tela (165×128 cm); Bruxelles, Museo reale di belle arti di Bruxelles Jean-Paul Marat, personaggio di spicco della Rivoluzione Francese e grande amico di David, venne pugnalato da Charlotte Corday, la quale riteneva che Marat stesse tradendo gli ideali della Rivoluzione fomentando una guerra civile, e vedeva in lui una personificazione del Terrore. La donna aveva inviato a Marat una lettera in cui gli chiedeva di essere ricevuta. Dopo una breve conversazione, la Corday pugnalò Marat. Nel quadro di David dell’assassina non resta traccia, se non la ferita sul petto di Marat, il coltello insanguinato a terra e la lettera con la supplica ancora nella mano del defunto, riverso sul bordo della vasca da bagno, nella quale trascorreva molte ore, per alleviare il fastidio di una malattia della pelle. L'opera è immersa in una luce caravaggesca ed è molto realistica (osserva il ceppo che regge il calamaio e i panni che coprono la vasca). C’è un forte riferimento all’aspetto del Cristo deposto dalla Croce perché, per David, la morte di Marat, ucciso mentre lavora per la rivoluzione, equivale al martirio. La povertà degli oggetti si riferisce alla povertà in cui viveva Marat, segno della sua onestà e della sua dedizione alla causa della Rivoluzione. L'opera conobbe subito una grande popolarità, tanto che ne furono richieste numerose copie e la diffusione mediante i mezzi di stampa. Lettura dell'opera Jaques-Louis David, Bonaparte valica il Gran Sanbernardo Jaques -Louis David, Bonaparte valica il Gran Sanbernardo , 4^ versione: 1803. Olio su tela (264 x 232 cm); Museo del Palazzo del Belvedere, Vienna, in origine al Palazzo della Repubblica Cisalpina di Milano Esistono cinque versioni di questo dipinto: una si trova al Castello della Malmaison, un'altra si trova a Berlino nel Castello di Charlottemburg, due versioni si trovano al Museo Nazionale della Reggia di Versailles, mentre l’ultima si trova nel Palazzo del Belvedere di Vienna. Napoleone fa realizzare questi ritratti a scopo propagandistico: Napoleone si era fatto realizzare ritratti dipinti e scultorei e li aveva fatti collocare in tutti i luoghi sotto il suo controllo. L’ultimo dipinto, quello che attualmente si trova a Vienna (qui riportato), era stato realizzato per il Palazzo Reale di Milano) ANALISI DELL’OPERA Descrizione : il dipinto è ambientato sul Passo del Gran Sambernardo. Sullo SFONDO il cielo è attraversato da nuvole illuminate dal sole; in lontananza si vedono le Alpi. Nel piano più avanzato si vede un piano di roccia inclinato su cui si trova la figura imponente di Napoleone su un cavallo bianco con le zampe anteriori sollevate. Con la mano sinistra trattiene con sicurezza le redini del cavallo, mentre, col braccio destro sollevato, indica la direzione in cui si sta muovendo l’esercito e allo stesso tempo, incita i soldati a proseguire. Dietro lo sperone di roccia si vedono i soldati che con fatica trascinano i pesanti cannoni (si vedono spuntare le ruote dell’affusto). Napoleone guarda in avanti, verso lo spettatore Il cavallo è rivolto verso sinistra, come il braccio destro sollevato. Nella COSTRUZIONE DEL QUADRO il profilo della roccia taglia il quadro con una linea obliqua che va dall’angolo in basso a destra e sale verso sinistra: il sentiero su cui si muove l’esercito è in salita. Questa linea di forza obliqua rende il quadro DINAMICO . La figura di Napoleone a cavallo occupa quasi tutto lo spazio del quadro. È una figura imponente, MONUMENTALE con cui David ci vuole far capire che Napoleone è protagonista della storia (storia intesa non come un romanzo, ma come la serie di eventi che costruiscono la storia dell’umanità). Napoleone indossa l’uniforme da ufficiale dell’esercito francese e un mantello avvolto intorno al corpo per proteggersi dal freddo invernale. In primo piano, a sinistra, su una ROCCIA sono incisi i nomi di Annibale e di Carlo Magno , insieme a quello di Bonaparte . Sono vari gli elementi dinamici nel quadro : la linea di forza obliqua del profilo della roccia, il cavallo che si impenna, la coda e la criniera del cavallo mosse dal vento il braccio sollevato di Napoleone il mantello di Napoleone che sventola come una bandiera, sempre verso sinistra alcune nuvole più scure nel cielo che hanno una forma sottile e che anch’esse puntano verso sinistra il CAVALLO scalpita, vuole correre in avanti; non è spaventato, ma piuttosto pieno di energia. Napoleone lo trattiene per poter accompagnare il cammino faticoso dei soldati. Trattenendolo, Napoleone mostra la sua forza di volontà, il suo dominio sugli eventi. LA STORIA : Napoleone Bonaparte, primo console della Repubblica francese, attraversa le Alpi per raggiungere la pianura padana dove si scontrerà con Gli Austriaci, sconfiggendoli nella battaglia di Marengo (Seconda Campagna d’Italia). Il viaggio viene fatto d’inverno, su sentieri ripidi e coperti di neve. L’esercito viaggia di notte per cercare di non provocare valanghe. I pesantissimi cannoni dovranno essere smontati dai supporti (affusti) e caricati su slitte costruite con tronchi d’albero scavati; ogni slitta è trascinata da dieci soldati. Sulla roccia i nomi di Annibale e Carlo Magno, che avevano fatto lo stesso percorso per giungere in Italia in campagne militari passate alla storia, sottolineano che anche l’impresa che sta per compiere Napoleone sarà ricordata. Annibale, comandante dei cartaginesi, nel 218 a. C., all’inizio della Seconda Guerra Punica aveva invaso l’Italia proprio passando attraverso le Alpi con un immenso esercito accompagnato dagli elefanti per prendere i Romani alle spalle. Carlo Magno, re dei Franchi, valica le Alpi per attaccare l’esercito di Desiderio, re dei Longobardi che sconfigge nel 774. J ean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban 1780 – Parigi 1867)  Ingres fu allievo di Jaques-Louis David (1748 - 1825) che lo introdusse nell'estetica neoclassica. Nella sua pittura l’insegnamento di David viene rielaborato in un modo personale, rinunciando a ogni messaggio morale e politico (presente nelle opere di David) per esaltare semplicemente un ideale di bellezza che rimanda a Raffaello .   La lu ce e il colore delle opere di Ingres, nonché la perfezione tecnica del disegno destano grande ammirazione nella società parigina, dove ben presto diventa uno dei pittori più richiesti dalle dame per ottenere un ritratto. Ingres, di origine borghese, sarà il pittore della borghesia ricca che si affaccia sulla scena della società e che può permettersi di farsi ritrarre, come fino a poco fa solo i nobili potevano fare. Nell'opera che prendiamo in esame, sono evidenti i punti di riferimento di Ingres che lo accompagnano in tutta la sua produzione: oltre al principio del bello ideale , derivato dall'arte greca del periodo classico, la scultura romana (specialmente quella dei monumenti celebrativi) e, accanto a questi riferimenti colti, vi sono alcuni artisti - Raffaello , non per niente l'artista considerato il più vicino alla classicità nel Rinascimento, e Jan Van Eyck , per l'uso di colori intensi e luminosi e per la tecnica impeccabile. Google Arts & Culture - Ingres Jean-Auguste-Dominique Ingres, Napoleone sul trono imperiale (1806); olio su tela, 260 x 163 cm, Musée de l'Armée, Parigi LETTURA DELL'OPERA L’opera di Ingres è un ritratto a figura intera , ambientato in un interno poco illuminato, nel quale una luce molto intensa cade sul s oggetto e rivela molti particolari. il formato del Ritratto di Napoleone è una tela rettangolare, disposta in verticale. Questo permette al pittore di sottolineare la tensione verso l’alto del soggetto, solitario e sostanzialmente immobile al centro della scena il soggetto è posto al centro del quadro e si staglia in modo ben definito su uno sfondo molto scuro, che ci ricorda i ritratti rinascimentali, in particolare quelli di Antonello da Messina che aveva derivato dalla pittura fiamminga l’uso di utilizzare un fondo molto scuro per permettere allo sguardo dell’osservatore di concentrarsi sul soggetto. Il soggetto, noi lo sappiamo, è un famoso personaggio storico, Napoleone Bonaparte, rappresentato in modo molto somigliante, così come possiamo vedere confrontando i numerosi ritratti che Napoleone stesso si fece realizzare dagli artisti più in vista del suo tempo. Il soggetto, dicevamo, è posto al centro e incorniciato dallo schienale del trono su cui è seduto. La sua postura appare rigida , l’espressione del volto è seria, autoritaria e l’abbigliamento regale sottolinea, anche per la presenza di alcuni attributi, il suo ruolo politico e storico . Ingres era pittore ufficiale di Napoleone in Francia e chiaramente quest’opera ha lo scopo di tramandare ai posteri l’immagine di Napoleone Bonaparte non solo come imperatore, ma anche come arbitro della storia del suo tempo. Un elemento da non trascurare nel quadro è dato dalla collocazione del trono sopra un piedestallo ricoperto da un tappeto decorato con elementi simbolici . Il piedestallo contribuisce a sottolineare il senso di superiorità del personaggio rappresentato, ma è anche legato ad un aspetto documentario: Napoleone non era molto alto di statura e nei ritratti veniva sempre rappresentato con degli stratagemmi che potessero rappresentare la sua statura politica e militare, sicuramente maggiore di quella fisica. L’osservatore che dovesse trovarsi di fronte a quest’opera, si troverebbe idealmente ai piedi della scalinata, sovrastato completamente dalla monumentale figura dell’Imperatore. Il quadro è ricco di elementi simbolici , molti dei quali si riferiscono ad un contesto antico, romano, in particolare. Si tratta di elementi che sottolineano il potere : l’alloro che decora l’arco superiore della spalliera del trono, così come la corona , sempre di alloro, sul capo di Napoleone – quella corona che veniva messa dalla dea Vittoria sul capo degli eroi che si erano distinti sul campo di battaglia e che qui allude alle tante vittorie riportate da Napoleone. È un modo per sottolineare che l’autorità di Bonaparte non viene semplicemente per diritto di nascita, come accadeva nella monarchia ereditaria, ma è dovuta al valore dell’uomo . Dal punto di vista storico, questa corona ricorda quella degli imperatori romani. Altri riferimenti al contesto romano sono i braccioli del trono , descritti come lesene scanalate sormontate da capitelli corinzi , arricchiti dall’aquila , che ritroviamo anche sul tappeto ai piedi di Napoleone. L’aquila era il simbolo dell’Impero Romano e compariva sulle insegne che l’esercito portava in battaglia . Sempre sui braccioli sono visibili due globi . Il globo sormontato dalla croce era fin dal medioevo segno che il potere politico di re e imperatori derivava dalla volontà divina. Nell’opera di Ingres questo globo non è sormontato dalla croce, a sottolineare come il potere di Napoleone fosse totalmente indipendente dalla Chiesa. Soffermandoci più da vicino sulla figura di Napoleone , possiamo notare che il suo abbigliamento è caratterizzato da un ampio mantello di velluto rosso foderato di pelliccia d’ermellino . Il colore rosso allude al colore porpora utilizzato fin dal tempo dei romani per indicare il potere politico. Il mantello è inoltre finemente ricamato in oro con le api , simbolo dei re merovingi – i primi re di Francia. Nella mano destra, Napoleone regge uno scettro decorato alla sommità da una statuina di Carlo Magno : la presenza delle api e di questo riferimento a Carlo Magno, indicano la volontà di Napoleone di rinnovare il potere politico andando alle radici della storia francese, quando i re erano condottieri indomiti e non nobili molli e superficiali, abituati a vivere di rendita alle spalle del loro popolo . Appoggiato alla coscia sinistra, sta un altro scettro, sormontato da una mano semi-chiusa: è l’antico scettro dei re di Francia che indica il potere giuridico , collegabile anche all’ermellino , ancor oggi utilizzato dai giudici come segno del loro potere, e alla bilancia , intessuta nel tappeto. Al fianco, Napoleone porta una spada ispirata a quella di Carlo Magno e il cui fodero è decorato con oro e pietre preziose. Chiaramente, la spada allude al potere militare Sul tappeto è visibile anche un tondo in cui si può leggere il profilo di un’opera di Raffaello , la Madonna della seggiola . Qui Ingres ha voluto mettere bene in evidenza il suo riferimento artistico all’artista rinascimentale più ‘classico’, Raffaello, appunto, quale suo maestro . Nella pittura di Ingres tutto appare descritto in modo minuzioso e perfetto . Come vedremo però, la limpidezza della rappresentazione non descrive una realtà realmente esistente, quanto piuttosto una realtà fortemente idealizzata . La composizione del Ritratto di Napoleone, col soggetto saldamente posto al centro del quadro è fortemente simmetrica e quasi bloccata, ma il pittore, per evitare la troppa staticità di una simile composizione, introduce due linee di forza divergenti , date dai due scettri. Con questo espediente, riesce a conferire un certo dinamismo , che potremmo definire razionale e controllato . Tale dinamismo è sottolineato anche dall’andamento del mantello e dalla contrapposizione del braccio destro alzato e di quello sinistro a riposo oltreché del piede sinistro poggiato sul cuscino, sul quale Napoleone sembra stare per caricare il proprio peso nell’atto di alzarsi . Nel quadro di Ingres abbiamo colori vivaci e luminosi . I colori prevalenti sono il rosso porpora (accostato in basso ad un caldo arancione ), il bianco e l’oro , che spiccano su uno sfondo in forte penombra. Sono presenti anche il blu e l’azzurro . Ingres stende i colori in modo uniforme, senza lasciare segni evidenti delle pennellate ; i passaggi cromatici nelle zone più o meno illuminate sono molto graduali e morbidi. Il modo usato da Ingres per definire con precisione ogni aspe tto del proprio dipinto è molto razionale, anche nella stesura del colore che accompagna anche tecnicamente la ricerca di una bellezza ideale . L’opera di Ingres è in tutto e per tutto Neoclassica Il dipinto di Ingres è molto razionale ; la composizione mira all’equilibrio; il personaggio di Napoleone è fortemente idealizzato e i tanti elementi simbolici guidano il fruitore ad una lettura precisa dell’opera. Anche l’uso del colore, e la tecnica esecutiva, risentono fortemente della razionalità e della scelta di riferirsi ai modelli classici. Napoleone valica il Gran Sanbernardo, Jaques-Louis David Ingres, Napoleone sul tono imperiale

