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- Arte Longobarda | ProfCasilli
Arte longobarda (VI - VIII secolo) Nel 568 i Longobardi si stabiliscono nel Nord Italia. La loro arte, come quella dei popoli barbari in generale, è legata soprattutto alla produzione di manufatti di piccole dimensioni. Tra le opere più comuni si trovano altari e oggetti in oro decorati con figure in bassorilievo molto schematiche e sproporzionate . Home L'origine Documenti scritti I manoscritti La Migrazione Migrazione lungo l'Elba Organizzazione sociale Religione I LONGOBARDI IN ITALIA 568 - 774 Origo Gentis Langobardorum Premessa all’Editto di Rotari Storia delle origini del popolo dei Winnili, struttura sociale e migrazioni Editto di re Rotari (643) Trascrizione leggi longobarde guidrigildo Historia Langobardorum Paolo Diacono Storico di Desiderio Riprende il contenuto dell’Origo gentis Langobardorum e lo completa con la storia dei longobardi fino al regno di Liutprando (744) Una migrazione lunga cinque secoli Dalla Scania i Winnili raggiungono la Scoringa , regione costiera dell’attuale Germania che si affaccia sul Mar Baltico e sul Mare del Nord Cambiano nome in Longobardi (come racconta l'Origo Gentis Langobardorum ) I Romani li incontrano per la prima volta nel 5 d.C. durante la campagna germanica dell’imperatore Tiberio Sono descritti come un popolo «più feroce dei feroci germani » Verso la fine del I secolo d. C., Tacito conferma la loro presenza alla foce del fiume Elba , nei pressi dell’attuale Amburgo «Nonostante l'esiguità del loro numero e il fatto di essere circondati da nazioni molto potenti, derivano la propria sicurezza non dalla sottomissione o da tributi, ma dal valore in battaglia .» WINNILI (= cani folli) – nome originario della popolazione Zona di origine – SCANIA regione meridionale della Svezia occupata nel I sec. a.C. Origo Gentis Langobardorum Editto di Rotari Historia Gentis Langobardorum (Paolo Diacono) Il testo dell'Istoria Gentis Langobardorum venne scritta da Paolo Diacono, lo storico di re Desiderio. La prima edizione originale è del 789. Ne esistono 115 copie Origo Gentis Langobardorum 1/3 RE eletto tra i capi delle FARAE GAIRETHINX assemblea delle lance ARIMANNI Organizzati in FARE Raggruppamenti familiari con funzioni militari ALDII Uomini semi – liberi Agricoltori, artigiani SCHIAVI In Scania culti legati all’adorazione di divinità femminili legate alla fertilità e alla terra (VANIR) Dopo la migrazione in Scoringa culti legati a divinità maschili di ispirazione guerriera (Æsir) In Pannonia conversione all'Arianesimo In Italia conversione al Cristianesimo La conversione riguarda solo il re e la sua famiglia e solo alcuni nobili. La maggior parte della popolazione continua a praticare i culti antichi e difende la propria identità culturale. UNESCO Brescia Il Sito Seriale Il monastero Il complesso Fasi costruttive Galleria immagini Lastra del pavone - video Il museo in classe - video UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura Il Monastero di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia, insieme all’area archeologica del Capitolium, dal 25 giugno 2011 è iscritto nella World Heritage List dell’UNESCO WORLD HERITAGE LIST I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 - 774 d. C.) Il sito seriale è composto da sette siti: Cividale del Friuli Brescia Castelseprio - Torba Campello sul Clitunno Spoleto Benevento Monte Sant'Angelo PATRIMONIO MONDIALE NELLA SCUOLA comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, sparse dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti ducati longobardi. Monastero di San Salvatore e Santa Giulia •Monastero femminile di ordine benedettino (monastero di clausura) •Fondato da Desiderio e Ansa nel 753 •Anselperga , una delle figlie di Desiderio, sarà la prima badessa •Tutte le monache sono di origine longobarda e nobili: il monastero si arricchisce continuamente per le ricchezze e i terreni portati in dote dalle giovani •Gli artisti più importanti dell’epoca vengono chiamati per la decorazione del complesso di edifici costruiti intorno alla basilica di San Salvatore •L’assetto attuale è il risultato di interventi successivi: •763 costruzione della cripta dove vengono collocate le reliquie di Santa Giulia, santa di origine cartaginese, martirizzata in Corsica nel 450 •Insieme ai resti di Giulia, giungono molte altre reliquie •Intorno al 1100 vengono costruiti: •La chiesa di Santa Maria in Solario •Il campanile •Nel 1200 viene ampliata la cripta per permettere il flusso continuo dei pellegrini •In epoca rinascimentale vengono costruiti gli edifici coi chiostri, che vediamo oggi e •Il coro delle monache Google Arts & Culture - Il monastero di San Salvatore e Santa Giulia Capitello bizantino Spata nel fodero con impugnatura, scramasax, imbracciatura, umbone, barde, ascia barbuta 1/8 Per approfondire: I Longobardi in Italia L'altare del duca Ratchis stilizzazione deformazione horror vacui Didatticarte - Horror vacui Altare del duca Ratchis, 737 -744; Museo cristiano e tesoro del Duomo, Cividale del Friuli
- Linguaggio visivo | ProfCasilli
Inizio pagina Opere d'arte Esempi Cos'è arte e cosa no Regole arti visive Inizi pagina Услуги LINGUAGGIO VISIVO Это страница ваших услуг. Это прекрасная возможность предоставить информацию об услугах, которые вы предоставляете. Дважды щелкните текстовое поле, чтобы начать редактирование контента, и обязательно добавьте все необходимые сведения, которыми вы хотите поделиться с посетителями сайта. Если вы предлагаете несколько услуг, курсов или программ, вы можете отредактировать это пространство в соответствии с потребностями вашего веб-сайта. Просто дважды щелкните этот раздел, чтобы открыть диспетчер содержимого и изменить содержимое. Объясните, что влечет за собой каждый элемент, и добавьте фотографии или видео для еще большего вовлечения. COSA È ARTE E COSA NON LO È? Nel mondo di oggi usiamo il termine ARTE per indicare cose molto diverse tra loro che non sempre rientrano nella categoria di ciò che andremo ad esplorare nel corso delle nostre lezioni. Vediamone alcune: MUSICA CUCINA PUBBLICITÀ MAKE UP CINEMA SCULTURA BASSORILIEVO PITTURA SPORT LETTERATURA ANIME DANZA FOTOGRAFIA MANGA INCISIONE MONUMENTI FUMETTI DESIGN CALLIGRAFIA POESIA ARTIGIANATO ARCHITETTURA cos'hanno in comune tutte queste cose? in senso molto generale sono cose che ci danno piacere, sia nel farle che nel goderne Inizi pagina CARATTERISTICHE FONDAMENTALI PER DISTINGUERE COSA È ARTE DA COSA NON LO È Cos'è arte e cosa no Opere d'arte creazioni consapevoli dell'uomo prodotti che non hanno nessuna finalità pratica Le qualità estetiche vengono ricercate dall'artista in modo da avvicinarsi il più possibile alla perfezione Realizzazioni che esprimono o raccontano aspetti dell'animo umano e del modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda hanno carattere di: originalità universalità Opere d'arte "There is no must in art because art is free." (Wassily Kandinsky) La precedente mappa riassuntiva non contiene tutte le tipologie di arti visive, specialmente considerati i nuovi sviluppi contemporanei. Di base, si tenga presente che gli artisti tendono ad usare, in modo creativo e inusuale, materiali e strumenti creati per altri scopi . Un esempio di ciò è per esempio la linoleografia , una tecnica di stampa adottata agli inizi del ‘900 quando venne inventato e messo sul mercato il linoleum, generalmente utilizzato per ricoprire i pavimenti con costi molto bassi e tempi brevi di posa. La linoleografia è una tecnica particolare di incisione. Wassily Kandinsky , Moonlight Nighy (1907), linocut, 21.4 × 19.0 cm, Tretyakov Gallery, Moscow, Russia Foto: public domain Esempi Il linguaggio dell'arte Premesse Strumenti principali Regole Le parole dell'arte Il segno Il punto Il segmento La linea Il linguaggio dell'arte STRUMENTI PRINCIPALI DELL'ARTISTA VISIVO Gli occhi e le mani sono gli strumenti principali di un artista e devono essere allenati ad agire insieme tra loro e con il cervello Regole delle arti visive COMPOSIZIONE Ogni elemento che viene inserito in un’opera ha delle conseguenze sul risultato finale , così, per esempio in un disegno non è importante solo l’oggetto rappresentato, ma anche lo sfondo su cui è rappresentato, la sua posizione sul foglio, il modo in cui sono tracciati i segni, il modo in cui sono stesi i colori, … ARMONIA DI SEGNI, FORME E COLORI La composizione è il modo in cui gli elementi di un'opera visiva sono organizzati nello spazio : l'attenzione non è sul singolo elemento, ma sul rapporto tra tutti gli elementi presenti nello spazio (foglio, quadro, ecc.) Nel linguaggio dell'arte contano molto le 'sfumature', cioè la qualità degli elementi che noi utilizziamo. In particolare, è importante come stendiamo il colore all'interno delle forme, quali colori mettiamo vicini tra loro, come tracciamo un segno. PROPORZIONE Quando si parla di proporzione, si intende il rapporto tra le diverse parti di un soggetto , ma anche quello tra il soggetto principale e gli altri elementi che ci sono nel lavoro e anche il rapporto tra le dimensioni del soggetto e lo spazio in cui viene inserito . ARTE VISIVA LINGUA al posto delle parole usa: SEGNO FORMA COLORE nel suo significato più ampio, possiamo considerare arte ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porti a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Pertanto l'arte è un linguaggio, ossia la capacità di trasmettere emozioni e messaggi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo Il segno è una traccia lasciata su una superficie. Nel linguaggio dell'arte il segno è un segno sensibile capace di trasmettere emozioni. Le qualità del segno dipendono molto dal modo in cui si impugna lo strumento : una impugnatura corretta e un adeguato allenamento permettono di scegliere il tipo di pressione e di stesura più adatti per il tipo di lavoro che si vuole fare. Le tipologie principali di segno sono: IL PUNTO IL SEGMENTO LA LINEA Il punto è il tipo più semplice di traccia. Eppure, non tutti i punti sono uguali: molto dipende dallo strumento utilizzato Più punti possono essere disposti: in modo casuale in modo ordinato secondo uno schema Esempio di 'dot art', una delle tecniche tradizionali di pittura caratteristiche della cultura degli aborigeni australiani foto: public domain Il segmento è un segno breve di lunghezza variabile. dritto può avere andamento Emilio Scanavino curvo Luigi Russolo, Profumo (1910) Van Gogh, disegno: La notte stellata (1889) "Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata" (Paul Klee) retta Linea Prodotto del movimento di un punto mista spezzata curva ondulata Anche nel caso della linea è molto importante anche la qualità del segno, per questo, nel nostro percorso, lavoreremo molto per imparare a conoscere e usare un segno sensibile Regole arti visive FIGURA E SFONDO Questo è un paragrafo. Fai clic qui per modificarlo e aggiungere il tuo testo. La texture texture = (s.f.) il termine texture è una parola inglese che significa letteralmente 'tessitura'. In fisica viene usato per indicare la disposizione degli atomi o delle molecole di un materiale. Nel linguaggio comune e artistico indica la caratteristica di ruvidezza di un materiale o una uniformità di aspetto dovuta alla ripetizione di uno o più elementi distribuiti in modo ordinato o casuale . Ogni oggetto, materiale, superficie ha una sua texture dovuta alla disposizione degli elementi di cui è composto. In alcuni casi è più facile riconoscerla (per esempio le tegole di un tetto), in altri casi è più difficile e serve un microscopio, o per lo meno una lente d'ingrandimento, per poterla scoprire. La presenza di tanti elementi, che riempiono e caratterizzano una superficie, dà anche una sensazione tattile di ruvidezza, o comunque di variazione. In un certo senso, anche a livello visivo, si ha una sensazione di 'ruvidezza'. Qui sotto aggiungo il link ad un articolo di Didatticarte sull'argomento, con tanti esempi di texture. Didatticarte - Monotonia che cattura: la texture Dal punto di vista pratico, una texture può essere realizzata riempiendo lo spazio di segni grafici, ma anche sfruttando le caratteristiche di ruvidezza dei materiali. Per trasferire su un foglio una texture partendo da una superficie ruvida si usa la tecnica del frottage, che consiste nell'appoggiare un foglio di carta non troppo spessa sulla superficie dell'oggetto e nello sfregare sulla stessa uno strumento come matita (disposta di piatto e non di punta), gessetto, carboncino o pastello a cera. Lo strumento va utilizzato in modo leggero per trasferire solo l'impronta degli elementi superficiali.
