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  • Scultura | ProfCasilli

    SCULTURA Questa sezione è dedicata alla scultura. Troverai dei video tutorial per guidarti. Questi video sono utili sia che tu abbia voglia di cimentarti in quest'arte, ma anche per capire meglio il lavoro degli artisti e le opere che incontriamo nel nostro percorso di esplorazione del mondo dell'arte. Section Title SCULTURA DI UNA MANO Video tutorial su come scolpire una mano con la creta SCULTURA DI UNA TESTA video tutorial su come scolpire una testa umana maschile o femminile con la creta Small Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Small Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Scultura di una mano This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Scultura di una testa This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content and make sure to add any relevant details or information that you want to share with your visitors. Slide Title This is a Paragraph. Click on "Edit Text" or double click on the text box to start editing the content.

  • Dizionario | ProfCasilli

    Dizionario Le parole dell'arte A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W Y Z Armonia ( ar-mo-nì-a) - in musica si parla di armonia come sensazione piacevole che deriva dall'insieme dei suoni prodotti da diversi strumenti in un certo momento; in arte, l'armonia indica l'accordo tra i diversi elementi che compongono un'opera e che producono una sensazione di piacevolezza. Etimologia: [dal lat. harmonĭa, gr. ἁρμονία, affine a ἁρμόζω «comporre, accordare, connettere, collegare»]. Viene da una radice ar- che indica unione, disposizione, comune anche ad "arte" e "aritmetica". Antropomorfo (agg.) = [dal gr. ἀνϑρωπόμορϕος, comp. di ἄνϑρωπος «uomo» e -μορϕος «-morfo»]. che presenta somiglianze o affinità con l'uomo. How long does it take to process a return? Up to 2 weeks. Can I return my items to a store? Yes, you can return items to any store. campitura (s. f) = in pittura è una stesura uniforme di colore all'interno di una forma delimitata da un contorno. ceramica (s. f.) = (dal greco antico κέραμος |kéramos|che significa «argilla», «terra da vasaio») è un materiale inorganico e plastico (facilmente lavorabile) che diventa rigido dopo la cottura. ceramografia (s.f.) [comp. del gr. κέραμος «argilla» e -grafia] = tecnica della pittura e della decorazione dei vasi. ciclo pittorico = è un insieme di dipinti caratterizzati da un tema comune, realizzati dallo stesso artista e collocati in uno stesso luogo cubito (s. m.) = è l'unità di misura del canone egizio, basata sul pugno chiuso Estetico (agg.) - che riguarda l'idea di bellezza. Il termine è molto usato in arte per indicare le qualità di un'opera che la rendono un'opera d'arte. intarsio : tecnica decorativa che consiste nell’inserire in un pannello di legno figure composte con pezzetti di legno di vario colore o con materiali pregiati. Megalite (sost. m.) proviene dall'unione di due parole greche:l'aggettivo μέγας, |mégas|, cioè "grande" e il sostantivo λίθος, |líthos|, che significa "pietra"; significa quindi, grande pietra Megalìtico agg. [der. di megalite] (pl. m. -ci). – Si dice di monumento preistorico eretto (fatto) con blocchi di pietra di grandi dimensioni. I principali monumenti megalitici sono il menhir , il dolmen e il cromlech . Mesolitico agg. e sostantivo m. [comp. di meso- e -litico] (pl. m. -ci).1.( agg.) indica a quale periodo dell'età della pietra risale un certo reperto; 2. (sostantivo) = età della pietra di mezzo : è il periodo preceduto dal paleolitico e seguito dal neolitico. Neolitico neolìtico agg. e sostantivo m. [comp. di neo- e -litico] (pl. m. -ci). 1. (agg.) indica a quale periodo dell'età della pietra risale un certo reperto; 2. (sostantivo m.) il neolitico = periodo della pietra nuova: il più recente periodo dell’età della pietra, preceduto da paleolitico e mesolitico. Paleolitico agg. e sostantivo m. [comp. di paleo- e -litico] (pl. m. -ci). 1. (agg.) indica a quale periodo dell'età della pietra risale un certo reperto; 2. (sost.) periodo della pietra antica : il periodo più antico dell'età della pietra in cui gli uomini preistorici costruivano strumenti di pietra. Il paleolitico è seguito da mesolitico e neolitico. simbolo (sost.) = immagine cui viene associato un significato diverso da ciò che l'immagine stessa rappresenta. Il significato a volte è conosciuto solo da un gruppo ristretto di persone. Questo accade anche per i simboli dei primi cristiani nelle catacombe. stilizzato (agg.) = che segue un modello definito, uno stile; nel linguaggio comune, stilizzato vuol dire che un oggetto è rappresentato in modo semplice, con linee essenziali tutela (s. f.) = difesa, protezione Trilitico (sistema) (agg.) = il sistema trilitico si basa su tre pietre, delle quali due sono disposte in verticale (piedritti) e una in orizzontale (architrave). Il sistema trilitico compare per la prima volta nel periodo neolitico quando vengono eretti i primi monumenti megalitici. In particolare, lo troviamo nel dolmen. Fin dall'antichità, l'architettura si basa sul sistema trilitico, cioè sulla combinazione di elementi verticali e orizzontali. valorizzazione (s. f.) = il dare valore o esaltare il valore di qualche cosa