  • Romanticism | ProfCasilli

    Romanticism refusal of academicism and greater expressive freedom of artists in technique, but also in the choice of their subjects VIDEO LESSON I insert the link to a video lesson on Romanticism that I prepared last year and which seems to me well done. Unfortunately, the presentation I had created on the subject was lost. I hope it will be useful to you TIME LINE Romanticism is historically characterized by the fall of Napoleon (Battle of Waterloo) and the subsequent Restoration , with consequent national uprisings for the conquest of independence . It was born in a climate of social and political crisis that produces a sense of uncertainty . We realize that Reason is not enough to contain all the multiple and multifaceted reality of man. We are witnessing a change of taste and perspective in which the rationalist vision of the eighteenth century falls, leaving more and more space for the unconscious and the less clear sides of human nature and which will find the ideal background in the rediscovery of the Gothic period , in which they will be set. novels characterized by dark atmospheres. Inizio pagina Main features a style not only artistic, but also literary, musical and cultural fall of Napoleon Restoration strong and unconscious emotions instead of Reason rediscovery of the religious spirit (faith in a being or a superior force external to man, and therefore uncontrollable) Industrial Revolution bourgeoisie and proletariat rediscovery of the Gothic (in literature - Gothic novel and in architecture - Neo-Gothic style FUNDAMENTAL THEMES NATURE LOVE OF PATRIA HEROISM SUBLIME The term Romanticism does not only mean an artistic style, but also a wide-ranging literary, musical and cultural style . From a social as well as an artistic point of view, attention shifts from the aristocracy to the bourgeoisie and the new social class of the proletariat that was born from the industrial revolution . Art is no longer exclusive to the noble classes, but is increasingly commissioned by the exponents of the new bourgeoisie. Within Romanticism, different strands emerge: one that focuses more on the landscape , investigating atmospheric phenomena, one that makes the subconscious and the unconscious prevail, inspired by new reflections in the psychological field (Freud and Jung); a more historical one, in which, through the representation of moments from past history, we speak of the present, of the desire of nations to achieve independence from external rulers, in which some characters become a symbol of the effort of some to oppose domination and 'injustice and in which the movements of the people are also represented and a more realistic one who prefers themes of everyday life, both to tell the change of life in the cities following the industrial revolution, and the innovations brought by technology, and the living conditions of the new social classes (the urban proletariat, in particular) and which aims to spread a certain sensitivity towards the poor living conditions in the suburbs of cities, the exploitation of labor in factories, female and child labor, with the aim of contributing to the change in the social and political situation. The boundaries are not precise between one and the other strand and often the themes are mixed in works with multiple aspects. What is certain is that the painters' gaze is more realistic and gradually we move away from the somewhat aseptic art of the Neoclassical period, which continues to be taught in the academies. This means that many artists begin their training within these institutions, but then leave due to incompatibility trying to open new paths that better respond to the growing need for freedom . In painting this translates into brushstrokes charged with matter, often rapid and full of energy, while in sculpture less defined forms are experimented, starting from the suggestion of Michelangelo's technique of the unfinished. In a schematic way, we can say that Romanticism is characterized by a flourishing of dualisms , contrasts between opposite aspects, which find expression in a Nature charged with vital and at the same time destructive energy . At the basis of the various dualisms lies the conception of a complex human nature made up of rationality and emotions , sometimes uncontrollable because they are linked to the unconscious . Recurring and typical themes of Romanticism are, in addition to Nature , love of country , heroism and the sublime . Nature, it becomes the protagonist of the works not as a simple reproduction of reality, but as a mirror of the emotions that man feels . I would like to underline that when we talk about feelings and emotions in Romanticism we are far from the meaning with which this term is commonly used: Romanticism is not romanticism and not even sentimentality. Nature is no longer a simple background in paintings whose protagonists are important men, but it itself becomes the protagonist. The love of country is directly linked to the historical events that see peoples move to regain their political independence. Heroism is linked to a vision in which it is the individual who makes the difference and personally opposes the forces of evil at the cost of his own life. The sublime is the attitude of attraction, and at the same time of repulsion, which is generally associated with nature for its beauty, its vastness and its overwhelming strength in front of which man experiences his own smallness. Among the artists who paved the way for Romanticism we remember Turner and Friedrich . In the works of the latter there are often references to Gothic architecture, in the form of ruins and which bring us back to the Gothic literature of the period . In the German context, the fascination for ancient Germanic culture produces epic works such as Richard Wagner's The Ring of the Nibelungs . MANIFESTO WORK OF ROMANTICISM Théodore Géricault, The Raft of the Medusa (Le Radeau de la Méduse), 1818-19 oil on canvas (491x716 cm) Louvre Museum in Paris Joseph Mallord William Turner 1775 - 1851 Go to section Francisco Goya 1746 - 1828 Go to section Caspar David Friedrich 1774 -1840 Go to section Francesco Hayez 1791 - 1882 Go to section Théodore Géricault 1791 - 1824 Go to section Romanticismo-artisti Up Inizio pagina Romanticismo-artisti Inizio pagina