- L'arte greca | ProfCasilli
Греческая цивилизация В этом разделе мы будем иметь дело с греческими цивилизациями, которые развивались на Эгейском море, начиная с 3000 г. до н.э. С. Очевидно, мы будем иметь дело с этим с художественной точки зрения, но, как мы теперь начали понимать, искусство всегда является выражением жизни, культуры и истории народа, и в этой истории важны технологические достижения, а также встречи с другими цивилизациями. Эволюция всегда порождается встречами, обменами и расширением кругозора. Когда вы прекращаете конфронтацию из-за страха потерять свою идентичность, эволюция останавливается, пытается противопоставить историю, которая продолжает развиваться и, как правило, умирает . L’arte greca è la base della nostra cultura artistica perché ha dettato regole e modelli che hanno continuato ad essere utilizzati per secoli . Quando si parla di arte greca s'intende non soltanto quella prodotta nella penisola greca, ma anche quella creata nelle colonie. L’arte greca è un insieme di tentativi, durati secoli, di ottenere la perfezione in tutti i campi : rappresentare un individuo umano di straordinaria bellezza, creare un edificio armonioso e costruito secondo rapporti matematici, come il tempio, o una struttura inserita perfettamente nell’ambiente naturale come il teatro. Linea del tempo La storia greca comincia con l’invasione dell'isola di Creta da parte dei Dori, una popolazione che, nel XII secolo a.C., sconfisse i Micenei e si impose su tutta la penisola greca creando, in un lungo periodo, tanti centri che condividevano religione, lingua e un’economia legata all’agricoltura e al commercio per mare . Questi centri, chiamati poleis , cercarono spazi di espansione prima a Oriente e poi a Occidente. I Greci, infatti, fondarono colonie in Asia Minore , l’attuale Turchia, (Efeso, Smirne, Alicarnasso), nella zona chiamata Magna Grecia (l’attuale Italia meridionale) e in Sicilia , e anche in Spagna e Africa. Queste colonie mantenevano usi e tradizioni della madrepatria. Diversamente da altre civiltà antiche, caratterizzate da un rigido potere centrale e una casta sacerdotale potente, nelle poleis greche i cittadini si sentivano liberi e partecipavano intensamente alla vita della propria città e non obbedivano ciecamente alle imposizioni della religione. L’abitudine a porsi domande sul perché delle cose senza accettare passivamente la volontà degli dèi portò alla nascita della democrazia (= la partecipazione dei cittadini al governo della città) e della filosofia (= la scienza che studia il perché delle cose). CRETA Overview Le Città palazzo Il Palazzo di Cnosso Elementi architettonici Dipinti Vasi minoici CRETA La civiltà che si sviluppa sull'isola di Creta, a partire dal 2.600 a. C. circa, è detta MINOICA e prende il nome dal mitico re Minosse. I Cretesi sono abili navigatori e danno vita ad una civiltà pacifica (le loro città non sono circondate da mura di difesa) e raffinata . Intorno al 1.200 a. C. l'isola viene conquistata dai Micenei, ponendo fine a questa civiltà. Heraklion Archaeological Museum Heraklion Archaeologic Museum-materiali in 3D Catalogo -The Archaeological Museum of Herakleion Alcuni manufatti interessanti che puoi vedere nel catalogo del Museo Archeologico di Heraklion pag. 77 - il palazzo pag. 83 - modelli in creta del palazzo pag. 100 - modelli colonne pag. 104 - altalena pag. 108 - la dea dei serpenti pag. 212 - esempio di scrittura lineare A pag. 220 - vasi pagg. 274-75; 281; 287-288; 290- vasi di soggetto marino (piovra) pagg. 308- 327 - gioielli pagg. 330-331 - tessere del mosaico della città pagg. 338-345 - sigilli in pietre dure incise pag. 402 - moneta con labirinto (III a. C.) Città palazzo : città la cui estensione coincide con quella del palazzo del re, articolato in tanti ambienti e su più livelli. Il cuore delle città cretesi erano i vasti ed eleganti palazzi reali in cui si concentravano il potere politico, quello religioso e le attività artigianali. L'assenza di mura difensive testimonia il carattere pacifico del popolo cretese. Si parla di città-palazzo , composte da molti edifici. L'arte cretese è gioiosa e prende spunto dalla natura (in particolare dal mare) e dalla società del tempo, come testimoniano i dipinti che decorano le sale dei palazzi, ma anche l'arte vascolare. Quello di Cnosso è il più importante palazzo di Creta ed è il simbolo della civiltà cretese. Gli scavi dell'area in cui sorgeva il palazzo vennero condotti dall'archeologo Arthur Evans nei primi decenni del Novecento. A lui si devono il consolidamento delle fragili strutture con inserti di cemento e la ricomposizione con colori vivaci delle pitture. La ricostruzione di Evans ha sollevato numerose critiche: si tratta infatti di interventi non reversibili, con materiali moderni, che è molto lontana dalla sensibilità di oggi che mira, invece, a conservare le strutture antiche senza cercare di cancellare il passaggio del tempo e che cerca di utilizzare gli stessi materiali utilizzati anticamente. Il palazzo, costruito intorno al 1.600 a. C., si sviluppava lungo una collina di fronte al mare. Era composto da circa 1.300 ambienti che si diramavano a partire da un grande cortile centrale nel quale si svolgevano riti religiosi, cerimonie e spettacoli. Oltre alla residenza del re , vi erano abitazioni , uffici per l'amministrazione, luoghi di culto , aree per gli spettacoli , botteghe e numerosi magazzini . Gli ambienti si articolavano su più livelli ed erano collegati tra loro da scale , corridoi e terrazze che creavano un vero e proprio labirinto ; logge e cortili consentivano l'illuminazione dei diversi ambienti. architrave abaco echino capitello fusto della colonna base della colonna Elementi architettonici Nel palazzo di Cnosso, troviamo delle colonne molto particolari in cui il fusto è più largo in alto e più stretto in basso. Accanto all'immagine trovi i nomi delle diverse parti fondamentali di una costruzione architettonica che abbiamo già cominciato a conoscere. Sul tuo quaderno di arte ricopia la colonna con la base, il capitello e l'architrave, trascrivi i nomi delle diverse parti e prova a darne una definizione. На изображении мы видим проблеск тронного зала. Стены украшены картинами, изображающими пары грифонов, стоящих лицом друг к другу. Грифоны — мифические животные с телом льва и головой орла. Они являются символами решимости и мудрости, качеств, необходимых королю. Le pareti del palazzo sono decorate con colori vivaci . La tecnica utilizzata è la tempera stesa su pareti preparate con stucco, come già facevano gli egizi. I soggetti rappresentati sono persone, animali e piante. Splendido è il dipinto con la rappresentazione di delfini e pesci immersi nell'acqua cristallina del mare. I segni sullo sfondo rappresentano i riflessi dell'acqua in movimento. In questo dipinto, le alghe diventano elementi decorativi della cornice Кносс, Атриум дельфинов . !.700 - 1.400 ок. к. С. Il salto del toro (Taurocatapsia), affresco dal palazzo di Cnosso; Museo Archeologico Heraklion Anche questo dipinto proviene dal Palazzo di Cnosso. Osserva come la scena sia incorniciata da una cornice ornata con forme ricurve riempite con varie texture e alternate. Questo motivo e compreso tra cornici lineari più semplici, anche qui con colori alternati e trattini verticali. La scena è dipinta su uno sfondo azzurro uniforme. Al centro un toro in corsa e tre figure umane che rappresentano tre momenti di questo gioco di abilità: a sinistra un atleta afferra il toro per le corna e con un balzo volteggia sulla schiena dell'animale e poi atterra dietro l'animale. video-il salto del toro Vasi minoici Un aspetto interessante dell'arte cretese è quello che riguarda i vasi dipinti. Si tratta di oggetti con forme particolari e decorazioni molto raffinate. I temi sono influenzati dall'ambiente che caratterizza l'isola di Creta: piante, fiori e il mare. Ci sono anche vasi con decorazioni geometriche in cui prevalgono linee curve e spirali, probabilmente legate alla stilizzazione delle onde del mare. Lo stile di Kamares prende il nome da una località nella quale un buon numero di questi vasi sono stati ritrovati. I colori utilizzati sono: rosso, bianco, giallo su sfondo scuro. Nel XII secolo prevale il tema marino con conchiglie, polipi, pesci e alghe. Qui lo stile è più naturalistico e gli sfondi sono generalmente chiari. Vasi del XVIII secolo a.C. dipinti in stile di Kamares al Museo archeologico Heraklyon, Creta. Foto di Bernard Gagnon, Licenza Creative Commons Cratere con piede cilindrico in stile Kamares, terracotta dipinta, altezza 45 cm; 1750 - 1700 a. C., Museo Archeologico Heraklion ; autore dell'immagine I. N. Rython in stile marino, terracotta dipinta, altezza 20 cm, diametro dell'imboccatura 7, 1 cm, 1500 - 1450 a. C.; provenienza: Festo, Museo Archeologico Heraklyon ; autore dell'immagine:I. N. Vaso con polipo e fondale marino; terracotta dipinta, 1500 - 1450 a. C., altezza 27 cm. Provenienza dal sito di Palaikastro, zona est di Creta; Museo Archeologico Heraklion . Foto di E. S. Rython in stile marino, terracotta dipinta, altezza 32 cm; 1500 - 1450 a. C.; provenienza: sito di Zakros, Museo Archeologico Heraklion ; autore dell'immagine I. N. Micene Porta dei Leoni Tesoro di Atreo Oggetti in metallo Micene La civiltà micenea si sviluppa a partire dal 700 a.C. nella penisola del Peloponneso occupata dagli Achei, un popolo di guerrieri , pastori e agricoltori che abitava città-stato indipendenti, dominate da diversi re, fra le quali la più importante era Micene, da cui questa civiltà prende il nome. Le città rispecchiano il carattere del popolo: non presentano la raffinatezza delle città-palazzo cretesi; sono collocate in posizione elevata e sono protette da mura di difesa imponenti , realizzate con enormi blocchi di pietra, tanto da far nascere la leggenda che fossero state costruite da giganti. I micenei attaccarono e conquistarono Creta, ma, in un certo senso, furono a loro volta conquistati dall'arte e dalla cultura minoiche, tanto da riportare nei loro palazzi decorazioni e oggetti ispirati all’arte cretese. I micenei vennero a loro volta sconfitti da un altro popolo greco, i Dori, intorno al 1100 a.C. Nel 1879, l'archeologo Heinrich Schliemann, guidato dalle pagine di antichi storici greci, oltre che dai poemi omerici, compì diversi scavi a Micene scoprendovi le cosiddette tombe degli Atridi e i loro grandi tesori. La Porta dei Leoni La Porta dei Leoni era l'accesso principale alla città di Micene. Prende il nome dalla decorazione a bassorilievo sul triangolo di scarico, sopra l'architrave. Vediamo due leoni rampanti, cioè con le zampe sollevate, disposti in modo simmetrico