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  • Informativa sulla privacy | ProfCasilli

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  • Le Civiltà Fluviali e l'Egitto | ProfCasilli

    Inizio pagina civiltà fluviali Civiltà fluviali-introduzione Mesopotamia Porta di Ishtar Mesopotamia-scultura Lamassu Invenzione del Mosaico Stendardo di Ur Scrittura cuneiforme Tavolette d'argilla e biblioteche Arnaldo Pomodoro Egitto - introduzione Pittura Antico Egitto Colore Lettura dell'opera Tomba di Nebamun canone egizio-pittura Figura umana-scultura Micerino_lettura dell'opera Architettura Egitto Pyramidion Luxor Abu Simbel Dendera Fayyum Approfondimenti Geroglifici Rinvio pagina River civilizations River civilizations were born and developed in very fertile areas along the rivers where agriculture and livestock ensured very good living conditions. There are two areas in which civilizations with similar characteristics settle: Mesopotamia (land between rivers), located where the Tigris and Euphrates flow, and Egypt , along the course of the Nile. Thanks to the favorable conditions of the climate and the abundance of crops, these civilizations develop the first forms of trade and the creation of markets in which to exchange goods. These activities in turn favor the birth of the first cities. Society is being defined thanks to the division of labor : people specialize in specific fields such as farmers, traders, artisans, etc. It is in this context that writing is born and, as we all know, history begins with writing . Initially it was used to keep records of warehouses of goods or to draw up contracts between merchants, later it was used to write the laws, but also for literary works such as the story of Gilgamesh, the first epic poem in history. The form of writing adopted in Mesopotamia (about 3350 BC) is called cuneiform, because it is made with triangular signs, impressed in the fresh clay. In Egypt, on the other hand, a more complex form of writing was adopted, which mixes drawings and signs, called hieroglyphic writing. Mesopotamia In this region many civilizations developed with similar characteristics both in social organization and in artistic production. Sumerians (from 4.000 / 3.500 BC to 1.700 BC Babylonians (1,800 - 600 BC) Assyrians (1.100 - 612 BC) Persians (539 - 331 BC) With the conquest of the Persian empire, Alexander the Great, these territories will become part of the Hellenistic world. Ziggurat the Sumerian term 𒅆𒂍𒉪 means 'to be high'; stepped construction (overlapping platforms) of decreasing size (increasingly smaller) with shoe walls (= sloping walls) - religious service - astronomical observatory - residence of the priests - real warehouses The art of Mesopotamia is an expression of power and spirituality The art of the Mesopotamian peoples is mainly manifested in the decorations of the royal palaces and urban walls with human and animal figures represented in profile and in schematic forms . The Sumerians were responsible for the foundation of the first large cities (Susa, Ur, Lagash and Uruk) and the invention of clay brick , an abundant material along the banks of the rivers, with which the ziggurats were built, large stepped structures with predominantly religious. The term means 'to be high'. The ziggurat is formed by several quadrangular platforms placed one on top of the other, of decreasing sizes and with scarp walls , that is, inclined inwards to improve the stability of the building. The ziggurat is basically an artificial mountain, a building that allows you to get closer to the gods, like so many are built in ancient times and in different parts of the world. The temple is located in the upper part and on the last platform you could also observe the celestial vault: therefore it also had the function of an astronomical observatory. In the floors below were the apartments of the priests and in the lower tier the royal warehouses where resources were accumulated that could be distributed to the population in case of need. La Porta di Ishtar I re babilonesi Hammurabi (vissuto circa nel 1800 a. C.) e Nabucodonosor II (634 a.C. ca – 562 a.C. circa) si dedicano invece alla realizzazione di grandi palazzi, mura e porte urbane rivestiti con la tecnica della ceramica invetriata . L’arte e l’architettura diventano uno strumento per mostrare la potenza del re. Il colore blu utilizzato per lo sfondo è il blu egizio , pigmento inventato dagli antichi egiziani come sostituto del più raro e prezioso blu oltremare che si otteneva dal lapislazzuli con un lungo e complicato procedimento. Il blu egizio è sostanzialmente vetro blu macinato molto finemente. Applicato sui mattoni di terracotta, si scioglieva quando questi venivano cotti nuovamente nel forno, formando uno strato sottile di vetro. urbano (agg.) = il termine viene dal sostantivo latino urbs che significa città. L'aggettivo significa quindi 'della città'. ceramica invetriata = si tratta di oggetti realizzati in terracotta sui quali è applicato un sottile strato di vetro. VIDEO - Come si fa il blu egizio Nelle immagini della galleria vediamo la Porta di Ištar e due degli animali con cui è decorata. La porta di Ishtar era l'ottava porta della città interna di Babilonia, città scoperta dall'archeologo tedesco Robert Koldewey nel 1899. La città di Babilonia si trova nell'attuale Iraq. La porta venne costruita intorno al 575 a. C. durante il regno di Nabucodonosor II e consacrata alla dea Ištar. È alta 14 metri e larga 10. La porta conduceva verso i più importanti edifici di culto e amministrativi. Dal 1930 la porta si trova al Pergamonmuseum di Berlino. I re assiri Sargon II e Assurbanipal fondano nuove città, con palazzi ornati da grandi sculture e raffinati bassorilievi, nei quali gli stessi re figurano come protagonisti di gesta eroiche. I Persiani, a loro volta, costruiscono palazzi ornati da bassorilievi in stile assiro-babilonese. Osservando il fregio degli arcieri , possiamo osservare che le figure umane sono sempre rappresentate di profilo ; un piede è posto davanti all'altro per dare l'idea del movimento; nel viso, l'occhio è rappresentato di fronte . Di notevole bellezza è il fregio della Caccia al leone di Assurbanipal . Nella galleria ho inserito l'immagine di un particolare di teste di cavallo. Per apprezzare pienamente il naturalismo del fregio, rimando alla pagina del British Museum , dove l'opera è conservata. Porta di Ishtar, 600-500 a.C. terracotta invetriata e smaltata, altezza 14,73 m, larghezza 15,70 m, Pergamon Museum, Berlino Porta di Ishtar, Toro La facciata è decorata con i Tori sacri ad Adad, dio delle intemperie. Le figure regali sono a rilievo e il loro colore ambrato spicca decisamente sul fondale azzurro lucido della terracotta. Porta di Ishtar, Mushushu Altri animali fantastici si alternano ai Tori, sono i Draghi sacri di Marduk, la massima divinità babilonese. Questi animali sono chiamati i Mushushu, e sono rappresentati con quattro zampe e una testa di serpente. Fregio degli Arcieri, dal palazzo di Dario I a Susa, 510 a. C. ca. Altezza di ciascun arciere 147 cm ca. Mattoni smaltati, Parigi, Museo del Louvre. Caccia al leone di Assurbanipal, particolare 645-635 a. C. British Museum Cavalli del carro da guerra reale, particolare dal fregio della Caccia al leone dal Palazzo Nord di Ninive Mesopotamian peoples also make small statues in the round in alabaster, a fairly soft stone that is easy to carve. They are figures of praying : men in prayer, represented schematically with their hands folded to their chests, large eyes wide open and the typical sheep's wool skirt. The blue pupils, made with the precious lapis lazuli, give the prayers a sense of spirituality Statue of Ebil-il, high priest of the Ištar temple, a place among whose ruins the statue was found, in the city of Mari . Dating back to the 25th century BC, it is now housed in the Louvre Museum in Paris. The priestly state of Ebil-il (the name is engraved on the statue) emerges from the "bald" head, typical of temple priests. Ebil-il, dressed in a sheepskin