  • Preistoria | ProfCasilli

    Introduzione Linea del tempo Paleolitico strumenti Alle origini Amazzonia Arte rupestre caratteristiche pigmenti mortaio falsi miti legante/diluente vuoto strumenti finalità Grotte dipinte Altamira Chauvet Lascaux Prime sculture Mesolitico Novità Mesolitico Val Camonica Neolitico Esempi Neolitico Museo in classe - Protostoria Architettura megalitica Menhir Dolmen cromlech Statue stele Nessun titolo Stonehenge La costruzione di Stonehenge Approfondimento Eneolitico Civiltà Nuragica Rinvio pagina_preistoria PREISTORIA Предыстория = до истории, то есть до изобретения письменности Доисторический период идет от появления человека на Земле (около 4,5 млн лет назад) до открытия письменности (около 3000 лет назад). Il termine PREISTORIA vuol dire prima della storia, cioè prima dell’invenzione della scrittura . Dal punto di vista della storia dell'arte cercheremo di seguire il percorso dell'uomo che, sfruttando le proprie capacità creative, riesce ad inventare strumenti di uso comune che migliorano le sue condizioni di vita; scopriremo anche come ben presto inizi ad abbellire questi strumenti con elementi decorativi per il puro piacere della bellezza. Oltre a ciò, in modo più specifico, ci occuperemo di manifestazioni, come la pittura rupestre, i graffiti rupestri e le sculture che non hanno nessuna finalità pratiche, ma che visti con gli occhi moderni, ci appaiono come manifestazioni artistiche degli uomini preistorici . Queste manifestazioni, pur trovando la propria giustificazione in una funzione magica o cultuale, rivelano attenzione ad aspetti che noi consideriamo fondamentali nel fare artistico: segno , forma , colore , gesto e materia . La conquista della scrittura non avviene contemporaneamente in tutte le civiltà. Anche oggi esistono popolazioni isolate in Papuasia e Amazzonia che vivono in condizioni preistoriche perché non hanno avuto contatti con gruppi più evoluti. Queste popolazioni non hanno sviluppato una forma di scrittura e tramandano la loro cultura oralmente. I primi oggetti lavorati dall’uomo risalgono a circa 2,5 milioni di anni fa. Home Linea del tempo orizzontale Linea del tempo verticale La linea del tempo Linea del tempo verticale Ti propongo anche un altro modo per organizzare le informazioni in senso cronologico: si tratta di una linea del tempo verticale. Cosa cambia? dirai... A me piace molto questo modo di organizzare le informazioni perché mi ricorda il metodo stratigrafico con cui procedono gli archeologi per indagare la storia sempre più lontana: più si scava, più si va indietro nel tempo. Questa linea del tempo, quindi si legge dal basso verso l'alto : dagli eventi più lontani da noi e quelli più recenti. Come vedi anche dal titolo, questa linea del tempo è anche un indice generale degli argomenti che riguardano in particolare la preistoria. Alcune delle scritte sono sottolineate e se ci passi sopra vedrai comparire un puntatore a forma di mano: sono dei link , cioè dei collegamenti con pagine in cui quegli argomenti sono spiegati. STORIA inizia con l'invenzione della scrittura che permette la creazione di documenti scritti (3.000 a. C. circa) E tà dei metalli ENEOLITICO ETA' DEL FERRO (1.800 anni fa - ) ETA' DEL BRONZO (3.000 - 1.800 anni fa) ETA' DEL RAME (4.000 - 3.000 anni fa) PREISTORIA riguarda la presenza dell'uomo sul nostro pianeta, testimoniata da documenti materiali (oggetti, materiali, dipinti, sculture, costruzioni, ...) non caratterizzati dalla lingua scritta. Età della pietra NEOLITICO - età della pietra nuova (6.000 - 4.000 anni fa) MESOLITICO - età della pietra di mezzo (8.000 - 6.000 anni fa) PALEOLITICO - età della pietra antica (periodo che va da 1.800.000 anni fa a 8.000 anni fa) Esistono tanti modi di costruire le linee del tempo: alcune più semplici, altre molto più complesse (ce ne sono addirittura in 3D): si possono inserire informazioni fondamentali, ma anche immagini. Si possono fare in digitale, ma anche scritte e disegnate a mano sul quaderno. L'importante è usarle nello studio perché ci aiutano a fare ordine tra le tante informazioni che incontrerai. Linea del tempo orizzontale Iniziamo a prendere confidenza con uno strumento molto utile quando si affronta la storia (anche la storia dell'arte), perché ci permette di capire l'evoluzione e le relazioni tra eventi e scoperte . Gli eventi sono ordinati in modo cronologico (dai più antichi ai più recenti) da sinistra a destra: a sinistra ci sono gli eventi più lontani nel tempo, mentre muovendoci verso destra, incontriamo quelli successivi. Gli eventi possono essere raggruppati in diversi modi, a seconda del punto di vista utilizzato. Per esempio, in questa linea del tempo orizzontale, trovi delle denominazioni più specifiche (paleolitico , mesolitico , neolitico , età del rame , del bronzo e del ferro ); altre più ampie, si riferiscono al materiale utilizzato per costruire gli strumenti (pietra o metallo); infine, trovi un'altra grande suddivisione basata sulla natura dei ritrovamenti: solo oggetti o materiali di vario genere (ritrovati nelle stratificazioni degli scavi archeologici e databili generalmente in modo scientifico) o ritrovamenti che comprendono testi scritti , attraverso i quali ci arrivano dei messaggi direttamente dal passato. палеолит ( 1,8 млн лет назад — 10 000 лет назад ) Период, термин палеолит оно образовано союзом двух греческих слов: палео , что означает «древний», и литос , что означает «камень». Таким образом, это слово означает: период древнего камня. мужчины кочевники они живут в пещерах они строят каменные орудия они живут охотой и сбором спонтанных растений К концу этого периода зародилось наскальное искусство (живопись и гравюра на скалах) и стали изготавливаться небольшие скульптуры. Strumenti Chopper Amigdala bifacciale Propulsore Strumenti del Paleolitico Chopper Questo è il tipo di strumento più antico creato dall’uomo. Si tratta di un ciottolo scheggiato ad una estremità; è uno strumento semplice, ma versatile, che può essere usato per tagliare, raschiare e schiacciare. Il suo nome viene dal verbo inglese to chop , che vuol dire ‘spaccare’. Questo, in particolare, si trova presso il Museo Civico Archeologico di Bologna . ВИДЕО - экспериментальная археология - чоппер Amigdala bifacciale Questo strumento è decisamente più lavorato: è stato scheggiato su tutta la superficie e su entrambi i lati (bifacciale ). Il termine 'amigdala', con cui è stato chiamato, viene ancora una volta dal greco e vuol dire ‘mandorla ’: la sua forma ricorda molto quella di questo seme. Anche questo strumento poteva avere diversi utilizzi, a seconda della dimensione. Poteva quindi essere un’ascia, ma anche un coltello, un raschiatoio, una punta di lancia o di freccia. ВИДЕО - экспериментальная археология - двусторонняя миндалина Propulsore Visto che stiamo parlando di strumenti, un’invenzione decisiva nella corsa alla sopravvivenza è sicuramente il propulsore: uno strumento che permetteva di lanciare una lancia con grande forza.In questo modo i cacciatori avevano maggiori probabilità di uccidere la loro preda con un unico colpo perché la potenza, con cui veniva lanciata, la faceva penetrare in profondità. Nella foto, un bellissimo esempio ritrovato in Francia nella grotta di Mas D’Azil e che risale a 13.000 anni fa. Costruito in corno di renna, rappresenta un daino con due uccelli sulla coda che costituiscono il gancio di spinta. Pregevole oggetto dell’arte preistorica, doveva essere un oggetto cerimoniale o rappresentativo del potere di un capo o di uno sciamano. VIDEO - archeologia sperimentale - propulsore Home Mappa Il primo uso del colore - Zambia Spagna Bulgaria Indonesia Australia Brasile Patagonia (Argentina) India Somalia Libia Alle origini dell'arte N el lungo periodo che precede l’invenzione della scrittura, l’uomo trova diversi modi per esprimere le sue emozioni e la sua visione del mondo. Prima della scrittura nascono la musica , la pittura , le incisioni e la scultura . Oltre all’utilizzo della voce, i primi strumenti musicali furono probabilmente degli strumenti a percussione (semplici pietre o bastoni) e sonagli, capaci di accompagnare il ritmo del canto, ma ben presto nacquero strumenti come il rombo (una fune attaccata ad un pezzo di legno sagomato che veniva fatta ruotare velocemente e che produceva un ronzio), il fischietto e il flauto, ricavato da ossa cave di uccello e il corno. ВИДЕО - Звуки и музыка предыстории и древности ВИДЕО - экспериментальная археология - Палеолитический рог ВИДЕО - экспериментальная археология - палеолитическая костяная флейта In arte nulla è perso, per un artista tutto è contemporaneo e ogni opera dell'uomo è fonte di riflessione e d'ispirazione. Qui accanto ti propongo il video di un artista contemporaneo davvero straordinario: le sue opere sono nuove e allo stesso tempo antiche, come puoi capire, forse, dopo aver guardato i video sugli antichi strumenti musicali. Pinuccio Sciola - Sounding Stones Теперь мы подошли к свидетельствам, которые мы можем связать с изобразительным искусством. Чтобы помочь вам в этом путешествии, я подготовил карту в Google Планета Земля. Вы можете держать его открытым в другом окне, пока следите за историей. Элементы карты следуют в том же порядке, что и на этой выставке. Места предыстории на Google Earth I più recenti studi archeologici suggeriscono che esseri umani appartenenti all’Età della pietra abbiano impiegato pigmenti a scopo rituale almeno 400.000 anni fa. Scavi effettuati alla fine degli anni ’90 presso le caverne di Twin Rivers , nello Zambia (Africa centrale) hanno portato alla luce centinaia di frammenti di pigmenti dai vari colori, utilizzati probabilmente per dipingere il corpo (fonte ) Древние народы использовали красную охру для похорон или обрядов плодородия. Это вещество, вероятно, представляло собой кровь и, следовательно, начало и конец жизни. Основной компонент красной охры, гематит (Fe2O3), обязан своим названием греческому слову hema , что означает кровь. Использование пигментов для украшения тела живо и сегодня, например, у аборигенов, одного из древнейших народов на земле. 2. Недавний Исследование , опубликованное в 2021 году, подчеркивает свидетельство ритуального использования цвета: мы находимся в Испании , в Куэва-де-Ардалес , где неандерталец использовал красный пигмент для рисования сталактитов и сталагмитов. Фокус - Раскрашенные сталактиты 3. Пещера Магура , северо-запад Болгарии . Это место посещали в разные эпохи. Найденные картины датируются периодом между 6000 и 3000 годами до нашей эры. С. Недавние археологические раскопки обнаружили очаги возрастом не менее 50 000 лет. В качестве пигмента использовался гуано летучих мышей, которого в пещерах было в изобилии. В пещере есть сцены охоты , танцев и множество разнообразных животных . Есть также много символических элементов, связанных с культом солнца . Если вы хотите узнать больше, вы можете посмотреть это видео (на болгарском языке с английскими субтитрами). Вы сможете обнаружить другие картины, присутствующие в пещере. (продолжительность 7 минут) ВИДЕО - Пещера Магура - Болгария 4. Наскальные рисунки, найденные на стенах некоторых пещер на острове Сулавеси , в Индонезия датируется 40 000 лет назад. Более или менее похожи на европейские. Таким образом, Европа — не единственная колыбель человеческого творчества. Возможно, первые группы людей, вышедшие из Африки, уже обладали этой способностью . Учеными установлено, что самыми древними являются рисунки рук, выполненные в технике «трафарет» 39 900 лет назад; картины бабирусы, свиньи похожей на кабана и свиньи они более поздние и датируются 35 400 годами. Фокус - Древнейшим наскальным рисункам 40 000 лет. 5. Национальный парк Какаду находится на севере Австралии и содержит одну из самых больших концентраций сайтов (= места) искусства австралийских аборигенов. В этом районе было обнаружено около 5000 мест наскальной живописи. Многие из этих изображений относятся к недавнему времени (около 1500 лет назад), но есть и такие, которым 20 000 лет . На сайте Ubirr можно наблюдать тип изображения, который мы могли бы определить как «рентген», потому что в силуэтах фигур были представлены внутренние анатомические детали, такие как позвоночный столб или кости ног. 6. Серра-да-Капивара ; Национальный парк Серра-да-Капивара на северо-востоке Бразилии является домом для нескольких скальных убежищ, украшенных наскальными рисунками. На картинах изображены сцены ритуалов и типичные местные животные (например, капивара), а также деревья и другие животные. Некоторые археологи датируют самые ранние рисунки примерно 25 000 лет назад , хотя это ставит под сомнение официально приписываемую датировку первых человеческих поселений в Америке . Серра-да-Капивара - Список всемирного наследия 7. Куэва-де-лас-Манос , буквально «пещера рук», была обнаружена в изолированном районе Патагония , пустынный край и очень холодный юг Аргентины . Картины могут быть датированы от 13 000 до 9 500 лет назад . Изображенные руки являются прекрасным примером модульной композиции , где модуль представлен рукой доисторического человека, исполнявшего ее в многочисленных последовательностях. Считается, что они были сделаны как «трафарет» путем распыления цветного пигмента на руку, которая когда-то поднималась, оставляя отпечаток . Скорее всего, цвет распылялся ртом. Куэва-де-лас-Манос - Список всемирного наследия 8. Бхимбетка : расположенный в центральной Индии , Бхимбетка является археологическим районом, где можно увидеть около 600 скалистых участков, защищенных от дождей, украшенных доисторическими наскальными рисунками, выполненными в основном в красный А также белый со случайным использованием зеленого и желтого . Изображены простые сцены повседневной жизни . Рисунки простые, но вы можете четко распознать разные виды животных, в том числе бизон , тигры , львы А также крокодилы . Самые старые картины датируются 12000 лет назад . Бхимбетка - Список всемирного наследия 9. Лаас Гал представляет собой комплекс пещер и скальных убежищ в Северо-западная часть Сомали , в которой хранятся древнейшие образцы первобытного искусства всего африканского континента, датируемые периодом от 11 000 до 5 000 лет назад. В этих картинах мы часто находим коров, украшенных для религиозных церемоний в сопровождении люди , но они также изображены собаки А также жирафы . Наскальные рисунки хорошо сохранились благодаря теплому и сухому климату, который позволил сохранить как черты, так и пигмент. 10. Тадрарт Акакус горный район Сахары, на юго-западе Ливии . Наскальные рисунки можно датировать с 12000 г. до н.э. до 100 г. н.э. Картины документируют флору и фауну того времени. Территория сильно отличалась от нынешней: вместо пустыни здесь были озера, леса, слоны и страусы . The Guardian - Amateur archaeologist uncovers ice age ‘writing’ system L'arte rupestre Noi oggi parliamo di arte rupestre, ma è bene sottolineare come la nostra conoscenza a riguardo sia relativamente recente. È infatti soltanto verso la fine dell'Ottocento che in Spagna viene scoperta la grotta di Altamira (1879), che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere le abilità dell'uomo preistorico: fino a quel momento, infatti non si conoscevano pitture rupestri e dunque tutti i documenti che abbiamo visto nella presentazione precedente (Alle origini dell'arte ) sono posteriori rispetto a questa prima scoperta. A partire dal paleolitico superiore (35.000 - 30.000 a. V.) i gruppi umani appartenenti alle famiglie di Homo Sapiens Sapiens svilupparono delle forme di linguaggio visivo che definire 'primitive' è decisamente riduttivo. Si tratta di popolazioni nomadi di cacciatori e raccoglitori che nei loro spostamenti utilizzavano le caverne come ripari naturali e temporanei. È proprio all'interno di alcune caverne che vennero ritrovate le prime forme di espressione artistica, costituite da pitture e incisioni rupestri . Iniziamo subito a fare alcune precisazioni importanti: pitture rupestri e incisioni rupestri non sono la stessa cosa . Il termine rupestre , come è facile immaginare, si riferisce alla superficie sulla quale vengono realizzate pitture o incisioni, cioè la nuda roccia. Ti ricordo che nelle prime lezioni introduttive sull'arte abbiamo imparato a distinguere le diverse tecniche con le quali vengono realizzate le opere (cfr. Linguaggio visivo e in particolare la primissima presentazione sulle Opere d'arte ). Pitture rupestri Dipinti realizzati su pareti di roccia (prevalentemente all'interno delle caverne) Incisioni rupestri Segni o disegni scavati nella roccia . Non sono colorate . Alcune incisioni si trovano nelle grotte, ma per la maggior parte si trovano su rocce esposte all'aperto (come le incisioni rupestri della Valle Camonica) rupestre (agg.) [deriv. di rupe (roccia scoscesa)] = realizzato su una parete rocciosa Etimologia: dal latino rupes . derivato dal verbo rumpere , che vuol dire 'rompere o spaccare' pittura s. f = tecnica nella quale la sostanza colorante (pigmento ) viene diluita con un liquido. Al pigmento viene generalmente aggiunto un legante , cioè una sostanza che permette al pigmento di aderire alla superficie sulla quale il colore viene applicato. incisione s. f. = traccia o disegno ottenuto asportando parte del materiale di supporto con uno strumento resistente ed appuntito. Con questo termine si indicano le incisioni rupestri , che quindi sono segni e disegni scavati nella roccia, ma anche forme più complesse e moderne di opere ottenute stampando su carta disegni precedentemente incisi su lastre di legno o di metallo. Caratteristiche e datazione I dipinti rupestri in cui viene rappresentato l'uomo (di cui abbiamo visto alcuni esempi nella presentazione All'origine dell'arte) sono del periodo Neolitico, mentre i dipinti ritrovati nelle grotte di Altamira, Chauvet e Lascaux vennero realizzati nel paleolitico superiore (40.000 - 10.000 a.C) Le rappresentazioni di animali ritrovate nelle grotte mostrano una profonda conoscenza dell'anatomia degli animali e sono per lo più naturalistiche (= molto simili alla realtà). Attraverso l'uso del chiaroscuro, e sfruttando le conformazioni naturali delle rocce, questi artisti del passato riescono a dare il senso della tridimensionalità. Materiali e strumenti della pittura rupestre pigmenti + legante + diluente Pigmenti Gli uomini primitivi avevano a disposizione solo pochissimi pigmenti naturali costituiti prevalentemente da pietre colorate triturate finemente, con qualche eccezione di pigmenti di origine vegetale. Vediamo quali sono: pigménto s. m. [dal lat. pigmentum, der. del tema di pingĕre «tingere, dipingere»]. = sostanza colorata non solubile che, dispersa in un liquido, è in grado di ricoprire gli oggetti di uno strato colorato permanente. OCRA GIALLA pigmento inorganico minerale a base di ossido di ferro; molto stabile e coprente; si trova in natura in depositi di terre compresse OCRA ROSSA BIANCO (di calcio) pigmento inorganico minerale; pigmento a base di carbonato di calcio; si trova in natura in rocce calcarre, ma può essere ricavato anche da conchiglie e ossa NERO (di carbone) pigmento inorganico vegetale; pigmento derivato dalla parziale combustione di pezzi di legno, meglio se proveniente da alberi resinoso e/o da nerofumo (patina raccolta sulle pietre del focolare) OSSIODO DI MANGANESE pigmento inorganico minerale di colore variabile tra il bruno rossiccio e il nero Questa immagine ci mostra gli strumenti coi quali gli uomini preistorici preparavano i pigmenti per la pittura. Si tratta sostanzialmente di due pietre con le quali ridurre in polvere i materiali di partenza. Cliccando sull'immagine sarai indirizzato alla pagina del Museo di Archeologia Ligure dove vengono presentati e e spiegati questi reperti. FALSI MITI Gli uomini primitivi NON USAVANO SANGUE per dipingere sulla pareti delle caverne Legante Il legante utilizzato dagli uomini primitivi per far aderire i pigmenti alle pareti di roccia è il grasso animale. Diluente Il diluente utilizzato dagli uomini primitivi era acqua e, molto probabilmente anche saliva. Gli strumenti Osservando i dipinti che sono stati ritrovati, possiamo ipotizzare quali strumenti venissero utilizzati dagli antichi artisti per dipingere. Ovviamente si doveva trattare di strumenti costruiti con materiali facili da reperire. mani : il colore veniva applicato e sfumato con le mani sulle superfici più ampie tamponi , realizzati con muschio, per creare piccole macchie di colore bocca : il colore veniva messo direttamente in bocca, diluito con la saliva e spruzzato sulla roccia ossa cave di uccello : potevano essere usate per spruzzare il colore pennelli primitivi creati a partire da un rametto che veniva masticato ad una estremità, liberando le fibre verticali, oppure creati legando ciuffetti di piume, peli di animali o foglie con fibre vegetali. I temi dei dipinti e le loro finalità TEMI rappresentazione di animali scene di caccia segni simboli FINALITÀ MAGICO-RELIGIOSE propiziatorie di restituzione Le pitture rupestri contengono soprattutto rappresentazioni di animali e scene di caccia , tanto che all'inizio si riteneva che si trattasse sostanzialmente di rappresentazioni di vita quotidiana, ma, l'approfondimento dello studio di questi ritrovamenti portò a cambiare radicalmente idea. Un primo elemento che guidò gli studiosi è la collocazione di questi dipinti: si trovano in profondità, in cunicoli difficilmente accessibili e completamente bui e non all'imbocco delle caverne, dove venivano stabiliti gli accampamenti temporanei. Questi recessi dovevano essere dei luoghi sacri nei quali compiere riti e pregare le divinità. La loro collocazione nelle viscere della terra è stata interpretata come collegamento con il culto primordiale della Madre Terra Altro elemento interessante è che in questi dipinti non sono mai presenti rappresentazioni di uomini, di insediamenti, di ambienti naturali o di attività umane, cosa molto strana se si trattasse di rappresentazioni della vita quotidiana. I dipinti, invece, hanno carattere propiziatorio : sono rappresentazioni del desiderio di compiere una buona caccia e non di battute di caccia realmente avvenute. Allo stesso tempo hanno carattere di restituzione , nel senso che gli uomini primitivi avevano coscienza che gli animali che loro uccidevano per sopravvivere appartenevano alla Madre Terra. L'uccisione era una necessità, ma era allo stesso tempo un sacrilegio . Era dunque necessario risarcire la divinità per la perdita subita attraverso la rappresentazione di animali vivi e liberi. Agostino Lotti, Paleolitico e spititualità ATTENZIONE! Nelle pitture rupestri non ci sono scene di guerra o di battaglia tra umani recesso s. m. [dal lat. recessus -us, der. di recedĕre; v. recedere] = Luogo dove ci si ritira per trovare riposo e solitudine, e, più genericam., luogo solitario, nascosto, recondito, per lo più angusto primordiale agg. [dal lat. tardo primordialis]. – 1. Dei primordî, delle origini più lontane: primitivo, originario 2. Primigenio, relativo alle origini della terra e della specie umana 3. In senso estens. e fig.: a. Di ciò che non è ancora definito, sviluppato, formato; o arretrato b. Selvaggio, primitivo primitivo: uomi primordiali. Raffaele C. De Marinis, L'arte paleolitica Grotte dipinte Riserviamo ora uno sguardo più approfondito a tre siti europei particolarmente importanti e famosi che contengono dipinti di eccellente qualità. Altamira La scoperta UNESCO Chiusura I dipinti Lettura dell'opera Confronto La Grotta di Altamira La grotta di Altamira venne scoperta nel 1879 da Marcelino Sanz de Sautuola. Si tratta del sito più antico di pittura rupestre, risalente al paleolitico superiore (35.000 - 11.000 a. C). Da allora si sono succedute centinaia di scoperte in tutto il mondo, ma la qualità delle opere e l'abilità di questi antichi artisti rimane ancora insuperata. VIDEO - La cueva animada Visita virtuale della grotta di Altamira durata 00:07:48 VIDEO - Come è stata realizzata 'La cueva animada' L'iscrizione nella World Heritage List La Grrotta di Altamira viene inclusa nella World Heritage List nel 1985 insieme ad altre 17 grotte paleolitiche scoperte sempre nel nord della Spagna. Denominazione del sito UNESCO: Grotta di Altamira e Arte Rupestre Paleolitica del Nord della Spagna Altamira - World Heritage List La chiusura al pubblico L’apertura al pubblico della grotta e il grande flusso di turisti hanno rischiato di compromettere pesantemente il sito, quindi nel 2001 venne realizzato un museo poco distante dal sito principale con una replica della grotta . Nel 2002 la grotta è stata definitivamente chiusa al pubblico. Esistono altre sue copie nel Museo Archeologico Nazionale di Madrid, nel Deutches Museum a Monaco di Baviera e in Giappone, Parque España-Shima Spain Village, Museo Nacional y Centro de Investigación de Altamira Google Arts & Culture - Pietra e ossa Le Scienze - Lo spettro di Lascaux sulle grotte di Altamira La scoperta La storia di Altamira risale ai ritrovamenti archeologici di scienziati francesi, presentati all’Esposizione Universale di Parigi, tenutasi nel 1878. Per caso, la mostra venne visitata da un archeologo dilettante spagnolo, Marcelino Sanz de Soutuole che, tornato in patria, decise di indagare a fondo una grotta che aveva scoperto casualmente sul territorio dei propri possedimenti. Fu la figlia Maria di 9 anni ad individuare sulla volta della sala principale l’immagine di un mammouth. Uno sguardo più accurato permise di individuare molti altri animali. I dipinti I dipinti presenti nella grotta appartengono ad un ampio periodo di tempo che va dai 35.000 agli 11.000 anni fa . Gli studi condotti sui dipinti, rivelarono che la rappresentazione degli animali, che in un primo tempo si credeva legata a un fatto accaduto, come una battuta di caccia, aveva, invece, un significato propiziatorio : era cioè espressione di un desiderio e non descrizione di un avvenimento. La raffigurazione doveva avere quindi un significato magico-religioso , cioè non doveva descrivere, ma favorire il buon esito della caccia . Questi dipinti, inoltre, si trovavano in luoghi scomodi e quasi inaccessibili (= non accessibili, difficili da raggiungere). Da questo si comprese che gli uomini preistorici cercavano in questo modo il contatto con le divinità: in particolare con la madre terra, da cui dipendeva la loro sopravvivenza. Qui l’arte paleolitica ci stupisce per la capacità di osservazione di questi artisti del passato soprattutto dell’anatomia degli animali rappresentati . Ci colpiscono anche la profonda conoscenza dei materiali necessari e delle tecniche di stesura che si fanno sempre più raffinati . La grotta si allunga in profondità nella montagna mentre il soffitto si abbassa fino a solo a un metro da terra. Nella grotta sono stati ritrovati resti di lanterne in terracotta e torce usati per illuminare, anche se parzialmente, questi ambienti. Altamira, immagine della volta con bisonti accovacciati da Google Arts and Culture (foto di Pedro Alberto Saura Ramos ) profilo (s. m.) = 1. In senso generico, la linea estrema di contorno di un oggetto, e il disegno che la riproduce; 2. b. Dipinto, disegno, fotografia che rappresenta il volto di una persona vista di fianco. pigmento (s. m.) = polvere colorante non solubile che mescolata con sostanze acquose o oleose è in grado di ricoprire una superficie. Lettura dell'opera Il dipinto rappresenta un bisonte visto di profilo . il bisonte è fermo sulle quattro zampe e rivolto con la testa verso destra. L’artista ha tracciato il contorno dell’animale con pigmento nero e ha dipinto l’interno con pigmento rosso, sfruttando il colore naturale della pietra per evidenziare le parti del corpo. L’artista ha sfruttato i rilievi naturali della roccia per rendere meglio la forma tridimensionale della muscolatura dell’animale . Per dipingere sono stati usati bastoncini, primitivi pennelli, batuffoli di pelo e le dita . Il pigmento è stato mescolato con grasso animale per permettere al colore di aderire alla superficie di roccia. Il dipinto appare molto realistico , specialmente nella resa dei diversi particolari delle zampe. Confronto Pablo Picasso è uno dei più grandi artisti del Novecento. Nella sua ricerca artistica si è spesso ispirato all’arte primitiva, sia quella preistorica, sia quella delle tribù africane a noi contemporanee . In quest'opera puoi chiaramente notare come Picasso abbia attentamente analizzato e studiato le pitture rupestri di Altamira, riprendendo da esse l’idea di un corpo molto semplificato, le linee di contorno accentuate ed evidenziando la coda, le corna e le narici, che sono gli elementi caratteristici dell’animale . Dopo una visita alla grotta di Altamira sembra che abbia detto: “Dopo Altamira tutto è decadenza”. Pablo Picasso, Toro, 1945, litografia,32,6 x 44,3 cm. Parigi, Musée Picasso. Chauvet Scoperta Datazione UNESCO Opere Lettura dell'opera Chiusura del sito Video La grotta di Chauvet DOCUMENTARIO - Cave of Forgotten Dreams Francia, Canada, USA, Gran Bretagna, Germania 2010 Regia di Werner Herzog Durata: 01:25:23 Werner Herzog, incuriosito da un articolo del New Yorker, ottiene dal Ministero francese della Cultura il permesso di filmare per alcune ore al giorno, pochi giorni in tutto, all'interno della grotta, normalmente chiusa ai visitatori per proteggerne il clima eccezionale. La grotta di Chauvet ospita un'eccezionale collezione di opere d'arte. La loro antichità, le dimensioni e la qualità ne fanno un luogo unico e impareggiabile. Il sito contiene le prime testimonianze figurative e meglio preservate al mondo risalenti al periodo Aurignaciano (32.000 - 30.000 a. C.). Una frana siglillò l'ingresso nel 20.000 a. C. circa fino alla sua scoperta avvenuta nel 1994. Fin'ora sono state censite più di 1.000 figure presenti sulle pareti della roccia con una grande varietà di figure antropomorfe e animali. L'altissima qualità estetica è dimostrazione della padronanza raggiunta da questi antichi artisti nell'uso di svariate tecniche tra cui l'utilizzo dell'ombreggiatura, la combinazione di pittura e incisione, la precisione anatomica, la tridimensionalità e il movimento . Le raffigurazioni comprendono numerosi animali pericolosi come mammut, orsi, leoni delle caverne, rinoceronti, bisonti e uri. Oltre a ciò sono presenti segni e simboli, impronte di mani. Nella grotta sono stati ritrovati numerosi resti di animali preistorici. La scoperta La storica scoperta La scoperta della grotta di Chauvet avvenne il 18 dicembre del 1994 nel sud della Francia, a Vallon Pont d'Arc, nella regione dell'Ardèche. Un gruppo di tre speleologi si accorsero che da uno stretto passaggio usciva una leggera corrente d’aria. Aperto un varco, scopersero una immensa grotta sulle cui pareti si affollavano tantissimi animali dipinti. La grotta prese il nome da uno dei tre speleologi: Jean-Marie Chauvet, Éliette Brunel e Christian Hillaire. Lo stato di conservazione della grotta è apparso subito eccezionale, dato che l'ingresso era crollato in antichità e che nessuno vi aveva messo più piede da 21.500 anni La datazione Le pitture scoperte sono probabilmente le più antiche al mondo. La datazione, effettuata con la tecnica del Carbonio 14, attribuisce alle pitture un’età di circa 31.000 anni a.C . La datazione è stata effettuata su campioni di pigmento nero di origine vegetale (carbone di legna) utilizzato per tracciare e colorare alcune figure. La datazione dei dipinti che non contengono composti organici si basa invece sullo stile. VIDEO - La datazione al carbonio 14 Le Scienze - Diecimila anni in più per le pitture rupestri di Chauvet Le opere Le pitture di Chauvet sono sorprendenti per la varietà degli animali rappresentati: quattrocentoquarantasette dipinti di animali di quattordici specie diverse , tra cui rinoceronti, leoni delle caverne, orsi, stambecchi, mammut, cavalli e persino un gufo. L’aspetto però più stupefacente è quello della rappresentazione poiché questi antichi artisti utilizzarono la prospettiva e dell’ombreggiatura . VISITA VIRTUALE - CHAUVET Qui sotto una galleria di immagini tratte dal sito della grotta di Chauvet . Vi vediamo un bisonte, un bue muschiato, un branco di cavalli, un cervo, una farfalla, dei punti rossi che sembrano i puntini di un domino, i graffi lasciati dalle unghiate di un orso, un graffito in cui compaiono un cavallo e un mammouth, il graffito di un gufo, teste di leonesse in corsa, impronte di mani in positivo, punti rossi disposti nello spazio, un orso, due pantere, una testa di leonessa e un mammouth reso con del pigmento rosso applicato su una stalattite. Le fotografie riportare sono state realizzate da diversi fotografi. Dato che non mi è possibile attribuire singolarmente gli autori agli scatti, li cito qui: Arnaud Frich , Jean Clottes , Carole Fritz e Gilles Tosello . Chauvet, mammut, pigmento rosso su stalattiti Chauvet, bisonte foto di Arnaud Frich Chauvet, particolare con testa di leonessa tracciata con pigmento nero foto di Yanik de Guillou Chauvet, mammut, pigmento rosso su stalattiti 1/17 Google Arts & Culture - Chauvet Il sito UNESCO World Heritage List - Grotta Chauvet La grotta di Chauvet viene iscritto nella World Heritage List nel 2014 con la denominazione 'Grotta decorata di Pont'd'Arc, nota come Grotta Chauvet - Pont d'Arc, Ardèche ' Nella pagina relativa al sito UNESCO vengono riportate le motivazioni per le quali il sito è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità. Tra le motivazioni riporto il terzo criterio: ' La grotta dipinta di Pont d'Arc, nota come Grotta Chauvet - Pont d'Arc contiene un'unica ed eccezionalmente ben conservata testimonianza della tradizione culturale e artistica della popolazione Aurignaciana e del precoce sviluppo dell'attività umana artistica in generale. L'isolamento della grotta per più di ventimila anni ha tramandato una testimonianza impareggiabile dell'arte Aurignaciana, priva di interferenze o di interventi umani posteriori al periodo Aurignaciano. Le evidenze archeologiche e paleontologiche illustrano la frequentazione delle caverne per pratiche culturali e rituali, come in nessun'altra grotta del Paleolitico Superiore precoce'. Lettura dell'opera Soffermiamoci ora su questa immagine delle leonesse. Questo è il particolare di una scena più ampia in cui viene descritto un inseguimento, da parte di un gruppo di leonesse, di un branco di rinoceronti. La scena si trova nella grande sala detta Sala di Fondo Osserviamo come siano rappresentate l'una davanti all’altra e sovrapposte, come se l’artista avesse voluto darci l’idea di un branco di animali in corsa . Sono rivolte tutte nella stessa direzione, ma le teste hanno inclinazioni diverse. La sovrapposizione delle figure è il primo modo con cui gli esseri umani hanno cercato di rendere il senso della prospettiva (la collocazione di diversi elementi nello spazio). L’uso delle ombreggiature per rendere i volumi del muso degli animali è molto evidente. Allo stesso modo si può osservare come la linea di contorno abbia intensità e spessore variabile , anche in questo caso per accentuare la tridimensionalità del soggetto . Le figure in primo piano appaiono più marcate, mentre quelle in secondo piano sono meno marcate e meno definite: in questo modo l'artista riece a darci il senso della consistenza del branco in movimento, restituendoci una scena molto dinamica . La chiusura del sito e la realizzazione di Chauvet 2 Nel 2015 è stata aperta al pubblico la replica della Grotta Chauvet : realizzata a 7 km dal sito originale. La replica si è resa necessaria per preservare l’originale. Ci si era infatti resi conto che i dipinti erano in pericolo, sia perché il sito non era più isolato dall’ambiente esterno, sia perché il passaggio di tanti visitatori stava compromettendo il microclima interno: l’illuminazione continua e soprattutto l’aumento di temperatura causata dalle persone e l’umidità prodotta dal respiro, stavano provocando la caduta dei pigmenti e lo sviluppo di muffe sui dipinti. Lascaux La scoperta Datazione UNESCO Dipinti Conservazione Risorse La grotta di Lascaux La grotta di Lascaux è costituita da un complesso di caverne tra loro collegate ed è situata nella Francia sud-occidentale nei pressi del villaggio di Montignac , nel