  • Rinascimento | ProfCasilli

    RENAISSANCE video - Renaissance Artistic and cultural period that developed in Florence and from here spread throughout Europe from the mid-fourteenth century to the end of the sixteenth century. The term was invented by a group of intellectuals who frequented the court of Lorenzo de 'Medici to indicate the renewal of the arts through the rediscovery of the ancients . It is the rebirth of classical civilization that leads to the creation of something new. Fundamental concepts The rediscovery of the ancient leads to a new civilization In Italy in the fifteenth century, a new interest in classical culture was born in all its aspects: intellectuals and men of letters studied Latin and Greek, ancient literature, philosophy, history. Painters, sculptors and architects go to Rome to observe and draw the monuments and statues of Greek and Roman art that are accidentally unearthed during the construction of new buildings. However, they do not just copy them: they assimilate the most important elements to re-propose them in original and new works. The first collections of Greek and Roman works were formed at the court of the lords who affirmed themselves politically in this period, as for example at the Florentine court of Lorenzo the Magnificent. Man is the measure and center of reality Linear perspective : method based on mathematics which serves to represent the depth of space and the volume of figures on a two-dimensional surface. The rules of perspective were described for the first time by the Florentine architect Filippo Brunelleschi (1377 - 1446) and better specified by Leon Battista Alberti, a Genoese architect (1404 - 1472). Man, as capable of thinking and feeling, is at the center of the interests of intellectuals and artists. With his abilities, man is able to know his surroundings through reason and through the discovery of scientific and mathematical rules . A profound interest also revives in Arab philosophers and mathematicians whose works had been saved from the care of medieval scribes in the scriptoria of the monasteries. As in classical culture, man is considered 'measure of all things' , reference of everything in the universe. To represent the reality in which man lives, the linear perspective is invented, a method that allows to reproduce space on a flat surface by means of mathematical rules. Symmetry and proportion in architecture on a human scale : in the Renaissance the human body became the unit of measurement on the basis of which the proportions of buildings were calculated. module : elementary unit with which a complex structure is measured or given shape. In Renaissance architecture, it is a box containing one or more geometric figures which is repeated several times in order to giving balanced proportions to a building. The monuments and ancient ruins that were still preserved in Rome are the source of inspiration for Renaissance architects: from these, they take up the concepts of symmetry and proportion of forms, the decorative elements and the use of the architectural orders they apply to redesigning the new buildings with rigorous harmony. Renaissance architects try to create the right proportion that allows to harmonize the building and to design it on a human scale . To achieve their goal, they rely on geometric rules and the use of the form . Nature as a model The correct term, in this period of art history, to describe the tendency of artists to represent man and his world more faithfully, is naturalism . Realism, in fact, is an artistic movement that belongs to the nineteenth century, so we avoid using this term to avoid confusion. l'artista rinascimentale Leonardo - drawing of the Vitruvian man Painters and sculptors study the anatomy of the human body to better render gestures and movements, as well as shapes and proportions, but also to be able to better represent feelings. Nature becomes the model to be imitated : slowly the use of the gold background in paintings is abandoned; landscapes and space are represented in a more realistic way. Man is represented inserted in his environment, both natural and urban. Il concetto stesso di artista cambia nel Rinascimento. Per tutto il Medioevo l'artista era considerato come un decoratore dotato di capacità tecniche, ma privo di capacità intellettuali. Nel Rinascimento, invece, l'artista viene riconosciuto sia come esperto nelle discipline tecniche, ma anche come un intellettuale . Le opere diventano dei testi visivi complessi che esprimono in tutto e per tutto il clima culturale del tempo di cui l'artista si fa interprete originale e che nascondono messaggi che solo persone altrettanto colte possono comprendere pienamente. Non mancano i casi di artisti che ci lasciano anche testi poetici e letterari, come Michelangelo Buonarroti, o studi scientifici, come Leonardo da Vinci. Lo Spedale degli Innocenti di Firenze Il primo Rinascimento Convenzionalmente, il Rinascimento viene diviso in due parti: primo Rinascimento e Rinasimento maturo (o secondo Rinascimento). Questo perché il passaggio dal Gotico è graduale, quindi nel primo periodo troveremo opere e artisti che si sono formati durante il periodo Gotico e che gradualmente accolgono le innovazioni del nuovo pensiero. Più ci si allontana dal Gotico, più le soluzioni artistiche diventano 'moderne'. Masaccio (Castel San Giovanni in Altura 1401 - Roma 1428) Partendo dalle innovazioni introdotte da Giotto, riguardo alla costruzione dei personaggi e alla rappresentazione dello spazio, Masaccio accoglie e cerca di applicare la prospettiva geometrica. Nelle sue opere percepiamo lo sforzo di questo complesso passaggio. LETTURA DELL'OPERA Il Tondo Doni UFFIZI - Il Tondo Doni Michelangelo Buonarroti, dipinse il Tondo Doni tra il 1505 e il 1506. L'opera, che ritrae la Sacra famiglia, gli venne commissionata dal mercante fiorentino Agnolo Doni, in occasione della nascita della figlia primogenita. Questo è l'unico dipinto su tavola sicuramente attribuito a Michelangelo. L'opera, conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze , ha una forma circolare , diffusa fin dal primo Rinascimento (1400) per opere di devozione privata [cioè opere di soggetto sacro realizzate per essere poste in una casa privata e non in un luogo di culto]. Il formato circolare , utilizzato fin dall'epoca romana per racchiudere ritratti di personaggi illustri, viene utilizzato nel Rinascimento anche per soggetti diversi. come per esempio le decorazioni, con figure di bambini in fasce, realizzate da Andrea della Robbia nella seconda metà del Quattrocento per la facciata dello Spedale degli Innocenti . Suggestivo, è il riferimento alle cosiddette 'tavole da parto ': si tratta di vassoi circolari, dipinti su entrambe i lati, che venivano generalmente donati alle donne di famiglie dell'alta società in occasione del matrimonio o del parto. Questo oggetto, utilizzato per nutrire la puerpera [la donna che aveva da poco partorito] nel corso dei quaranta giorni che seguivano la nascita, durante i quali la donna doveva tradizionalmente riposare a letto per riprendersi dalle fatiche del parto, era spesso dipinto da importanti artisti del tempo e, poteva essere appeso alla parete come un quadro. La tavola da parto (o 'desco da parto') poteva essere decorata con scene legate alla nascita, in chiave religiosa o profana, oppure con figure allegoriche o riferimenti a soggetti letterari. Sul retro della tavola di legno, venivano raffigurati i simboli araldici della famiglia di appartenenza o scene familiari. Due esempi che ci sono arrivati, sono il Desco da parto di Masaccio , con la Natività di Gesù (1423) e Il Desco da parto del Pontormo (1526) con la Natività di Giovanni Battista. Michelangelo aveva già rappresentato il tema della Natività in due opere scultoree ad altorilievo nel cosiddetto Tondo Pitti , con la Madonna con bambino e San Giovannino (1503 ca.) e nel Tondo Taddei , sullo stesso soggetto (1504-1505 ca.). Prima di addentrarci nell'analisi particolareggiata dell'opera, come sempre, dedichiamo qualche momento ad uno sguardo generale. Il Tondo Doni ci è giunto completo di cornice scolpita che, come si legge nella scheda dell'opera presente sul sito della galleria degli Uffizi, sembra fosse stata disegnata dallo stesso Michelangelo (rimando alla suddetta scheda per una descrizione più precisa). Il dipinto è stato realizzato con la tecnica della tempera grassa che testimonia l'evoluzione rinascimentale della tecnica pittorica, grazie all'innovazione di Jan Van Eyck che, nei Paesi Bassi, inventa la pittura ad olio. La diffusione nel resto d'Europa è immediata, anche se attraverso un percorso graduale che vede un'aggiunta di olio di lino al classico impasto della tempera all'uovo tradizionale - la tempera grassa, appunto. Ricordo che in Italia fu Antonello da Messina l'artista che introdusse questa tecnica innovativa, insieme ad altri elementi derivati dall'osservazione delle opere di Van Eyck, quali il fondo scuro e una rappresentazione dettagliata della realtà. Questa tecnica permette di ottenere colori decisamente più brillanti e consente agli artisti di lavorare sulle loro opere per un tempo maggiore. Il dipinto presenta una scena ambientata all'aperto. L'opera è dominata dal gruppo di figure in primo piano che occupa la maggior parte dello spazio della tavola (specialmente in altezza) e che, a causa della distribuzione dei colori, si staglia sui piani sottostanti, caratterizzati da colori più tenui e sostanzialmente monocromi. Il dipinto appare distinto in zone ben definite , quali lo sfondo, una fascia orizzontale intermedia, un muretto di separazione, ed infine, il gruppo in primo piano