ai lati di una colonna. Per la costruzione della porta, viene applicato il sistema trilitico . Risale al 1300 a.C. circa, e fa parte del sistema di fortificazioni delle mura ciclopiche. Non venne mai sepolta, anzi indicava il luogo dei resti di Micene quando l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann scavò con successo la rocca e la necropoli. Porta dei Leoni a Micene, 1300 a. C. ; foto: licenza Creative Commons Il Tesoro di Atreo Il Tesoro di Atreo , anche noto come Tomba di Agamennone , è una tomba monumentale interamente sotterranea, scoperta da Heinrich Schliemann all'esterno delle mura di Micene. Si tratta di una tomba a tholos , costruita cioè, con circoli di pietre inclinate di circonferenza sempre più stretta in modo da formare un cono. La falsa cupola è alta tredici metri e ha un diametro di 14,50 metri: per trovare una costruzione in muratura con una copertura voltata altrettanto ampia si deve aspettare fino al periodo romano quando viene costruito il Pantheon, 1400 anni dopo. Grande attenzione fu posta nel posizionamento delle enormi pietre, sia per garantire la stabilità alla volta, gravata dalla forza di compressione generata dal grande peso, sia per ottenere una superficie interna perfettamente levigata, dove un tempo dovevano risaltare le decorazioni in oro, argento e bronzo. Il dròmos è un corridoio scoperto e inclinato che conduce alla tholos; è lungo 36 metri e ha pareti rivestite di pietre. La sala circolare della tholos era un luogo di culto, mentre attraverso un accesso laterale si accedeva alla camera funeraria vera e propria, scavata con una forma pressoché cubica. Il portale di ingresso del tumulo presentava una ricca decorazione: semicolonne in calcare verde con motivi a zig-zag sul fusto, un fregio con rosette sopra l'architrave della porta e decorazione a fasce con spirali per la lastra in marmo rosso che chiudeva l'apertura triangolare di alleggerimento sopra l'architrave . I capitelli sono a cavetto, simili a quelli lotiformi egizi. Altre decorazioni erano intarsiate con porfido rosso e alabastro verde, un lusso sorprendente per l'età del bronzo . Gli elementi decorativi ritrovati durante gli scavi si trovano al British Museum di Londra. Frammento di una delle due colonne in marmo verde scolpito, proveniente dal Tesoro di Atreo, Micene (1350-1250 a. C.); British Museum Frammento di decorazione in gesso a bassorilievo, proveniente dal Tesoro di Atreo (Micene). Il frammento presenta le zampe anteriori di un toro che procede verso sinistra. Molto probabilmente si tratta di una decorazione di origine cretese (1350 - 1250 a. C.); British Museum Frammento di basso rilievo con testa di toro rivolta verso destra; dal Tesoro di Atreo (Micene); British Museum, Londra Cornice in marmo rosso con coppie di rosette opposte separate da triglifi (130 - 1250 a. C.); dal portale d'ingresso del Tesoro di Atreo (Micene); British Museum Frammento di decorazione in marmo verde con girali e dischi; la lastra triangolare andava a chiudere un triangolo di scarico al di sopra di un portale; dal Tesoro di Atreo (Micene), 1350 - 1250 a. C.; British Museum Frammento in marmo rosso con decorazione a spirali dal portale d'ingresso del Tesoro di Atreo (Micene), 1350 - 1250 a. C.; British Museum Oggetti in metallo Nel corso degli scavi archeologici condotti da Schliemann, vennero alla luce diversi oggetti che testimoniano la grande abilità dei Micenei nella lavorazione dei metalli Museo Archeologico Nazionale di Atene VIRTUAL TOUR- Museo Archeologico Nazionale di Atene VIDEO - Le civiltà egee Arte Greca L’arte greca si suddivide in quattro periodi principali: Periodo Geometrico : IX - VII sec. a. C Periodo Arcaico : VII - metà del V sec. a.C.: si pongono le basi dell’architettura (in particolare del tempio) e si realizzano le prime sculture nella forma di kouroi e korai (giovinetti e giovinette). Periodo Classico : metà del V sec. - metà del IV sec. a.C.: periodo di massimo splendore dell’arte greca. Periodo Ellenistico : dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) al I sec. a.C: periodo di diffusione dell’arte greca in tutto il mondo conosciuto con sviluppo di caratteri nuovi (espressione del sentimento, attenzione per gli aspetti sgradevoli dell’esistenza, architettura monumentale). Periodo geometrico (XI - VIII sec. a. C.) È il periodo in cui i Dori conquistano i territori dei Micenei. Di questo periodo ci sono arrivati prevalentemente vasi dipinti decorati con motivi geometrici (da cui deriva il nome dato a questo periodo). Molti vasi sono stati ritrovati soprattutto in Attica, nella necropoli di Atene presso il Dìpylon (antica porta di Atene). Sono vasi molto alti e venivano utilizzati per segnalare una sepoltura. Presentano una tipica decorazione con vernice nera su sfondo chiaro , costituita da figure astratte : meandri , greche , svastiche , triangoli e linee orizzontali di separazione . Anche eventuali figure di uomini e animali sono estremamente stilizzati . Anfora, periodo geometrico medio. Da Kerameikos (850-800 a. C.); Museo Archeologico Nazionale di Atene Oinochoe con imboccatura trilobata; da Atene; periodo geometrico (750 - 725 a. C.); Museo Archeologico Nazionale di Atene Pisside attica con quattro cavalli sul coperchio, tardo periodo geometrico; da Kerameikos. (750-735 a. C.); Museo Archeologico Nazionale di Atene Cratere attico, tardo periodo geometrico. Kerameikos (Dipylon) (750-735 a. C.); Museo Archeologico Nazionale di Atene Grande anfora (Anfora del lamento funebre); ALTEZZA: 155 CM; tardo periodo geometrico (760-750 a. C.); da Atene; Museo Archeologico Nazionale di Atene MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ATENE Didatticarte - Arte greca - periodo geometrico Denominazione delle parti di un vaso. Principali forme ceramiche e loro funzioni (da Arte. Una storia naturale e civile. Vol 1, Einaudi scuola), ripreso dal Diariodell'arte.it Lettura dell'opera Anfora della lamentazione funebre (760 - 750 a. C.) Questo grande vaso è stato ritrovato presso il Dypylon (porta monumentale di Atene, costruita nel IV sec. a. C., con due ingressi e che conduceva al quartiere dei vasai), in una necropoli con sepolture datate tra il IX e il VII sec. a. C. Alto 1,55 m, è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene. Si tratta di un'anfora funeraria , in stile tardo-geometrico. L'anfora era destinata ad essere usata come "segnale" per la sepoltura di una nobile donna ateniese, appartenente ad una famiglia importante che poté permettersi di commissionare il vaso funerario dotato di simili dimensioni monumentali, il più antico a noi giunto. Il vaso, che poteva ricevere le libagioni versate dalle persone in lutto, aveva funzione essenzialmente commemorativa e funeraria: era ad un tempo il segno della tomba della nobildonna e un monumento alla sua memoria. Il tipo di vaso era determinato dalla tradizione: nel secolo precedente, quando gli ateniesi usavano cremare i loro morti, per le ceneri delle donne si usavano le anfore, per quelle degli uomini i crateri. L'anfora presenta 65 fascie sovrapposte che girano tutt'intorno al vaso e hanno ampiezza variabile, a seconda della posizione. Le fasce presentano motivi con greche, meandri, rombi, triangoli. Al centro, in corrispondenza dei manici, vi è una scena di lamentazione funebre in onore di una donna. Vi compaiono 39 figure stilizzate necropoli = dal greco, vuol dire 'città dei morti' ed è un luogo, generalmente fuori dalla città, dove venivano sepolti i defunti anfora = vaso di terracotta con due manici. Il corpo può avere diverse forme, a seconda di ciò che era destinato a contenere cratere = grande vaso utilizzato per mescolare vino e acqua. Ha una imboccatura molto ampia e due manici nella parte bassa del corpo libagione = offerta sacrificale di bevande particolarmente diffusa nei riti dell'antichità in modo geometrico. Al centro vi è il corpo della defunta sdraiato su un letto, davanti, alcune figure femminili accovacciate per terra, sono riconoscibili dai lunghi abiti che coprono le gambe. Si osservi il canone di proporzione che è stato utilizzato: la testa è un piccolo cerchio con una protuberanza all'altezza del mento, l'altezza di testa e collo è metà dell'altezza del tronco, il busto (mostrato frontalmente) è un triangolo con bastoncini al posto delle braccia. Il corpo è quasi tagliato in vita e alle ginocchia: le distanze tra vita e ginocchio e tra ginocchia e piedi sono praticamente identiche. La silhouette del Dipylon con le sue articolazioni è la somma di parti distinte e matematicamente correlate. Nella rappresentazione della scena viene evitata la sovrapposizione delle figure . La coperta a scacchi che dovrebbe ricoprire il cadavere della nobildonna è mostrata come una tenda tesa al di sopra del suo corpo con il bordo inferiore che ne segue la linea in modo da non confondersi con esso. Tutte le figure sono poste sullo stesso piano ; i dolenti che si trovano a fianco del letto funebre in realtà lo circondavano in un pianto rituale. Allo stesso modo, le figure sotto il feretro si trovavano di fronte ad esso. Attraverso l'appiattimento dello spazio quasi niente risulta nascosto. Il vaso a causa delle dimensioni è stato costruito in sezioni riunite in un secondo momento; l'angolo acuto, formato dall'incontro tra la forma ovoidale del corpo e la forma cilindrica del collo, è stato lasciato in evidenza. Il ceramista infine ha aggiunto due maniglie doppie. La struttura sembra rispondere ad un preciso schema proporzionale: l'altezza è doppia della larghezza, il collo è la metà dell'altezza del corpo. La parte pittorica è stata eseguita con una soluzione di argilla e acqua, che sarebbe diventata scura dopo la cottura del vaso. Periodo arcaico (VIII - VI sec. a. C.) Epoca in cui sorgono le colonie della Magna Grecia; vengono edificati i primi templi e realizzate le prime sculture con soggetto umano, i koùroi e le kòrai . Le figure, anche se rigide, sono già idealizzate, esprimono cioè una bellezza idealizzata e una perfezione inarrivabile per gli uomini comuni. I vasi di quest’epoca sono decorati con figure umane dipinte di nero. Statua in marmo rappresentante un kouros, ritrovato ad Anavyssos, Attica ca. 530 a. C.; altezza 195 cm Le due opere sono conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene statua in marmo di una kore, trovata a Merenda, in Attica (550-540 a. C.); altezza 235 cm, compreso il piedistallo La ricerca del corpo perfetto La bellezza del corpo umano era per i Greci una vera ossessione. Sin dall'epoca arcaica cominciarono a creare statue a grandezza naturale cercando di realizzare una figura umana perfetta. Queste prime sculture raffigurano