dipartimento della Dordogna. Le pitture rupestri sono caratterizzate dalla rappresentazione di grandi animali resi con grande ricchezza di particolari . Uno dei più rappresentati è l'uro, un grosso bovino, oggi estinto, che costituiva una delle basi alimentari più importanti per le comunità paleolitiche del territorio. La datazione Localizzazione dei campioni di osso utilizzati per la datazione al C14 (fonte ) L'abbreviazione BP (Before Present) indica la datazione prima dell'epoca attuale. Le prime ipotesi di datazione si sono basate sul confronto dello stile dei dipinti del sito di Lascaux con quello di altre grotte dipinte presenti nella valle del fiume Véziere. Tali ipotesi collocano sicuramente le opere nel Paleolitico superiore , ma, per l'affinità di stile, rendono difficoltoso stabilire con maggiore precisione quale gruppo umano le abbia realizzate, se l'Aurignaziano o il Gravettiano. Sono state condotte anche diverse datazioni col sistema del radiocarbonio C14 con risultati diversi a partire da campioni di carbone ritrovate in diverse sezioni della grotta. Un recente progetto (The LAsCO project, 2018 - 2021) ha cercato di risolvere il problema della datazione incrociando i dati precedenti con nuove analisi condotte su numerosi frammenti ossei di renna provenienti dai principali settori della cavità. Le analisi sembrano confermare anche le ipotesi formulate sulla base dello studio degli strumenti litici e costituiti da corno. I resti materiali abbandonati nella grotta sarebbero quindi il risultato di una (o più) occupazioni collocate in un periodo compreso tra il 23.500 e 22.000 a. C. Datazione delle figure di Lascaux Twenty years on, a new date with Lascaux. Reassessing the chronology of the cave’s Paleolithic occupations through new 14C AMS dating Lascaux Timeline La scoperta La grotta di Lascaux venne scoperta il 12 settembre 1940 da alcuni ragazzi (Marcel Ravidat, Jacques Marsal, Georges Agnel e Simon Coenca) nella campagna collinare del comune di Montignac , una tranquilla cittadina nel centro-sud della Francia, in un bosco di pini e castagni e sottobosco a ginepri. Durante un'escursione, nella proprietà della famiglia La Rochefoucauld-Montbel, il cane di Marcel finì per caso in un buco che risultò poi essere uno degli accessi al complesso sotterraneo delle grotte. I ragazzi raccontarono della loro scoperta a Léon Laval, un loro insegnante, che, dopo un sopralluogo, comprendendo l'importanza straordinaria del ritrovamento, si mise in contatto con Henri Breuil, eminente studioso di preistoria. Il 12 ottobre, Breuil mostrò la grotta a Henri Bégouën, titolare della cattedra di studi preistorici presso l'università di Tolouse. Venne subito promossa una campagna fotografica per la rilevazione dei dipinti, affidata a Fernand Windels e nel dicembre del 1940 la grotta venne classificata come monumento d'interesse storico, con l'approvazione del proprietario del terreno in cui la grotta era stata ritrovata. Il sito UNESCO World Heritage List - Lascaux Il video, pubblicato sulla pagina relativa al 'Sites préhistoriques et grottes ornées de la vallée de la Vézère' è disponibile anche in lingua araba , inglese , spagnolo e russo. La grotta di Lascaux è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità nel 1979 come parte di un sito diffuso denominato Siti Preistorici e Grotte Decorate della Valle di Vézère . La grotta ha permesso di stabilire un quadro cronologico relativo alle civiltà preistoriche del periodo quaternario in Europa. Il territorio interessato si estende per circa 30-40 kmq nei quali si concentrano più di 150 siti risalenti al Paleolitico e circa 30 grotte dipinte. Questo ne fa un territorio di considerevole interesse dal punto di vista etnologico, antropologico ed estetico. Del sito diffuso fanno parte 15 località che testimoniano una forte occupazione territoriale nel periodo del Paleolitico caratterizzata da grotte dipinte, siti funerari, siti di lavorazione di manufatti, luoghi di sfruttamento di materie prime, habitat e scene di caccia. Traduco qui sotto alcuni dei criteri in base ai quali questi luoghi sono stati iscritti nella World Heritage List: Criterio 1 : alcuni degli insiemi figurativi ritrovati nelle caverne della Valle Vézère sono universalmente riconosciuti come capolavori dell'arte preistorica: La Venere di Laussel (Marquay), il fregio ad altorilievo dei cavalli di Cap-Blanc e specialmente le pitture rupestri della grotta di Lascaux (Montignac), la cui scoperta nel 1940 segna un'importante data nella storia dell'arte preistorica: le scene di caccia realizzate con grande maestria, presentano circa un centinaio di figure di animali sorprendenti per la precisione dell'osservazione del reale, per la ricchezza dei colori e la vivacità delle pose. Criterio 3 : Gli oggetti e le opere d'arte ritrovate nella Valle Vézère sono rare testimonianze di civiltà estinte da lungo tempo, che sono molto difficili da comprendere. Questo materiale, che risale al periodo Paleolitico, è di valore inestimabile per la comprensione dei più lontani periodi della storia dell'umanità ed è di eccezionale interesse dal punto di vista storico, etnologico, antropologico ed estetico. Molti studi sono stati condotti sulle grotte di Lascaux, che si distinguono per la magnificenza delle decorazioni e che ci restituiscono l'idea di come l'arte sia un linguaggio universale e di come il senso artistico artistico sia radicato nell'esperienza umana fin dalla notte dei tempi. Tali studi, condotti sui dipinti fin dall'epoca della loro scoperta, hanno sollecitato l'evoluzione di un'interpretazione sempre più approfondita e puntuale. La maestria con la quale vengono rappresentati i diversi animali porta a pensare come questi antichi artisti avessero un notevole senso di osservazione anatomica e avessero sviluppato una tecnica artistica che permetteva loro di creare scene vivaci e non semplici rappresentazioni statiche e stilizzate della realtà. Non si tratta di semplici decorazioni, ma fin da subito è apparso chiaro che i dipinti dovessero avere delle finalità magiche e religiose nelle quali questi antichi artisti hanno lasciato traccia della loro visione del mondo, del loro rapporto con la natura e della loro devozione ad una o più divinità responsabili della creazione e dell mantenimento di un ordine naturale che l'uomo doveva rispettare per poter sopravvivere. Nella grotta sono presenti raffigurazioni di bisonti i cui fianchi sono segnati dalla presenza di frecce: si tratta chiaramente di scene di caccia che però non ritraggono scene di vita quotidiana, quanto piuttosto sono rappresentazioni rituali per favorire una buona caccia . Tra il 1988 e il 1989 Norbert Aujoulat , parte del comitato scientifico di Lascaux (e autote di un testo, pubblicato nel 2004, che racchiude la sua immensa conoscenza di questo sito, Lascaux, le geste, l'espace et le temps) , osservò che le figure di animali si susseguono secondo un ritmo preciso: prima i cavalli , poi gli uri (grandi bovini ormai estinti) e infine i cervi . La sequenza si ripete nelle diverse sale portando gli studiosi a pensare che la rappresentazione di questi animali potesse avere un significato simbolico , oltrché magico e spirituale . Nascono da qui nuove interpretazioni dei cicli pittorici di Lascaux legate al concetto di tempo . La sequenza delle figure corrisponderebbe al ciclo primavera-estate-autunno. Ci sarebbe quindi una relazione tra la rappresentazione di questi animali e il ciclo della natura e della sua annuale rigenerazione. Il tema centrale dell’arte di Lascaux è quindi quello della rigenerazione annuale della vita . (fonti: L'arte paleolitica, dispensa di Raffaele C. Demarinis , ADO, Analisi dell'opera ) Ricerca archeologica - Interpretazioni La superficie della roccia ha durezze diverse che portano gli antichi artisti a incidere i contorni delle figure, nelle zone caratterizzate da strati molto duri e bianchi di calcite, o a delinearne il contorno con pigmento nero a seconda della situazione. Il pigmento viene steso col pennello e, per le campiture interne dei manti , molto più ampie, viene steso direttamente con le mani o a spruzzo . Talvolta, le irregolarità della roccia vengono utilizzate per sottolineare il volume di alcune parti del corpo. I pigmenti utilizzati sono solo di origine minerale e tutti gli studi condotti fin'ora non hanno mai riscontrato la presenza di pigmenti di origine organica. I pigmenti sono ossidi metallici, ferro e manganese , ma anche carbone. L'analisi dei pigmenti mostra che i rossi sono ematiti, i gialli goethiti. Nella grotta sono presenti solo tre temi fondamentali: animali , rappresentazioni umane e segni . Non si trovano rappresentazioni del paesaggio esterno e nemmeno delle specie vegetali. Gli animali rappresentati non rappresentano le loro abitudini alimentari . Il bestiario di Lascaux è in gran parte dominato dal cavallo , seguito da cervi , uri , stambecchi e bisonti . Gli animali carnivori, orsi e felini , sono incisi o dipinti nelle zone più remote della grotta e talvolta appaiono in disegni già esistenti, come l'orso nascosto nel ventre di un grande uro. L'immagine dell'uomo compare solo una volta nella grotta di Lascaux, confermando una tendenza diffusa nei santuari paleolitici. Molto più frequente, invece la presenza di impronte di mani in positivo e in negativo . I segni sono per lo più semplici: punteggiatura, tratti, linee, striature e la loro interpretazione è ancora oggetto di studio. Anche nella grotta di Lascaux gli uomini preistorici si confrontano con la rappresentazione dei soggetti nello spazio (prospettiva ) ottenendo il senso di profondità grazie a sovrapposizioni di diversi animali che però non si fondono grazie all'accortezza di lasciare uno spazio non colorato tra la parte di animale che sta dietro e quello su un piano più avanzato. Si osserva inoltre che le zampe degli animali in primo piano sono più dettagliate rispetto a quelle degli animali in secondo piano. Anche il colore utilizzato per gli animali in secondo piano è generalmente meno intenso. Le figure delle diverse decorazioni non vengono realizzate tutte allo stesso tempo. Rimando per questo ad una risosrsa multimediale presente sul sito ufficiale di Lascaux che descrive la successione della realizzazione delle figure nel Pannello dell'Unicorno . (fonti: Il supporto , Materie prime , I temi , La prospettiva , La costruzione delle figure , La costruzione dei pannelli ) Di seguito alcune immagini e i link a due risorse che permettono di esplorare in alta definizione le opere presenti nella Grotta di Lascaux Lascaux Uro Lascaux Lascaux Cavallo Lascaux Uro 1/4 Google Arts & Culture - Lascaux Biblioteca multimediale della Grotta di Lascaux Lo stato di Conservazione Les "taches" noires Campionamento per lo studio microbiologico delle colonizzazioni scure di funghi produttori di melanina. La caverna venne aperta al pubblico dopo la Seconda Guerra mondiale. Nelle grotte si era stabilito un microclima stabile e chiuso, ma quando l'ambiente è stato dissigillato, la frequentazione umana e l'inserimento di impianti di illuminazione hanno determinato il degrado dei dipinti. Già nel 1955 si verificarono i primi danni causati dall'anidride carbonica emessa col respiro dei tanti visitatori. Successivamente si verificarono, a più riprese, infestazioni fungine (muffe) e di di microrganismi fototrofi suoi dipinti, legate all'utilizzo della luce artificiale. Dopo vari interventi per debellare le infestazioni e restauri, la fragilità di questo luogo straordinario convinse i custodi del sito a chiuderlo definitivamente al pubblico per evitare un ulteriore deterioramento. La Grotta di Lascaux venne chiusa al pubblico nel 1963 . Nel 1983 si iniziò un primo progetto per la riproduzione delle pitture della grotta che venne però interrotto per mancanza di fondi. Tra il 2012 2 il 2016 , grazie a nuove tecnologie e nuovi materiali si portò a termine una replica di ben 900 mq realizzata in modo fedele (Lascaux IV ). Risorse di approfondimento Ministero della Cultura Francese - Archéologie.culture.fr - Grands Sites Archéologiques Home Venere di Willendorf Signora di Brassempouy Bisonti PRIME SCULTURE DEL PALEOLITICO Venere di Willendorf Questa statuetta venne ritrovata nel 1908 nei pressi di Willendorf (Austria) . Il suo scopritore la chiamò Venere, prendendo a prestito il nome della dea romana della bellezza, dell’amore e della fertilità. Rappresenta una donna con attributi femminili molto evidenziati. Le gambe, prive di piedi, sono corte e grasse; le piccole braccia poggiano su seni enormi e la testa ricciuta è senza volto. La statuina è sicuramente legata alla fecondità femminile ed era probabilmente utilizzata nel corso di riti propiziatori. La mancanza dei piedi – in questa come in altre statuine dello stesso tipo – indica che probabilmente veniva conficcata nel terreno per poter trasmettere la fertilità. Si ipotizza che sia una rappresentazione della Grande Madre, la divinità primordiale che dà la vita. Venere di Willendorf , 23.000-19.000 a.C., pietra calcarea, altezza 11 cm. Vienna, Naturhistorisches Museum (foto di Don Hitchcock) Questa statuina è ben lontana dai canoni di bellezza odierni ma, in un tempo in cui la sopravvivenza era molto difficile, le forme abbondanti stavano ad indicare quelle di una donna ben nutrita e perciò in grado di portare a termine una gravidanza e allattare il proprio bambino, garantendogli così, maggiori possibilità di sopravvivenza. La Signora di Brassempouy Женская голова под названием « Леди Брассемпуи » или «Дама с капюшоном», слоновая кость, около 21 000 г. до н.э. Национальный музей археологии, Сен-Жермен-ан-Ле. Эта голова гораздо лучше очерчена, чем предыдущая: лицо имеет нос и надбровные дуги, изящную овальную форму, а волосы уложены многочисленными косами. Bisonti Bisonti , sculture in argilla , paleolitico superiore (13.000 anni fa). Grotta di Le Tuc d’Audoubert, Francia (foto © Bradshaw Foundation ) . Le forme dei massi sporgenti dalla parete, hanno suggerito all’artista come completare con l’argilla l’immagine, estremamente verosimile, di due bisonti Sculture di bisonti antichi... (articolo) World Heritage List Bassorilievo Abri de Cape Blanc, Francia bassorilievo scolpito МЕЗОЛИТ Мезолит, или средний каменный век, обычно приходится на период между 8000 и 6000 годами до нашей эры. э., но если это верно для месопотамской области, то в Европе она начинается уже в 10 000 г. до н.э. C. и продолжается даже здесь до 6000 г. н.э. С. Новинки мезолита пропитание (sf) = существование, выживание керамический (сф) = (от древнегреческого κέραμος | kéramos | что означает «глина», «гончарная земля») — неорганический и пластичный материал (легко обрабатываемый), который после обжига становится твердым. керамография (сф) [сост. гр. κέραμος «глина» и -графия] = техника росписи и украшения ваз. In Europa le condizioni climatiche e ambientali sono simili a quelle attuali: gli uomini passano gradualmente da una sussistenza basata sulla caccia e sulla raccolta all'allevamento . Imparano anche a coltivare la terra e iniziano ad insediarsi presso i corsi d'acqua. Nascono i villaggi . Gli utensili in pietra sono più rifiniti e se ne creano di nuovi con schegge di pietra: nascono le frecce e l'arco . Fondamentale è, inoltre, l’invenzione della ceramica , con cui si realizzano vasi e recipienti resistenti, adatti anche alla conservazione dei cibi. Le ceramiche vengono spesso decorate con dipinti o incisioni . Nasce la ceramografia , cioè l'arte di decorare i vasi. Frammenti di ceramica con decorazioni graffite dal sito mesolitico di Kabbashi Haitah (Sud Sudan) (citazione dal documento collegato all'immagine) Home Introduzione Lettura dell'opera Il primo sito UNESCO in Italia Finalità del Parco Temi delle incisioni Riferimenti astronomici Video ЮНЕСКО СПИСОК ВСЕМИРНОГО НАСЛЕДИЯ PATRIMONIO DELL'UMANITÀ I graffiti della Valcamonica sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” Телега , запряженная лошадьми, скала 23 в парке Накуан, Валь-Камоника (BS), около 5000 лет назад. Изображение схематичное, тележка видна сверху, колеса опрокинуты по бокам, а животные, тянущие тележку, видны в профиль. Нереалистичный способ изображения действительности обусловлен с одной стороны, сложность рисования сложного объекта, такого как колесница, с помощью неточных методов, таких как гравировка по камню, с другой стороны, необходимость создавать образы, которые сразу понятны сообществу и поэтому максимально упрощены. В последний период, около 3000 лет назад , появляются фигуры вооруженных людей и символические изображения , трудно интерпретируемые, как маленькие круглые лабиринты. Камуни продолжали производить гравюры до тех пор, пока, после тысячелетий независимой жизни, в I веке до нашей эры их территории не были завоеваны римлянами. Nell’ultimo periodo, intorno a 3000 anni fa, compaiono figure di uomini armati e immagini simboliche di difficile interpretazione, come piccoli labirinti circolari. I Camuni continuano a produrre incisioni fino a quando, dopo millenni di vita indipendente, nel I secolo a.C. i loro territori sono conquistati dai Romani. Il primo sito UNESCO in Italia sito UNESCO n.94 “Arte Rupestre della Valle Camonica” VIDEO - Artemondo: Graffiti Valcamonica VIDEO - Valcamonica 1957 - Emmanuel Anati La storia del primo sito UNESCO italiano si intreccia con quella dell'archeologo Emmanuel Anati. Nel 1955 era nato il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri , primo parco archeologico italiano, per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche e protostoriche della Valle Camonica. Qui Anati, allora giovane studente di archeologia alla Sorbona di Parigi, si reca nel 1956 per studiare gli antichi ritrovamenti. Il casuale incontro diventa il lavoro di una vita: Anati si stabilisce in Valle Camonica e si dedica allo studio del territorio. Nel 1964 fonda il Centro Camuno di Studi Preistorici (CCSP) che è punto di riferimento a livello internazionale. Conscio del valore del territorio e delle sue incisioni, Anati avvia il processo per il riconoscimento del sito nella World Heritage List . защита (sf) = защита, защита валоризация (sf) = придание ценности или преувеличение ценности чего-либо WORLD HERITAGE LIST Sulla pagina della World Heritage List dedicata al sito UNESCO, sono riportati i dati essenziali e le motivazioni per le quali il sito UNESCO è stato istituito. Riporto una sintesi traducendo in Italiano: La Valcamonica è situata in Lombardia e possiede una delle più grandi collezioni al mondo di petròglifi ( = incisioni figurative su pietra) preistorici: più di 140.000 simboli e figure sono stati incisi nella roccia in un periodo di 8.000 anni. Dislocati su entrambe i versanti della valle, i petròglifi descrivono temi connessi con l'agricoltura , la caccia dei cervi , la navigazione , la guerra , i duelli , e la magia . Sono presenti anche numerose figure geometrico-simboliche e scritte in alfabeto etrusco . Criterio VI : Le incisioni rupestri della Valcamonica costituiscono una documentazione figurativa straordinaria dei costumi e della mentalità preistorici. L'interpretazione sistematica, la classificazione tipologica e lo studio cronologico di queste rappresentazioni incise sulla roccia rappresentano un contributo considerevole nei campi della preistoria, della sociologie e dell'etnologia. La presentazione continua sottolineando le buone condizioni di conservazione, ma anche la fragilità dei ritrovamenti sottoposti a possibili danni causati da agenti atmosferici, d'inquinamento, climatici e dall'uomo. Vengono menzionati gli enti responsabili della conservazione e della valorizzazione dei siti e le azioni di restauro e monitoraggio costante dello stato di salute dei ritrovamenti. Per comprendere bene cosa sia l'UNESCO e quali siano le sue funzioni, rimando alla pagina dedicata. UNESCO Le finalità del Parco Nazionale delle Incisioni rupestri La Valle Camonica, nell’area alpina dell’Italia settentrionale, possiede una delle più grandi collezioni di incisioni rupestri al mondo. In un sito non ancora completamente esplorato che si estende su di un’area di 70 chilometri quadrati , ci sono oltre140.000 figure tracciate su 2.000 rocce distribuite in 180 località della provincia di Brescia . Rappresenta il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel 1979 . Le immagini più antiche risalgono a 10.000 anni fa e ritraggono grandi animali . Intorno ad 8.000 anni fa, l'attenzione si sposta sulla figura umana e sui villaggi . Circa 5.000 anni fa, oltre a scene di allevamento e agricoltura , appaiono le prime immagini di carri con le ruote . Clickando sull'immagine verrai reindirizzato sulla mappa generale dei percorsi di Valcamonica Rock App . L'app è un progetto della Società Storica e Antropologica di Valle Camonica; è accessibile da telefono e gratuita. Anche da pc è possibile visualizzare le mappe dei percorsi, esplorare i punti d'interesse, vedere immagini e leggere o ascoltare descrizioni dei graffiti. Темы гравюр I simboli e le figure intagliati nella roccia lungo un periodo di circa 8000 anni descrivono temi collegati all’ agricoltura , alla navigazione , alla guerra , alla caccia , alla magia , ma rappresentano anche figure geometriche simboliche . Le prime tracce dell’uomo in Valle Camonica risalgono almeno a 13.000 anni fa, quando l’area fu interessata da una prima frequentazione umana a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, ma solo con l’avvento del Neolitico (V - IV millennio a.C.) nella valle si insediarono stabilmente i primi abitanti. A questa fase si fanno risalire tradizionalmente alcune figure antropomorfe (i cosiddetti “ oranti ”, esseri umani schematici con le braccia rivolte verso l’alto) e certe “ raffigurazioni topografiche ”. Oranti, Capo di Ponte su questa porzione di roccia si vedono figure umane con braccia alzate in preghiera (oranti) e figure di labirinti Mappa di Bedolina Capo di Ponte (foto di Luca Giarelli) l'antichissima mappa è stata realizzata su una roccia che si affaccia sulla valle. Vi si vedono campi, strade, case Rosa camuna, Foppe di Nadro (foto di Luca Giarelli) La cosiddetta rosa camuna appare come un fiore quadrilobato accompagnato da punti interni ed esterni (in questa versione sono 5 + 4) e uno stelo a forma di freccia Santuario megalitico di Cemmo (Età del Rame) rilievo della statua menhir dal sito di Bagnolo, Malegno soggetto: rituale propiziatorio legato all'agricoltura e culto solare con riferimento al ciclo delle stagioni Scene di battaglia, incisioni rupestri dal Parco di Nadro Foppe di Nadro, Roccia 2 Sulla roccia vediamo una rappresentazione della rosa camuna e un personaggio la cui testa è circondata da un segno continuo e dei raggi (sciamano) ''zaziau'', dal sito di Ceto, Cimbergo e Paspardo, scritta in caratteri etrusco-camuni (fine VI -V sec. a. C.) I camuni non avevano una lingua scritta, ma in questo caso usano l'alfabeto etrusco per scrivere questa parola, che forse è il nome di una divinità Santuari Durante l'età dei metalli (III millennio a.C.), con lo sviluppo della prima metallurgia, la scoperta dell’aratura e del trasporto su ruota, in Valle Camonica si diffusero alcuni santuari composti da massi-menhir incisi . L’apice dell’arte incisoria nella valle fu raggiunto con l’Età del Ferro (I millennio a.C.), periodo al quale risale circa il 75% delle incisioni. Con l'assoggettamento del territorio all'impero romano (16 a. C.), la realizzazione di incisioni rupestri in Valle Camonica diventa meno frequente, anche se prosegue fino al Medioevo. Per la valorizzazione del complesso di archeologia rupestre sono stati costituiti 8 parchi archeologici e un museo nazionale della preistoria. PARCO NAZIONALE DELLE INCISIONI RUPESTRI Preistoria alpina vol. 51 - 2021 Древние, безусловно, внимательно наблюдали за небесным сводом, и некоторые наскальные рисунки, возможно, свидетельствуют о древних ритуалах, которые должны были иметь место в определенное время года, когда на небе доминировали какие-то созвездия. Я говорю о « чашечках », особых углублениях, вырезанных в скале, которые, по мнению некоторых ученых, могли быть изображениями звезд. Во время ритуалов купели наполняли маслом или жиром и поджигали, чтобы воспроизвести созвездия, появляющиеся на небе, на земле. капели с сайта Чето: комета или, возможно, пояс Ориона с сайта Чето Несомненно то, что выбор этих мест с древних времен в качестве священной области не случаен: в некоторые периоды года действительно происходят особые явления, которые в глазах доисторических людей должны были казаться магическими. Во время равноденствий утром Пиццо Бадиле отбрасывает в небо свою тень, а на закате луч света проецируется в разлом конкарена . Коппель с места Чето, возможно интерпретируемого как созвездие Плеяд. Riferimenti astronomici DOCUMENTARIO: Italia Viaggio nella Bellezza Per accedere ai contenuti dell'UNESCO clicca sul tasto UNESCO sulla pagina Home della presentazione Il tasto World Heritage List ti porta alla pagina dell'UNESCO dedicata al Sito Unesco n.94 Arte Rupestre della Valle Camonica неолит 6000 - 4000 р. С. сидячий (прил. sm) = тот, кто постоянно проживает в каком-либо месте Мужчины теперь оседлые и живут в деревнях, где деятельность и социальное положение жителей начинают организовываться. Сельское хозяйство и животноводство обеспечивают лучшие условия жизни, чем в предыдущие периоды. Каменные орудия более совершенны, и глина используется не только для изготовления бытовых предметов для обработки и хранения пищи, но и для изготовления ритуальные предметы, то есть предметы, которым часто приписывают магическую силу. полированные каменные орудия эпохи неолита Неолитическая керамика Неолитическая архитектура Мегалиты Verso la fine del Neolitico, sorgono i primi esempi di costruzioni megalitiche: edifici costruiti con massi colossali, distribuiti in un’area molto vasta, dalle isole britanniche alla Francia, fino alle coste del Nordafrica e a tutto il bacino del Mediterraneo. Sembra che i megaliti fossero destinati al culto , alla sepoltura e all'osservazione astronomica . La costruzione di queste architetture dipende da un’evoluzione sociale , cioè dalla creazione di tribù o di gruppi in grado di dividersi il lavoro; la suddivisione del lavoro ha come conseguenza una certa specializzazione, che a sua volta porta a miglioramenti tecnici nella lavorazione, nel trasporto e nella sistemazione dei massi; si tratta di un’evoluzione che ancora adesso crea grande ammirazione specie se consideriamo che, fino all’età del bronzo, non esistevano utensili in metallo di cui servirsi. мегалит (см) происходит от союза двух греческих слов: μέγας, |мегас|, то есть «великий», и λίθος, |литос|, что значит «камень» Мегалиты делятся на: менгир (от бретонского; означает «длинный камень»). Это простейшие конструкции, состоящие из больших валунов, вертикально врытых в землю , назначение которых до сих пор неизвестно, хотя, вероятно, связано с погребальным обрядом. Они встречаются во Франции, в Великобритании, а также на Сардинии, Апулии и Сицилии. Villa Sant'Antonio (Oristano) menhir di Monte Corru Tundu Расположение менгиров, Карнак, Франция дольмен (от бретонского; означает «каменный стол»); это трилиты , то есть сооружения, образованные тремя камнями, из которых два вертикальных ( пилона ) поддерживают третий ( архитрав ), горизонтальный. Это мог быть коллективный склеп , священное место или место для жертвоприношений . Большинство дольменов находится в Северной Европе, есть примеры и в Южной Италии. дольмен Кьянка ди Бишелье (Апулия) Il sistema trilitico può essere considerato lo schema architettonico più semplice ed è ancor oggi alla base dell'architettura. кромлех (от бретонского; означает «изогнутый камень». Представляет собой комплекс менгиров (в некоторых случаях и дольменов ) , расположенных по кругу . Вероятно, это было священное место, связанное с культом солнца , звезды, которая регулирует циклы дня и ночи и времен года. Лучше всего сохранившиеся кромлехи находятся на Пиренейском полуострове и в Великобритании. Стоунхендж Статуи на стелах антропоморфный [от гр. ἀνϑρωπόμορϕος, комп. от ἄνϑρωπος «человек» и -μορϕος «-оборотень»]. - прил. Который имеет вид человека, или изображен в человеческом обличье То статуи-стелы (или статуи-менгиры) – антропоморфные каменные памятники, подпадающие под явление мегалитизма, характерное для допротоисторического населения Европы, начиная с третьего тысячелетия до н.э. С. Стелы-статуи присутствуют во многих европейских культурах, от центрально-восточной Европы до Испании, в Альпах (от Аосты до Трентино), на Корсике и Сардинии. В Италии самые старые стелы-статуи расположены в районе на границе между Лигурией и Тосканой (Луниджана), а также в северной Апулии. Музей статуи стелы, AC Ambrosi di Pontremoli Dolmen di Soto (Trigueros, Andalusia, Spagna) Vediamo una struttura megalitica complessa ritrovata in Spagna. Classificata come dolmen, è una struttura sotterranea di forma circolare, risalente al periodo Neolitico e databile tra il 5000 e il 4000 a.C. Il sito fu scoperto da Armando de Soto Morillas nel 1922. È un tumulo circolare con un diametro di 75 metri. Ha un passaggio a forma di V lungo 21 metri ed è largo 0,8 metri, alto 1,55 metri. All'estremità orientale del passaggio c'è una camera. Durante l'equinozio, il sole illumina per alcuni minuti l'interno del corridoio e la camera. Molte delle pietre erette hanno incisioni ed è considerato uno dei dolmen più grandi della Spagna. Il passaggio ha 31 menhir nella parte settentrionale e 33 nella parte meridionale. Le pietre erette sono di quarzite, arenaria e calcare e portano 20 pietre di copertura che costituiscono il tetto del passaggio. Al suo interno sono stati scoperti otto corpi sepolti in posizione fetale con accanto oggetti di corredo, tra cui pugnali, coppe e fossili marini. Sono state trovate anche incisioni su 43 pietre erette che descrivono esseri umani, tazze, coltelli e forme geometriche come semplici linee o cerchi. VIDEO - Dolmen di Soto Bradshaw Foundation Bollettino della Società Spagnola di Esplorazione Стоунхендж WORLD HERITAGE LIST Il più famoso complesso megalitico dell’antichità è quello di Stonehenge (= “pietra sospesa” , in bretone), nell’Inghilterra meridionale. Si tratta di un cromlech , cioè un insieme di dolmen e menhir disposti a formare circonferenze concentriche . La costruzione di Stonehenge , come hanno dimostrato studi scientifici e ritrovamenti archeologici, ha coperto un arco di tempo di quasi millecinquecento anni, dal 3000 al 1500 a.C. circa, durante i quali il sito fu un un’area sacra dedicata al sole , un osservatorio astronomico e un calendario delle stagioni legato alla fertilità della terra . Ogni anno, in occasione dei solstizi d’estate e d’inverno, migliaia di persone si radunano attorno al cromlech di Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra, per assistere a uno spettacolo unico al mondo: l’allineamento del primo raggio di sole con alcune pietre speciali . La struttura originaria era composta da un cerchio di 30 monoliti collegati da architravi, che rappresentavano forse i giorni del mese. Ciascun monolite è alto circa 4 metri e pesa 30 tonnellate, quanto 6 elefanti. Il materiale impiegato è arenaria grigio-azzurra proveniente da una cava a circa 30 chilometri dal luogo e lavorata in enormi blocchi di pietra a forma di parallelepipedo. Le pietre sono disposte in una doppia formazione concentrica , all’interno della quale si trova un semicerchio di pietre intorno a una lastra singola orizzontale chiamata “pietra dell’altare” Как они это делают? Строительство Стоунхенджа до сих пор остается загадкой. Точных доказательств нет, но было выдвинуто несколько гипотез о том, как это место было построено. Конечно, в Стоундже есть 44 камня голубого камня , голубого песчаника, которые добыты из карьеров, расположенных на расстоянии не менее 240 километров . Было подсчитано, что для преодоления этого расстояния потребуется 14 лет, если сдвинуть валуны на стволы деревьев. Чтобы выровнять каждый блок и поставить на него горизонтальные камни, требуется сила в 600 человек. Это заставляет нас понять высокие технические навыки, достигнутые этими людьми, и задает нам вопросы о том, почему так много усилий было вложено в создание этого сайта . В этом районе были обнаружены захоронения людей , которые, как сообщается, были перевезены сюда из Южного Уэльса . (район происхождения голубых камней), что доказывало бы, что Стоунндж задумывался как центр поклонения для нескольких групп разного происхождения ( поклонение предкам ). Графика, взятая из Didatticarte , является правдоподобной гипотезой того, как были возведены большие вертикальные камни ( пирсы ). Архитрав , вероятно, был установлен на место путем строительства наклонных насыпей и заполнения пространства между опорами материалами. Другая гипотеза заключается в постепенном подъеме с построением слоев бревен до тех пор, пока не будет достигнут желаемый уровень. На этом рисунке соединительная система между архитравом и опорами: на опорах видны два шипа (элементы, полученные в результате лепки вершины вертикального камня). На наличниках есть пазы (пазы), которые идеально соответствуют шипам. Обратите также внимание на скользящие соединения между двумя наличниками. Знать больше СТАТЬЯ – National Geographic Энеолит (Эпоха металлов) К концу неолита, около 4000 г. до н.э. C. , человек учится плавить металл, чтобы создавать все более эффективные инструменты и оружие. В этот первый период каменные орудия (= каменные) продолжают использоваться наряду с металлическими. Этот период перехода и новых технических достижений называется ЭНЕОЛИТОМ. Этот термин представляет собой соединение латинского прилагательного aenĕus «из бронзы» и суффикса -litic «из камня» и поэтому используется для обозначения периода, когда наряду с камнем человек ввел производство металлических инструментов, сначала из меди, затем позже в бронзе . L’età dei metalli si suddivide in tre periodi, legati al progresso tecnologico della fusione : man mano che si costruiscono forni capaci di raggiungere temperature sempre più alte, si passa dall’utilizzo di metalli con punto di fusione basso a metalli con punto di fusione sempre più alto. età del rame : (4.000 – 3.000 a.C.). Il rame (Cu) ha una temperatura di fusione di 1.085 °C. armi da taglio in rame; in Mesopotamia appaiono le prime forme di scrittura età del bronzo : (3.000 – 1.200 a.C.) Il bronzo è una lega di rame (Cu) e stagno (Sn), due metalli a bassa temperatura di fusione. La fusione del bronzo avviene tra 880 e 1020 °C. Il metallo che si ottiene è più duro del rame e più resistente alla corrosione. età del ferro : (1.200 – 500 a.C.). Il ferro (Fe) è un metallo ancor più resistente del bronzo. Il suo punto di fusione è di 1.538 °C, si devono quindi inventare dei forni capaci di raggiungere queste elevate temperature. Il vantaggio del ferro rispetto al bronzo è dato soprattutto dal minor peso che lo rende adatto alla realizzazione di armi e utensili più maneggevoli. Нурагическая цивилизация La civiltà nuragica nasce in Sardegna, nel neolitico ma si sviluppa nell’età del bronzo, è un caso particolare nel panorama del Mediterraneo. I nuraghi (da nurra , cumulo di pietre) sono torri a tronco di cono a più piani, costruiti con una muratura a secco, cioè senza malta fra un masso e l’altro; una scala interna collegava i diversi piani. I nuraghi erano spesso collocati all’interno di un villaggio e occupavano una posizione elevata e aveva scopo difensivo. Il nuraghe forse più famoso della Sardegna, noto come Su Nuraxi , che in sardo significa Il Nuraghe, è a Barumini. Alto tre piani, è collocato in posizione elevata ed è circondato da una cinta muraria dotata di quattro torri di fortificazione. Il fatto che ai piedi del nuraghe si trovino i resti di capanne disposte in modo irregolare, dentro e fuori la cinta muraria, ha fatto pensare che questo edificio fosse la residenza di un capo che da qui governava i suoi sudditi e garantiva la difesa in caso di attacco nemico. Su Nuraxi, Barumini ( foto di Francesco Ghiani; licenza Creative Commons) Meraviglie - I Nuraghe di Barumini Meraviglie - I giganti di Mont'e Prama Назад к Classe Prima по истории искусств Up