costruito all'interno di una piramide, che è costruzione tipica del Rinascimento. Specialmente nel gruppo di figure in primo piano si può notare un grande dinamismo e una costruzione molto plastica dei corpi che ci ricorda come Michelangelo fosse scultore prima che pittore. L'opera è profondamente rinascimentale e ci permette di illustrare i principali temi alla base del Rinascimento. Cominciamo ad esaminare il dipinto partendo dallo sfondo e venendo progressivamente in avanti fino a raggiungere il primo piano. Quando individuiamo un aspetto particolare relativo al Rinascimento, spieghiamo di cosa si tratta. È importante non lasciare nulla di sottinteso. sfondo : lo sfondo, visibile ai lati delle figure poste in primo piano, è occupato da un cielo terso , dipinto con un azzurro leggero. Non sono presenti nuvole e possiamo osservare che il cielo è più chiaro e luminoso in basso e man mano più intenso salendo verso l'alto . Oltre al cielo, nella parte più bassa si vedono delle montagne dipinte con lo stesso colore del cielo , ma un po' più intenso. Possiamo individuare delle montagne più lontane e una catena di montagne più vicine , caratterizzate da una sfumatura leggermente più intensa rispetto a quella della catena di montagne più lontane. Specialmente a destra, possiamo osservare che le montagne sono illuminate dalla luce che proviene da sinistra . In questo modo, il pittore dà tridimensionalità alle rocce . Scendendo, la tonalità grigio-azzurra comincia a mescolarsi con un verde e possiamo individuare a sinistra una distesa molto leggera che potrebbe descrivere dell'acqua (fiume o lago), mentre a destra il verde più intenso potrebbe descrivere un prato. Anche in questo caso, sono presenti delle zone più o meno luminose, dovute alla posizione del sole scelta dall'artista. Lo sfondo appena descritto è ottenuto applicando la prospettiva aerea, una delle grandi invenzioni del Rinascimento, descritta da Leonardo da Vinci. Leonardo, uomo rinascimentale per eccellenza, osserva la natura intorno a sé e cerca di comprenderne i meccanismi con uno sguardo razionale (oggi diremmo scientifico). Leonardo osserva che gli oggetti più sono lontani dall'occhio dell'osservatore, meno sono definiti : Leonardo comprende che questo fenomeno ottico è dovuto agli strati d'aria che sono posti tra l'occhio dell'osservatore e l'oggetto lontano. Pur essendo trasparente, l'aria contiene del pulviscolo in sospensione che riflette e irradia la luce del sole. Questa luminosità diffusa causa un cambiamento nella percezione di ciò che è lontano, non solo rendendolo meno definito, ma anche modificando il colore che si avvicina a quello del cielo. Da Leonardo in poi, tutti gli artisti rinascimentali utilizzano questo principio, insieme a quello della prospettiva geometrica , attraverso la quale si rende la profondità dello spazio. In questo dipinto, Michelangelo usa la prospettiva geometrica su tutti gli elementi presenti nel quadro, stabilendo che le dimensioni degli elementi vanno via via ingrandendosi, da quelli più lontani, come le montagne presenti sullo sfondo, fino ai personaggi posti in primo piano. Ricordiamo quindi che la prospettiva aerea riguarda la qualità del colore e la precisione con cui vengono delineati gli elementi, mentre la prospettiva geometrica riguarda essenzialmente le dimensioni degli elementi e la loro posizione nello spazio . Possiamo azzardare un'interpretazione del motivo per il quale MIchelangelo scelga di realizzare uno sfondo come questo per il Tondo Doni. Lo sfondo così descritto immerge la scena rappresentata nel quadro in un'atmosfera serena e colma di speranza. piano con figure nude : procedendo in avanti, incontriamo un piano che si sviluppa in orizzontale con una serie di figure maschili nude. Due figure sono collocate a sinistra mentre tre si trovano sul lato destro. Queste figure sono sedute o appoggiate ad una sorta di muretto che ha uno sviluppo in profondità, verso un punto di fuga che è nascosto dietro alle figure principali del primo piano. I personaggi, con capelli talvolta lunghi e raccolti, hanno degli atteggiamenti dinamici che ci permettono di immaginare che stiano conversando tra loro. I tratti sono regolari, ma non realistici; i corpi, ben delineati con l'utilizzo del chiaroscuro, rivelano dei giovani uomini dai corpi ben sviluppati. In tutta questa sezione i colori sono tutti nelle tonalità di un marrone chiaro. Alcuni mantelli, in varie posizioni, aggiungono delle tonalità un po' più intense. Questa scena si riferisce al contesto dell'antica Grecia e in particolare al periodo classico, nel corso del quale erano diffuse delle scuole di filosofia in cui gli allievi imparavano ad interrogarsi sui grandi temi della conoscenza umana proprio attraverso conversazioni che si tenevano generalmente all'aperto. Il modo in cui sono delineate le figure fa riferimento all'arte greca del periodo classico e ai conceeti fondamentali che lo caratterizzano: le proporzioni dei corpi tengono conto del canone di Policleto , una regola che permette di costruire figure sempre proporzionate prendendo come unità di proporzione la testa e prescrivendo che l'altezza totale della figura debba essere in totale 8 teste. La gestualità dei personaggi vuole dare movimento e naturalezza. Osservando i visi dei personaggi, ci rendiamo conto che non si tratta di visi realistici, ma costruiti basandosi sul concetto di bellezza ideale , un concetto che Il Rinascimento a Brescia Nel 1426 Brescia entra a far parte del territorio della Repubblica Veneta, alla quale rimane legata fino al 1797. Episodio che turba i quattro secoli di stabilità della sudditanza a Venezia è il terribile assedio delle truppe viscontee comandate da Niccolò Piccinino [1] che dura dal 1438 fino al 1440. Anche il breve intervallo di dominazione francese (1509-16) segnò un momento tragico della storia bresciana con uno dei più feroci saccheggi che si ricordi. Brixia fidelis scrivono i Veneti dal XVI secolo accanto allo stemma della città che, riconquistata nel 1516, viene fortificata: il Castello è circondato da una seconda cerchia di mura, viene eseguita la "spianata", cioè la distruzione, per ragioni militari, di ogni edificio esterno alle mura cittadine per un miglio; viene scavata una trincea per separare il Castello dai Ronchi ed è terminata nel 1610 la ricostruzione della cinta muraria esterna rinforzata dai moderni baluardi di Canton Mombello e della Posterla. Nei primi due secoli della dominazione veneta Brescia si trasforma da città medioevale in città che, pur al confine dei possedimenti, del potere della Serenissima è espressione di decoro e magnificenza. Vengono redistribuiti gli spazi urbani (con l’apertura, soprattutto, delle piazze della Loggia e del Mercato ), si creano nuove vie (viene coperto il torrente Garza) lungo le quali si allineano ordinatamente le case con facciate affrescate; un grande ospedale unifica i numerosi ospizi e, nell’attuale zona di piazza della Vittoria, viene organizzato un complesso sistema di spazi commerciali. All’inizio del XVI secolo Brescia conta circa 40.000 abitanti e, dopo l’interruzione dell’occupazione francese, riprende il fervore costruttivo, reso possibile anche dalle nuove Il lungo periodo di pace porta ad un notevole sviluppo economico (con la produzione e lavorazione della lana, della seta e delle armi, immesse poi nelle vie commerciali che Venezia aveva aperto da tempo), ed a una buona fioritura delle scienze, delle lettere, dell'architettura, della scultura e, soprattutto, della pittura. Il lungo periodo di pace porta ad un notevole sviluppo economico (con la produzione e lavorazione della lana, della seta e delle armi, immesse poi nelle vie commerciali che Venezia aveva aperto da tempo), ed a una buona fioritura delle scienze, delle lettere, dell'architettura, della scultura e, soprattutto, della pittura. [1] Nel 1437 ripresero le ostilità tra Venezia e Milano e Brescia si ritrovò coinvolta nel conflitto. L'esercito della Repubblica, incalzato da quello visconteo (agli ordini del Piccinino), trovò una via di fuga in Valle Sabbia e lasciò la nostra città completamente sguarnita di fronte al nemico. Nel 1438 incominciò l'assedio e la cittadinanza intera si mobilitò per difendere i confini cittadini. Uomini e donne bresciani opposero strenua resistenza e riuscirono così a respingere gli assalti degli uomini di Piccinino. Vinto dal loro coraggio quest'ultimo decise di affamare la città bloccandole ogni via d'accesso. Brescia si trovò in ginocchio e Pietro Avogadro venne inviato a Venezia per chiedere aiuti. Il 14 giugno del 1440 Francesco Sforza, a capo delle milizie della Repubblica, riuscì a sconfiggere - presso Soncino - il nemico. Venezia diede l'appellativo di Brixia Fidelis alla città. Dopo la pace di Lodi (1454) Brescia conobbe un periodo di serenità e di espansione economica, che perdurò per tutta la seconda metà del XV secolo. Il mondo dell'arte e dell'architettura ebbero a beneficiare di questa situazione, fu infatti in questo periodo che vennero eseguite diverse opere importanti: la Loggia, la Torre dell'Orologio, il Monte Vecchio di Pietà, la chiesa dei Miracoli, l'ospedale e molti altri palazzi, chiese e conventi. Vissero in questo periodo Vincenzo Foppa (1427 - 1515), il più illustre esponente della pittura lombarda, e Antonio Zurlengo, famoso architetto. Tra il 1478 e il 1479 Brescia fu colpita dalla peste, si calcola che i morti furono all'incirca trentamila. L'esercito veneto (cui erano aggregati 7.000 bresciani) venne sconfitto da quello della lega di Cambrai - ideata da Papa Giulio II e di cui faceva parte Luigi XII - nella battaglia della Ghiara d'Adda (1509). Brescia si spaccò in due: chi per Venezia, chi per i francesi. Alla fine, prevalsero questi ultimi e a Luigi XII vennero consegnate le chiavi della città. Il popolo, come pure la borghesia e parte dei nobili, non gradì l'arroganza dei francesi e così il malcontento iniziò a dilagare. Nel 1512 Luigi Avogadro organizzò una ribellione per reintegrare Brescia a Venezia. La rivolta venne sedata e molti Bresciani vennero barbaramente uccisi dai soldati Francesi capeggiati da Gastone di Foix (sacco di Brescia). Intanto nel 1510 Papa Giulio II sciolse la lega dei Cambrai e nel 1511 costituì una nuova alleanza con Venezia e Spagna (Lega Santa) contro l'alleato di un tempo: il re di Francia. Brescia era sotto il controllo dei Francesi (1512) quando l'esercito veneto cercò di assediarla, ma gli oppressori trovarono un accordo con gli spagnoli i quali si impossessarono della città. Venezia, considerando Brescia molto importante, si alleò con i Francesi nella speranza di riconquistare la città. Nel 1515 iniziò l'assedio e il conseguente bombardamento franco - veneto, gli spagnoli resistendo tenacemente. Fu solo l'anno seguente (26 maggio 1516) che vide gli Spagnoli finalmente arresi e Brescia nuovamente veneta, giorno di grandissimo gaudio per tutta la cittadinanza. Parlando della pittura bresciana, si deve riconoscere l'apporto fondamentale di Vincenzo Foppa (1427 circa 1515). Questo importante artista, originario di Orzinuovi, è fondamentale nel passaggio dall'arte medievale a quella rinascimentale e il suo insegnamento viene accolto dai tre massimi rappresentanti della pittura bresciana del Cinquecento: Romanino (1485-1566), Moretto (1498 – 1554) e Savoldo (1480 - 1540). non esenti dagli influssi esercitati da grandi pittori dell’area veneta, primo fra tutti Tiziano che dipinge per il nobile bresciano Altobello Averoldi uno dei suoi capolavori giovanili, il polittico Averoldi (1522), per la chiesa dei SS. Nazaro e Celso (dove a tutt’oggi è conservato). La città aveva subito importanti trasformazioni, che non solo servivano a renderla una città più sicura, ma avevano lo scopo di dichiarare più marcatamente il lusso, l’importanza e il fasto del potere dominante, la Serenissima Repubblica di Venezia. Gli artisti locali si adeguano al nuovo gusto che proviene dalla Laguna e le grandi famiglie aristocratiche fanno a gara per rendere le proprie abitazioni sempre più lussuose e moderne, arricchendole di immagini sia all’esterno che all’interno. Il Rinascimento bresciano è una delle declinazioni principali dell'arte rinascimentale in Italia. L'importanza della città sulla scena artistica si espanse solo a partire dal Cinquecento, quando artisti forestieri e locali diedero origine a un'originale sintesi dei modi lombardi e veneziani , grazie anche alla particolare posizione geografiche della città: territorio conteso tra Milano (e i suoi dominatori) e Venezia . I maestri bresciani furono all'origine di una "terza via" del Rinascimento maturo, dopo quella romano-fiorentina e quella veneziana . Gli albori I primissimi, vaghi accenni a un nuovo gusto decorativo e compositivo che sorpassasse il gotico internazionale si ebbero, in campo pittorico, in alcune opere "calate dall'alto" nella Brescia medievale quattrocentesca, in primis il Polittico di Sant'Orsola di Antonio Vivarini per la chiesa di San Pietro in Oliveto . L'opera ebbe influenze notevoli sull'arte locale, riscontrabili ad esempio nell'evoluzione dell'arte di Paolo da Caylina il Vecchio . Altra opera proto-rinascimentale prepotentemente "calata dall'alto" nella Brescia quattrocentesca fu l'Annunciazione di Jacopo Bellini eseguita per la chiesa di Sant'Alessandro , fedele al linguaggio del gotico internazionale , ma con relative novità nella concezione spaziale e nell'atteggiamento delle figure. Altri movimenti in questo senso sono rilevabili in opere sporadiche prodotte dalla cultura locale nella seconda metà del secolo, quali la grande tavola del San Giorgio e la principessa dove gli aristocratici stilemi gotici importati a Brescia da Gentile da Fabriano nella cappella di San Giorgio al Broletto , perduta, evolvono verso nuovi dosaggi spaziali e luministici, propriamente rinascimentali. I maestri del pieno Rinascimento Il disastroso sacco di Brescia del 1512 mise in ginocchio la città. La Serenissima intervenne ancor più drasticamente, operando la cosiddetta "spianata", cioè la distruzione di qualsiasi edificio entro un chilometro e mezzo dalla cinta muraria, onde eliminare qualsiasi riparo o nascondiglio per gli aggressori. I beni immobili perduti furono innumerevoli e diversi cenobi, distrutta l'originaria sede, si videro costretti a riparare in città, edificando entro la cinta nuove chiese e monasteri. Al generale danno economico, sovrapposto alle già onerose ricostruzioni da operarsi dopo il sacco, la Repubblica di Venezia rispose offrendo riduzioni e talvolta esenzioni da tasse, in modo da poter restaurare e ricostruire le chiese, i conventi e i monasteri saccheggiati o del tutto distrutti con la spianata. In quel periodo nacque così una vivace committenza artistica, che favorì l'emergenza di personalità locali. Dal 1520 circa (la spianata fu operata tra il 1516 e il 1517) si ha quindi l'affermazione di un gruppo di pittori quasi coetanei che, fondendo le radici culturali lombarde e veneziane, svilupparono risultati di grande originalità nel panorama artistico della penisola: il Romanino , il Moretto e il Savoldo . In provvidenziale coincidenza si ha, nel 1522, l'arrivo a Brescia del Polittico Averoldi di Tiziano per il presbiterio della collegiata dei Santi Nazaro e Celso , che conoscerà una larghissima, immediata fortuna tra gli esponenti artistici locali e costituirà un basilare punto di riferimento nell'esecuzione di un'intera serie di nuove opere d'arte. Alessandro Bonvicino, detto il Moretto La cena in Emmaus Google Arts & Culture Lombardia Beni Culturali - La cena in Emmaus (Moretto) Catalogo Generale dei Beni Culturali - La cena in Emmaus (Moretto) Wikipedia - La cena in Emmaus (Moretto) Cena in Emmaus – La scelta del thriller nel quadro di Moretto, regista del Cinquecento lAlessandro Bonvicino detto il moretto, La cena in Emmaus. Disegno a inchiostro conservato presso lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen, ID 1273355 Appunti analisi del quadro: Osservazione dell’opera: formato del quadro tecnica indicazioni sullo stile artistico del quadro e di Moretto (Rinascimento - di cui dovresti saper indicare gli elementi fondamentali). L’opera è uno dei pochi dipinti di artisti bresciani acquistati da Paolo Tosio, che ha costruito la propria collezione in epoca Neoclassica e che sceglie questo artista perché nel suo stile gli aspetti classici sono più accentuati (eleganza delle figure, espressioni un po’ distaccate dei personaggi). descrizione partendo dallo sfondo (architettura classica - collegamento con le scelte stilistiche del Rinascimento, sfondo scuro che permette a Moretto di utilizzare delle luci teatrali che evidenziano i soggetti) i committenti rappresentati ai lati: La loro identità non è nota; è stata avanzata l’ipotesi che il quadro sia stato commissionato a Moretto dal nobile bresciano Jacopo de Cucchis , consigliere speciale dell’amministrazione dell’Ospedale tra il 1526 e il 1527 e che i due ritratti raffigurino il suo amato nipote Giovanni Battista e la figlia di quest’ultimo, Stratonica. osservazione delle due figure laterali: i due personaggi sono rappresentati in abiti eleganti e rinascimentali. I due personaggi interpretano un ruolo nel quadro: l’uomo interpreta il ruolo dell’oste, mentre la ragazza interpreta quello di una cameriera che porta in tavola un pollo lesso su un vassoio di metallo. L’abito è molto elegante, di colore rosso (colore che all’epoca era riservato solo ai nobili); al collo ha una collana di coralli e sulla testa indossa una ‘capigliara ’. Qui Moretto usa una modalità comune nelle opere del Rinascimento: nelle opere di argomento sacro, commissionate, vengono inseriti i ritratti dei committenti, ma questi si distinguono dai personaggi sacri per l’abbigliamento moderno, rispetto ai soggetti sacri che sono vestiti all’antica. I committenti sono sempre in posizione defilata, ai lati della scena principale. Non impersonano mai personaggi sacri, ma eventualmente figure di contorno, personaggi umili, come nel caso di Stratonica. tavolo al centro con stoviglie (bicchieri di vetro delineati con sottili linee bianche). Attorno al tavolo sono sedute tre figure: sono a piedi nudi e sono vestite con delle tuniche all’antica. La figura al centro è descritta in modo non esplicito: il Moretto ci mette nella stessa condizione dei discepoli che non riconoscono Gesù quando lo incontrano sulla strada, ma che lo riconoscono solo quando spezza il pane. Gesù è vestito come un pellegrino: indossa un mantello su cui è ben visibile una conchiglia (la conchiglia era segno dei pellegrini che avevano raggiunto il santuario di Compostela e che veniva utilizzata per bere alle fonti); sul capo porta un cappello a larghe tese su cui sono distinguibili alcuni elementi simbolici che fanno riferimento al martirio di Gesù, come i chiodi, i dadi, la spada, i denari. Una leggera illuminazione dietro al cappello aiuta l’osservatore a capire che il personaggio non è un semplice essere umano, ma che è dotato di una luce spirituale che il travestimento non riesce a nascondere completamente. La scena è illuminata da destra verso sinistra La composizione è piramidale gli sguardi dei personaggi sono rivolti verso il centro del quadro; solo Gesù guarda fuori dal quadro, per entrare in contatto con l’osservatore e fargli comprendere come il messaggio del quadro sia rivolto a lui.