generalmente giovani maschi nudi, i cosiddetti Kouroi (singolare Kouros). Non si tratta di ritratti di personaggi reali, ma di rappresentazioni dell'uomo ideale: atletico, giovane, sicuro e con un leggero sorriso sulle labbra, ad indicare la superiorità di chi sa di essere superiore. Tra le sculture arcaiche, si trova anche la Kore , una figura femminile vestita (al plurale korai). Come il kouros, ha una posizione rigida, forme massicce e lo stesso sorriso, appena accennato. La kore porta sempre il peplo, il tipico abito delle donne greche, che scende liscio lungo il corpo e ha il braccio sinistro sollevato per tenere un'offerta. Kuroi e korai, infatti, venivano realizzati per i santuari, come doni alle divinità. Le statue, inoltre, erano colorate con tinte molto vivaci , esattamente come i templi. Ma questo non toglieva nulla a quel senso di immobile perfezione che queste statue volevano raggiungere. Particolare della Kore Phrasikleia ritrovata a Merenda Ricostruzione cromatica della Kore Phrasikleia Confronto Le statue greche del periodo arcaico presentano dei caratteri simili a quelle della civiltà egizia. STATUA MASCHILE EGIZIA KOUROS (statua greca arcaica postura rigida sguardo rivolto in avanti forma trapezoidale del copricapo (nemes) assenza di espressione del volto braccia lungo i fianchi mani chiuse a pugno gamba sinistra spostata in avanti ginocchio ben definito, ma non piegato entrambe le piante dei piedi poggiano completamente sulla base la statua non viene liberata dalla pietra del blocco da cui è ricavata postura rigida sguardo rivolto in avanti forma trapezoidale della capigliatura sorriso enigmatico braccia lungo i fianchi mani chiuse a pugno gamba sinistra spostata in avanti ginocchio leggermente piegato piede posteriore completamente appoggiato, piede anteriore appoggiato parzialmente statua a tutto tondo: la figura viene completamente liberata dalla pietra non necessaria (osserva: tra le gambe e tra le braccia e il busto Statua di Micerino (2490 - 2472 a. C.) e della regina Khamerernebti II, rinvenuta nel tempio mortuario del faraone a Giza. Museum of Fine Arts, Boston Kouros di Anavyssos visto da dietro Periodo classico (480 - 323 a. C.) È il periodo compreso tra la sconfitta dei Persiani e la morte di Alessandro Magno. Ad Atene vengono realizzati gli edifici sacri dell'Acropoli : l'arte greca vive il suo momento di maggiore splendore. È l'epoca dei grandi scultori Mirone , Policleto , Fidia e Prassitele . Le statue hanno pose più naturali ed equilibrate. La pittura vascolare è caratterizzata da figure rosse su sfondo nero. Dedichiamo particolare attenzione a questo periodo perché gli elementi più originali della cultura e dell'arte greca classica continueranno ad influenzare il pensiero nelle sue diverse forme e l'arte fino ai nostri giorni. Cerchiamo di vedere, di seguito, gli elementi più importanti e caratteristici del periodo. Il primo e più importante aspetto della cultura greca, che influenza profondamente anche l'arte è la razionalità : i Greci, inventori della filosofia , cercano di utilizzare la ragione per comprendere il mondo che li circonda e attraverso la ragione cercano di misurare tutte le cose, definendo una regola di proporzione che utilizzeranno nella scultura e nell'architettura (canone di Policleto ). I filosofi più famosi sono Platone e Aristotele che insegnano nella scuola peripatetica di Atene: una scuola non fatta di aule e banchi, ma un giardino nel quale i filosofi passeggiavano conversando coi loro studenti. I filosofi si ponevano tante domande sui fenomeni della natura, su quale fosse il migliore sistema politico, su ogni aspetto della vita umana. Stupefacente è per noi moderni sapere che l'idea di atomo è stata concepita da un filosofo greco, Democrito, vissuto tra il 460 e il 370 a.C.: l'atomo viene definito come la particella più piccola e indivisibile della materia ed è accompagnato dall'idea di vuoto. Partendo da questa visione, nei secoli successivi filosofi e scienziati studieranno la materia di cui sono fatte tutte le cose, gettando le basi della scienza. Tra gli argomenti trattati dai grandi pensatori greci c'è anche quello della bellezza. È così che si viene a definire il concetto di bellezza ideale : una bellezza perfetta che non esiste nella realtà, ma che deriva dall'insieme di elementi presi da diversi individui. Tali elementi consistono, per esempio nella forma e nella lunghezza del naso, la dimensione, la forma e la distanza degli occhi dal naso e così via per tutte le parti del corpo. La storia Siamo all'epoca della Seconda guerra persiana (480 - 479 a. C.), quando i Persiani, guidati da Serse I di Persia, tentano nuovamente di invadere e conquistare la Grecia dopo il primo e fallimentare tentativo della Prima Guerra Persiana (492 - 390 a. C.), condotta per ordine di Dario I di Persia e conclusasi con la ritirata degli aggressori in seguito alla sconfitta a Maratona . Dopo la morte di Dario, suo figlio Serse impiegò vari anni per pianificare la seconda spedizione, dovendo infatti raccogliere una flotta e un'armata di dimensioni colossali. Gli Ateniesi e gli Spartani guidarono la resistenza ellenica, costituita da un'alleanza militare di circa trentuno poleis (Lega Panellenica). Bisogna anche dire che la maggior parte delle città greche rimase neutrale o si sottomise spontaneamente al nemico. L'invasione cominciò nella primavera del 480 a.C.: l'armata persiana attraversò l'Ellesponto e marciò in direzione della Tessaglia, attraverso la Tracia e la Macedonia. L'avanzata terrestre delle forze persiane venne però bloccata presso il passo delle Termopili , dove un piccolo esercito guidato dal re spartano Leonida I ingaggiò la storica battaglia. Il valore e la determinazione dell'esercito greco permise di ritardare di due giorni l'avanzata dei Persiani. La sconfitta dei greci, tutti uccisi in battaglia, fu dovuta al tradimento di un greco che indicò ai Persiani un passaggio tra le montagne poco sorvegliato che consentì loro di prendere i Greci alle spalle, accerchiandoli completamente. Nello stesso momento, la flotta persiana veniva bloccata da quella Ateniese e dei suoi alleati presso Capo Artemisio . Alla notizia dell'esito della battaglia delle Termopili, la flotta ellenica si trasferì più a sud, in direzione di Salamina. Intanto le forze persiane avevano sottomesso la Beozia e l'Attica, giungendo fino ad Atene, che, abbandonata dai suoi abitanti, venne conquistata e incendiata. I Greci avevano previsto una seconda linea di difesa presso l'iatmo di Corinto, che venne fortificato a protezione del Peloponneso. Temistocle convinse tutti gli alleati ad ingaggiare una battaglia navale nello stretto braccio di mare che separava l'isola di Salamina dalla costa attica sfruttando la grande manovrabilità delle navi greche, più piccole rispetto alle grandi e pesanti navi da guerra persiane, lente e difficili da manovrare nello stretto braccio di mare scelto dai greci come teatro della battaglia. I persiani sconfitti, si ritirarono tornando in Asia, lasciando in Grecia un esercito di 300 000 soldati. Anche questo contingente persiano venne sconfitto dagli Ateniesi e dai loro alleati, la primavera seguente nella battaglia di Platea, per terra e nella battaglia navale di Micale. I Persiani furono costretti a ritirarsi e persero la loro influenza economica e commerciale sul Mar Egeo . Nel 479 a.C. i greci attaccano i Persiani scacciandoli definitivamente dall'Europa, dalle isole dell'Egeo e dalle colonie greche della Ionia. Per i Greci la bellezza esteriore corrispondeva a qualità positive della persona : un po' come dire che una persona bella era per loro anche buona. I Greci inventano anche il teatro : commedie e tragedie che vengono rappresentate da attori professionisti (solo uomini) all'interno di luoghi creati apposta, i teatri, appunto. Molti aspetti del teatro moderno derivano da quello greco, sia nel modo di organizzare lo spettacolo che nella forma dell'edificio stesso. I Greci inventano anche la democrazia , cioè un sistema politico basato su una rappresentanza della popolazione. Certo, rispetto ad oggi ci sono delle differenze, ma il principio di base è ancora quello: non c'è un'unica persona che decide per gli altri, ma un insieme di persone, scelte dai cittadini, che discutono insieme e prendono quindi le decisioni migliori per tutta la popolazione. Arte Greca del Periodo Classico Vediamo ora alcune delle opere più importanti e significative realizzate in questo periodo. PITT URA I Greci si cimentano nell'utilizzo di diverse tecniche artistiche, tuttavia, sebbene ci siano testi che descrivono la bravura di grandi artisti, abbiamo pochissimi esempi di dipinti, che sicuramente i Greci realizzavano sia come decorazioni sulle pareti degli edifici, sia come quadri veri e propri appesi alle pareti. Alcune testimonianze riguardano il territorio greco, altre provengono dai territori della Magna Grecia, quindi dall'Italia Meridionale, dove i Greci avevano fondato diverse colonie. La sapienza dei Greci, però non va perduta e sarà la base sulla quale si formerà la pittura Romana. Tomba del tuffatore , visione complessiva; tempera su intonaco (480 - 470 a.C. ca.); dimensioni: 78 x 194 x 98 cm; Museo Archeologico Nazionale di Paestum Unico esempio di pittura di età greca della Magna Grecia, la Tomba del tuffatore è una sepoltura a lastroni, chiusa da una copertura piana, con affreschi sulle pareti interne. Sulla lastra di copertura è dipinto un uomo che si tuffa in acqua: il tuffo simboleggia il passaggio dalla vita alla morte. Sulle quattro lastre, che costituiscono le parti della cassa, sono rappresentate scene tradizionali di banchetto (lati lunghi nord e sud) e personaggi in cammino (lati brevi est ed ovest). I personaggi dei banchetti, a gruppi di due, sono presentati con grande vivacità in diverse posizioni: mentre giocano, suonano o conversano animatamente. Il pittore ha utilizzato la tecnica a tempera con il procedimento della sinopia, su di un intonaco di calce e sabbia, applicato in due strati dei quali il più sottile, in superficie, ben levigato e liscio, contiene anche una polvere di marmo che gli conferisce brillantezza e consistenza. inte del IV secolo a.C. Il dipinto che rappresenta il ratto di Persefone è stato ritrovato nel 1977 in una località vicino a Salonicco, in una tomba vicino a quella di Filippo II il Macedone e probabilmente conteneva le spoglie di un membro della famiglia reale. L'affresco, sebbene rovinato dal tempo, è di alta qualità. La quadriga viene mostrata di tre quarti, le vesti e i capelli sono scompigliati a causa dell’impeto della corsa. La scena è pervasa di grande drammaticità, come