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    Проф. Сильвия Касилли ИСКУССТВО И ИМИДЖ Материалы для обучения в младших классах средней школы Материалы, которые вы найдете на сайте, в вашем распоряжении, чтобы лучше следовать урокам; они не заменяют учебник, но содержат конспекты и углубленные материалы. Nelle pagine di questo sito, troverai tante informazioni, approfondimenti e stimoli per nutrire la tua curiosità. Non sono tutte cose da studiare, ma sono cose che puoi leggere un po' alla volta, per capire sempre meglio gli argomenti che affronteremo. Potrai scegliere di esplorare meglio gli ciò che ti piace di più. Il mio consiglio è di cominciare leggendo le parti fondamentali, che ti indicherò, guardando le immagini e le didascalie che le accompagnano. Poi potrai ritornare per leggere un articolo che solletica il tuo interesse, guardare un video o lanciarti nell'esplorazione di musei o siti archeologici in luoghi vicini e lontani o cercare di comprendere meglio un'opera d'arte che ti lascia a bocca aperta, ma anche una che fai fatica ad apprezzare (anche capire perché una cosa non ti piace è molto importante). Lo studio è un viaggio e nel tuo viaggio incontrerai cose che ti sono già familiari ed altre sconosciute. Mi piacerebbe che tu provassi a sentirti come un esploratore in una terra misteriosa, ricca di luoghi e opere straordinarie. Più viaggerai e più diventerai ricco di una ricchezza che nessuno mai ti potrà portare via. BUON VIAGGIO! Dalla scuola elementare alla scuola secondaria di primo grado Ma dove siamo finiti mai? Nell'arrivare alla scuola secondaria di primo grado, si viene catapultati in un mondo nuovo dove tutte le materie sono molto più approfondite rispetto alla scuola elementare . Una delle materie in cui la percezione del cambiamento è maggiore è proprio Arte e Immagine. Alla scuola elementare raramente arte è concepita come una materia a sé: il più delle volte si disegna per illustrare una storia letta o come momento ricreativo tra una lezione e l'altra. Nei casi più fortunati, si esplora il lavoro di qualche artista tra i più conosciuti e si riproducono alcune opere, per lo più ricalcando e colorando delle fotocopie. Alla scuola media, invece, vediamo che Arte e Immagine, in realtà è composta da 2/3, anzi 4 materie diverse, purtroppo compresse nello spazio, ve lo dico fin d'ora, insufficiente di 2 ore a settimana, dalle quali dobbiamo escludere ore 'rubate' da progetti trasversali di vario genere, eventi particolari, gite, coincidenza dell'orario con festività e, talvolta, assenze dell'insegnante per malattia - evento molto raro, ma non impossibile (e, nel mio caso, per partecipazione al progetto Erasmus). Se alla scuola elementare valeva l'equazione ARTE = DISEGNO, alla scuola media, invece, Va da sé che servono salti mortali con doppio avvitamento per cercare di far stare insieme tutte le cose in un modo appena dignitoso. Per quanto riguarda Educazione Civica , generalmente si scelgono degli argomenti che abbiano in qualche modo a che fare col percorso specifico della disciplina: tra i miei preferiti ci sono: l'UNESCO, la tutela del patrimonio culturale, le regole che riguardano il copyritht delle immagini e dei testi d'autore, le regole sulla privacy, specialmente applicate ai social, i furti di opere d'arte, specialmente con riferimento alla mafia e alla seconda guerra mondiale. Riguardo alle tecniche , nel corso dei tre anni, esploreremo il disegno a matita, cercando di capire come un mezzo così semplice possa essere carico di espressività, se usato bene. Esploreremo i pastelli colorati, i pennarelli e, per quanto riguarda la pittura, gli acquarelli. Di tanto in tanto esploreremo altre tecniche (sbalzo, stampa, mosaico, ecc.). Partiamo dal presupposto che anche se tutti i bambini usano il disegno come linguaggio espressivo, arrivati alla scuola media (e forse già alla scuola elementare) si fa avanti la convinzione, per alcuni, di non essere portati. Vorrei dirvi una cosa, a questo proposito: il talento, l'essere portati, è solo un punto di partenza e di per sé non è sufficiente per creare delle opere d'arte. Tutti gli artisti ne sono consapevoli: è il lavoro costante, insieme alla sperimentazione, che portano frutti . Tanto più questo è vero nel percorso scolastico. Sottolineo che per imparare le tecniche e trasformarle in strumenti davvero espressivi è necessario fare molto esercizio , che non può esaurirsi col lavoro fatto in classe: serve proprio tanto esercizio a casa che va al di là del 'compito' di terminare i lavori iniziati in classe, ma che é soprattutto sperimentazione : giocare con matite e pitture ci permette di ottenere degli effetti che non stavamo cercando e di cui non sospettavamo nemmeno l'esistenza e crea in noi una sensibilità alla bellezza che sta in un segno fatto in un certo modo, nella trasparenza di un colore... Solo sperimentando si conquista l'espressività, che è ciò che cerchiamo ogni volta che prendiamo matite e pennelli e ci mettiamo al lavoro. Il disegno espressivo non è solo il disegno libero, in cui scelgo il soggetto da disegnare e lo rappresento come voglio, ma quando si ha familiarità con le tecniche ogni disegno diventa espressione di sé, della propria personalità e creatività. La chiave della libertà espressiva sta proprio nello sperimentare così tanto da poter scegliere il tipo di segno da tracciare in mezzo a tutti quelli che conosco. E veniamo alla parte più nuova e difficile del percorso di questa materia nella scuola secondaria: la storia dell'arte . Nei tre anni, cosa che non accade per nessuna delle materie di studio, dovremmo affrontare un percorso che va dalla preistoria all'arte contemporanea: un lasso di tempo immenso, in cui si susseguono stili e artisti simili o molto diversi tra loro. Capisco che mettere il verbo 'studiare' vicino alla parola 'arte' suoni molto male alla maggior parte degli studenti, ma lo studio della storia dell'are ha il suo perché. La storia dell'arte è un viaggio attraverso l'evoluzione della creatività dell'uomo . La storia dell'arte è la materia più interdisciplinare che possiate incontrare perché ogni forma d'arte è il prodotto della propria epoca e degli stimoli cui sono stati sottoposti gli artisti. Questo significa che studiare la storia dell'arte ci aiuta a ricollegare i fili del tempo e a renderci più consapevoli della ricchezza del nostro essere umani. Studiare la storia dell'arte ci aiuta a sviluppare il pensiero critico , cioè a capire il perché delle cose e, se permettete, imparare a pensare è l'obiettivo più alto che la scuola si possa porre. Туннель