skirt, sits on a basket of reeds, his hands clasped indicating his "praying" posture. The statue, in alabaster, is 53 cm high. The Lamassu is a beneficial deity: in sculpture it is represented in the form of a winged bull with a human head. It was placed, in pairs, to protect the entrance doors of buildings and cities. It also performed an architectural function, as it supported part of the weight of the overlying structure. The head, the only part sculpted in the round, represents a bearded man with finely chiseled features. The body is rendered with anatomical precision; it has five legs, so as to appear stationary when viewed from the front, moving when viewed from the side. One of the Lamassu from the Khorsabad Palace of the Louvre (c. 713-707 BC) Side view. The invention of the mosaic The mosaic is one of the earliest documented artistic expressions in antiquity. The first examples date back to the Sumerians , in the 4th millennium BC The 'tessere' consisted of cones in marble or colored terracotta (white, black, red) which were placed in a plaster base on walls or columns in order to create geometric decorative motifs . . Testimonies have come to us from the city of Uruk , founded around 3,000 BC by the Sumerians and then conquered by the Babylonians. Ancient Uruk is located in Iraq , 20 kilometers east of the Euphrates River, in a swampy region about 230 kilometers southeast of Baghdad. By clicking on the underlined term you will instead see an example of a mosaic made with stone cones from the White Temple of Warka near Uruk. The fragment is kept in the Sulaimaniya Museum, in Iraq. The function of these mosaics was obviously decorative, but it also served to protect the walls of the buildings which were made of raw clay bricks dried in the sun. Portion of mosaic cladding in terracotta cones from the temple of Eanna (Warka) in the Uruk area. This portion of the wall is now preserved in Berlin at the Pergamonmuseum. The banner of Ur Stendardo di Ur (2500 a. C.), struttura in legno con mosaico (altezza: 21,7 - 22 cm, lunghezza: 50, 4 cm, larghezza della base: 11,60 cm, larghezza base superiore: 5, 60 cm; British Museum, Londra Lo stendardo di Ur venne ritrovato nel Cimitero Reale dell'antica città sumera presso Tell al-Muqayyar, nel sud dell'attuale Iraq. L'oggetto, usato probabilmente come insegna regale , è costituito da una struttura in legno decorata a mosaico e intarsio su quattro lati e sulla parte superiore. Sulla base, un foro permetteva di innalzare lo stendardo su un palo e, dunque, di portarlo in processione. I materiali utilizzati per la decorazione sono: madreperla , calcare rosso e lapislazzuli , fissati con bitume . Un lato presenta una decorazione su tre fasce; la lettura di questa scena va fatta dalla fascia più in basso e da sinistra verso destra. una serie di carri da guerra, guidati da soldati armati e trainati da cavalli, travolgono i nemici nella seconda fascia si ha una processione di soldati a piedi e di prigionieri nella terza fascia, a sinistra, il carro del re è preceduto da guardie (le figure sono rivolte verso destra); sul lato opposto si trova una schiera di prigionieri rivolti verso sinistra; al centro vi è la figura del re, rappresentato in dimensioni maggiori degli altri personaggi per sottolinearne la maggiore importanza. Sul lato opposto, nelle due fascie inferiori si vede una schiera di uomini intervallati ad animali (buoi, capre): probabilmente sono i sudditi che portano al re offerte o tributi; nella fascia superiore il re (figura più grande delle altre) partecipa ad un banchetto con dignitari seduti che sollevano dei bicchieri; a destra un cantante e un suonatore di lira intrattengono gli ospiti. L'oggetto venne ritrovato in pezzi e restaurato. Technique: mosaic and inlay Materials: wooden structure bitumen as an adhesive lapis lazuli (background) from Afghanistan mother of pearl red limestone (possibly from India) Video - Lapis Lazuli (English language) Bitumen is a hydrocarbon, it is part of the oil 'family' . In the image you can see a natural bitumen lake that still exists today in Trinidad. The ancients used this material that emerged from the ground in some areas. The Sumerians used it as 'glue' to attach the mosaic tiles of the Banner of Ur, the Egyptians used it in the mummification process. The cuneiform writing The first form of writing appears in the Mesopotamian area around 4,000 BC. C. and more precisely in Uruk. It is a pictographic type of writing, in which the signs are a stylized representation of real objects. The subsequent evolution leads to a further simplification of the pictographic signs. The processed signs are of two types: logograms and phonograms. Logograms indicate whole words. Phonograms indicate sounds. Cuneiform inscription on the right shoulder of a statue from Adab (Bismaya). The inscription mentions the name of the king of Adab, Lugal-dalu, and states that the statue is dedicated or offered to the god Esar. (2.800 - 2350 BC) Museum of the Ancient East, Istanbul, Turkey. Article with images - Wall Street International Il codice di Hammurabi è una tra le più antiche raccolte di leggi scritte. Appartiene alla civiltà babilonese. Il testo è scritto in lingua accadica cuneiforme. Il bassorilievo raffigura il dio Shamash (dio solare della giustizia) seduto in trono mentre porge il codice delle leggi ad Hammurabi, sesto re della prima dinastia babilonese. Quella del Louvre non è l'unica versione del codice di cui sono stati trovati diversi frammenti di diorite e trascrizioni su tavolette d'argilla. Il testo è composto da circa 8000 parole scritte in 51 colonne, ciascuna con circa 80 righe. Il contenuto può essere approssimativamente diviso in tre sezioni: un prologo di circa 300 righe, che spiega la legittimazione divina del re; una parte principale, con 282 clausole legali; e un epilogo di circa 400 righe, che loda la rettitudine del re e invita i successivi governanti a obbedire alle leggi qui riportate. Codice di Hammurabi (1792-1795 ca a. C.); stele in basalto nero decorata con un bassorilievo e con iscrizioni in caratteri cuneiformi (altezza 225 cm, larghezza: 79 cm, spessore: 47 cm); Louvre , Parigi Tavolette d'argilla e biblioteche Since the nineteenth century excavation campaigns have been carried out in the Middle East which have brought to light entire libraries made up of dried raw clay tablets . What can be found in an Assyrian - Babylonian library? warehouse documentation official documents laws chronicles of history recipes poems literary texts In 1964 Paolo Matthiae, archaeologist of the La Sapienza University of Rome, discovered the city of Ebla , near the current Tell Mardick, in Syria. The excavation campaigns continue every year and in 1975 the state archive of the city is discovered: a veritable library containing thousands of documents, all written in cuneiform characters on sun-dried clay tablets. I have no recent news on the continuation of the excavations, but I fear that, as in the case of other archaeological sites, also in the case of Ebla, the excavations have been interrupted due to the long and bloody war that has hit Syria in recent years. One of the consequences of Daesh's seizure of power was the destruction of artifacts of great historical and artistic value and the sale of 'salable' artifacts on the black market to finance the war. Very famous is the epic poem The Epic of Gilgameš (2600 - 2500 BC) which contains the oldest tale of the universal flood. The text, of which six versions are known, was found in the royal library of Ur. By following the link you will be able to see the version of the text which is kept at the British Museum in London. Very particular are the letters , which have sometimes been found still inserted in their 'envelopes' Tablet with envelope Clay envelope with tablet enclosed inside. The envelope contains a memorandum relating to a quantity of refined copper, certified by several individuals, for which the patronymic is also provided. Kanesh Paleo-Assyrian origin (19th century BC) Clay 5.1 x 6 x 2.9 cm .