si può notare dalla gestualità del dio Ade, che sta ancora salendo sul carro, e soprattutto di Persefone, colta in un’espressione di sorpresa e disperazione. Il dipinto, realizzato verso la fine del periodo classico, presenta grande dinamismo e drammaticità, aspetti che diventeranno di lì a poco caratteristici del periodo Ellenistico Rapimento di Persefone, affresco, 100x350 cm circa (350 a.C. circa), tomba di Persefone, Vergina, Grecia. SCULTURA La scultura nel periodo classico abbandona la rigidità e la staticità arcaiche per assumere maggiore naturalezza . I corpi sono più simili alla realtà e vengono rappresentati in movimento. Discobolo Lancellotti, copia romana del Discobolo di Mirone (450 a.C. ca), realizzata probabilmente nel II secolo d.C.; altezza 156 cm; Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, Roma La statua del Discobolo Lancellotti raffigura un atleta colto nell’attimo che precede il lancio del disco. Unico esemplare quasi interamente conservato del tipo, la statua è una replica fedele di una delle opere più ammirate dell’antichità: il Discobolo in bronzo dello scultore greco Mirone (ca. 450 a.C.). Scoperto nel 1781 a Roma, sull’Esquilino presso villa Palombara, il Discobolo Lancellotti fece parte per lungo tempo della collezione privata della famiglia Lancellotti (da cui deriva il nome) nel Palazzo Massimo Lancellotti a Roma. Acquistato nel 1938 da Adolf Hitler, è rimasto nella Gipsoteca di Monaco di Baviera fino al 1948. Dal 1953 si trova nel Museo Nazionale Romano. Del Discobolo Lancellotti sono di restauro il polpaccio destro, le dita della mano sinistra, la base ovale che comprende il plinto antico e forse un’estremità inferiore del disco; risultano integrati (riattaccati) il braccio destro e il piede sinistro. Nell'opera coesistono l'idea di equilibrio (piede destro appoggiato sulla base e sinistro di cui appoggia solo la punta) e di movimento espressa dalla posizione del disco colto un attimo prima che venga lanciato. La statua non rappresenta una persona particolare, ma in generale un atleta che lancia il disco. Del discobolo esistono numerosi esemplari, ma soltanto il Discobolo Lancellotti è completo. Nella seconda foto è riprodotto l'esemplare esposto nel British Museum, puoi notare come l'angolo della testa sia diverso. La versione del British Museum era stata trovata priva di testa e restaurata, come si faceva in passato, utilizzando pezzi anche senza avere la certezza che appartenessero proprio a quell'opera. Questa immagine, tuttavia, ci permette di apprezzare il dinamismo della composizione. Discobolo di Mirone , vista frontale; copia romana in marmo dell'originale greco in bronzo (The Townley Diskobolos), II sec. s.C.; proveniente dalla villa di Adriano a Tivoli. Altezza 170 cm; la testa di questa scultura è stata incollata con un angolo scorretto; collocazione: British Museum (Londra) LETTURA DELL'OPERA Doriforo di Policleto Policleto è lo scultore che nel periodo classico definì le regole di proporzione utilizzate da allora in poi per realizzare tutte le parti del corpo in modo perfetto. Queste regole sono raccolte in un libro destinato agli scultori (Canone ). L'insieme delle regole stabilite da Policleto si chiama CANONE DI POLICLETO . Il canone di Policleto stabilisce come unità di 'proporzione' la testa e dice che per realizzare una figura proporzionata l'altezza dev'essere pari a 8 teste. Doriforo di Policleto . Copia romana in marmo dell'originale greco in bronzo(450 a.C.); altezza 212 cm; ritrovato a Pompei e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) Perché non si parla di misure precise, ma di proporzioni? Vediamo ora le caratteristiche principali: la statua è realizzata in marmo , è alta 212 cm e poggia su un piedestallo è una copia romana ritrovata a Pompei di una scultura greca del periodo classico realizzata da Policleto la statua originale di Policleto era in bronzo nella versione in marmo viene aggiunto un contrappeso a forma di tronco per assicurare stabilità alla scultura la testa è caratterizzata da capelli corti, riprodotti con ciocche ondulate in modo molto minuzioso. il viso è leggermente girato verso destra il viso è armonioso (dimensione della testa e delle sue parti) e corrisponde all'ideale di bellezza la scultura non rappresenta una persona reale, ma una figura idealmente perfetta , colta nel momento più perfetto della vita - la giovinezza il corpo è ben proporzionato (canone di Policleto ) anatomia del corpo molto naturalistica (lo scultore osserva la realtà e riproduce non solo le forme, ma anche la tensione o la rilassatezza dei muscoli per dare naturalezza alla postura del personaggio, Policleto utilizza il CHIASMO A causa della posizione assunta dal personaggio, Policleto conferisce alla scultura del Doriforo un andamento ad S : si tratta di una compensazione della colonna vertebrale che assume il nostro corpo per mantenere al centro il baricentro CANONE DI POLICLETO : l'unità di proporzione è la testa; la figura intera è alta 8 teste CHIASMO : il termine deriva dalla lettera greca detta 'chi' (X) e indica una opposizione tra gli arti superiori e inferiori: braccio destro rilassato lungo il corpo, gamba sinistra piegata braccio sinistro piegato, gamba destra tesa Andamento ad S : dal momento che una gamba è tesa e una è piegata, il bacino risulta inclinato e la spina dorsale assume una curvatura ad S per mantenere al centro il baricentro del corpo Questa statua viene tradizionalmente interpretata come un 'doriforo', cioè un portatore di lancia (un lanciatore di giavellotto, diremmo oggi), anche se gli storici dell'arte stanno ultimamente avanzando altre ipotesi interpretative (cfr. video). Nella mano sinistra chiusa a pugno era sicuramente inserita una lancia in bronzo, che però non è arrivata fino a noi. Osservando bene la statua, si possono vedere ancora delle tracce di colore sulla testa. Fregio del Partenone - British Museum Periodo ellenistico (323 - 31 a.C.) Epoca compresa tra la morte di Alessandro Magno e la battaglia di Azio che, con la conquista dell'Egitto da parte dei Romani, segna il declino della civiltà greca. L'Oriente è ora sotto il controllo dei romani e non più dei greci. L'arte di questo periodo esprime la crisi della civiltà greca : le opere presentano una maggiore accentuazione del movimento , le figure non sono più caratterizzate dalla bellezza ideale, da eleganza e compostezza, compaiono espressioni di emozioni forti sui volti. Laocoonte e i suoi due figli lottano coi serpenti , scultura greca della scuola di Rodi (I secolo), Museo Pio-Clementino, MuseiVaticani Il gruppo del Laocoonte è stato ritrovato nel 1506 sul colle Oppio. Sembra che allo scavo abbiano assistito all’epoca anche Michelangelo e Giuliano da Sangallo, inviato dal papa affinché giudicasse il valore del ritrovamento. È stato proprio Sangallo a identificare la scultura come quella descritta da Plinio. Dopo la scoperta, papa Giulio II, appassionato collezionista dell’arte classica greca e romana, acquistò la statua e la fece posizionare nel cortile delle statue progettato dal Bramante all’interno del Giardino del Belvedere dei Musei Vaticani, il cui scopo era proprio quello di ospitare la collezione artistica del papa. La realizzazione del Giardino ha rappresentato, quindi, una sorta di atto di fondazione dei Musei di cui il gruppo del Laocoonte è ancora una delle opere più importanti. La scultura rappresenta la morte del sacerdote e dei suoi due figli mentre vengono stretti tra le spire dei serpenti marini: qui, Laocoonte è stato raffigurato in un movimento instabile mentre cerca di liberarsi dalla stretta dei serpenti. È evidente lo sforzo così come la tensione anche emotiva del personaggio: è un dolore sia fisico che spirituale quello raffigurato nel gruppo scultoreo tramite la torsione del busto per cui il personaggio assume una posa innaturale , mentre il volto corrucciato testimonia il dolore che prova per sé e per i suoi figli. Questa sua impetuosità e agitazione si contrappongono alla fragilità e alla debolezza delle figure dei figli che pregano per il suo aiuto: lo spettatore non può far a meno di provare empatia con il dolore del padre e dei figli. Nike di Samotracia , scultura in marmo pario (h. 245 cm) di scuola rodia, dalla discussa attribuzione a Pitocrito, databile al 200-180 a.C. circa e oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi. La Nike di Samotracia ci è arrivata acefala, cioè priva della testa, questo però non diminuisce il valore dell'opera in cui lo scultore riesce a darci il senso di un grande dinamismo. La figura femminile è posta sulla prua di una nave, ha la gamba destra avanzata, come se stesse per spiccare il volo. L'abito in tessuto leggero aderisce al corpo, lasciandone intravedere le forme, secondo la tecnica del tessuto bagnato che era stata introdotta già nel periodo classico. L'abito svolazza verso il retro della figura, rendendo visibile la forza del vento contrario alla direzione in cui si sta muovendo la nave. La scultura della Vecchia ubriaca ci presenta una figura femminile accosciata che tiene fra le braccia una damigiana di vino decorata con un serto di vite con foglie e grappoli d'uva. La testa girata verso l'alto è quella di una donna anziana il cui viso è segnato da profonde rughe, con le guance cadenti e caratterizzato da un'espressione vacua. Il corpo è smagrito e l'abito è indossato con noncuranza (un braccio completamente scoperto e il pallio che le scende dalla spalla sinistra. Qui la bellezza ideale lascia il posto ad una rappresentazione molto spinta della realtà. La figura incarna il senso di smarrimento di una donna ai margini della società. Mirone di Tebe, La vecchia ubriaca , copia romana da un originale ellenistico del 300-280 a.C. circa; marmo, h 94 cm; Musei Capitolini, Roma Architettura Nel mondo greco le sculture erano spesso il completamento naturale dell'architettura, e in particolare dei templi. Le poleis erano generalmente caratterizzate da una zona più elevata, l'acropoli , sulla quale si concentravano gli edifici destinati al culto (templi). Nella parte bassa della città, invece, c'era una zona dedicata alle attività civili, come attività commerciali, tribunali e luoghi di riunione, nelle quali veniva esercitato il potere politico dell'aristocrazia, espressione della democrazia greca (l'agorà ). Anche il tempio era espressione della cultura razionale greca e della ricerca dell'armonia, ottenuta attraverso una ricerca delle proporzioni geometriche delle sue diverse parti. L'armonia riguardava anche la collocazione del tempio in relazione agli edifici circostanti. Oltre al tempio, un altro edificio di grande importanza era il teatro, luogo della cultura, aperto a tutti, i cittadini. Il tempio Il tempio greco deriva dal mègaron, la sala principale del palazzo miceneo, cui però veniva assegnata una funzione di culto. La statua della divinità era collocata nella sala più lontana dall'ingresso ed aveva, generalmente, dimensioni mastodontiche, in modo da poter essere vista dai cittadini che, non potendo accedere al tempio, sostavano sulla piazza antistante, sulla quale si trovava anche l'altare per i sacrifici. Inizialmente il tempio era costruito con mattoni, legno e terracotta e si ispirava ai modelli egizi e cretesi. La forma rettangolare deriva dal mègaron, la sala principale del palazzo miceneo. A partire dall'epoca arcaica, si scelsero materiali più duraturi, come il marmo, arricchiti da colori vivaci e si cominciarono a stabilire sia le dimensioni che le proporzioni delle singole parti e il tipo di decorazioni delle colonne e della trabeazione, la parte costituita da architrave, fregio e cornici, sulla quale, sui lati brevi, poggiava il timpano (spazio triangolre che andava a chiudere l'incrocio delle falde del tetto. All'interno del timpano era collocato il frontone che era talvolta arricchito da sculture di grandi dimensioni che si adattavano perfettamente allo spazio triangolare assecondando la forma attraverso le pose dei personaggi rappresentati. Marmi del Partenone - British Museum Arte Svelata - Il Partenone Ordini architettonici Il Teatro