  • Caspar David Friedrich | ProfCasilli

    Каспар Давид Фридрих (Грейфсвальд, 5 сентября 1774 г. - Дрезден, 7 мая 1840 г.) Фридрих — немецкий художник. С точки зрения техники его живопись очень близка к живописи художников-неоклассиков, но темы его картин глубоко романтичны: бескрайние морские просторы, трагические события вроде кораблекрушений, пейзажи с готическими руинами. Георг Фридрих Керстинг, Каспар Давид Фридрих в своем кабинете (ок. 1819 г.) Картина Георга Фридриха Керстинга представляет собой портрет, на котором мы видим Фридриха за работой в своей мастерской в Дрездене, красивом немецком городе, расположенном вдоль реки Эльбы. Фридрих стоит перед своим мольбертом и держит в руке палитру и длинный стержень, основной инструмент художников того времени, который позволял ему удерживать запястье руки и поддерживать тонкий и идеально контролируемый знак. Студия очень светлая и выходит на большую судоходную реку, населенную маленькими и большими лодками. Далее карта самого большого острова Германии, Рюгена, с видом на Балтийское море. Здесь установлены многие картины Фридриха: нажав на изображение, вы можете получить доступ к карте Google, где вы можете увидеть множество изображений побережья с очень высокими белыми скалами, возвышающимися над бескрайними морскими просторами. Каспар Давид Фридрих, Белые скалы Рюгена (1818 г.), Коллекция Оскара Рейнхарта Ам Ремерхольца, Винтертур, Швейцария Google Arts & Culture - Friedrich Caspar David Friedrich, Sea in the moonlight, 1835-1836, oil on canvas, 134 x 169.2 cm - Hamburg, Hamburger Kunsthalle The Abbey in the Oakwood, 1810 Entrance to the cemetery, 1825 The Great Reserve, 1832 Caspar_David_Friedrich_011.jpg Cross in the mountains, 1807 - 1808, Dresden, Gemäldegalerie Rocky ravine in the Elbe Sandstone Mountains, oil on canvas painted between 1822 and 1823 Монах у моря (1808 - 10) Каспар Давид Фридрих, Монах у моря (1808-10) холст, масло (110 x 171,5 см), Старая национальная галерея, Берлин Картина сразу бросается в глаза пустым пространством и очень маленькими размерами единственного присутствующего персонажа. Это явно изображение возвышенного : картина имеет горизонтальное развитие; большую часть картины занимает предрассветное небо с густым темным туманом, который еще сгущается над очень темным морем, движимым какой-то рябью. Монах находится на мысе, с которого он созерцает необъятность, которая его окружает. Размер персонажа подчеркивает настроение: перед зрелищем природы монах чувствует себя маленьким. Картина большая (171,5 см) и, находясь перед ней, наблюдатель захвачен этим необъятным пространством. Темные цвета еще раз подчеркивают довольно драматичный настрой монаха: природа сильна и властна, и человек знает, что не властен над ней. Каспар, Давид Фридрих, Ледяное море ( Кораблекрушение надежды ), 1822 г. холст, масло (98 х 128 см) Кунстхалле, Гамбург (Германия) давайте посмотрим на картинку На заднем плане мы видим пустыню, холодную и ледяную, в сопровождении багрового неба, которое кажется почти непроницаемой стеной, в то время как на первом этаже преобладают разбитые ледяные щиты, которые по используемым цветам могут показаться обломками здания. Свет ясный, картина ясная, настолько, что первое впечатление может быть ощущением нахождения перед фотографией. В структуре произведения мы видим, что группа тарелок на заднем плане имеет преобладающее диагональное направление справа налево. Набор плит образует своего рода пирамиду, которая, однако, далека от прямой пирамиды, которая была предпочтительной структурой художников эпохи Возрождения. Эта пирамида имеет наклонную высоту, которая скорее напоминает нам диагональные композиции периода маньеризма и которую подхватывает другая ледяная пирамида с таким же наклоном, которая находится на заднем плане. Перед плитами, ориентированными влево, мы видим ряд более мелких плит, ориентированных в противоположном направлении, создающих впечатление вращательного движения вокруг центральной оси картины. Название произведения говорит о кораблекрушении, но где корабль? Чтобы идентифицировать его, мы должны тщательно изучить работу, и только с трудом мы можем распознать более или менее крупные фрагменты более темного материала, которые являются остатками парусного корабля, разбившегося в результате столкновения с паковым льдом. Природа, мощная и разрушительная, даже когда она представлена в инертной форме, такой как ледяной щит, неумолимо требует своих жертв. Работа навеяна художнику одним из многочисленных кораблекрушений кораблей, которые долгое время участвовали в экспедициях в поисках мифического «северо-западного прохода» — маршрута, который должен был соединить Атлантический океан с Тихим океаном в Северное полушарие, проходящее через арктический архипелаг Канады, в Северном Ледовитом океане. Было так много неудач, но эти исследователи годами продолжали героически добиваться своей цели. Сюжет картины, таким образом, представляет собой не простое живописное восстановление реальности, а изображение «мачехи» Природы , принципиально враждебной, против которой человек, даже в своей конечности, проявляет свои героические качества сопротивления и настойчивости. даже когда кажется, что все обречено на провал. Наряду с этим возникает и чувство возвышенного , это ощущение полной поглощенности и ужаса перед силой и могуществом природы. Каспар Давид Фридрих, Странник на море тумана (1818 г.), холст, масло (95 x 75 см), Гамбургский Кунстхалле в Гамбурге Странник на море тумана (1818) Всегда дорог был мне этот скитский холм, и эта изгородь, которая заходит так далеко последнего горизонта взгляд исключает. Но сижу и смотрю, забираю навсегда пространства за пределами этого, и сверхчеловеческие тишина и очень глубокая тишина в мыслях притворяюсь, где ненадолго сердце не боится. И как ветер Я слышу шорох среди этих растений, я тот бесконечная тишина этому голосу Я сравниваю: и помню вечное, и мертвые сезоны, и настоящее и живой, и звук ее. Итак, между этим необъятность топит мою мысль: и сладко мне в этом море кораблекрушение. Избранные стихи: ДЖАКОМО ЛЕОПАРДИ, Бесконечность, 28 мая 1819 г. (Песни, XII). видео- Алессандро Барикко объясняет Бесконечность Леопарди Посмотрите на картинку : формат вертикальный, чтобы оставить больше места для пейзажа, который разворачивается перед глазами главного героя. Мы видим его сзади и не знаем, кто он. Мы чувствуем, что это молодой человек с хорошим физическим здоровьем, который поднялся по горной тропе, пока не достиг отрога скалы, на который он взобрался, чтобы иметь возможность смотреть на долину под собой. Вы не видите многого: вершину какой-нибудь горы с несколькими деревьями, которые дают нам меру вещей; все утопает в тумане, тумане, который движется, как морские волны, и в этом море вершины гор кажутся островами. Вдали другие горы, менее крутые, а за ними еще другие, все более и более неяркие в красках... они кажутся сделанными из воздуха. Главный герой картины не является исторической личностью и даже не представляет человека важного социального класса. Тем не менее, он во всех отношениях героический персонаж: осанка гордая, поза человека, который является хозяином своей жизни. В одиночестве, как и все романтические герои, он созерцает перед собой широкий, светлый, хотя и таинственный пейзаж. Таким образом, именно герой посвящает свою жизнь достижению цели и оставляет позади все, что могло бы отвлечь его от этой цели. Эта работа всегда ассоциировалась с поэмой Леопарди «Бесконечность», написанной всего через год после создания картины. Эти две работы вдохновлены одним и тем же романтическим духом, непреодолимой тягой к пределу, отделяющему обычную конечность человеческой жизни от причастности к чему-то большему, пусть даже ценой потери. Torna a Romanticismo