® Ligabue Collection The name of the archaeologist Khaled el Assad is now known all over the world due, unfortunately, to his heroic death during the Syrian war. In 2015, Khaled el Assad was captured by Isis (Daesh) militiamen and tortured to reveal where the precious treasures found in the archaeological excavations of the city of Palmyra were. The archaeologist will be beheaded, without having revealed the location of the treasures. The city of Palmyra , a UNESCO site since 1980, which was in an extraordinary state of conservation, was almost completely destroyed by Isis. EBLA - Official site of the Italian mission To ensure that the contents of the letter were not violated by prying eyes, the envelope was sealed using an engraved cylinder that matched the writer's 'signature'. Mesopotamian cylinder seal in limestone and relative impression; Shamash adoration scene, (Louvre) Cylindrical seal and modern impression: hunting scene. 2200-2100 BC Mesopotamia. The MET (Metropolitan Museum of Art, New York THE CUNEIFORME AND ARNALDO TOMODORO WRITING It often happens that contemporary artists are fascinated by ancient art and culture and this is precisely the case of the sculptor Arnaldo Pomodoro whose sculptures are found all over the world. Here beside you see The arrow (1993-1995) which is located in Paris at the UNESCO headquarters, but its spheres are very famous: perfect geometric shapes that reveal mysterious mechanisms within them. Arnaldo Pomodoro, La freccia, 1993-1995; bronzo, 198 × 468 × 167 cm, Parigi, Palazzo dell'UNESCO Arnaldo Pomodoro, Sfera Grande , 1971, Piazza della Libertà, Pesaro (PU) After having studied in depth the Mesopotamian civilizations, Pomodoro creates works in which the cuneiform writing, imprinted in the clay, inspires him a very personal way of sculpting the material. We see it very well in the Labyrinth , a sculpture you can enter ... Right here, in the first room, we find a huge cylinder of engraved stone - a seal with inscriptions that look just like cuneiform characters; on the floor and on the wall, a writing in relief seems to be produced by the movement of the seal. Of course it is not really the language of the ancient Babylonians, but a contemporary work of art in front of which we cannot help but think of the ancient texts, mysterious and incomprehensible to us, but full of charm. By following the last link you can play games, see the Labyrinth with virtual reality and book a visit, when you can ... Alla scoperta del Labirinto di Arnaldo Pomodoro per approfondire - scrivere in cuneiforme L'Egitto Fin dai tempi antichi, la civiltà egizia ha suscitato curiosità e meraviglia, soprattutto a causa degli imponenti monumenti disseminati lungo il corso del Nilo. La ricerca delle testimonianze dell’Antico Egitto non fa parte soltanto della storia più recente dell’archeologia. ma ha caratterizzato anche l’antichità, fin dal tempo dei Greci e dei Romani. L’ammirazione spesso aveva come conseguenza l’asportazione di opere, come statue e obelischi, che venivano ricollocate altrove - Roma è disseminata di obelischi egizi, per esempio. Talvolta, il mistero che circondava quest’antica civiltà si avvicinava alla magia - probabilmente a causa del grande impegno profuso dagli antichi egizi nell’assicurare la resurrezione ai propri faraoni e importanti dignitari. Fin dal XII secolo si diffuse in Europa l’uso farmacologico della polvere di mummia, considerata potentissimo rimedio contro le malattie più difficili da curare, come per esempio l’epilessia. Museo Egizio di Torino - virtual tour Museo Egizio Torino - tour virtuale ragazzi Museo Egizio del Cairo - collezione Nell’affrontare lo studio della produzione artistica degli egizi, l’indicazione è quella di leggere il capitolo del libro, facendo particolare attenzione alle immagini e alle didascalie che le accompagnano. In questa sezione, invece, troverete gli argomenti principali di interesse più propriamente artistico che è necessario conoscere bene: questi argomenti ritorneranno anche in futuro e ci permetteranno di osservare i cambiamenti. Emanuela Pulvirenti - L'arte Egizia DOVE VENIVA UTILIZZATA? DOVE VENIVA UTILIZZATA? DOVE VENIVA UTILIZZATA? DOVE VENIVA UTILIZZATA? - su pareti e colonne di edifici - sulle strutture in legno di mobili e sarcofagi - sui papiri - sui manufatti in terracotta LA TECNICA LA TECNICA LA TECNICA LA TECNICA tempera Pigmenti + gomma arabica + albume d’uovo I colori erano preparati miscelando i pigmenti ottenuti dalla macinazione di terre colorate, cui veniva aggiunta una sostanza collosa formata da acqua, lattice di gomma e albume d’uovo. I pennelli erano ricavati dalle fibre di palma. GOMMA ARABICA GOMMA ARABICA GOMMA ARABICA GOMMA ARABICA La gomma arabica è la resina ottenuta dagli alberi di acacia. Ancor oggi è alla base della composizione degli acquerelli ed è utilizzata anche in campo alimentare come addensante per preparare le caramelle gommose. CAMPITURA CAMPITURA CAMPITURA CAMPITURA Gli egizi stendevano i colori utilizzando la campitura: una stesura uniforme dentro una forma delimitata da un contorno. Nei dipinti egizi non ci sono sfumature e non esistono ombre perché tutto è immerso nella luce di Ra. Nell’ombra si potrebbe annidare il male, legato a Seth. La Pittura Home Verde Rosso Bianco Nero Giallo Blu Osiride, dipinto murale dalla Tomba di Sennedjem foto: licenza creative commons IL COLORE I significati, generalmente associati ai colori, derivano per lo più dall'osservazione della natura e da esperienze dirette, anche se, in alcuni casi, si osservano delle differenze nell'attribuzione dei significati, dovute alla cultura (come, per esempio, l'utilizzo del nero come colore del lutto, presso gli occidentali, e del bianco presso i giapponesi, col medesimo significato). Nell'antico Egitto, il colore (Iwen ) era parte integrante di ogni aspetto della vita quotidiana. Era, infatti, un indizio della sostanza di cui erano fatte le cose o del significato associato ad un aspetto del soggetto rappresentato. Per esempio, quando Amon veniva ritratto con la pelle blu, era in riferimento al suo aspetto cosmico. La pelle verde di Osiride, invece, era un riferimento al suo potere sulla vegetazione e alla sua resurrezione. Rosso (deshr): è un colore particolare, nel contesto dell'antica cultura egizia. Ha infatti due significati opposti : essendo il colore del sangue , può indicare la vita (e la vittoria), ma se questo sangue viene sparso attraverso un gesto di violenza, può diventare simbolo di morte e, più in generale, del male. A questo proposito, si può ricordare il mito di Iside e Osiride . Durante le celebrazioni, gli antichi egizi si dipingevano il corpo con ocra rossa, indossando amuleti in corniola , una pietra rosso scuro. Come simbolo di collera e di fuoco, dava origine ad espressioni come: agire "con cuore rosso", che voleva dire 'essere pieni di rabbia; mentre "arrossire" significava "morire". Il rosso era comunemente usato per simboleggiare la natura ardente del sole raggiante e gli amuleti col serpente che rappresenta l'"Occhio del Re" (fuoco, protezione e l'aspetto forse malevolo del sole) venivano fatti con mattoni rossi. Questo colore è stato collegato con la rigenerazione e con le forze pericolose che minacciavano l'ordine cosmico (Maat). Ad esempio, il deserto, minaccia per la vita, era chiamato "Terre rosse". Pericolo, distruzione e morte erano le idee connesse con il rosso: gli Scribi usavano l'inchiostro rosso quando volevano scrivere la parola "male". Il fatto che la pelle degli uomini egiziani venisse raffigurata con il rosso, non ha alcuna connotazione negativa. La vernice rossa veniva creata dagli artigiani egiziani utilizzando ferro ossidato naturalmente e ocra rossa. Una defunta presenta un'offerta a Horus, rappresentato con testa di falco e disco solare avvolto tra le spire di un serpente foto: licenza creative commons Il bianco (hedj e shesep) suggeriva l'onnipotenza e la purezza. Considerato come privo di colore, era usato per le cose semplici e sacre. Il nome della città santa di Menfi significava "Bianche