  • Théodore Géricault | ProfCasilli

    Théodore Géricault (Rouen, 1791 - Paris 1824) Géricault is part of the realist current of Romanticism. His works often deal with themes of everyday life or are linked, as in the case of 'The raft of the Medusa', to episodes from the chronicle of the time THE RAFT OF THE MEDUSA To enter the atmosphere of this work, let's start with the video of a theatrical reading of a passage from the novel Oceano Mare by Alessandro Baricco. The text takes up the narration of the doctor on board the Medusa ship, Henri Savigny and the geographer Alexandre Corréard in the book Narrative of a trip to Senegal in 1816 . Didatticarte - I'll tell you about the raft of the Medusa The Raft of the Medusa is considered the symbolic work of the romantic period. It is an imposing work in front of which it is difficult to remain indifferent. Its dimensions are monumental: almost 5 m high and more than 7 wide: the viewer in front of the painting becomes himself part of that humanity adrift, poised between hope and resignation. The meaning of the work goes far beyond the news episode from which it was born, but it becomes the symbol of the shipwreck of humanity itself. Author: Théodore Géricault Year of construction: 1818 - 1819 Dimensions: 491 x 716 cm Technique: oil on canvas Louvre Museum, Paris compares Géricault's work with Carone's boat from Michelangelo's Last Judgment. In Géricault's work the balance is highly unstable , large space is given to nature which underlines the emotions of the characters . The painting is designed to closely involve the viewer so as not to allow him to remain indifferent to the drama represented. The chosen theme belongs to the chronicle of the time and the protagonists are not important characters , but the staged story instead embodies the sense of profound instability that the men of this period live on their skin: the man no longer guided in an infallible way by reason, he can fall into the murky abyss of the irrational, from which only a shot of heroic will can redeem him . Even the choice of colors and the drafting technique are functional to describe the chaos of emotions . Clearly Géricault paints having studied in detail every compositional aspect of his work, but the description of the different elements is, we could say, minutely summary and imprecise , in the sense that Géricault wants to give an effect of naturalness to his painting without getting lost in a cold description . The freedom that runs through his hand, while he paints, is visible above all when he is confronted with the natural elements. Paradoxically, Géricault's way of painting is closer to reality than Ingres' meticulous one : the truth of solid or rotting wood, of shapeless waves and foam, the truth of earthly bodies that are about to be abandoned by life and of well-rounded muscles. developed for the hard work of the sailors, who strain themselves in an effort to call the distant ship's attention with all the energy left. The composition of La zattera della Medusa is characterized by two pyramids : the first, on the left, has the vertex in the mast with a sail; it is a pyramid tilted to the left that contains some corpses as well as the seated figure with red cloth and the one in the background with his hands on his face. The second pyramid hinges on the figure of the sailor who waves his shirt in the direction of the rescue ship. At the bottom, the left apex of the pyramid encloses the seated male figure with a blue cloth in his hair and his face turned to the right; all the other 'active' characters are turned towards the tallest and most vigorous figure of the composition and their arrangement dynamically follows the triangular shapes of the faces of the pyramid . We could say that the pyramid on the left contains resignation, while the one on the right emphasizes hope . The composition of Géricault's painting is highly dynamic , both for the orientation of the two pyramids and for the great variety of postures and gestures of the individual characters. In the painting of The Raft of the Medusa, the colors are not well defined ; surely they are not bright and lively, but there is a richness obtained with shades of tones close together. Even the red and blue, which are present in small parts, still appear quite dull. Géricault's work strikes us for its monumentality and for the strength of the emotions it passes through. We can admire the freedom of the loose technique that derives from having thoroughly investigated each element inserted and the artist's ability to pursue the perfection of the dramatic and engaging effect he wanted to obtain by having the courage to return to the composition over and over again. , sacrificing the solutions gradually conceived until the most effective one is found . Torna a Romanticismo

  • Arte contemporanea | ProfCasilli

    CONTEMPORARY ART _cc781905-5cde Second-3194-bb3b-136bad5c many artistic experiences are born after World War II Some of these are gathered around groups of artists and movements, but there are also many artists who move independently, in search of new ways that can tell the world following an event so shocking as to mark a sort of watershed in the history of 'humanity. A first observation that we can make concerns the fact that the art world, in a certain sense, splits in two: on the one hand, the artists who continue to express themselves through iconic images (that is, they represent recognizable subjects); on the other, the artists who use aniconic forms (abstract and informal) in which it is increasingly difficult to find connections with reality. The motivation that pushes many artists in this direction is the prevalence of a river of emotions aroused by the experience of the war. The priority of these artists is to express their emotions and not to send messages. abstract art ART CONTEMPORARY Figurative art Trend SYMBOLIC Index of artists and movements INFORMAL ART Morocco POP ART Brazil BODY ART Scotland RESEARCH OF MATERIALS Scotland LAND ART Scotland VIDEO ART Scotland ABSTRACT ART Morocco OP ART Scotland BODY ART Scotland HYPERREALISM Scotland ENVIRONMENTAL ART Scotland KINETIC ART Scotland PERFORMANCE ARTS Scotland CONCEPTUAL ART Scotland MINIMALISM Scotland STREET ART Scotland Section Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Slide Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content.

  • Gradazioni d'intensità | ProfCasilli

    PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry GRADATIONS OF INTENSITY The watercolor is transparent, so to obtain gradations of increasing intensity, successive coats are superimposed using the diluted color always in the same way. PURPOSE OF THE EXERCISE : to obtain a gradually more intense and uniform color, overlapping successive coats of color • On the sheet glued to the back of the album, I add a vertical strip of paper tape • I paint a coat of color all over the strip • I let it dry • I spread the same diluted color on the already painted strip, leaving a part with the color of the first draft (at least a couple of centimeters) • I let it dry • I repeat the same procedure several times starting to paint each time lower • I observe how many coats are necessary for the paper to be completely saturated with color (this means that at a certain point I will no longer see the difference even if I try to lay out other passages of color) NOTE: How to tell when the sheet is dry enough to work on it again Since this technique requires the use of a lot of water, it is normal for the sheet (especially if it is not watercolor paper of good thickness) to swell. It is precisely for this reason that before starting to paint we have to glue it to the support with a frame of paper tape all around. When the sheet dries, it returns to spread out. Also, by touching the sheet with your hand, you should feel it no longer wet and cold. Back to Watercolor Go to Dilution