- Albero di carta | ProfCasilli
Albero di carta L'attività che ti propongo utilizza materiali molto semplici e facilmente reperibili. Richiede un po' di pazienza, specialmente all'inizio, per capire il funzionamento della tecnica, ma ti permetterà di ottenere delle creazioni interessanti e di sicuro effetto. Pinterest - Quilling - Albero La forma dell'albero Prima di cominciare, prestiamo attenzione alla forma degli alberi. Come prima cosa possiamo guardare fuori dalla finestra e osservare gli alberi che stanno intorno a noi . Inoltre, possiamo fare una ricerca su internet per scoprire come ogni albero abbia un modo diverso di svilupparsi: alcuni si sviluppano molto in altezza, altri hanno rami che si distendono in orizzontale, ecc. Tuttavia, ci sono dei principi comuni che dobbiamo tenere in considerazione: l'albero è una creatura che cresce progressivamente partendo dal tronco , che è la parte più grossa. Sul tronco si innestano i primi rami che hanno sempre un diametro più piccolo di quello del tronco (almeno due o tre volte più piccolo); questi rami continuano a crescere di anno in anno in spessore, ma anche in lunghezza, per cui il ramo è più largo alla base, nel punto di congiunzione col tronco, ed è sempre più sottile nelle parti più alte . Dai rami principali nascono dei rami secondari e dai secondari nascono rami più piccoli sui quali spuntano le foglie (diverse a seconda della specie). Per aiutarci possiamo servirci di uno schema: Questo è lo schema dell'albero di Munari. Si costruisce facilmente partendo da una striscia di carta colorata della larghezza di quello che sarà il tronco. La striscia va tagliata in tre sezioni: una un po' più lunga per il tronco, una per i rami più grossi e una per i rami più piccoli. Dopo aver tagliato (e incollato) la parte del tronco, ho diviso una delle due strisce rimanenti in tre parti (in senso longitudinale) e le ho incollate a raggera. A questo punto, ho diviso in tre parti anche l'ultimo pezzetto di striscia e, successivamente ho tagliato ancora ciascuna striscia in tre parti, per ottenere i rami più sottili Materiali e strumenti MATERIALI un cartoncino F4 (foglio dell'album) da usare come base fogli di carta colorata (A4) carta paglia o carta di giornale stelle filanti avanzate dal carnevale STRUMENTI forbici spiedino di legno colla stick colla vinilica Come vedi nell'immagine, per prima cosa abbiamo scelto un foglio colorato e lo abbiamo incollato sul cartoncino F4, lasciando un bordo uguale su tutti i lati (puoi usare un foglio riquadrato per rendere più semplice questa operazione). Sarà la base su cui realizzeremo il nostro albero. OPERAZIONE PRELIMINARE Elementi di base Gli elementi di base per creare la forma dell'albero e la sua chioma sono due: cannucce e rotolini . Si possono utilizzare anche delle varianti, ma andiamo in ordine. CANNUCCE Per realizzare il tronco del nostro albero, ci servono da 3 a 5 cannucce di carta. Per realizzarle possiamo utilizzare le pagine di un quotidiano, di un volantino pubblicitario o della carta paglia (che ha un colore adatto a realizzare tronco e rami). 1. se usi la carta di giornale, che è più sottile, ritaglia delle strisce larghe 7- 8 cm e lunghe circa 20 cm. Nel caso tu utilizzi la carta paglia, che è più spessa, la larghezza delle striscioline dovrà essere di circa 2 - 3 cm. Ripiega più volte il foglio di partenza, avanti e indietro, in modo da indebolirlo lungo la piegatura e poi strappa pian piano, oppure serviti di un righello per questa operazione. 2. appoggia la striscia di carta sul tavolo e posiziona lo spiedino in modo da formare un angolo molto acuto e inizia ad avvolgere il foglio intorno allo stecchino. La carta si avvolgerà a spirale, ma devi fare attenzione che la strisciolina di carta si avvolga sempre senza lasciare spazi vuoti. Di tanto in tanto, fissa la carta con un pochino di colla stick o colla vinilica. Quando hai terminato di arrotolare la strisciolina, fissa l'ultimo angolo con una goccia di colla vinilica, quindi estrai lo spiedino. Con questa tecnica puoi realizzare anche i rami, infilando le cannucce una dentro l'altra. ROTOLINI Per realizzare i rotolini ti serviranno delle striscioline più sottili (larghe non più di 0,5 cm) oppure le stelle filanti. Puoi tagliarle con le forbici o farti aiutare da un adulto per tagliarle con una taglierina. 1. avvolgi la strisciolina di carta su se stessa servendoti dello spiedino . Con questo procedimento puoi creare rotolini di diverse dimensioni e con più colori. Se ti serve una forma proprio circolare, fissa l'ultimo lembo del rotolino con un po' di colla. Se invece vuoi realizzare delle forme allungate o curve, modella il rotolino prima di fissarlo con la colla. Prima di iniziare a comporre il tuo albero, è bene che tu prepari un buon numero di elementi già pronti Iniziamo a costruire l'albero A questo punto, dovresti aver capito come realizzare gli elementi fondamentali. Ricorda però che in arte la sperimentazione è la cosa più importante : mentre lavori, ti possono venire idee su come piegare e arrotolare le striscioline di carta in modi che ti suggerisce la tua fantasia. Sperimenta, realizza alcuni elementi, osservane la forma e tienili da parte. Troverai sicuramente il modo per utilizzarli in questo, o in un altro lavoro. Questo è il primo modello sperimentale che ho realizzato mentre preparavo quest'attività. Il tronco e i rami sono realizzati con delle cannucce di carta di giornale. Per la chioma ho sperimentato diverse possibili soluzioni. Una, molto semplice, prevede l'utilizzo di stelle filanti (o, come nel mio caso, di striscioline di carta arricciate e incollate in più punti con colla vinilica). Una soluzione di questo tipo può essere utile per rendere una chioma gonfia. Per arricchire il lavoro, ho usato diversi verdi e ho cercato di intrecciare le striscioline in modo da rendere il lavoro meno monotono. Negli spazi della chioma ho inserito dei rotolini colorati. A sinistra, come vedi, ci sono diverse forme allungate (volevo trovare soluzioni per suggerire la forma delle foglie). Alcune forme sono realizzate con un profilo vuoto: ho così capito che forme come queste possono essere riempite con elementi che le rendano più consistenti e interessanti. Come forse avrai notato nell'immagine, ho inserito anche delle striscioline sottili di rame: le ho attorcigliate attorno ai rami di partenza. Può essere un'idea per creare i rami secondari o più sottili. Poi però ho deciso di escludere questo materiale per esplorare meglio le potenzialità della carta. Ora ti mostrerò altri esempi di come si può realizzare la struttura di base dell'albero partendo, questa volta, da striscioline sottili di carta paglia che vengono piegate e modellate per creare i profili essenziali del tronco e dei rami: se usata bene, questa tecnica ci permette di ottenere dei risultati interessanti che mettono in risalto le caratteristiche della corteccia degli alberi, caratterizzata da spaccature, torsioni e nodi. L'unica regola è posizionare questi elementi col lato sottile sul foglio, in modo da dare tridimensionalità al nostro albero. Esempi di strutture realizzate in classe È molto importante che tu non abbia fretta di incollare gli elementi sul foglio . Prepara ciò che ti serve per realizzare il tronco e i rami e appoggia gli elementi sul foglio per trovare la forma e la posizione migliori . Fai diverse prove spostando gli elementi e incollali solo quando sei sicuro che tutto funzioni bene. È importante che nel tuo lavoro ci sia equilibrio : dato che l'albero è l'elemento più importante, posizionalo in centro , stando attento a fare in modo che ci sia spazio sufficiente da tutti i lati in modo da poter creare la base del terreno su cui l'albero è piantato e da avere spazio sufficiente per farci stare comodamente la chioma . Assicurati di poter lasciare un po' di spazio vuoto al di sopra della chioma dell'albero Galleria dei lavori realizzati dalle classi PRIME dell'Istituto Comprensivo di Manerbio (2021 - 2022)
- Dantedì | ProfCasilli