mura". Sandali bianchi venivano indossati durante le cerimonie sacre. Gli oggetti rituali più comunemente utilizzati nei cerimoniali, come piccole ciotole e vasi canopi, erano privi di colore. Anche il tavolo per l'imbalsamazione del Bue Api di Menfi era di alabastro bianco. Bianco era anche il colore araldico dell'Alto Egitto: il "Nefer", la corona dell'Alto Egitto era bianca, anche se in origine probabilmente veniva fatta con canne verdi. Il colore bianco puro utilizzato in questo tipo di arte egizia era quello naturale del gesso. Vasi canopi provenienti dalla tomba di Neskhons, moglie di Pinedjem II, morta nel 981 a.C. (British Museum ) foto: licenza creative commons Rappresentazione della pesatura del cuore sul Papiro di Ani (British Museum ) foto: licenza creative commons Nell'antico Egitto, il nero (kem) era simbolo di morte e della notte. Osiride , il re dell'aldilà era anche chiamato "il nero". Una delle poche persone della vita reale ad essere divinizzate, la regina Ahmose Nefertari fu la patrona della necropoli. Era solitamente raffigurata con la pelle nera. Anubi , il dio dell'imbalsamazione era raffigurato come uno sciacallo o un cane nero. Così come il nero simboleggiava la morte era anche un simbolo naturale del mondo sotterraneo e quindi della resurrezione . Probabilmente era anche simbolo di fecondità e persino della vita . Questa associazione era dovuta all'abbondanza generata dal limo nero delle annuali inondazioni del Nilo. Il colore del limo divenne emblematico dello stesso Egitto: il paese, infatti, era chiamato "Kemet" (Terra nera). Pigmenti neri erano ricavati da composti del carbonio come fuliggine , carbone di legna o di terra oppure ossa di animali bruciate . Che Osiride fosse una divinità connessa con la fertilità della terra, legata alle piene del Nilo, è confermato anche dall'uso di realizzare dei piccoli sarcofagi con un incavo interno sagomato come il corpo della divinità che veniva riempito di terra e semi (corn mummies ). Questi sarcofagi venivano lasciati germogliare e poi interrati nei campi, in un rituale che doveva favorire l'agricoltura. Ahmose Nefertari, dalla tomba di Nebamon e Ipuky TT181 (Tebe), Neues Museum (Berlino) foto: licenza creative commons Articolo (Storica - National Geographic) - Osiride, il dio egizio dell'aldilà Il verde (wadhj) era il colore della vegetazione e della nuova vita. Nel linguaggio quotidiano fare "cose verdi" indicava un comportamento positivo. Come già accennato, Osiride era raffigurato spesso con la pelle verde ed era anche denominato Grande Verde. La malachite verde era un simbolo di gioia e la terra dei morti era descritta come il "campo di malachite". Nel libro dei morti si legge che il defunto diventerà un falco "le cui ali sono di pietra verde". L'occhio di Horus era un amuleto di pietra verde. Questo colore era anche associato alle divinità Hathor, Wadjet e Osiride. Il pigmento verde probabilmente veniva preparato come una pasta ricavata da ossidi di rame e di ferro mescolati con silice e calcio. Poteva anche essere estratto dalla malachite, un minerale naturale di rame. Ra e Imentet, dea delle necropoli occidentali dell'Egitto. Tomba di Nefertari, Tebe foto: licenza creative commons Il giallo (khenet, kenit) era ottenuto con ocre naturali oppure ossidi. Durante l'ultima parte del nuovo Regno, venne sviluppato un nuovo metodo, che derivava il colore dall'orpimento (trisolfuro di arsenico). Sia il sole che l'oro giallo condividevano le qualità di immortalità, eternità e indistruttibilità . Quindi l'uso del giallo, nell'arte egizia, generalmente indicava queste qualità. Si credeva che la pelle e le ossa degli dèi fossero d'oro . Così statue di divinità e maschere di mummie di Faraoni erano spesso costruite o placcate in oro. Quando il faraone moriva diventava il nuovo Osiride e quindi un Dio. Nell'immagine della Cerimonia di Apertura della bocca (a destra), notate i toni della pelle della mummia e di Anubi. Entrambi sono esseri divini ed entrambi hanno la pelle dorata, mentre il sacerdote e le donne in lutto hanno il classico rosso-marrone e giallo, tonalità della pelle usate solitamente per gli esseri umani. L'oro bianco , una lega di oro e argento, era considerato come l'equivalente dell'oro e qualche volta veniva utilizzato in contesti dove solitamente veniva usato il giallo. Libro dei morti di Hunefer : cerimonia di apertura della bocca. British Museum, Londra. Foto: licenza creative commons Blu (irtiu, sbedj): era preparato con ferro, ossidi di rame, silice e calcio. Questo prodotto aveva un colore ricco, che però era instabile e, a volte, si è scurito o si è modificato nel corso degli anni. Simboleggiava il cielo e l'acqua. In un certo senso cosmico estendeva il suo simbolismo ai cieli e alle inondazioni primordiali. In entrambi i casi il blu ha assunto il significato della vita e della rinascita . Era anche un simbolo del Nilo , delle sue colture e della fertilità . La fenice , che era un simbolo del diluvio primordiale, è stata modellata sull'airone che ha un piumaggio grigio-blu. Tuttavia, di solito era raffigurata con brillanti penne blu per sottolineare la sua associazione con le acque della creazione. Amon fu spesso raffigurato con il viso blu per simboleggiare il suo ruolo nella creazione del mondo. Per estensione i Faraoni erano talvolta indicati con facce blu, proprio per identificarli con Amon. I babbuini , che in natura non sono certo blu, sono stati dipinti con questo colore, ma non se ne conosce il motivo. L'ibis, un uccello blu era un simbolo di Thoth, proprio come il babbuino. Può essere quindi che i babbuini fossero raffigurati in blu per sottolineare la loro connessione a Thoth. Gli dei spesso erano raffigurati con capelli fatti di lapislazzuli, una pietra azzurra. Amuleto : Thoth raffigurato come un Ibis accompagnato dalla dea Maat. Faïence blu-azzurra, 3,1 x 4 x 1,5 cm, datazione: 722–332 a.C., Collezione del Museo Egizio di Torino Foto: creative commons Trascrivo, solo per ragioni di leggibilità, le descrizioni dei colori, utilizzati dagli egizi, reperibili sul sito Cultor College . Eventuali modifiche sono dovute a studi e approfondimenti personali. Seguendo il link, potete trovare altre utili informazioni LETTURA DELL'OPERA Dato che ci occupiamo di arte visiva, è abbastanza logico che sia importantissimo osservare bene le immagini e cercare quali siano gli elementi che le rendono uniche e speciali. Non basta quindi guardare superficialmente un'opera, ma dobbiamo soffermarci un po' di più sui suoi diversi aspetti. Può essere utile porsi alcune domande che ci guidino nell'osservazione: Di che tipo di opera si tratta ? (è una scultura, un bassorilievo, un dipinto? conosci la differenza tra questi e altri tipi di arte?) conosci l'autore (o comunque la civiltà o il periodo cui appartiene)? che cosa rappresenta? qual è secondo te il significato? Queste sono le domande principali, ma più domande riesci a porti, più scoprirai caratteristiche che ad un primo sguardo, probabilmente, ti erano sfuggite. Scena di caccia sul Nilo lettura dell'opera Frammento di dipinto parietale dalla tomba di Nebamun raffigurante una scena di caccia; 1350 a. C. ca; British Museum , Londra Immagine di pubblico dominio Partiamo dalla prima domanda: di che tipo di opera si tratta? Si tratta chiaramente di un dipinto e in particolare di un dipinto parietale , cioè fatto su una parete. Questo frammento di dipinto stava nella tomba di un funzionario reale vissuto sotto il regno di Thutmose IV e Amenofi III. Questo funzionario venne sepolto a Sheikh Abd El Qurna , in una necropoli dedicata ai funzionari reali e si trova lungo il Nilo, nella zona di Tebe, dove si trovano la famosa Valle delle Regine, il tempio di Luxor e quello di Karnak. Dalla tomba, sono stati asportati diversi frammenti dipinti: tre di questi si trovano custoditi al British Museum di Londra, uno si trova al museo di Avignone, in Francia, mentre degli altri si sono perse le tracce (probabilmente sono finiti nelle mani di qualche collezionista privato). Potrà sembrarti strano, ma non sappiamo dove si trovi esattamente la tomba da cui provengono questi dipinti: i primi archeologi erano più dei cacciatori di tesori, che degli scienziati. Si appropriavano di ciò che secondo loro poteva avere un valore e non si preoccupavano di documentare la scoperta. La tomba era rivestita di stucco che nell'antichità era fatto con un impasto di calce e pozzolana (materiale poroso e leggero di origine vulcanica), misto a polvere di marmo o gesso e che risultava così molto liscio. Successivamente lo stucco veniva decorato con pittura a tempera , dalle tinte vivide e chiare, e con pennellata svelta e sicura motivata dal rapido essiccamento dei colori. 