  • COMPITO PER LE VACANZE | ProfCasilli

    COMPITO PER LE VACANZE Scrapbook delle vacanze estive COMPITO OBBLIGATORIO MINIMO 10 PAGINE🙃 scrap = n. frammento, pezzetto, ritaglio. Se ci pensi è una parola onomatopeica, cioé una parola che nasce da un suono, e in particolare, dallo strappare un foglio di carta scrapbook = n. libro di ricordi scrapbooking = n. tecnica con la quale si personalizzano le pagine di uno scrapbook Cos'è uno 'scrapbook'? Partendo dal significato della parola scrap possiamo cominciare a capire che lo scrapbook è un album creativo di ricordi. In rete si trovano tanti contenuti di esempio e guide per la realizzazione di uno scrapbook perché questo tipo di attività creativa è diventato un hobby molto diffuso. Lo scrapbook può diventare un modo per personalizzare un album di fotografie, ma può anche diventare un modo per raccogliere gli appunti di una materia: durante gli esami di quest'anno (2025) ho avuto modo di vedere gli appunti di storia della musica di alcune mie studentesse che avevo introdotto due anni fa alla pratica dello scrapbooking: veramente belli, piacevoli, leggibilissimi e che, secondo me, rendono piacevole lo studio. Cosa metto nel mio scrapbook delle vacanze? brevi racconti di esperienze vissute (viaggi, grest, incontri con gli amici, giochi,...) foto disegni che rappresentano luoghi e persone (al posto delle foto) biglietti di viaggio ingressi a luoghi visitati mappe e itinerari di viaggi o camminate trasformazione creativa di oggetti come bastoncini di ghiaccioli, cannucce, bottoni, graffette, ecc. stickers ritagli emozioni (brevi frasi, parole chiave, emoticon, ...) disegni liberi personaggi che ami disegnare da fumetti e manga animali immaginari (disegno, collage) disegni di fiori, piante, animali. .. dipinti collage mosaici progettazione di invenzioni fantastiche modelli di abiti inventati e creati con carte, ritagli di stoffa o anche solo disegnati texture decorazioni parole crociate (inventate o incollate) rebus caviardage (pagine scritte in cui cancello quasi tutte le parole e ne salvo solo alcune che possono comunicare un pensiero, un'emozione, un messaggio) sperimentazioni con ogni tecnica che conosci o ti inventi non ho nessuna idea... SCRAPBOOKING Prima di tutto ti voglio dire cosa lo scrapbook non è : non è un diario in cui raccontare per filo e per segno quello che hai fatto ogni giorno delle vacanze (sarebbe un compito di lingua e non un compito di arte) non è solo un album di foto (non vorrai spendere un patrimonio per stampare tutte le foto delle vacanze, vero?!?) non è un diario di viaggio, per cui serva andare in vacanza in luoghi speciali per poterlo fare non è un compito in senso stretto da fare di corsa prima di ritornare a scuola perché la profe ha detto che è obbligatorio e se non lo porto mi mette 4 sul registro ma allora cos'è? ma allora cos'è? ma allora cos'è? ma allora cos'è? è uno spazio creativo in cui ogni cosa è fatta per essere bella: scritte, disegni, composizione della pagina (cioè come distribuisco gli elementi in una pagina) è un album di ricordi del periodo delle vacanze è un luogo in cui creare delle attività quando mi annoio è un luogo in cui esercitare le tecniche apprese a scuola, ma anche in cui sperimentare cose nuove Cosa mi serve? Cosa mi serve? Cosa mi serve? Cosa mi serve? Ti scrivo un elenco di massima, il che non vuol dire che devi comprare tutte queste cose, ma che devi guardarti intorno e vedere che materiali hai a disposizione . Quel che non c'è si inventa . La parola d'ordine è spendere il meno possibile . un quadernino a quadretti o bianco (senza righe o quadretti) - oppure puoi costruire il tuo album con cartone, fogli colorati, carta da regalo per ricoprire la copertina, (se ti è rimasta da qualche regalo ricevuto), spago o nastrini per legare le pagine (in cui dovrai creare dei buchi) forbici colla nastro adesivo matita temperamatite gomma penne pennarelli matite colorate acquarelli ritagli di giornali o riviste depliant raccolti in viaggio o nel corso delle tue esperienze adesivi brillantini ..... ALCUNI ESEMPI

  • Albero di carta | ProfCasilli

    Paper tree The activity I propose uses very simple and easily available materials. It requires a little patience, especially at the beginning, to understand how the technique works, but it will allow you to obtain interesting and highly effective creations. Pinterest - Quilling - Tree The shape of the tree Before we begin, let's pay attention to the shape of the trees. First we can look out the window and observe the trees that are around us . Also, we can do an internet search to find out how each tree has a different way of developing: some grow very tall, others have horizontally spreading branches, etc. However, there are some common principles we need to keep in mind: the tree is a creature that grows progressively starting from the trunk , which is the largest part. The first branches are grafted onto the trunk, which always have a smaller diameter than that of the trunk (at least two or three times smaller); these branches continue to grow from year to year in thickness, but also in length, so that the branch is wider at the base, at the point of junction with the trunk, and is increasingly thinner in the upper parts . From the main branches, secondary branches are born and from the secondary ones smaller branches are born on which the leaves (different depending on the species) sprout. To help us we can use a diagram: Questo è lo schema dell'albero di Munari. Si costruisce facilmente partendo da una striscia di carta colorata della larghezza di quello che sarà il tronco. La striscia va tagliata in tre sezioni: una un po' più lunga per il tronco, una per i rami più grossi e una per i rami più piccoli. Dopo aver tagliato (e incollato) la parte del tronco, ho diviso una delle due strisce rimanenti in tre parti (in senso longitudinale) e le ho incollate a raggera. A questo punto, ho diviso in tre parti anche l'ultimo pezzetto di striscia e, successivamente ho tagliato ancora ciascuna striscia in tre parti, per ottenere i rami più sottili Materials and tools MATERIALI MATERIALS an F4 card (album sheet) to use as a base colored paper sheets (A4) straw paper or newspaper streamers left over from the carnival STRUMENTI INSTRUMENTS scissors wooden skewer glue stick vinyl glue As you can see in the image, we first chose a colored sheet and glued it on the F4 cardboard, leaving an equal border on all sides (you can use a squared sheet to make this operation easier). It will be the basis on which we will make our tree. PRELIMINARY OPERATION Basic elements There are two basic elements to create the shape of the tree and its foliage: straws and rolls . Variations can also be used, but let's go in order. STRAWS To make our tree trunk, we need 3 to 5 paper straws. To make them we can use the pages of a newspaper, an advertising flyer or straw paper (which has a color suitable for making trunk and branches) ._ cc781905-5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ 1. if you use newspaper, which is thinner, cut strips 7-8 cm wide and about 20 cm long. If you use straw paper, which is thicker, the width of the strips should be about 2 - 3 cm. Fold the starting sheet several times, back and forth, in order to weaken it along the fold and then tear slowly, or use a ruler for this operation. 2. Place the paper strip on the table and position the skewer to form a very sharp angle and start wrapping the paper around the toothpick. The paper will spiral, but you have to be careful that the paper strip always winds without leaving any gaps. From time to time, fix the paper with a little bit of glue stick or vinyl glue. When you have finished rolling the strip, fix the last corner with a drop of glue, then take out the skewer. With this technique you can also make the branches, inserting the straws one inside the other. ROLLS To make the rolls you will need thinner strips (no more than 0.5 cm wide) or streamers. You can cut them with scissors or have an adult help you cut them with a cutter. 1. wrap the paper strip on itself using the skewer . With this process you can create rolls of different sizes and with multiple colors. If you need a really circular shape, fix the last edge of the roll with a little glue. If, on the other hand, you want to create elongated or curved shapes, shape the roll before fixing it with glue. Before starting to compose your tree, it is good that you prepare a good number of ready-made elements Let's start building the tree By now, you should have figured out how to make the basics . But remember that in art experimentation is the most important thing : while you work, you may come up with ideas on how to fold and roll the strips of paper in ways that your imagination suggests. Experiment, make some elements, observe the shape and keep them aside. You will surely find a way to use them in this or another job. Questo è il primo modello sperimentale che ho realizzato mentre preparavo quest'attività. Il tronco e i rami sono realizzati con delle cannucce di carta di giornale. Per la chioma ho sperimentato diverse possibili soluzioni. Una, molto semplice, prevede l'utilizzo di stelle filanti (o, come nel mio caso, di striscioline di carta arricciate e incollate in più punti con colla vinilica). Una soluzione di questo tipo può essere utile per rendere una chioma gonfia. Per arricchire il lavoro, ho usato diversi verdi e ho cercato di intrecciare le striscioline in modo da rendere il lavoro meno monotono. Negli spazi della chioma ho inserito dei rotolini colorati. A sinistra, come vedi, ci sono diverse forme allungate (volevo trovare soluzioni per suggerire la forma delle foglie). Alcune forme sono realizzate con un profilo vuoto: ho così capito che forme come queste possono essere riempite con elementi che le rendano più consistenti e interessanti. Come forse avrai notato nell'immagine, ho inserito anche delle striscioline sottili di rame: le ho attorcigliate attorno ai rami di partenza. Può essere un'idea per creare i rami secondari o più sottili. Poi però ho deciso di escludere questo materiale per esplorare meglio le potenzialità della carta. Now I will show you other examples of how the basic structure of the tree can be made starting, this time, from thin strips of paper straw that are folded and shaped to create the essential profiles of the trunk and branches: if used well, this technique allows us to obtain interesting results that highlight the characteristics of the bark of trees, characterized by splits, twists and knots. The only rule is to place these elements with the thin side on the sheet, in order to give three-dimensionality to our tree. Examples of structures made in the classroom _cc781905-5cde-3194-bb58d-136bad5c it is not in a hurry to stick the elements on the sheet very important . Prepare what you need to make the trunk and branches and lay the elements on the paper to find the best shape and position . Do several tests by moving the elements and paste them only when you are sure that everything is working fine. It is important that there is balance in your work: since the tree is the most important element, place it in the center , being careful to make sure that there is enough space on all sides so as to be able to create the base of the ground on which the tree is planted and to have enough space for the canopy to fit comfortably. Make sure you can leave some empty space above the tree canopy Gallery of the works carried out by the PRIME classes of the Comprehensive Institute of Manerbio (2021 - 2022)