  • Dantedì | ProfCasilli

    Dantedì Da qualche anno il 25 marzo si celebra la giornata nazionale dedicata a Dante. Anche nella nostra scuola si celebra questa giornata con una attività che prende le mosse da una serie di opere d'arte che illustrano alcuni passi dell'opera sicuramente più conosciuta di Dante: la Divina Commedia . Homepage 1 Ritratto di Dante 1 Analisi 2 Dante col libro della Commedia 3 La voragine infernale 4 La barca di Dante 5 Paolo e Francesca 6 Pia de' Tolomei 7 Dante guidato da Virgilio... 8 Vergine Madre Galleria Dantesca Analisi dell'opera Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra ) L'opera è un dipinto a tempera su tela . Ha formato verticale , che ben si adatta al soggetto del ritratto. La tecnica prevede l'utilizzo di campiture uniformi sulle quali l'artista interviene col chiaroscuro grazie a pennellate morbide che conferiscono tridimensionalità agli elementi rappresentati, senza lasciare tracce evidenti degli strumenti utilizzati. In questo dipinto, Dante è ritratto di profilo , come in molti ritratti di uomini illustri del tempo. Lo sfondo chiaro e uniforme permette di dare rilievo alla figura. Il viso caratteristico del poeta è descritto in modo plastico per mezzo del chiaroscuro che ne evidenzia i volumi. Dante indossa una toga rossa con colletto da cui spunta il colletto bianco di una camicia. Sul capo vediamo una cuffia bianca con paraorecchie sulla quale il poeta indossa un cappuccio dello stesso colore della toga. Questo è il tipico abbigliamento maschile del 1300. La corona di alloro identifica il soggetto come poeta. Presso gli antichi greci, l'alloro era la panta sacra ad Apollo e veniva utilizzata per incoronare gli atleti vittoriosi e gli eroi che si erano distinti in battaglia. L'uso si diffuse anche presso i romani, con lo stesso significato di sapienza e di gloria. Durante il periodo Repubblicano, la corona d'oro a forma di corona di alloro divenne una delle massime onorificenze. Il motivo per cui venne scelto l'alloro per questa funzione è legato al fatto che questa è una pianta sempreverde cresce tutto l'anno e in questo modo è associato all'eternità e all'immortalità . Per questi motivi, la corona di alloro posta sulla testa di Dante, è segno di un letterato che, grazie ai suoi versi, ha ottenuto una fama universalmente riconosciuta di poeta che va oltre il tempo in cui ha vissuto. Dante col libro della Commedia di Domenico di Michelino Domenico di Michelino su disegno di Alesso Baldovinetti, Dante col libro della Commedia, tre regni e la città di Firenze (1465); tempera su tela (232 x 292 cm; Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze L'opera conservata nel Duomo di Firenze, nonostante sia stata dipinta nel '400, presenta degli elementi stilistici legati al periodo gotico. La cornice neogotica in cui è contenuto il dipinto è stata aggiunta dopo un restauro ottocentesco dell'opera. Il dipinto su tela è realizzato con la tecnica della tempera e ha formato rettangolare con andamento orizzontale : il formato generalmente riservato al paesaggio. Il dipinto venne commissionato a Domenico di Michelino dall'Opera di Santa Maria del Fiore per celebrare i duecento anni dalla nascita di Dante Alighieri nel 1465. Il dipinto allegorico ha lo scopo di esaltare la memoria del poeta nella principale chiesa fiorentina. La figura di Dante è collocata appena a destra del centro del quadro e ci colpisce per la dimensione, chiaramente non proporzionata a quella degli altri elementi presenti nella scena. Un po' come avveniva nei periodi precedenti, bizantino e gotico, la dimensione del soggetto principale rispecchia la sua importanza . Il quadro è organizzato in modo da contenere i tre regni descritti della Divina commedia oltre alla città di Firenze. Nella fascia più alta dell'opera si vedono le sfere del Paradiso rappresentate come un arcobaleno dipinto con sfumature crescenti di azzurro e disseminate dagli astri. A destra del poeta vediamo la città di Firenze, in secondo piano, a sinistra del poeta, vi è la montagna del Purgatorio, mentre sul lato sinistro del quadro vi è una sorta di fortezza in cui si apre la porta che conduce all'Inferno. Con la mano destra Dante indica la scena laterale dove, attraverso una porta medievale, si entra nell'Inferno, l'oscuro regno dei dannati, accolti da orribili figure demoniache. Sul portale campeggia il IX verso del III canto dell'Inferno: 'Lasciate ogni speranza voi ch'entrate'. Il corteo dei dannati scende nelle viscere dell'Inferno in cui li attendono fiamme eterne e tormenti. Nella fascia più bassa del dipinto, una didascalia riporta il seguente testo in latino, scritto in lettere capitali: 'QUI COELUM CECINIT MEDIUMQUE TRIBUNAL LUSTRAVIT QUE ANIMO CUNCTA POETA SUO DOCTUS ADEST DANTES SUA QUEM FLORENTIA SAEPE/ SENSIIT CONSILIUS AC PIETATE PATREM NIL POTUIT TANTO MORS SAEVA NOCERE POETAE QUEM VIVUM VIRTUS CARMEN IMAGO FACIT' Tento una traduzione con le mie reminiscenze scolastiche: 'Colui che cantò del cielo e delle altre due regioni, quella di mezzo (Purgatorio) e quella in cui le anime sono giudicate (Inferno), esaminando tutto nello spirito, lui è qui, Dante, il nostro sommo poeta, nella cui devozione spesso Firenze ha ritrovato un padre, saggio e forte. La morte non poteva recare danno a un tale bardo che seppe dipingere con le parole un poema vivo e carico di virtù .' Dante, dunque, indossa una toga rossa su un abito nero e ha il capo cinto di alloro. Nella mano sinistra regge il libro della Divina Commedia aperto sulla pagina dell'esordio in cui possiamo leggere i primi versi con cui si apre il primo canto dell'Inferno. L'ingrandimento ci permette di vedere come il testo sia scritto di seguito e senza spazi tra una parola e l'altra, con un'ortografia antica ('mezo' invece che mezzo; 'chamino' invece che cammino). Possiamo osservare come dal libro si dipartano dei raggi che vanno ad illuminare la città di Firenze che è rappresentata a destra del poeta. L'opera di Dante, dunque, dà fama alla città. La Firenze qui rappresentata è quella quattrocentesca con la Cattedrale e la Cupola del Brunelleschi , già coronata dalla palla di bronzo ricoperta d’oro e dalla croce, che al tempo del dipinto non erano state ancora eseguite, ma che l’artista aveva visto nel modello progettato dal Brunelleschi nel 1419. Si vedono anche le mura della seconda cerchia, iniziata nel 1172, le torri del Bargello , della chiesa della Badia fiorentina , del Palazzo Vecchio e il Campanile di Giotto . In secondo piano si eleva il monte del Purgatorio . Davanti al portale dorato che permette di accedere al Paradiso c'è l'Arcangelo Michele con ali colorate, simili a quelle degli angeli del periodo bizantino; Michele impugna la spada con la quale allontana le anime di coloro che, morti in uno stato di grazia imperfetta, non sono ancora pronti ad accedere al Paradiso e dovranno fare penitenza prima di entrarvi. Sulla cima del monte del Purgatorio ci sono Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. La voragine infernale Tra il 1480 e il 1495, Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, commissionò a Sandro Botticelli 100 disegni su pergamena per illustrare un manoscritto della Divina Commedia. I disegni per la Divina Commedia conosciuti sono 92, ma solo questo che rappresenta la voragine infernale è stato completato. I fogli, di pergamena di pecora, misurano circa 32,5 cm di altezza e 47,5 cm di larghezza. Sandro Botticelli , La voragine infernale (1480 - 1495); punta d'argento e inchiostro su pergamena; 32,5×47,5 cm; collocazione: Biblioteca Apostolica Vaticana Per la realizzazione di questo disegno, Botticelli si è servito di diversi strumenti: per le linee basilari della composizione ha utilizzato lo stilo d'argento con piombo; i contorni li ha poi ripassati a penna e inchiostro ocra, o oro, o nero. I colori sono aggiunti con la tempera. La Voragine Infernale è una suggestiva rappresentazione globale dell'Inferno dantesco: un grande imbuto, con qualche elemento architettonico e con figure miniaturizzate, una sorta di riassunto delle successive scene dell'Inferno. L'intera opera rappresenta un continuum narrativo, una sequenza del viaggio letterario, didattico, morale, filosofico in cui Dante e Virgilio vengono rappresentati più volte mentre esplorano i vari gironi. Sandro Botticelli è uno dei maggiori artisti fiorentini del Primo Rinascimento ('400). Non è un caso che Botticelli abbia realizzato il ritratto di Dante Alighieri: il pittore, infatti, realizzò diverse raffinate illustrazioni della Divina Commedia. Attualmente sono note 94 incisioni, conservate nel Gabinetto delle Incisioni al Rame di Berlino e nella Biblioteca Vaticana. Sono inoltre attribuiti a Botticelli anche 19 schizzi da cui l'incisore Baccio Baldini ricavò le illustrazioni per la prima stampa del testo della Divina Commedia (1481). Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra) Dante (1265 -1321) era morto da più di un secolo, quindi Botticelli, per dipingere questo ritratto, si è ispirato a precedenti raffigurazioni. Il primo ritratto di Dante è stato identificato in un affresco di Giotto dipinto nel Palazzo del Bargello di Firenze, l'antica sede del podestà della città. Un'altra opera, che sicuramente Botticelli conosceva, era il dipinto a tempera di Domenico di Michelino che si trova nel Duomo di Firenze (1465) in cui Dante è rappresentato col volume della Divina Commedia in mano, di cui parleremo in seguito. Ritratto di Dante di Sandro Botticelli La barca di Dante (VIII canto dell'Inferno) Eugène Delacroix è un artista romantico francese che ama rappresentare temi storici e letterari, prendendo spunto da Shakespeare, Goethe, Tasso, Byron, Walter Scott e Dante. La Barca di Dante è il suo primo dipinto ad olio presentato al pubblico. Il dipinto ad olio ha formato rettangolare con orientamento orizzontale . La composizione dell'opera è piramidale e dinamica a causa delle linee di forza che attraversano le figure e interagiscono in modo da restituire il senso di una scena concitata. Eugène Delacroix, La barca di Dante (1822); olio su tela, 189×246 cm; Musée du Louvre , Parigi Delacroix apprezzava molto l'opera di Gericault La zattera della Medusa e molti elementi ce lo ricordano: la figura di Flegias, dall'anatomia michelangiolesca, le acque tumultuose e i corpi sospesi nell'acqua. Lo sfondo del dipinto è un cielo tenebroso e temporalesco caratterizzato da toni freddi cui sulla sinistra si mescolano i toni caldi di una città in fiamme, la città di Dite, verso la quale la barca si sta dirigendo. In secondo piano il pittore colloca la barca di Flegias , il custode del V girone dell'inferno, popolato da iracondi e ignavi; Flegias, qui in veste di barcaiolo è ritratto di spalle, nudo e parzialmente coperto da un mantello blu mentre manovra con forza un remo, con una voga che ricorda quella dei gondolieri veneziani, nelle acque fangose dello Stige, la palude puzzolente che circonda la città e in cui sono immersi i dannati del V. Sulla barca, accanto a lui, ci sono il poeta latino Virgilio , riconoscibile dalla corona di alloro, e avvolto in un mantello marrone, e Dante , che indossa una toga verde e un cappuccio rosso. Le acque della palude Stige sono agitate per la presenza dei dannati che si affollano intorno alla barca: gli iracondi azzannano ferocemente il legno dell'imbarcazione e si mordono l'un l'altro: tra loro Dante riconosce il fiorentino Filippo Argenti, che cerca di rovesciare la barca aggrappandovisi con tutto il proprio peso. Gli ignavi , invece, si reggono alla barca e si lasciano trascinare sulle onde. Dante solleva le braccia, spaventato dalla foga dei dannati. Virgilio, invece ha un atteggiamento calmo, afferra la mano sinistra di Dante, cercando di rassicurarlo. Come è proprio dello stile romantico, le forze ostili della natura e i personaggi dei dannati contribuiscono a creare un clima minaccioso e angosciante. Flegias è una figura eroica che si oppone con determinazione alle forze negative nonostante l'immane pericolo. I dannati rappresentano due aspetti della natura umana vista in negativo: quella più bestiale di chi si lascia dominare dalla furia ceca dell'ira (iracondi) e quella 'mollezza' di coloro che si lasciano trascinare dalle vicende della vita: senza mai prendere una decisione, sprecando il proprio tempo e i propri talenti (ignavi). Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio di Ary Scheffer (V canto dell'Inferno) Ary Scheffer , Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio (1835); olio su tela, 166.5 x 234 cm; collocazione: Wallace Collection , Londra Ary Scheffer è un pittore olandese, che ben presto si stabilisce a Parigi. Nonostante in Francia si vada affermando il movimento romantico, Scheffer mantiene uno stile neoclassico, basato su un impianto disegnativo minuzioso e caratterizzato da una pittura estremamente accurato e razionale. La prima versione di questo dipinto venne esposta nel 1835 nella stessa sala in cui era appesa la Barca di Dante di Delacroix. Il dipinto di forma rettangolare e andamento orizzontale è dominato dai toni scuri dello sfondo in cui si distinguono Dante e Virgilio che osservano con sguardo quasi scientifico due figure che si lasciano trascinare dal vortice che caratterizza il secondo girone dell'Inferno: quello dei lussuriosi . Paolo Malatesta e Francesca da Rimini non oppongono resistenza, non strepitano e non urlano, come gli altri dannati di questo girone. La struttura del quadro è dinamica , dovuta alla disposizione diagonale e ricurva dei corpi dei due soggetti principali del dipinto. Dante descrive una violenta bufera con venti contrari che si incrociano trascinando le anime davanti a un precipizio, e ogni volta urlano, gridano, piangono, bestemmiano. Costretti a farsi trascinare violentemente dai venti come nella loro vita si sono fatti trascinare dall’istinto invece che dalla ragione, i lussuriosi sono tutti morti di morte violenta a causa dell’amore a cui non hanno saputo resistere durante la loro esistenza. Di tutta questa violenza non c'è traccia nel dipinto di Scheffer ; Paolo e Francesca non sembrano trascinati dalla bufera, ma piuttosto adagiati su un divano. Scheffer sceglie un approccio neoclassico che esclude elementi legati ad emozioni forti. Nel dipinto, immerso nel buio che anche Dante descrive, spicca la luce che emana dalle figure : è la luce dell'amore che lega per l'eternità i due amanti. La storia di Paolo e Francesca Dante, conosceva la storia dei due sfortunati amanti attraverso il racconto del fratello di Francesca. È Francesca che, richiamata da Dante, racconta la storia della sua vita e della sua morte tra le lacrime, mentre Paolo rimane in silenzio. Il padre di Francesca, Guido da Polenta, aveva costretto la figlia a sposare Giovanni Malatesta per motivi politici. Francesca, però, si innamorò del cognato, Paolo e intrattenne con lui una relazione per circa dieci anni, fino a quando il marito li sorprese a baciarsi mentre erano intenti a leggere la storia d'amore tra Ginevra e Lancillotto. Giovanni uccise la moglie e il fratello con la sua spada. Nel dipinto si notano, sul petto di Paolo e sulla schiena di Francesca, le ferite causate dalla spada. Pia de' Tolomei di Dante Gabriel Rossetti (canto V del Purgatorio) Dante Gabriel Rossetti , Pia de' Tolomei (La Pia), 1868; olio su tela, 105,4×120,6 cm; collocazione: Spencer Art Museum , Lawrence (Kansas) Il dipinto ha formato quadrato . I colori utilizzati dal pittore, pur essendo limpidi, non sono squillanti: il dipinto, anche attraverso la scelta tonale, comunica un generale senso di tristezza. La composizione è dominata da due linee di forza : una è data dall'ipotenusa del triangolo della meridiana appoggiata sulla balaustra in primo piano; la seconda segue la linea prospettica che disegna il pavimento del terrazzo del castello dove si svolge la scena. La linea di forza è rinforzata dalla presenza a terra di un fascio di aste metalliche reggi-bandiera. Come nei dipinti di Giovanni Bellini all'inizio del Secondo Rinascimento, la balaustra isola il soggetto del quadro e lo separa dal mondo dell'osservatore, confinandolo in un isolamento che caratterizza fortemente la scena del dipinto. La figura di Pia è seduta con le spalle contro il muro di un torrione; la schiena è incurvata, il collo e la testa proseguono la curvatura della schiena. Le mani intrecciate in grembo tormentano nervosamente l'anello nuziale. La figura malinconica di Pia, con lo sguardo triste e lontano, perso nei propri pensieri, si ispira ad una famosa incisione di Albrecht Dante Gabriel Rossetti, insieme a John Everet Millais e William Hunt, è uno dei fondatori del movimento preraffaellita (Pre-Raffaellite Brotherhood ). Questo movimento nasce in Inghilterra in epoca vittoriana. Il termine preraffaelita è un riferimento all'arte esistita prima di Raffaello Sanzio che gli esponenti di questo movimento ritenevano colpevole di aver "inquinato l'arte esaltando l'idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza", permettendo così gli sviluppi dell'accademismo, che questi artisti rifiutavano. Oltre al rifiuto dell'arte accademica, i Preraffaelliti si ponevano l'obiettivo di riportare in vita i costumi di un passato nostalgico e immaginario, tentando, inoltre, di unificare i concetti di vita, arte, e bellezza. I temi ai quali si sono maggiormente ispirati includono quelli biblici, letterari, fiabeschi, storici e in particolare medievali; sono presenti anche temi patriottici e sociali. Ispirati alla pittura rinascimentale e medioevale nonché alla cultura del purismo pittorico e dei Nazareni , i pittori preraffaeliti riproducevano, attraverso un panneggio delicato, figure elaborate e luminose. I loro dipinti sono spesso rievocativi, e presentano generalmente riferimenti allegorici e simbolici. Gran parte dei dipinti Preraffaeliti raffigurano soggetti femminili sensuali ed eleganti Dürer dedicata proprio alla malinconia (Melancolia , 1514). Gli oggetti sulla balaustra narrano i pensieri della giovane donna: la meridiana è legata al lento scorrere del tempo nel suo isolamento, i fogli sparsi alludono a delle lettere che la giovane legge e rilegge nell'esilio in cui il marito l'ha relegata, in un lontano possedimento in una zona malsana della Maremma Toscana; il libro delle Ore e il rosario rappresentano le sole attività di preghiera che scandiscono la sua giornata. Quasi tutto il quadro è occupato dal muro della torre e solo un pezzetto di paesaggio , anch'esso grigio e malinconico, descrive il luogo in cui si trova il castello: una landa desolata e paludosa. A ridosso dei merli del castello si vede una campana, che probabilmente scandisce le ore della preghiera. In cielo volano dei corvi che si avvicinano al luogo in cui si trova Pia. I corvi sono presagio di sventura e alludono alla morte. Completano il quadro due piante: l'edera , simbolo di fedeltà e il fico , che potrebbe sia alludere alla dolcezza della vita, ma qui, molto più probabilmente, alla lussuria, dando una chiave di lettura della scena. Pia, sospettata di adulterio, è stata confinata dal marito in questo sperduto possedimento dove troverà la morte. In realtà non si hanno notizie certe su questo personaggio e Dante stesso non svela il mistero. Nel passaggio del Purgatorio, Pia chiede sommessamente a Dante di ricordarsi di lei. Dante, guidato da Virgilio, offre consolazione alle anime degli invidiosi di Hippolyte Flandrin (XIII canto del Purgatorio) Hippolyte Flandrin , Dante guidato da Virgilio offre consolazione agli invidiosi (1835); olio su tela, 298 x 244,8 cm; Musée de Beaux Arts de Lion Hippolyte Flandrin è pittore neoclassico, allievo di Dominique Ingres. Flandrin inizia a dipingere il quadro nel 1834 mentre si trovava a Roma per aver vinto una borsa di studio. L'opera venne esposta a Parigi nel 1836 e poco dopo venne acquistata dal Museo delle Belle arti di Lione, città natale di Flandrin. Il dipinto è rettangolare e ha una disposizione verticale. La composizione è caratterizzata dal taglio prospettico di una scoscesa parete rocciosa che dà profondità alla scena. Il massiccio roccioso ricorda quello del Jura, che si trova non lontano da Lione. Un taglio di luce, che procede obliquamente da sinistra verso destra, interseca la precedente linea di forza. La scena si svolge su una sporgenza orizzontale sulla quale trovano posto tutti i personaggi. A ridosso della roccia, i peccatori sono accovacciati l'uno vicino all'altro in una fila che continua a snodarsi in lontananza anche dietro i due principali personaggi. Il quadro è suddiviso verticalmente in due parti: a sinistra c'è il gruppo principale degli invidiosi che occupano sostanzialmente un ingombro rettangolare che si sviluppa in orizzontale; a destra troviamo le due figure di Dante e Virgilio che occupano un ingombro rettangolare disposto in verticale. Grazie a queste accortezze, il quadro ha un andamento dinamico. Flandrin studia accuratamente le pose dei personaggi in modo da farci percepire la loro stanchezza per la condizione nella quale si trovano. Gli abiti grigi e il pallore ci ricordano che sono dei defunti. Dante e Virgilio sono illuminati dalla luce, inoltre l'abbigliamento rosso di Dante lo rende il fulcro dell'opera. Il poeta si china leggermente per ascoltare uno dei peccatori, un uomo anziano con la barba, l'unico che alza la testa per conversare con i due visitatori. Lo sguardo di Dante esprime compassione. Virgilio, invece rimane assiste alla scena senza mostrare partecipazione emotiva. Vergine Madre di Gustave Dorè (canto XXXIII del Paradiso) Non ho trovato indicazioni certe riguardo alla tecnica utilizzata per la realizzazione di questa illustrazione. Molte incisioni dedicate alla Divina Commedia sono state realizzate Gustave Doré è un artista francese del periodo romantico . Autodidatta , mostra uno spiccato talento per il disegno fin dall'età di sei anni. La sua formazione avviene nelle sale del Louvre . la sua primissima esperienza artistica risale all'età di quindici anni, quando si mise a pubblicare disegni per il giornale La caricature . Artista poliedrico, Doré si è misurato con tutte le tecniche e i formati: pittura, acquerello, disegno, scultura, incisione e con svariati generi pittorici, realizzando in questo modo quadri giganteschi e tele più piccole; brillanti e luminosi acquarelli, disegni a inchiostro sfumato di grande virtuosismo tecnico, vignette graffianti realizzate a penna, incisioni, illustrazioni bizzarre e perfino sculture barocche, stravaganti, monumentali, enigmatiche. L'artista è noto soprattutto per la sua vasta produzione come illustratore di vari generi letterari: romanzi, poesie, fiabe, ma anche di opere più complesse come la Bibbia e La Divina Commedia di Dante. Dopo il 1870 Doré, deciso a non intraprendere più illustrazioni di complesse opere letterarie, iniziò a dedicarsi principalmente alla pittura e alla scultura, discipline nelle quali non riuscirà però a riscuotere il successo che aveva riscosso come incisore. con la xilografia, ma ve ne sono anche molte realizzate su matrici di rame con puntasecca, acquaforte e acquatinta. Osservando l'immagine, che comunque non ha una risoluzione molto alta, si intravvede una texture di segni ondulati che sembrano riconducibili alle venature della matrice di legno di una xilografia. La composizione di questa illustrazione si basa sul cerchio, o meglio, su una serie di cerchi concentrici che conducono ad una figura centrale, quella di Maria , da cui sembra aver origine la luce sfolgorante che annulla i particolari degli angeli che stanno dietro di lei. Maria, rappresentata come una giovane donna dai capelli neri, mossi e fluenti, ha il capo cinto da una corona e circondato da un'aureola, ed è seduta al centro della Candida Rosa, su un petalo fatto di nuvole. In primo piano, su un altro petalo, trovano posto dei personaggi più grandi, disposti in modo simmetrico ma con atteggiamenti diversi l'uno dall'altro. La maggior parte di questi sono angeli con grandi ali e lunghi abiti e sono rivolti verso Maria. Dante si rivolge a Beatrice, che lo ha guidato fino a questo punto ma lei scompare alla sua vista e viene sostituita dalla figura di un vecchio dalla barba bianca. Si tratta di Bernardo di Chiaravalle , che guiderà Dante nell'ultima parte del suo viaggio e che di lì a poco pronuncerà una invocazione a Maria perché Dante possa vedere Dio. L'illustrazione è accompagnata dai versi 133-135 del XXI canto del Paradiso: 'Vidi quivi a lor giuochi quivi e a' lor canti ridere una bellezza, che letizia era ne li occhi a tutti li altri santi ' in cui Dante descrive il clima giocoso e festoso della folla degli angeli che volano intorno a Maria e che ne causa il riso, che a sua volta si riflette nello sguardo soddidente dei presenti. Google Arts & Culture - Gustave Dorè Printmakung Artist Gustave Dorè Cuberis - Gustave Doré, His Engravings and His Engravers