2. Conosci l'autore (o la civiltà) cui appartiene? Si tratta sicuramente di un dipinto dell'antica civiltà egizia. 3. Che cosa rappresenta? Si tratta di una scena di caccia ambientata in una palude. Gli elementi naturali sono descritti in modo realistico , anche se talvolta stilizzato (vedi per esempio le piante di papiro. La figura umana è sempre stilizzata e, come si può vedere, la dimensione dipende dall’importanza del personaggio rappresentato. Il faraone, che dopo la morte viene divinizzato, e le divinità vengono rappresentati grandi, mentre le mogli, i figli e tutti gli altri membri della società sono di dimensioni inferiori. 4. Qual è secondo te il significato? Qui ognuno può dare la sua interpretazione, ma per capire il vero significato dobbiamo ricordarci che si tratta della decorazione di una tomba. Possiamo dire che questa scena bellissima rappresenta la visione che gli egizi avevano della vita oltre la morte : pensavano che avrebbero continuato a fare le cose che amavano fare in vita, come per esempio, andare a caccia. La loro vita sarebbe stata agiata, circondati da ogni tipo di comodità e ricchezza in una natura lussureggiante, cioè rigogliosa. Quali caratteristiche mi permettono di dire che questo dipinto appartiene all'antica civiltà egizia? Rappresentazione della figura umana Nefertari che presenta delle offerte , dipinto dalla tomba di Nefertari, Luxor Foto: licenza creative commons IN PITTURA Nella pittura, la figura umana è stilizzata , cioè è rappresentata secondo un modello stilistico messo a punto dagli antichi artisti egizi. Vediamo gli elementi fondamentali: la testa è rappresentata di profilo l'occhio è rappresentato come se lo vedessimo di fronte la parte superiore del corpo è vista di fronte dalla vita in giù (fianchi, gambe e piedi) la rappresentazione torna ad essere vista di profilo le proporzioni delle diverse parti del corpo vengono stabilite da un canone di proporzione , basato sull'unità di misura del cubito , cioè la misura del pugno chiuso. Canone egizio per la rappresentazione della figura umana. L'immagine è ripresa dalle risorse didattiche scaricabili del UM (The University of Menphis ). Video - interno della Tomba QV66 di Nefertari Visita virtuale nella tomba QV66 di Nefertari (Virtual Reality) IN SCULTURA Le sculture egizie sono realizzate riproducendo un reticolo sui quattro lati del blocco di pietra. Su ciascun lato si disegna la visione frontale, laterale (destra e sinistra) e posteriore e si scolpisce su tutti e quattro i lati, Alla fine si arrotondano gli spigoli. Si utilizza sempre il canone di proporzione. Le statue, pur continuando a seguire lo stile tipico del gusto egizio, spesso introducono elementi di somiglianza con i personaggi rappresentati. Statuette incompiute di Micerino , custodite nel Museum of Fine Arts di Boston. Immagine riprodotta dal sito La civiltà egizia , in cui puoi trovare molte informazioni relative a questi reperti Busto di Nefertiti . Ägyptisches Museum und Papyrussammlung, Neues Museum , Berlino. Foto: licenza creative commons Scriba rosso, 2620-2350 a.C. circa, calcare e cristallo di rocca, altezza 53,7 cm, da Saqquara, Museo del Louvre, Parigi Colosso di Akhenaton , Museo Egizio del Cairo, Egitto Immagine: licenza creative commons LETTURA DELL'OPERA Micerino e la moglie hanno lo sguardo rivolto in avanti. Il faraone indossa il nemes , il tipico copricapo egizio che simboleggia la natura divina del faraone, figlio del dio sole Ra, venuto in Terra a proteggere il suo popolo e la sua terra: l'Egitto; la moglie, invece indossa una parrucca con fitte trecce. Il corpo è descritto in modo da farci capire che gli egizi conoscevano molto bene l’anatomia, ma la rappresentazione è idealizzata secondo lo stile del tempo. La posa del corpo è statica (immobile) e rigida: le braccia della figura maschile sono vicine al corpo, le mani chiuse attorno ad un oggetto. La postura delle gambe suggerisce il movimento: la gamba destra tesa all’indietro e la sinistra avanzata, come per compiere un passo; tuttavia, i piedi poggiano completamente a terra e il ginocchio non è piegato. La figura femminile è ritratta mentre compie un gesto di tenerezza, abbracciando il marito (osserva la mano destra attorno al busto del faraone, mentre la sinistra si appoggia al braccio sinistro). Il braccio visibile è rigido, così come la mano, la muscolatura non è descritta in modo verosimile. Le figure sono scolpite in un unico blocco. La pietra tra braccia e gambe non viene asportata . Statua di Micerino e della regina Khamerernebti II , in pietra grigia, rinvenuta nel tempio mortuario del faraone a Giza. Conservata al Museum of Fine Arts di Boston Immagine: licenza creative commons ARCHITETTURA Le strutture architettoniche che ci sono arrivate hanno carattere monumentale e sono legate all culto dei morti o delle innumerevoli divinità . Famosissime sono le tre piramidi di Giza, ma molte sono anche le sepolture nelle valli dei re e delle regine. La forma perfetta della piramide è il risultato di un lungo percorso di tentativi e fallimenti . Ne è prova la piramide di Snefru, la cosiddetta ‘piramide romboidale’. Piramide di Snefru, ( 2560 a. C. ca.) altezza 105 m, l'inclinazione iniziale era di circa 54° (la piramide avrebbe dovuto raggiungere l'altezza di 133 m) poi modificata in 44°, per impedire il crollo dell'edificio. Governatorato di Giza, Egitto Foto: licenza Creative Commons La pendenza delle tre piramidi più famose (quelle di Cheope, Kefren e Micerino) va dai 51 ai 53°. Esistono piramidi con pendenze diverse (le piramidi nubiane , per esempio, hanno pendenza tra i 40 e i 50°). La pendenza doveva essere calcolata in modo preciso in base al tipo di terreno su cui sarebbe stata costruita . Il terreno su cui venne costruita la piramide di Snefru non era abbastanza solido per permettere la costruzione di una piramide alta 133 m, visti i cedimenti, gli architetti cambiarono l'inclinazione per poter portare a termine la costruzione. Il Pyramidion Il mito della creazione di Eliopoli In cima alla piramide e agli obelischi, era posto il pyramidion. Sulle piramidi, il pyramidion era costituito da una grande pietra piramidale realizzata in marmi di diverso colore e che poteva recare delle incisioni in caratteri geroglifici e rappresentazioni di Ra. Obelisco di Luxor con pyramidion dorato , Place de la Concorde, Parigi Foto di Dennis Jarvis, licenza Creative Commons Pyramidion della piramide di Amenemhat III a Dahshur presso il Museo Egizio del Cairo Foto di Jon Bodsworth, licenza Creative Commons Sugli obelischi, invece, il pyramidion era generalmente liscio e poteva essere ricoperto con lamine di oro o elettro (una particolare lega di oro e argento) o rame dorato. È detto anche pietra di Benben. Benben, nella mitologia egizia, era la collina primigenia che emerse dall’oceano del Nun e sulla quale il dio creatore Atum generò se stesso e la prima coppia divina. Qui puoi trovare degli articoli che parlano di alcuni miti cosmogonici egizi: wikipedia -benben Glencairn Museum News - Ancient Egyptian Creation Myth... Storica - Ptah e la creazione del mondo Il Tempio di Luxor Ingresso al Tempio di Luxor col viale fiancheggiato da sfingi, il primo pilone con uno dei due obelischi; l'obelisco mancante si trova ora a Parigi Foto di Jose Antonio, Licenza Creative Commons I templi sono edifici complessi con stanze e cortili collegati tra loro . Sono basati sul sistema trilitico , che abbiamo già incontrato nel periodo preistorico (piedritti + architrave). Le colonne hanno fusti che si ispirano a fasci di steli di papiro e sono sormontate da capitelli che si ispirano a infiorescenze di papiro chiuse o aperte. L’elemento orizzontale, l’architrave , è costituito da travi di pietra che si uniscono al centro del capitello. Colonne e pareti portano spesso numerose iscrizioni e in origine erano completamente dipinte a colori vivaci. Il Tempio di Abu Simbel Il complesso archeologico del sito di Abu Simbel, in egizio Meha, è composto principalmente da due enormi templi in roccia, detti templi rupestri ricavati dal fianco della montagna. Vennero fatti costruire dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C. per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Qadesh. La scoperta di Abu Simbel fa parte delle pagine più avventurose dell’archeologia. Scoperto nel 1813 dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt , fu Giovanni Battista Belzoni ad entrarvi per la prima volta nel 1817. Belzoni era un personaggio molto particolare: ingegnere idraulico, in gioventù si era mantenuto a Londra facendo l’uomo forzuto’ nei circhi e successivamente si era imbarcato per l’Egitto insieme alla moglie come rappresentante di sistemi idraulici.Qui decise poi di dedicarsi alla ricerca archeologica. Il personaggio di Indiana Jones si ispira proprio alle sue rocambolesche avventure. Nel 1979 è stato riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Abu Simbel è simbolo dell’ingegno umano: gli egizi lo costruirono in modo che il 20 febbraio e il 20 ottobre il primo raggio di sole andasse a colpire la statua di Ramses II sul fondo del santuario. Dopo la costruzione della diga di Assuan , che produsse l’allagamento di vasti territori, una missione italiana realizzò un’impresa senza precedenti: lo spostamento dell’intero tempio su un livello più alto della collina nella quale era stato scavato . Per spostare il tempio, dopo lunghe e laboriose progettazioni, si decise di tagliarlo in blocchi numerati e poi ricomposti. Dopo lo spostamento, il fenomeno del raggio di sole si manifesta regolarmente due volte l’anno il 22 febbraio e il 22 ottobre. Articolo - Il trasferimento del Tempio di Abu Simbel - Storica - National Geographic VIDEO - Trasloco del tempio di Abu Simbel (tomba di Ramesse II) VIDEO - Moving the Egyptian Temples of Abu Simbel (1968) Il tempio di Hator a Dendera Situato a circa 2,5 km a sud-est della località di Dendera, è uno dei templi meglio conservati di tutto l'Egitto. L'intero complesso copre un'area di circa 40.000 m² ed è interamente circondato da un muro di mattoni a secco . Il complesso ospita cappelle , santuari ed un lago sacro oltre a una chiesa cristiana ed a due mammisi ovvero i luoghi della rinascita, destinati a celebrare la nascita annuale del figlio del re, il dio-figlio Il tempio è ricco di dipinti bellissimi. Qui troviamo anche una rappresentazione dello zodiaco egizio, derivato, secondo gli studi, da quello mesopotamico. Al centro, viene rappresentata la volta celeste, con le costellazioni, il sole e la luna nella posizione dell'eclissi solare del 25 settembre del 52 a. C. I ritratti del Fayyum Si tratta di straordinari dipinti ritrovati nella valle del Fayyum. I dipinti, realizzati con la tecnica dell’encausto (pigmento mescolato a cera calda e applicato su tavole di legno) appartengono al periodo copto (diffusione della chiesa cristiana greca). Le tavole di legno erano inserite nei bendaggi delle mummie. Sono testimonianza straordinaria della sopravvivenza delle antiche tradizioni funerarie e allo stesso tempo della straordinaria abilità tecnica ed espressiva raggiunta dagli artisti greci, di cui ci restano rarissime testimonianze pittoriche foto: public domain Wikimedia-Commons: raccolta Storica - National Geographic - I ritratti del Fayyum, sguardi dall'aldilà Materiali per ulteriore approfondimento MU - The University of Menphis - link a siti sulla civiltà e l'arte egizia Expedition Magazine - ANCIENT EGYPTIAN STONE-DRILLING Guardian - Egypt ...'Book of the Dead' Papyrus National Geographic - Meeting Hinat Ansa.it: La Via Lattea raffigurata nella dea dell'antico Egitto Nut The ancient Egyptian personification of the milky way as the sky-goddess Nut:.. La scrittura egizia VIDEO -Come funziona il geroglifico VIDEO - Pillole di geroglifico 1 VIDEO - Pillole di geroglifico 2 VIDEO - Pillole di geroglifico 3 VIDEO - Pillole di geroglifico 4 VIDEO - Pillole di geroglifico 5 VIDEO - Pillole di geroglifico 6 VIDEO - Pillole di geroglifico 8 TORNA A STORIA DELL'ARTE Up

  • Arte Longobarda | ProfCasilli

    Arte longobarda (VI - VIII secolo) Nel 568 i Longobardi si stabiliscono nel Nord Italia. La loro arte, come quella dei popoli barbari in generale, è legata soprattutto alla produzione di manufatti di piccole dimensioni. Tra le opere più comuni si trovano altari e oggetti in oro decorati con figure in bassorilievo molto schematiche e sproporzionate . Home L'origine Documenti scritti I manoscritti La Migrazione Migrazione lungo l'Elba Organizzazione sociale Religione I LONGOBARDI IN ITALIA 568 - 774 Origo Gentis Langobardorum Premessa all’Editto di Rotari Storia delle origini del popolo dei Winnili, struttura sociale e migrazioni Editto di re Rotari (643) Trascrizione leggi longobarde guidrigildo Historia Langobardorum Paolo Diacono Storico di Desiderio Riprende il contenuto dell’Origo gentis Langobardorum e lo completa con la storia dei longobardi fino al regno di Liutprando (744) Una migrazione lunga cinque secoli Dalla Scania i Winnili raggiungono la Scoringa , regione costiera dell’attuale Germania che si affaccia sul Mar Baltico e sul Mare del Nord Cambiano nome in Longobardi (come racconta l'Origo Gentis Langobardorum ) I Romani li incontrano per la prima volta nel 5 d.C. durante la campagna germanica dell’imperatore Tiberio Sono descritti come un popolo «più feroce dei feroci germani » Verso la fine del I secolo d. C., Tacito conferma la loro presenza alla foce del fiume Elba , nei pressi dell’attuale Amburgo «Nonostante l'esiguità del loro numero e il fatto di essere circondati da nazioni molto potenti, derivano la propria sicurezza non dalla sottomissione o da tributi, ma dal valore in battaglia .» WINNILI (= cani folli) – nome originario della popolazione Zona di origine – SCANIA regione meridionale della Svezia occupata nel I sec. a.C. Origo Gentis Langobardorum Editto di Rotari Historia Gentis Langobardorum (Paolo Diacono) Il testo dell'Istoria Gentis Langobardorum venne scritta da Paolo Diacono, lo storico di re Desiderio. La prima edizione originale è del 789. Ne esistono 115 copie Origo Gentis Langobardorum 1/3 RE eletto tra i capi delle FARAE GAIRETHINX assemblea delle lance ARIMANNI Organizzati in FARE Raggruppamenti familiari con funzioni militari ALDII Uomini semi – liberi Agricoltori, artigiani SCHIAVI In Scania culti legati all’adorazione di divinità femminili legate alla fertilità e alla terra (VANIR) Dopo la migrazione in Scoringa culti legati a divinità maschili di ispirazione guerriera (Æsir) In Pannonia conversione all'Arianesimo In Italia conversione al Cristianesimo La conversione riguarda solo il re e la sua famiglia e solo alcuni nobili. La maggior parte della popolazione continua a praticare i culti antichi e difende la propria identità culturale. UNESCO Brescia Il Sito Seriale Il monastero Il complesso Fasi costruttive Galleria immagini Lastra del pavone - video Il museo in classe - video UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura Il Monastero di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia, insieme all’area archeologica del Capitolium, dal 25 giugno 2011 è iscritto nella World Heritage List dell’UNESCO WORLD HERITAGE LIST I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 - 774 d. C.) Il sito seriale è composto da sette siti: Cividale del Friuli Brescia Castelseprio - Torba Campello sul Clitunno Spoleto Benevento Monte Sant'Angelo PATRIMONIO MONDIALE NELLA SCUOLA comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, sparse dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti ducati longobardi. Monastero di San Salvatore e Santa Giulia •Monastero femminile di ordine benedettino (monastero di clausura) •Fondato da Desiderio e Ansa nel 753 •Anselperga , una delle figlie di Desiderio, sarà la prima badessa •Tutte le monache sono di origine longobarda e nobili: il monastero si arricchisce continuamente per le ricchezze e i terreni portati in dote dalle giovani •Gli artisti più importanti dell’epoca vengono chiamati per la decorazione del complesso di edifici costruiti intorno alla basilica di San Salvatore •L’assetto attuale è il risultato di interventi successivi: •763 costruzione della cripta dove vengono collocate le reliquie di Santa Giulia, santa di origine cartaginese, martirizzata in Corsica nel 450 •Insieme ai resti di Giulia, giungono molte altre reliquie •Intorno al 1100 vengono costruiti: •La chiesa di Santa Maria in Solario •Il campanile •Nel 1200 viene ampliata la cripta per permettere il flusso continuo dei pellegrini •In epoca rinascimentale vengono costruiti gli edifici coi chiostri, che vediamo oggi e •Il coro delle monache Google Arts & Culture - Il monastero di San Salvatore e Santa Giulia Capitello bizantino Spata nel fodero con impugnatura, scramasax, imbracciatura, umbone, barde, ascia barbuta 1/8 Per approfondire: I Longobardi in Italia L'altare del duca Ratchis stilizzazione deformazione horror vacui Didatticarte - Horror vacui Altare del duca Ratchis, 737 -744; Museo cristiano e tesoro del Duomo, Cividale del Friuli

  • J. M. W. Turner | ProfCasilli

    Joseph Mallord William Turner (London, April 23, 1775 - Chelsea, December 19, 1851) video - JMW Turner Film (National Gallery of Art) In this section I will retrace Turner's artistic path because I believe that it highlights the change that is making its way in the period of Romanticism. JMW Turner, Interior of Salisbury Cathedral, Looking Towards the North Transept (1801-5), watercolor, The Salisbury Museum His works earned him an immediate fame which brought the watercolor technique to the attention of the public , which was generally considered a minor form of painting, usually used for preparatory studies and drawings. To make his works, I travel extensively to Great Britain, France and Switzerland. It is good to remember that at the time there were no ready-made colors in tubes yet, it was not possible, therefore painting outside. The only exception was given precisely by the watercolors that could be purchased in small blocks composed of pigment and gum arabic (the same composition used today). For this reason, watercolor was the primary painting technique used alongside drawing to make visual notes during travels and excursions . Not only artists like Turner, but also writers and ordinary travelers always carried a travel set with them. Meanwhile, Turner also devotes himself to oil painting. In 1739 he presented the painting Fishermen at Sea at the annual exhibition of the Royal Academy, now in the Tate Gallery in London. His technique is already perfect at the age of twenty and will allow him to confidently conquer his own personal style. The painting he presents in 1801 at the Royal Academy's annual exhibition, Dutch Boats in a Storm: Fishermen Trying to Pull Fish on Board , is appreciated by the painter Füssli (the author of the Nightmare ), but many others are critical of his comparisons due to the freedom of painting and the lack of contour lines . With this painting, Turner moves away from the traditional school and takes a decisive turn in a romantic sense, showing himself more attentive to the luminous reflections on the surface of the water and the use of color. The overwhelming force of nature is the same as in romantic landscapes. steal v. tr. [lat. carpĕre, with conjugation change] (I steal, you steal, etc.). - Snatch, take with violence or fraud, get with cunning ( source ) It is interesting to understand where Turner gets the impetus for his stylistic change. Obviously he too breathes the air of change that is spreading in Europe, but the direct study of the works of the artists of the past remains essential, a study that will accompany him throughout his life, together with the stimuli that also come to him from other English watercolorists who are they dedicate to portray the changeability of the sky. Among them, John Robert Cozens and John Constable . Perhaps it is not superfluous to specify that 'studying' for an artist essentially means copying by making sketches, drawings, studying details, but also trying to steal the technical secrets used by the masters. Turner, however, is an incurable visitor to art museums and wherever he is, he copies the works of the old masters to discover their secrets. Among the artists who attracted him the most were Rembrandt and Titian , especially in the works of the last period, which between the sixteenth and seventeenth centuries brought painting to new levels of mastery, managing to obtain extraordinary light effects based on the use of a very dense mixture, with overlapping brushstrokes and often spread in spots , without trying to reproduce the illusion of reality . In addition to these also Nicolas Poussin and Claude Lorrain , French painters of the Baroque period, who gave great importance to the landscape and the effects of light in the sky. As already anticipated, Turner's works of these years were highly praised by romantic artists such as Füssli, but criticized by very influential people who did not understand the strong stylistic change of the artist, increasingly distant from the academic style. It was for this reason that Turner decided to set up a private studio inside his London home, exhibiting his works there starting from 1804, in order to free himself from the Royal Academy. This solution was much appreciated by Turner's admirers, who, in this way, could buy the canvases directly from the artist. Meanwhile Europe was shaken by the Napoleonic wars. Turner suspended his travels across the Channel, but continued hiking in Britain. JM William Turner, The Devil's Bridge , (1803-1804) Oil on canvas, private collection cm. 78.5 x 62.8 In 1811 Turner began lecturing at the Royal Academy as a professor of perspective . The testimonies of the time tell us that he was not a great speaker, but, to explain the contents of his course to his students, he created many drawings and paintings. His lectures, accompanied by these examples, were collected and published by John Ruskin , a painter, art critic and great friend of Turner throughout his life. (If you want to see an example of Turner's drawings included by Ruskin in his Modern Painters work, follow the link linked to Ruskin and go to page 2182). Turner is the son of a barber: therefore he comes from a humble class. He speaks cockney - the typical language of the London suburbs and which will create many problems in his relationship with others. Since childhood he shows a great talent for art. It is said that the father, very proud of his son, exhibited his first drawings and watercolors in the workshop and sold them to customers. In 1789, at the age of 14, he entered the Royal Academy in London. His teacher was Thomas Malton, a watercolorist specializing in architectural and topographical subjects. Turner's early works reflect this taste for detail and exactly reproduce reality . From a stylistic point of view they are neoclassical works: supported by a precise drawing and painted in an accurate way, taking into account the perspective and the effects of light . He was 15 when he exhibited his first watercolor at the annual exhibition of the Royal Academy and devoted himself to this artistic genre from 1790 to 1830, becoming very fast and very skilled. Turner in Italy In 1818 the artist was commissioned to illustrate James Hakewill's The Picuresque Tour of Italy. Because of this commission, Turner embarked on a trip to Italy which allowed him to deepen his artistic research on the use of color and light, profoundly influencing the development of his