  • Post Impressionismo | ProfCasilli

    POST IMPRESSIONISM Impressionism had paved the way for an art increasingly freed from the rules, both from a technical and a content point of view. Artists increasingly try to stand out for a personal approach and their works are beginning to be more and more determined in the choice of subjects and technique, from their emotions and from a subjective vision of the world. The material, both pictorial and sculptural, becomes the protagonist and the constituent elements of the work of art - sign, shape, color - become more and more visible, so much so that the subject of the work becomes more and more a pretext for making art. 5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ In this context, experiences of experimentation are born, such as that, short but intense, of pointillisme (pointillism) or those of the Fauves and expressionism. Artists often adhere to these new trends for a certain period, but then continue their own personal path in search of a personal distinctive trait and there are many artists who, although aware of the novelties of the art world, do not adhere to any movement and they dedicate themselves to personal research: for example Cèzanne, Van Gogh and Gauguin. Trend ANALYTICS Pointillisme Divisionism George Seurat Giovanni Segantini Gaetano Previati Paul Signac Pellizza da Volpedo POST IMPRESSIONISM Trend SYMBOLIC Nabis Simbolisti Trend EXPRESSIVE Paul Sérusier Paul Gauguin Odilon Redon Maurice Denis Fauves Edvard Munch Preraffaelliti Paul Cézanne Cubismo Henri Matisse André Derain Espressionismo tedesco Art Noveau Liberty Modern Style Secessione Viennese Modernismo Titolo 6 Index of artists and movements POINTILLISME Morocco Van Gogh Scotland SYMBOLISM Scotland DIVISIONISM Scotland Gauguin Scotland Munch Scotland Cézanne Brazil Toulouse - Lautrec Scotland Section Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Slide Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content.

  • Arte Bizantina | ProfCasilli

    Roman art Lo stile bizantino caratterizza l'arte e l'architettura che si sviluppano nell'Impero Romano d'Oriente che, a partire dal 395 ha il proprio fulcro nella città di Costantinopoli - l'antica città greca Bisanzio, ribattezzata dall'imperatore Costantino I, nota, ai giorni nostri col nome di Istanbul, una delle maggiori città dell'attuale Turchia). Tale stile è il risultato della contaminazione dell'arte e dell'architettura romane e greche, con influenze dal Vicino Oriente. Cattedrale di Santa Sofia (Istanbul, Turchia) L'edificio nel quale vediamo applicati per la prima volta i criteri dello stile bizantino è la Basilica di Santa Sofia. Dedicato alla sapienza di Dio , dal 537 al 1453 l'edificio fu cattedrale cristiana bizantina (sede del Patriarcato di Costantinopoli , a eccezione di un breve periodo tra il 1204 e il 1261 quando fu convertito dai crociati sotto l'Impero latino di Costantinopoli a cattedrale cattolica di rito romano ). Divenne moschea ottomana il 29 maggio 1453 e tale rimase fino al 1931 , quando fu sconsacrata . Il 1º febbraio 1935 divenne un museo. Il 10 luglio 2020 , con un decreto presidenziale, è stata nuovamente aperta al culto islamico Principali caratteristiche pulvino : tronco di piramide rovesciata a base quadrata che viene sovrapposto al capitello; questo elemento permette di alzare l'arco e far entrare più luce negli edifici abbondanza di decorazioni molto raffinate derivate da intrecci di fiori e tralci (es: capitelli bizantini nella Basilica di San Salvatore a Brescia) proporzioni allungate delle figure umane (proporzione 1:9 invece che 1:8, del canone di Policleto utilizzato nel periodo classico dell'arte greca). Questo stratagemma sottolinea l'eleganza dei personaggi figure stilizzate , per lo più rappresentate frontalmente e differenziate attraverso gli abiti mancanza di realismo assenza quasi totale della prospettiva (si usa la sovrapposizione degli elementi per rendere la profondità dello spazio la pittura viene sostituita dal mosaico uso abbondante dell'oro specialmente negli sfondi (non viene rappresentato il mondo reale, ma tutto è immerso in una luce spirituale 什么是拜占庭艺术? 千古兴亡 | 拜占庭建筑 拜占庭艺术 basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 Santa Sofia - pianta Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=387531 Capitello bizantino Santa Sofia basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 1/7 Ravenna WORLD HERITAGE LIST L’arte paleocristiana assume aspetti particolari a Ravenna, che dal 402 viene preferita a Roma come capitale dell’Impero d’Occidente perché giudicata più sicura da attacchi e invasioni. Grazie agli stretti contatti fra imperatori d’Oriente e d’Occidente, si diffonde lo stile bizantino che si era sviluppato a Costantinopoli (l’antica Bisanzio, oggi Istanbul), capitale dell’Impero d’Oriente. Vengono quindi preferiti i mosaici (tipici dall’arte bizantina) alla pittura e gli edifici presentano un contrasto fortissimo fra l’esterno molto spoglio, e l’interno, scintillante d’oro: per il cristiano non ha importanza la bellezza esteriore ma quella interiore. 拉文纳 Gli edifici bizantini più importanti di Ravenna Mausoleo di Galla Placidia (dopo il 426 d. C.) Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 549 d. C.) Sant'Apollinare Nuovo (Teodorico fa iniziare la costruzione nel 505 d. C.) Basilica di San Vitale (532 -547 d.C.) Mausoleo di Teodorico (fatto costruire probabilmente prima del 526, anno della morte di Teodorico) Il mausoleo di Galla Placidia Il Mausoleo di Galla Placidia - video da 'Le meraviglie' Il mausoleo è una tomba monumentale. Il piccolo edificio è rivestito da mattoni che formano solo un semplice disegno sui lati; la pianta è a croce greca (cioè con i quattro bracci uguali) con una cupola, all’incrocio dei bracci, nascosta dal tiburio , cioè quella specie di cubo in mattoni che sembra sostenerla. All’interno, nella cupola, è raffigurata, su un cielo blu cobalto, una croce d’oro circondata da stelle, sempre d’oro, che diminuiscono di misura salendo verso l’alto. L’impressione è di uno scintillio che aumenta fino a concentrarsi nella croce, simbolo della luce di Dio e della salvezza. Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 1/6 Per approfondire: Didatticarte - Arte Bizantina Up

  • Paesaggio con albero | ProfCasilli

    LANDSCAPE WITH MOUNTAINS WITH INCREASING GRADATION OF INTENSITY PREPARATION OF THE WORKSPACE the sheet must be smaller than the media it should be glued with the paper tape making a frame all around the sheet should not be peeled off until the job it is finished and dry Execution To begin we prepare a sheet (a quarter of your rough drawing sheet is more than enough) glued to the support with paper-tape. Prepare the diluted blue color (prepare a good amount so you don't have to do it again in the course of work) Spread evenly across the paper and leave some white space for clouds only at the top of your sky. Let it dry Paint a mountain just below the clouds and work your way to the bottom of the paper. Let it dry again. Paint the second mountain (move the top a little so that it does not coincide with the previous one) After letting it dry, proceed with the subsequent drafts. 11. Now let's paint the trunk: mix a small amount of yellow, a hint of red and blue. Mix the ingredients and try to get a brown you like. Remember to use it diluted. 12. Paint from top to bottom following the shape of the trunk . To enrich the painting, you can add a little blue on one side of the trunk to accentuate the three-dimensionality 13. after drying well, proceed to paint the ground. Also in this case it uses the same starting colors used so far . Create a green and start painting within one of the sections prepared for the ground, then add a little pure yellow to create a brighter area or some blue, to get a more shaded area. bb3b-136bad5cf58d_ Proceed in the same way in the following areas, trying to distribute the colors so that you do not have the same color on one side only. 14. After drying, start painting the hair: paint within the spaces defined by the sign. Start with a color (always one of the three chosen or created by you by combining the same) ._ cc781905-5cde-3194-bb3b-136bad5cf58d_ 15. for a special result, you can moisten, with the brush dipped in clean water, the space where you need to paint and use small amounts of pure colors which, as you will see, will only spread inside the humid area. To get shades, clean the brush and put in a small amount of one of the other colors. 16. While this part dries, moisten a space not bordering the one you just painted, and continue, trying to arrange the colors in a balanced way. NOTE: How to tell when the sheet is dry enough to work on it again Since this technique requires the use of a lot of water, it is normal for the sheet (especially if it is not watercolor paper of good thickness) to swell. It is precisely for this reason that before starting to paint we have to glue it to the support with a frame of paper tape all around. When the sheet dries, it returns to spread out. Also, by touching the sheet with your hand, you should feel it no longer wet and cold. Back to Watercolor Go to Dilution

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