  • Diluizione | ProfCasilli

    РАЗБАВЛЕНИЕ АКВАРЕЛИ ПОДГОТОВКА РАБОЧЕГО ПРОСТРАНСТВА лист должен быть меньше носителя его следует обклеить бумажной лентой, образуя рамку по всему периметру лист не должен быть отклеен, пока работа он готов и сух Научимся правильно разбавлять цвет В акварели важно хорошо разбавлять краску: нужно подготовить достаточное количество окрашенной воды для работы и часто перемешивать ее перед нанесением на лист. Если вы нанесете слишком много пигмента, он не впитается в бумагу и останется на поверхности, создавая нежелательные пятна и следы. Следы образуются, даже если вы рисуете небольшим количеством подкрашенной воды, потому что сила тяжести не действует. УПРАЖНЕНИЕ, ЧТОБЫ НАУЧИТЬСЯ ПРАВИЛЬНО РАЗБАВИТЬ ЦВЕТ Подготовьте лист, приклеенный к опоре разделить его на вертикальные полосы. Нарисуйте каракули карандашом H, не нажимая слишком сильно на карандаш. подготовьте краску, разбавленную водой, на палитре распределяйте цвет, удерживая подставку наклонно и двигая кисть по горизонтали регулярными движениями если цвет разбавлен правильно, то каракули будут видны идеально если цвет слишком густой, добавьте воды, хорошо перемешайте и повторите операцию на второй полоске. если цвет слишком светлый, добавьте немного пигмента и нарисуйте еще одну полоску Упражнение 2, чтобы правильно разбавить цвет Фаза 1: подготовка чертежа • Карандашом H слегка нарисуйте каракули на бумаге. • В созданных пространствах по желанию рисуйте линии и маленькие фигуры, которые, повторяясь, будут создавать текстуры. • ЦЕЛЬ УПРАЖНЕНИЯ : ЛИНИИ И ТЕКСТУРЫ ДОЛЖНЫ БЫТЬ ХОРОШО читабельными ДАЖЕ ПОСЛЕ НАНЕСЕНИЯ ЦВЕТА Фаза 2: подготовка цвета • Выберите цвет из имеющихся у вас (я буду использовать основной синий , который мы тоже использовали в школе и который позволяет нам лучше видеть ошибки) • Если вы используете краску в тюбике , поместите небольшое количество краски в одно из углублений палитры и добавьте воды, чтобы разбавить ее. • Если вы используете пастельные красители , намочите поверхность таблетки кистью, смоченной в чистой воде, и слегка потрите кистью поверхность таблетки, чтобы растворить поверхностный слой. • Возьмите цвет с таблички и поместите его в одно из углублений вашей палитры. • Добавьте столько воды, чтобы получился жидкий цвет (количество воды вы узнаете с опытом). • Сделайте черновой тест на листе бумаги, чтобы увидеть, подходит ли, по вашему мнению, полученный цвет: если вы считаете, что он слишком светлый, добавьте больше пигмента; если слишком густо, добавьте больше воды Фаза 3: прорисовка цвета ПРЕДПОСЫЛКИ • Помните, что в технике акварели рисует вода, а кисть используется для направления воды на бумагу. • Сила гравитации (та, которая заставляет предметы падать вниз) также имеет фундаментальное значение. Вот почему, когда вы рисуете, вы должны держать в руке опору, к которой вы прикрепили свой лист, и наклонять его, чтобы вода могла стекать вниз. НАЧНЕМ : • Хорошо наполните кисть разбавленной краской и рисуйте упорядоченными горизонтальными движениями: слева направо и, слегка опускаясь, справа налево. • Убедитесь, что при нанесении краски на нижнем краю штриха образуется лужица. Этот избыток цвета будет восстановлен при обратном движении. • В случае, если этот запас цвета закончится, снова загрузите кисть и добавьте цвет, чтобы вы всегда могли использовать силу гравитации. • Закрасьте таким образом всю поверхность вашего листа, стараясь не прерывать работу и не возвращаться к рисованию там, где вы уже прошли, возможно, чтобы заполнить места, которые вы оставили пустыми. • Когда вы закончите, положите лист на рабочую поверхность и дайте ему высохнуть (чтобы ускорить этот этап, вы можете использовать фен) ПОМНИТЕ: если вы вернетесь к рисованию там, где вы уже были, будут созданы пятна, и если вы будете рисовать снова, пока лист влажный, вместо добавления цвета вы также удалите то, что уже намазали. Этап 4: корректировка проекта Возможно, вы были очень хороши, и этот шаг бесполезен, но если вы случайно заметили, что краска была слишком плотной и вы не можете видеть карандашные отметки, которые вы нарисовали на бумаге, или если есть более интенсивные или светлые пятна или линии, Вы можете легко решить проблему, следуя этим инструкциям: Хорошо окуните кисть в чистую воду и проведите ею по всей поверхности картины. Не забывайте держать опору в руке, чтобы облегчить движение воды вниз. В местах, где цвет более интенсивный, настоять больше кистью, чтобы лишний цвет, не закрепившийся на бумаге, снова растворился. При этом наклоняйте носитель в разные стороны, чтобы окрашенная вода могла двигаться и распределять цвет по всей поверхности (используйте кисть, чтобы помочь движению воды и добавьте больше, если необходимо). На этом этапе уже закрепившийся на листе цвет после высыхания не сойдет и поэтому можно смело работать. Когда вы закончите, положите бумагу на рабочую поверхность. Если вы заметили, что образовались лужицы разбавленного цвета (обычно в складках бумаги и вокруг краев клея), протрите кисть о тряпку и используйте ее, чтобы впитать излишки краски, которые вы всегда уберете, проведя кистью по тряпка (также можно восстановить цвет, нанеся его на палитру). Дайте листу высохнуть: вода некоторое время будет перемещаться и равномерно распределить цвет по всей поверхности. лист еще влажный после работы только с чистой водой для исправления дефектов. сухой правильный лист Шаг 5: по желанию • Теперь вы можете дополнять свою работу цветными карандашами и тонким черным маркером (или шариковой ручкой). • Раскрашивайте формы текстур в цвета по вашему выбору. • Обведите контуры каракулей черным маркером. вернуться к Акварелло

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  • Tardo Antico_Arte Paleocristiana | ProfCasilli

    Periodo Tardo Antico e Arte Paleocristiana Page Title A partire dal III secolo d.C., all’arte romana si affianca un tipo di arte completamente diversa, l’arte paleocristiana (cioè cristiana delle origini; “paleo” in greco significa antico). Inizialmente quest'arte non può manifestarsi pubblicamente; bisogna ricordare, infatti, che i cristiani venivano perseguitati perché si rifiutavano di praticare il culto dell’imperatore; pertanto, le prime forme di arte cristiana sono poste per lo più nelle catacombe, cimiteri sotterranei situati in luoghi appartati. Quest'arte non ha finalità celebrative o narrative . Specialmente all'inizio è un'arte povera. Sono eliminati i riferimenti alla realtà. Le raffigurazioni sono ricche di simboli . simbolo = immagine cui viene associato un significato diverso da ciò che l'immagine stessa rappresenta. Il significato a volte è conosciuto solo da un gruppo ristretto di persone. Questo accade anche per i simboli dei primi cristiani nelle catacombe. Linea del tempo Le immagini che ritroviamo nei primi luoghi di culto cristiano provengono da modelli ampiamente utilizzati nell'arte romana, usati però, con un significato simbolico diverso e comprensibile solo al gruppo dei cristiani. Un esempio è dato dalla raffigurazione del buon pastore : figura già presente nell'arte romana che i cristiani utilizzano per parlare di Cristo. Agnello che benedice i pani , metà del IV secolo, affresco 40 x 28cm Catacomba di Commodilla, Roma esempio di simbolo: l'agnello è Cristo Il buon pastore , statua romana (III-IV sec. d. C., Museo Lateranense (Roma) Museo Pio-Cristiano. Sarcofago dei Tre Pastori e la vigna simbolica, seconda metà del IV sec. Foto di Fabrizio Garrisi, licenza Creative Commons Affresco del Buon Pastore , Catacombe di San Callisto a Roma. Foto: licenza Creative Commons Un altro esempio di simbolo molto diffuso è quello del pesce. L'utilizzo del pesce per indicare la presenza di una comunità cristiana nelle vicinanze, deriva dall'acronimo ichthýs, formato dalle iniziali delle parole 'Iēsous Christόs, Theoù Yiόs, Sōtēr', “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” Lastra del sarcofago di Livia, scoperto nel cimitero. The text is Livia Primitiva Le catacombe Le catacombe sono aree cimiteriali sotterranee generalmente scavate nella roccia. Il termine viene dal latino catacumba la cui origine è incerta (viene probabilmente dal greco e il suo significato probabile è 'cavità sotterranea'. Nel periodo in cui i cristiani venivano perseguitati, i fedeli si ritrovavano nelle catacombe per pregare. Qui troviamo le prime testimonianze pittoriche paleo-cristiane. Le catacombe non sono un'esclusiva della religione cristiana: ne esistono anche di fenicie e pagane; già gli etruschi e gli ebrei usavano seppellire i loro morti in camere sotterranee. I cristiani ricrearono tale pratica di inumazione abbandonando l'uso della cremazione pagana. Romanum Imperium - Le catacombe Il periodo Paleocristiano (IV - V sec.) La fine dell'Impero Romano e l'inizio del Medio Evo La Storia A partire dal III secolo d. C. le popolazioni germaniche (genericamente chiamate barbari), stanziate a nord e a est dell'Impero, cercano di penetrare all'interno dei confini, spesso spinte, a loro volta, da altre popolazioni provenienti dall'Asia. Per sostenere le spese di difesa di confini ampi come quelli dell'Impero, lo Stato impone tasse sempre più alte ai cittadini, che si impoveriscono sempre di più. Due imperatori, Diocleziano e Costantino, tentano di porre rimedio. Diocleziano attua una riforma del governo del territorio suddividendolo in Impero Romano d'Occidente e Impero Romano d'Oriente, per renderlo più facilmente governabile. Costantino , invece, sfrutta la diffusione del cristianesimo a spese dei pagani, concedendo la libertà di culto ai cristiani, che fino ad allora era stata negata. In questo modo, egli spera di sfruttare il cristianesimo come strumento per mantenere unite le popolazioni dell'impero. Ma queste riforme, a lungo andare, non saranno sufficienti. Il 476 è una data fondamentale nella storia europea: è l’anno in cui cade l’Impero Romano d’Occidente , crollato definitivamente con le invasioni dei barbari. Ha così inizio il Medioevo , un lunghissimo periodo durato quasi dieci secoli , e suddiviso dagli storici per comodità in Alto Medioevo (fino all’anno Mille) e Basso Medioevo (dal 1000 alla fine del 1300). Nella storia dell’arte però il passaggio dall’arte romana a quella medievale avviene ben prima del 476. Nel 313 l’imperatore Costantino emana l’Editto di Milano , grazie al quale i cristiani possono pregare e svolgere le proprie celebrazioni liberamente, senza rischiare condanne. Nei secoli precedenti, infatti, venivano perseguitati perché non accettavano di adorare l’imperatore come un dio. Adesso, invece, lo stesso Costantino si converte al cristianesimo e inizia a realizzare le prime chiese: con queste architetture nasce l’arte paleocristiana. Tutta l’arte medievale, anche quella barbarica e dei secoli successivi, si caratterizza per la produzione di opere religiose. Questa lunga stagione avrà termine nei primi anni del Quattrocento, con l’inizio del Rinascimento. Inaugurata da Costantino, l’arte paleocristiana si esprime nella costruzione di chiese, mausolei e battisteri ispirati nello stile e nella forma ad alcuni edifici romani, di cui a volte si riutilizzarono addirittura delle parti. Le decorazioni ad affresco e a mosaico si ispirano all’arte romana ma assumono significati simbolici legati al cristianesimo . La basilica Il termine basilica lo troviamo sia in ambito romano, sia in ambito paleocristiano. È importante, quindi, capire quali siano le differenze degli edifici che vengono indicati con lo stesso termine BASILICA ROMANA edificio di forma rettangolare circondato da colonne ingresso sul lato lungo possibile presenza di una o due absidi sui lati corti (generalmente una delle due absidi era occupata dalla statua dell'imperatore, mentre nell'altra trovava posto il seggio del giudice) edificio civile, sorta di piazza coperta utilizzata come luogo d'incontro e come tribunale. Ricostruzione della Basilica di Massenzio (Roma) Ricostruzione della Basilica Ulpia, interno Spaccato dell'originaria Basilica di San Pietro a Roma : si osservi la suddivisione interna in cinque navate. La navata centrale è molto più alta delle laterali. La facciata rivela la struttura interna. Davanti alla basilica si trova un chiostro porticato. Come si vede dall'immagine, questa basilica è dotata di un corpo longitudinale che si innesta sul corpo principale dell'edificio: si tratta del transetto. L'incrocio perpendicolare del transetto con l'aula principale conferisce alla basilica la forma di una croce. BASILICA PALEOCRISTIANA edificio di forma rettangolare derivato dalla basilica romana all'interno, file di colonne sormontate da capitelli e collegate da archi a tutto sesto, suddividono l'aula in navate: una navata più grande al centro e navate più piccole ai lati. La disposizione delle navate è sempre simmetrica: esistono basiliche con 3, 5, 7 e raramente con 9 navate. ingresso sul lato corto sul lato opposto della porta d'ingresso c'è un'abside in cui viene collocato l'altare l'edificio ha funzione di culto: è il luogo in cui i cristiani si trovano a pregare e dove hanno luogo i riti religiosi Basilica di Santa Sabina , Roma; inizio della costruzione: V secolo, completamento della costruzione: XX secolo I mausolei I mausolei sono tombe monumentali che si ispirano ad un'altra costruzione romana: il ninfeo. Il ninfeo era una costruzione circolare che i Romani costruivano nei giardini delle grandi ville. Mausoleo di Santa Costanza, Roma. Costruito tra il 340 e il 345. Venne fatto costruire da Costantina, figlia dell'imperatore Costantino, per la propria sepoltura. Foto: licenza Creative Commons Mausoleo di Santa Costanza, interno Foto di José Luiz Bernardes Ribeiro, licenza Creative Commons Nel Mausoleo di Santa Costanza, l'aula circolare è coperta da una cupola; una serie di 12 colonne binate con capitelli corinzi, provenienti da edifici romani, formano un anello che separa la parte centrale da un deambulatorio coperto da una volta a botte. Le decorazioni presenti nel deambulatorio sono i mosaici paleocristiani più antichi giunti fino a noi.