painting. As always, the trip was an opportunity to study the Italian masters and get in touch with contemporary artists. On his journey, he touched Turin, Milan, Como, Verona, Venice, Rome, Naples, Paestum and Lerici. JMW Turner, The Piazzetta, Venice (1835 ca.), watercolor and bodycolor, with scratching-out and details added using a pen dipped in watercolor National Galleries of Scotland Collection Description (source: National Gallery of Scotland): A bolt of lightning flashes across the Piazzetta viewed from the Grand Canal in Venice, Italy, illuminating the Doge's Palace, the side and one dome of St Marks and the arcade of the Marciana Library as people run for cover from the rain. Turner conveys both the drama of the storm and the beauty of the Piazzetta with spectacular scraping off and rubbing into the paper's white surface . JMW Turner, La Dogana, San Giorgio and the Spinsters from the steps of the Europa hotel (1835 - 40), oil on canvas, 91 × 122 cm, Tate Britain, London Landscape in Turner's works In the language of art criticism, ' picturesque ' indicates a work created with strong chiaroscuro effects that has as its object solitary landscapes often characterized by the presence of imposing architecture and ruins and sometimes animated by genre scenes with characters wearing typical clothing of certain cultures. In Turner's works the landscape is always the protagonist , even when the theme is historical, biblical or literary: each painting is an opportunity to manifest his virtuosity and to put into practice his knowledge of the behavior of light in relation to the different materials that touches. In his works we encounter the sense of the Sublime , which attracts and repels romantic men and this is how Nature portrayed in his works often has the characteristics of vivacity and violence, depicting tremendous spectacles, such as storms, shipwrecks, avalanches and fires . These are events that in their tragic nature arouse in the observer a pleasure full of disorientation and fear , "a sort of delightful horror", to use the words of Edmund Burke, creator of the concept of the sublime. (Edmund Burke, A Philosophical Inquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful (1785). While responding mainly to the poetics of the sublime, Turner's paintings enhance the feeling of harmony between man and nature, in paintings in which these two elements confront each other in a serene balance, in full agreement with the picturesque. JMW Turner, Ulysses Mocks Polyphemus (1829), oil on canvas (132.5 × 203 cm), National Gallery, London This is one of several paintings that Turner made on the theme of the House of Parliament fire. The artist drew and painted watercolor sketches from different points of view and, in order to get closer to the subject, he had himself taken by boat as close as possible, risking, as he says, to end up being burned himself. The approach to the subject to be painted is another very important element also adopted by the Impressionists. JMW Turner, The Burning of the Houses of Lords and Commons, 16 October 1834 (1835), oil on canvas (92.5 × 123 cm), Cleveland Museum of Art Turner and light Turner was an educated man and was certainly aware of Isaac Newton's research on color and light. Also very important for Turner is the Theory of Colors by the German poet and scholar Johann Wolfgang Goethe (who had devoted himself constantly to drawing and watercolor). Goethe, in particular, argued that light does not come from colors, but rather the opposite. Specifically, according to Goethian doctrine, primary colors are phenomena generated by the interaction of light with darkness; according to this thesis, therefore, color exists only as a function of light. To confirm the influence of Goethe's thought on Turner's work, we see an oil painting made by the artist in 1843 and kept at Tate Britain in London. It is not the only work that Turner dedicates to Goethe's theory. There are many examples, in oils and watercolors made for educational purposes, to explain the effects of light in painting to his students at the Royal Academy. JMW Turner, Light and Color (Goethe's Theory) - the Morning after the Deluge - Moses Writing the Book of Genesis (1843), Tate Gallery, London After the encounter with Rembrandt's painting (Turner reproduced many works by the Flemish artist to understand the technique) and the reading of Goethe's writings, Turner concluded that light was not limited to determining the spatial reality of the world, but that he could also modify them . For this reason, in the representation of the landscape, Turner stopped shooting nature in a rigorously realistic way : indeed, what mattered most was the impression that a certain external stimulus aroused in his soul and, therefore, he was rather concerned with grasp the density of the atmosphere and light in a given landscape and translate it onto the canvas. In this way Turner began to treat light no longer as a simple reflection on objects, but as a completely autonomous atmospheric entity , capable, with its throbbing intensity, of disintegrating the shapes and colors present in the paintings. His goal, his 'pictorial mission' was to block the light on the canvas, giving it a precise shape and color. JMW Turner, Venice with the Salute (1840-45), 622 × 927 mm, Tate Gallery, London This research will deeply affect Claude Monet when he sees Turner's works in London. Impressionism was born from this intuition. In the painting proposed here, the subject is almost invisible in the luminous fog that pervades the Venetian lagoon. Nohram Castle is barely distinguishable, seen in the distance in the light-filled atmosphere. JMW Turner, Nohram Castle, Sunrise (c.1835), oil on canvas (908 × 1219 mm), Tate Gallery, London Turner and technological progress Turner was not only a landscape painter, but throughout his life he was fascinated by the scientific discoveries that were profoundly influencing society at that time. In the painting reproduced here, the imposing vessel, Fighting Téméraire, used during the battle of Trafalgar, won by Admiral Nelson, although at the time of disarmament it was in very bad condition, is represented in its maximum splendor, as loaded with all the honors won. in battle. Observing it well, however, we see how the sailing ship is represented in very light colors, as if it were a ghost, while in the foreground a steamship with large wheels that is towing it stands out. The theme of the painting , therefore, is not simply the visual story of the last voyage of the Fighting Téméraire, but rather the passage from the 'ancient' age of sailing to the modern one, characterized by the new steam engines . JMW Turner, The Fighting Temeraire tugged to her last berth to be broken up , 1838, oil on canvas (90.7 × 121.6 cm), The National Gallery, London Video - Turner: Painting The Fighting Temeraire | National Gallery JMW Turner, Slavers Throwing overboard the Dead and Dying — Typhon coming on , 1840, oil on canvas (91 cm × 123 cm), Museum of Fine Arts, Boston JMW Turner, Snow Storm - Steam - Boat off a Harbor's Mouth Making Signals in Shallow Water, and going by the Lead. The Author was in this Storm on the Night the 'Ariel' left Harwich (1842), oil on canvas (914 × 1219 mm), Tate Gallery, London Compared to the shipwreck scene, in Snow Storm we see a steamboat in the whirlwind of the billows. In Turner's works, no steamboat is wrecked, thus underscoring Turner's confidence in progress. JMW Turner, Rain, Steam and Speed - The Great Western Railway (1844), oil on canvas (91 cm × 121.8 cm), The National Gallery, London enlargement of part of the sky at the top right: you can see how the effect of the clouds is obtained with several layers of dense color, in this case, spread with a spatula The Genius of Turner: Painting The Industrial Revolution A curiosity: a hare runs in front of the train, as you can see from the enlargement. What could that mean? Back to Romance go to Friedrich go to Gericault

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