  • Romanico | ProfCasilli

    Il Romanico L’Europa occidentale nell’XI secolo vive un periodo di rinascita: la fine delle invasioni causa una ripresa dell’agricoltura e dei commerci che porta gli uomini a fuggire dal dominio dei signori feudali nei castelli e a raccogliersi nelle città, che sono luoghi di mercato, per potervi esercitare liberamente i propri mestieri; nelle città si sviluppa, poi, il desiderio di indipendenza e di poter prendere insieme, come uomini liberi, tutte le decisioni politiche ed economiche: nascono così i Comuni, in cui la classe dominante è la borghesia, cioè l’insieme degli abitanti del burg (la città) che si guadagnano la vita lavorando, spesso in conflitto con l’autorità del Papa o dell’Imperatore. Nel processo di rinascita dopo l’anno 1000 ha un’importanza fondamentale l’attività dei monaci che, riuniti nelle abbazie, provvedono a recuperare i terreni abbandonati precedentemente, a mantenere la cultura antica e ad assistere ed aiutare la popolazione anche fornendo assistenza medica; nel complesso l’arte, la cultura e l’insegnamento dipendono dalla Chiesa che li usa come mezzo di controllo della popolazione. Basilica di Sant'Ambrogio, Milano La basilica di Sant'Ambrogio (nome originario paleocristiano Basilica Martyrum ), è una delle più antiche chiese di Milano. È tradizionalmente considerata la seconda chiesa per importanza della città dopo il Duomo di Milano. Venne costruita tra il 379 e il 386 in epoca romana tardoimperiale per volere del vescovo di Milano Ambrogio, nell'epoca in cui la città romana di Mediolanum (la moderna Milano) fu capitale dell’Impero Romano d'Occidente (ruolo che ricoprì dal 286 al 402). La basilica viene costruita nell’area della necropoli che sorgeva fuori dalle mura della città romana. Nel 386 vengono ritrovati i corpi di due giovani martiri cristiani, Gervasio e Protaso . Ambrogio ordina il loro trasferimento nella nuova basilica che viene a loro dedicata. Lo stesso Ambrogio verrà sepolto qui, accanto ai due martiri (397). Nel 784 l’arcivescovo di Milano Pietro fonda il monastero benedettino intitolato ai santi Protaso, Gervasio e Ambrogio, accanto alla basilica. Tra l’824 e l’859, l’arcivescovo Angilberto II commissiona a Vuolvino la realizzazione dell’altare d’oro dove vengono trasferite le spoglie dei santi. Contemporaneamente si procede alla ricostruzione della chiesa (atrio e campanile dei monaci), dove verranno sepolti alcuni membri della famiglia di Carlo Magno. In epoca altomedievale (476 – 1000), diviene la sede dell’incoronazione a re d’Italia degli imperatori del Sacro Romano Impero (dal 961, incoronazione di Ottone I). L’incoronazione avveniva il giorno dell’Epifania con la corona ferrea . Era anche il luogo in cui avveniva l’investitura dei cavalieri. Della chiesa originale paleocristiana del IV secolo la nuova basilica eredita la pianta a tre navate senza transetto. Tra il 1088 e l’inizio del XII secolo, la basilica viene ricostruita completamente secondo lo stile Romanico. Si tratta del primo esempio di Romanico lombardo e sarà modello per tutte le chiese dell’Italia settentrionale. Al termine di ciascuna navata viene costruita un’abside semicircolare e davanti alla chiesa viene aggiunto il quadriportico . (Sin dal quadriportico vediamo gli elementi caratteristici dello stile romanico archi a tutto sesto , volte a crociera costolonate , pilastri cruciform i che scaricano il peso dell’edificio sulle pareti esterne.) Quadriportico (nartece o atrio) Costruito tra il IX e il XII secolo, originariamente era il luogo in cui si radunavano coloro che si preparavano a ricevere il battesimo. Nel medioevo diventa luogo di ospitalità dei pellegrini, luogo di mercato, di pubbliche assemblee oltre che di sepoltura. È formato da tre bracci che si innestano sulla facciata. Il portico è sostenuto da pilastri a fascio con capitelli romanici, collegati da archi a tutto sesto e coperto da volte a crociera costolonate. Le decorazioni a bassorilievo sul portale (archivolto e architrave) sono caratterizzati da motivi a intreccio vegetale con animali. Al centro è rappresentato l’agnello, simbolo di Cristo (Agnus Dei). Facciata La facciata è a capanna , tipica del romanico lombardo e presenta due logge sovrapposte. La loggia inferiore presenta tre arcate con al centro il portale d’ingresso. La loggia superiore ha invece arcate che seguono il profilo spiovente del bordo superiore della facciata. Dalla loggia superiore della facciata il vescovo di Milano dava la sua benedizione ai cittadini, mentre le cariche pubbliche potevano parlare con la folla. La facciata è fiancheggiata da due campanili, uno dei monaci, a destra (IX – X secolo) e uno dei canonici (XII secolo), a sinistra. La navata centrale è doppia rispetto a quelle laterali ed è divisa in quattro campate quadrate, tre coperte da volte a crociera costolonate, una aperta nel tiburio. Le volte sono sorrette da grandi pilastri a fascio su cui si imposta un vasto matroneo . All’interno sono conservati capolavori che testimoniano la secolare storia della chiesa di Ambrogio come centro dell’identità civile e religiosa di Milano. Costruita nel tipico laterizio rosso, la Basilica di Sant’Ambrogio è considerata il modello dell’architettura romanica lombarda. Sarcofago di Stilicone (generale romano) Il sarcofago è del IV secolo è una delle poche testimonianze della basilica costruita da Ambrogio. Appartiene alla tipologia dei “sarcofagi a porte di città” per la presenza di porte turrite sullo sfondo. Il fronte verso la navata è occupato dalla Traditio legis: Cristo, seduto tra gli apostoli, consegna a Pietro la Legge; sul fronte opposto, un giovane Cristo insegna. Sui lati minori ci sono scene bibliche, tra cui una delle prime Natività di Cristo in Occidente. Nel XII secolo il sarcofago venne inglobato nel pulpito romanico, da cui il lettore proclamava la parola durante le celebrazioni. È decorato con animali simbolici e figure umane che sorreggono le strutture architettoniche (telamoni). Altare d’oro (altare di Sant’ambrogio) Capolavoro dell’arte carolingia. Venne realizzato tra l’824 e l’859 da Vuolvino . È un altare reliquiario in cui si trovano i corpi di Ambrogio, Protasio e Gervaso. L’altare è costituito da una cassa di legno rivestita di pannelli in oro e argento lavorati a sbalzo e impreziositi da smalti, gemme, perle e coralli . Sulla parte frontale, in oro, sono raffigurate scene della vita di Cristo. Sulla parte posteriore, in argento dorato, è raffigurata la vita di Sant’Ambrogio. Sui lati minori sono rappresentati i santi della Chiesa milanese. Sui portelli di accesso al sarcofago, sono rappresentati Volvino e Angilberto I (arcivescovo di Milano e committente) mentre ricevono la corona da Ambrogio. Ciborio Sopra l’altare, quattro colonne tardoantiche in porfido rosso, probabilmente di età carolingia, sostengono una copertura. Alla fine del X secolo, la parte frontale viene decorata a stucco col tema della Traditio Legis in cui Cristo consegna le chiavi dei cieli a san Pietro e il rotolo della legge a san Paolo. Al di sopra dell’altare, in corrispondenza del ciborio, si apre la cupola ottagonale . Dall’esterno è visibile il tiburio , pure ottagonale , decorato con due ordini di loggette cieche in cui si aprono finestre di forme diverse (una per lato) per illuminare l’interno della cupola. Mosaico Absidale Il mosaico absidale è stato più volte modificato nel tempo. La scena centrale col Cristo pantocratore benedicente, i martiri Protaso e Gervaso incoronati dagli arcangeli, è di epoca tardo-bizantina; i medaglioni dei santi Marcellina e Satiro (sorella e fratello di Ambrogio) e di Candida sono dell’XI secolo. Ai lati: Ambrogio, apparentemente assopito durante la messa a Milano (a destra), contemporaneamente celebra a Tours i funerali di san Martino (a sinistra). L'iconografia degli episodi laterali sottolinea il legame tra Ambrogio e Martino, santo patrono dell’impero franco, sviluppato nel IX secolo dall’arcivescovo di Milano Angilberto II per integrare la Chiesa milanese nel progetto politico e religioso carolingio. L’aspetto attuale del mosaico è frutto del rifacimento quasi totale dell’abside a seguito dei rovinosi bombardamenti del 1943. Sacello paleocristiano di San Vittore in Ciel d’Oro Si tratta di uno degli antichi edifici che ricordavano i martiri sepolti nella necropoli prima della costruzione della Basilica Martyrum. Questo ambiente è oggi collegato con la basilica. Sant’Ambrogio vi aveva fatto seppellire il fratello Satiro (†378) accanto alle spoglie del mauritano Vittore. La cupola è costruita con una struttura leggera di tubi in terracotta; l’interno è rivestito con preziosi mosaici databili al V-VI secolo. Sulla cupola dorata è raffigurato il patrono Vittore, con la corona gemmata propria dei martiri; sulle pareti campeggiano le coppie di martiri della Chiesa milanese Nabore e Felice e Protaso e Gervaso, accompagnati rispettivamente dal vescovo Materno e da Ambrogio, i due vescovi che ne ritrovarono i corpi. L’immagine di Ambrogio mostra caratteri di accentuato realismo: è probabile che derivi da un ritratto ufficiale del santo, eseguito in età giovanile mentre era ancora governatore. Si tratta della più antica raffigurazione conosciuta del santo milanese. Basilica di Sant'ambrogio L'atrio della Basilica di Sant'Ambrogio Duomo di Milano La Basilica di San Marco a Venezia Duomo di Monreale (Palermo)

  • STAMPA | ProfCasilli

    LA STAMPA Un po' di storia La stampa è una tecnica artistica piuttosto antica che permette di realizzare dei multipli partendo da una matrice di base che può essere realizzata con diversi materiali: legno (xilografia) pietra (litografia) lastra di metallo (puntasecca, acquaforte, acquatinta, ceramolle,...) seta (serigrafia) Molti artisti si sono cimentati in questo tipo di arte, sebbene sia molto difficile, dato che non ammette errori. Non è quasi mai possibile fare correzioni e, nel caso si sbagli si deve ricominciare daccapo su una matrice nuova. Nella storia dell'arte, la stampa ha permesso la diffusione delle opere d'arte in tempi in cui non esistevano riproduzioni fotografiche e libri a stampa mobile, inventata da Guttemberg solo intorno al 1450. Ogni materiale ha le sue regole e necessita di particolari strumenti. Xilografia calcografia Serigrafia litografia Kitchen Lithography Litografia THE MET - Lithography La litografia è una tecnica di stampa inventata verso la fine del '700 da un artista austriaco, Alois Senefelder. La scoperta casuale, diventa nell'800 una tecnica molto utilizzata. La tecnica consiste nel disegnare con un pastello grasso sulla superficie di una pietra calcarea. La pietra viene poi trattata con un acido che impedirà all'inchiostro da stampa di aderire sulle parti non disegnate. Completata l'acidazione, la lastra viene pulita con olio per asportare il disegno. L'inchiostro da stampa viene applicato con un rullo sulla lastra coperta da un velo d'acqua. L'inchiostroaderirà solo dove in origine c'era il disegno. La stampa viene fatta con un torchio, ma può essere fatta anche a mano utilizzando un buren, che è un tampone di legno coperto di feltro con cui si passa il retro del foglio da stampare. Come nella stampa calcografica, il foglio di carta deve essere spesso, contenere poca colla ed essere umido.

  • Arte Bizantina | ProfCasilli

    Arte Bizantina Lo stile bizantino caratterizza l'arte e l'architettura che si sviluppano nell'Impero Romano d'Oriente che, a partire dal 395 ha il proprio fulcro nella città di Costantinopoli - l'antica città greca Bisanzio, ribattezzata dall'imperatore Costantino I, nota, ai giorni nostri col nome di Istanbul, una delle maggiori città dell'attuale Turchia). Tale stile è il risultato della contaminazione dell'arte e dell'architettura romane e greche, con influenze dal Vicino Oriente. Cattedrale di Santa Sofia (Istanbul, Turchia) L'edificio nel quale vediamo applicati per la prima volta i criteri dello stile bizantino è la Basilica di Santa Sofia. Dedicato alla sapienza di Dio , dal 537 al 1453 l'edificio fu cattedrale cristiana bizantina (sede del Patriarcato di Costantinopoli , a eccezione di un breve periodo tra il 1204 e il 1261 quando fu convertito dai crociati sotto l'Impero latino di Costantinopoli a cattedrale cattolica di rito romano ). Divenne moschea ottomana il 29 maggio 1453 e tale rimase fino al 1931 , quando fu sconsacrata . Il 1º febbraio 1935 divenne un museo. Il 10 luglio 2020 , con un decreto presidenziale, è stata nuovamente aperta al culto islamico Principali caratteristiche pulvino : tronco di piramide rovesciata a base quadrata che viene sovrapposto al capitello; questo elemento permette di alzare l'arco e far entrare più luce negli edifici abbondanza di decorazioni molto raffinate derivate da intrecci di fiori e tralci (es: capitelli bizantini nella Basilica di San Salvatore a Brescia) proporzioni allungate delle figure umane (proporzione 1:9 invece che 1:8, del canone di Policleto utilizzato nel periodo classico dell'arte greca). Questo stratagemma sottolinea l'eleganza dei personaggi figure stilizzate , per lo più rappresentate frontalmente e differenziate attraverso gli abiti mancanza di realismo assenza quasi totale della prospettiva (si usa la sovrapposizione degli elementi per rendere la profondità dello spazio la pittura viene sostituita dal mosaico uso abbondante dell'oro specialmente negli sfondi (non viene rappresentato il mondo reale, ma tutto è immerso in una luce spirituale 什么是拜占庭艺术? 千古兴亡 | 拜占庭建筑 拜占庭艺术 basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 Santa Sofia - pianta Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=387531 Capitello bizantino Santa Sofia basilica di Santa Sofia, Costantinopoli Di Arild Vågen - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24932378 1/7 Ravenna WORLD HERITAGE LIST L’arte paleocristiana assume aspetti particolari a Ravenna, che dal 402 viene preferita a Roma come capitale dell’Impero d’Occidente perché giudicata più sicura da attacchi e invasioni. Grazie agli stretti contatti fra imperatori d’Oriente e d’Occidente, si diffonde lo stile bizantino che si era sviluppato a Costantinopoli (l’antica Bisanzio, oggi Istanbul), capitale dell’Impero d’Oriente. Vengono quindi preferiti i mosaici (tipici dall’arte bizantina) alla pittura e gli edifici presentano un contrasto fortissimo fra l’esterno molto spoglio, e l’interno, scintillante d’oro: per il cristiano non ha importanza la bellezza esteriore ma quella interiore. 拉文纳 Gli edifici bizantini più importanti di Ravenna Mausoleo di Galla Placidia (dopo il 426 d. C.) Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 549 d. C.) Sant'Apollinare Nuovo (Teodorico fa iniziare la costruzione nel 505 d. C.) Basilica di San Vitale (532 -547 d.C.) Mausoleo di Teodorico (fatto costruire probabilmente prima del 526, anno della morte di Teodorico) Il mausoleo di Galla Placidia Il Mausoleo di Galla Placidia - video da 'Le meraviglie' Il mausoleo è una tomba monumentale. Il piccolo edificio è rivestito da mattoni che formano solo un semplice disegno sui lati; la pianta è a croce greca (cioè con i quattro bracci uguali) con una cupola, all’incrocio dei bracci, nascosta dal tiburio , cioè quella specie di cubo in mattoni che sembra sostenerla. All’interno, nella cupola, è raffigurata, su un cielo blu cobalto, una croce d’oro circondata da stelle, sempre d’oro, che diminuiscono di misura salendo verso l’alto. L’impressione è di uno scintillio che aumenta fino a concentrarsi nella croce, simbolo della luce di Dio e della salvezza. Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 Mausoleo di Galla Placidia Di currybet - Flickr, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=626801 1/6 Per approfondire: Didatticarte - Arte Bizantina Up

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