Dantedì Da qualche anno il 25 marzo si celebra la giornata nazionale dedicata a Dante. Anche nella nostra scuola si celebra questa giornata con una attività che prende le mosse da una serie di opere d'arte che illustrano alcuni passi dell'opera sicuramente più conosciuta di Dante: la Divina Commedia . Homepage 1 Ritratto di Dante 1 Analisi 2 Dante col libro della Commedia 3 La voragine infernale 4 La barca di Dante 5 Paolo e Francesca 6 Pia de' Tolomei 7 Dante guidato da Virgilio... 8 Vergine Madre Galleria Dantesca Analisi dell'opera Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra ) L'opera è un dipinto a tempera su tela . Ha formato verticale , che ben si adatta al soggetto del ritratto. La tecnica prevede l'utilizzo di campiture uniformi sulle quali l'artista interviene col chiaroscuro grazie a pennellate morbide che conferiscono tridimensionalità agli elementi rappresentati, senza lasciare tracce evidenti degli strumenti utilizzati. In questo dipinto, Dante è ritratto di profilo , come in molti ritratti di uomini illustri del tempo. Lo sfondo chiaro e uniforme permette di dare rilievo alla figura. Il viso caratteristico del poeta è descritto in modo plastico per mezzo del chiaroscuro che ne evidenzia i volumi. Dante indossa una toga rossa con colletto da cui spunta il colletto bianco di una camicia. Sul capo vediamo una cuffia bianca con paraorecchie sulla quale il poeta indossa un cappuccio dello stesso colore della toga. Questo è il tipico abbigliamento maschile del 1300. La corona di alloro identifica il soggetto come poeta. Presso gli antichi greci, l'alloro era la panta sacra ad Apollo e veniva utilizzata per incoronare gli atleti vittoriosi e gli eroi che si erano distinti in battaglia. L'uso si diffuse anche presso i romani, con lo stesso significato di sapienza e di gloria. Durante il periodo Repubblicano, la corona d'oro a forma di corona di alloro divenne una delle massime onorificenze. Il motivo per cui venne scelto l'alloro per questa funzione è legato al fatto che questa è una pianta sempreverde cresce tutto l'anno e in questo modo è associato all'eternità e all'immortalità . Per questi motivi, la corona di alloro posta sulla testa di Dante, è segno di un letterato che, grazie ai suoi versi, ha ottenuto una fama universalmente riconosciuta di poeta che va oltre il tempo in cui ha vissuto. Dante col libro della Commedia di Domenico di Michelino Domenico di Michelino su disegno di Alesso Baldovinetti, Dante col libro della Commedia, tre regni e la città di Firenze (1465); tempera su tela (232 x 292 cm; Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze L'opera conservata nel Duomo di Firenze, nonostante sia stata dipinta nel '400, presenta degli elementi stilistici legati al periodo gotico. La cornice neogotica in cui è contenuto il dipinto è stata aggiunta dopo un restauro ottocentesco dell'opera. Il dipinto su tela è realizzato con la tecnica della tempera e ha formato rettangolare con andamento orizzontale : il formato generalmente riservato al paesaggio. Il dipinto venne commissionato a Domenico di Michelino dall'Opera di Santa Maria del Fiore per celebrare i duecento anni dalla nascita di Dante Alighieri nel 1465. Il dipinto allegorico ha lo scopo di esaltare la memoria del poeta nella principale chiesa fiorentina. La figura di Dante è collocata appena a destra del centro del quadro e ci colpisce per la dimensione, chiaramente non proporzionata a quella degli altri elementi presenti nella scena. Un po' come avveniva nei periodi precedenti, bizantino e gotico, la dimensione del soggetto principale rispecchia la sua importanza . Il quadro è organizzato in modo da contenere i tre regni descritti della Divina commedia oltre alla città di Firenze. Nella fascia più alta dell'opera si vedono le sfere del Paradiso rappresentate come un arcobaleno dipinto con sfumature crescenti di azzurro e disseminate dagli astri. A destra del poeta vediamo la città di Firenze, in secondo piano, a sinistra del poeta, vi è la montagna del Purgatorio, mentre sul lato sinistro del quadro vi è una sorta di fortezza in cui si apre la porta che conduce all'Inferno. Con la mano destra Dante indica la scena laterale dove, attraverso una porta medievale, si entra nell'Inferno, l'oscuro regno dei dannati, accolti da orribili figure demoniache. Sul portale campeggia il IX verso del III canto dell'Inferno: 'Lasciate ogni speranza voi ch'entrate'. Il corteo dei dannati scende nelle viscere dell'Inferno in cui li attendono fiamme eterne e tormenti. Nella fascia più bassa del dipinto, una didascalia riporta il seguente testo in latino, scritto in lettere capitali: 'QUI COELUM CECINIT MEDIUMQUE TRIBUNAL LUSTRAVIT QUE ANIMO CUNCTA POETA SUO DOCTUS ADEST DANTES SUA QUEM FLORENTIA SAEPE/ SENSIIT CONSILIUS AC PIETATE PATREM NIL POTUIT TANTO MORS SAEVA NOCERE POETAE QUEM VIVUM VIRTUS CARMEN IMAGO FACIT' Tento una traduzione con le mie reminiscenze scolastiche: 'Colui che cantò del cielo e delle altre due regioni, quella di mezzo (Purgatorio) e quella in cui le anime sono giudicate (Inferno), esaminando tutto nello spirito, lui è qui, Dante, il nostro sommo poeta, nella cui devozione spesso Firenze ha ritrovato un padre, saggio e forte. La morte non poteva recare danno a un tale bardo che seppe dipingere con le parole un poema vivo e carico di virtù .' Dante, dunque, indossa una toga rossa su un abito nero e ha il capo cinto di alloro. Nella mano sinistra regge il libro della Divina Commedia aperto sulla pagina dell'esordio in cui possiamo leggere i primi versi con cui si apre il primo canto dell'Inferno. L'ingrandimento ci permette di vedere come il testo sia scritto di seguito e senza spazi tra una parola e l'altra, con un'ortografia antica ('mezo' invece che mezzo; 'chamino' invece che cammino). Possiamo osservare come dal libro si dipartano dei raggi che vanno ad illuminare la città di Firenze che è rappresentata a destra del poeta. L'opera di Dante, dunque, dà fama alla città. La Firenze qui rappresentata è quella quattrocentesca con la Cattedrale e la Cupola del Brunelleschi , già coronata dalla palla di bronzo ricoperta d’oro e dalla croce, che al tempo del dipinto non erano state ancora eseguite, ma che l’artista aveva visto nel modello progettato dal Brunelleschi nel 1419. Si vedono anche le mura della seconda cerchia, iniziata nel 1172, le torri del Bargello , della chiesa della Badia fiorentina , del Palazzo Vecchio e il Campanile di Giotto . In secondo piano si eleva il monte del Purgatorio . Davanti al portale dorato che permette di accedere al Paradiso c'è l'Arcangelo Michele con ali colorate, simili a quelle degli angeli del periodo bizantino; Michele impugna la spada con la quale allontana le anime di coloro che, morti in uno stato di grazia imperfetta, non sono ancora pronti ad accedere al Paradiso e dovranno fare penitenza prima di entrarvi. Sulla cima del monte del Purgatorio ci sono Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre. La voragine infernale Tra il 1480 e il 1495, Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, commissionò a Sandro Botticelli 100 disegni su pergamena per illustrare un manoscritto della Divina Commedia. I disegni per la Divina Commedia conosciuti sono 92, ma solo questo che rappresenta la voragine infernale è stato completato. I fogli, di pergamena di pecora, misurano circa 32,5 cm di altezza e 47,5 cm di larghezza. Sandro Botticelli , La voragine infernale (1480 - 1495); punta d'argento e inchiostro su pergamena; 32,5×47,5 cm; collocazione: Biblioteca Apostolica Vaticana Per la realizzazione di questo disegno, Botticelli si è servito di diversi strumenti: per le linee basilari della composizione ha utilizzato lo stilo d'argento con piombo; i contorni li ha poi ripassati a penna e inchiostro ocra, o oro, o nero. I colori sono aggiunti con la tempera. La Voragine Infernale è una suggestiva rappresentazione globale dell'Inferno dantesco: un grande imbuto, con qualche elemento architettonico e con figure miniaturizzate, una sorta di riassunto delle successive scene dell'Inferno. L'intera opera rappresenta un continuum narrativo, una sequenza del viaggio letterario, didattico, morale, filosofico in cui Dante e Virgilio vengono rappresentati più volte mentre esplorano i vari gironi. Sandro Botticelli è uno dei maggiori artisti fiorentini del Primo Rinascimento ('400). Non è un caso che Botticelli abbia realizzato il ritratto di Dante Alighieri: il pittore, infatti, realizzò diverse raffinate illustrazioni della Divina Commedia. Attualmente sono note 94 incisioni, conservate nel Gabinetto delle Incisioni al Rame di Berlino e nella Biblioteca Vaticana. Sono inoltre attribuiti a Botticelli anche 19 schizzi da cui l'incisore Baccio Baldini ricavò le illustrazioni per la prima stampa del testo della Divina Commedia (1481). Sandro Botticelli , Ritratto di Dante Alighieri (1495 ca.); tempera su tela, 54,7×47,5 cm; collocazione: collezione privata (Ginevra) Dante (1265 -1321) era morto da più di un secolo, quindi Botticelli, per dipingere questo ritratto, si è ispirato a precedenti raffigurazioni. Il primo ritratto di Dante è stato identificato in un affresco di Giotto dipinto nel Palazzo del Bargello di Firenze, l'antica sede del podestà della città. Un'altra opera, che sicuramente Botticelli conosceva, era il dipinto a tempera di Domenico di Michelino che si trova nel Duomo di Firenze (1465) in cui Dante è rappresentato col volume della Divina Commedia in mano, di cui parleremo in seguito. Ritratto di Dante di Sandro Botticelli La barca di Dante (VIII canto dell'Inferno) Eugène Delacroix è un artista romantico francese che ama rappresentare temi storici e letterari, prendendo spunto da Shakespeare, Goethe, Tasso, Byron, Walter Scott e Dante. La Barca di Dante è il suo primo dipinto ad olio presentato al pubblico. Il dipinto ad olio ha formato rettangolare con orientamento orizzontale . La composizione dell'opera è piramidale e dinamica a causa delle linee di forza che attraversano le figure e interagiscono in modo da restituire il senso di una scena concitata. Eugène Delacroix, La barca di Dante (1822); olio su tela, 189×246 cm; Musée du Louvre , Parigi Delacroix apprezzava molto l'opera di Gericault La zattera della Medusa e molti elementi ce lo ricordano: la figura di Flegias, dall'anatomia michelangiolesca, le acque tumultuose e i corpi sospesi nell'acqua. Lo sfondo del dipinto è un cielo tenebroso e temporalesco caratterizzato da toni freddi cui sulla sinistra si mescolano i toni caldi di una città in fiamme, la città di Dite, verso la quale la barca si sta dirigendo. In secondo piano il pittore colloca la barca di Flegias , il custode del V girone dell'inferno, popolato da iracondi e ignavi; Flegias, qui in veste di barcaiolo è ritratto di spalle, nudo e parzialmente coperto da un mantello blu mentre manovra con forza un remo, con una voga che ricorda quella dei gondolieri veneziani, nelle acque fangose dello Stige, la palude puzzolente che circonda la città e in cui sono immersi i dannati del V. Sulla barca, accanto a lui, ci sono il poeta latino Virgilio , riconoscibile dalla corona di alloro, e avvolto in un mantello marrone, e Dante , che indossa una toga verde e un cappuccio rosso. Le acque della palude Stige sono agitate per la presenza dei dannati che si affollano intorno alla barca: gli iracondi azzannano ferocemente il legno dell'imbarcazione e si mordono l'un l'altro: tra loro Dante riconosce il fiorentino Filippo Argenti, che cerca di rovesciare la barca aggrappandovisi con tutto il proprio peso. Gli ignavi , invece, si reggono alla barca e si lasciano trascinare sulle onde. Dante solleva le braccia, spaventato dalla foga dei dannati. Virgilio, invece ha un atteggiamento calmo, afferra la mano sinistra di Dante, cercando di rassicurarlo. Come è proprio dello stile romantico, le forze ostili della natura e i personaggi dei dannati contribuiscono a creare un clima minaccioso e angosciante. Flegias è una figura eroica che si oppone con determinazione alle forze negative nonostante l'immane pericolo. I dannati rappresentano due aspetti della natura umana vista in negativo: quella più bestiale di chi si lascia dominare dalla furia ceca dell'ira (iracondi) e quella 'mollezza' di coloro che si lasciano trascinare dalle vicende della vita: senza mai prendere una decisione, sprecando il proprio tempo e i propri talenti (ignavi). Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio di Ary Scheffer (V canto dell'Inferno) Ary Scheffer , Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio (1835); olio su tela, 166.5 x 234 cm; collocazione: Wallace Collection , Londra Ary Scheffer è un pittore olandese, che ben presto si stabilisce a Parigi. Nonostante in Francia si vada affermando il movimento romantico, Scheffer mantiene uno stile neoclassico, basato su un impianto disegnativo minuzioso e caratterizzato da una pittura estremamente accurato e razionale. La prima versione di questo dipinto venne esposta nel 1835 nella stessa sala in cui era appesa la Barca di Dante di Delacroix. Il dipinto di forma rettangolare e andamento orizzontale è dominato dai toni scuri dello sfondo in cui si distinguono Dante e Virgilio che osservano con sguardo quasi scientifico due figure che si lasciano trascinare dal vortice che caratterizza il secondo girone dell'Inferno: quello dei lussuriosi . Paolo Malatesta e Francesca da Rimini non oppongono resistenza, non strepitano e non urlano, come gli altri dannati di questo girone. La struttura del quadro è dinamica , dovuta alla disposizione diagonale e ricurva dei corpi dei due soggetti principali del dipinto. Dante descrive una violenta bufera con venti contrari che si incrociano trascinando le anime davanti a un precipizio, e ogni volta urlano, gridano, piangono, bestemmiano. Costretti a farsi trascinare violentemente dai venti come nella loro vita si sono fatti trascinare dall’istinto invece che dalla ragione, i lussuriosi sono tutti morti di morte violenta a causa dell’amore a cui non hanno saputo resistere durante la loro esistenza. Di tutta questa violenza non c'è traccia nel dipinto di Scheffer ; Paolo e Francesca non sembrano trascinati dalla bufera, ma piuttosto adagiati su un divano. Scheffer sceglie un approccio neoclassico che esclude elementi legati ad emozioni forti. Nel dipinto, immerso nel buio che anche Dante descrive, spicca la luce che emana dalle figure : è la luce dell'amore che lega per l'eternità i due amanti. La storia di Paolo e Francesca Dante, conosceva la storia dei due sfortunati amanti attraverso il racconto del fratello di Francesca. È Francesca che, richiamata da Dante, racconta la storia della sua vita e della sua morte tra le lacrime, mentre Paolo rimane in silenzio. Il padre di Francesca, Guido da Polenta, aveva costretto la figlia a sposare Giovanni Malatesta per motivi politici. Francesca, però, si innamorò del cognato, Paolo e intrattenne con lui una relazione per circa dieci anni, fino a quando il marito li sorprese a baciarsi mentre erano intenti a leggere la storia d'amore tra Ginevra e Lancillotto. Giovanni uccise la moglie e il fratello con la sua spada. Nel dipinto si notano, sul petto di Paolo e sulla schiena di Francesca, le ferite causate dalla spada. Pia de' Tolomei di Dante Gabriel Rossetti (canto V del Purgatorio) Dante Gabriel Rossetti , Pia de' Tolomei (La Pia), 1868; olio su tela, 105,4×120,6 cm; collocazione: Spencer Art Museum , Lawrence (Kansas) Il dipinto ha formato quadrato . I colori utilizzati dal pittore, pur essendo limpidi, non sono squillanti: il dipinto, anche attraverso la scelta tonale, comunica un generale senso di tristezza. La composizione è dominata da due linee di forza : una è data dall'ipotenusa del triangolo della meridiana appoggiata sulla balaustra in primo piano; la seconda segue la linea prospettica che disegna il pavimento del terrazzo del castello dove si svolge la scena. La linea di forza è rinforzata dalla presenza a terra di un fascio di aste metalliche reggi-bandiera. Come nei dipinti di Giovanni Bellini all'inizio del Secondo Rinascimento, la balaustra isola il soggetto del quadro e lo separa dal mondo dell'osservatore, confinandolo in un isolamento che caratterizza fortemente la scena del dipinto. La figura di Pia è seduta con le spalle contro il muro di un torrione; la schiena è incurvata, il collo e la testa proseguono la curvatura della schiena. Le mani intrecciate in grembo tormentano nervosamente l'anello nuziale. La figura malinconica di Pia, con lo sguardo triste e lontano, perso nei propri pensieri, si ispira ad una famosa incisione di Albrecht Dante Gabriel Rossetti, insieme a John Everet Millais e William Hunt, è uno dei fondatori del movimento preraffaellita (Pre-Raffaellite Brotherhood ). Questo movimento nasce in Inghilterra in epoca vittoriana. Il termine preraffaelita è un riferimento all'arte esistita prima di Raffaello Sanzio che gli esponenti di questo movimento ritenevano colpevole di aver "inquinato l'arte esaltando l'idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza", permettendo così gli sviluppi dell'accademismo, che questi artisti rifiutavano. Oltre al rifiuto dell'arte accademica, i Preraffaelliti si ponevano l'obiettivo di riportare in vita i costumi di un passato nostalgico e immaginario, tentando, inoltre, di unificare i concetti di vita, arte, e bellezza. I temi ai quali si sono maggiormente ispirati includono quelli biblici, letterari, fiabeschi, storici e in particolare medievali; sono presenti anche temi patriottici e sociali. Ispirati alla pittura rinascimentale e medioevale nonché alla cultura del purismo pittorico e dei Nazareni , i pittori preraffaeliti riproducevano, attraverso un panneggio delicato, figure elaborate e luminose. I loro dipinti sono spesso rievocativi, e presentano generalmente riferimenti allegorici e simbolici. Gran parte dei dipinti Preraffaeliti raffigurano soggetti femminili sensuali ed eleganti Dürer dedicata proprio alla malinconia (Melancolia , 1514). Gli oggetti sulla balaustra narrano i pensieri della giovane donna: la meridiana è legata al lento scorrere del tempo nel suo isolamento, i fogli sparsi alludono a delle lettere che la giovane legge e rilegge nell'esilio in cui il marito l'ha relegata, in un lontano possedimento in una zona malsana della Maremma Toscana; il libro delle Ore e il rosario rappresentano le sole attività di preghiera che scandiscono la sua giornata. Quasi tutto il quadro è occupato dal muro della torre e solo un pezzetto di paesaggio , anch'esso grigio e malinconico, descrive il luogo in cui si trova il castello: una landa desolata e paludosa. A ridosso dei merli del castello si vede una campana, che probabilmente scandisce le ore della preghiera. In cielo volano dei corvi che si avvicinano al luogo in cui si trova Pia. I corvi sono presagio di sventura e alludono alla morte. Completano il quadro due piante: l'edera , simbolo di fedeltà e il fico , che potrebbe sia alludere alla dolcezza della vita, ma qui, molto più probabilmente, alla lussuria, dando una chiave di lettura della scena. Pia, sospettata di adulterio, è stata confinata dal marito in questo sperduto possedimento dove troverà la morte. In realtà non si hanno notizie certe su questo personaggio e Dante stesso non svela il mistero. Nel passaggio del Purgatorio, Pia chiede sommessamente a Dante di ricordarsi di lei. Dante, guidato da Virgilio, offre consolazione alle anime degli invidiosi di Hippolyte Flandrin (XIII canto del Purgatorio) Hippolyte Flandrin , Dante guidato da Virgilio offre consolazione agli invidiosi (1835); olio su tela, 298 x 244,8 cm; Musée de Beaux Arts de Lion Hippolyte Flandrin è pittore neoclassico, allievo di Dominique Ingres. Flandrin inizia a dipingere il quadro nel 1834 mentre si trovava a Roma per aver vinto una borsa di studio. L'opera venne esposta a Parigi nel 1836 e poco dopo venne acquistata dal Museo delle Belle arti di Lione, città natale di Flandrin. Il dipinto è rettangolare e ha una disposizione verticale. La composizione è caratterizzata dal taglio prospettico di una scoscesa parete rocciosa che dà profondità alla scena. Il massiccio roccioso ricorda quello del Jura, che si trova non lontano da Lione. Un taglio di luce, che procede obliquamente da sinistra verso destra, interseca la precedente linea di forza. La scena si svolge su una sporgenza orizzontale sulla quale trovano posto tutti i personaggi. A ridosso della roccia, i peccatori sono accovacciati l'uno vicino all'altro in una fila che continua a snodarsi in lontananza anche dietro i due principali personaggi. Il quadro è suddiviso verticalmente in due parti: a sinistra c'è il gruppo principale degli invidiosi che occupano sostanzialmente un ingombro rettangolare che si sviluppa in orizzontale; a destra troviamo le due figure di Dante e Virgilio che occupano un ingombro rettangolare disposto in verticale. Grazie a queste accortezze, il quadro ha un andamento dinamico. Flandrin studia accuratamente le pose dei personaggi in modo da farci percepire la loro stanchezza per la condizione nella quale si trovano. Gli abiti grigi e il pallore ci ricordano che sono dei defunti. Dante e Virgilio sono illuminati dalla luce, inoltre l'abbigliamento rosso di Dante lo rende il fulcro dell'opera. Il poeta si china leggermente per ascoltare uno dei peccatori, un uomo anziano con la barba, l'unico che alza la testa per conversare con i due visitatori. Lo sguardo di Dante esprime compassione. Virgilio, invece rimane assiste alla scena senza mostrare partecipazione emotiva. Vergine Madre di Gustave Dorè (canto XXXIII del Paradiso) Non ho trovato indicazioni certe riguardo alla tecnica utilizzata per la realizzazione di questa illustrazione. Molte incisioni dedicate alla Divina Commedia sono state realizzate Gustave Doré è un artista francese del periodo romantico . Autodidatta , mostra uno spiccato talento per il disegno fin dall'età di sei anni. La sua formazione avviene nelle sale del Louvre . la sua primissima esperienza artistica risale all'età di quindici anni, quando si mise a pubblicare disegni per il giornale La caricature . Artista poliedrico, Doré si è misurato con tutte le tecniche e i formati: pittura, acquerello, disegno, scultura, incisione e con svariati generi pittorici, realizzando in questo modo quadri giganteschi e tele più piccole; brillanti e luminosi acquarelli, disegni a inchiostro sfumato di grande virtuosismo tecnico, vignette graffianti realizzate a penna, incisioni, illustrazioni bizzarre e perfino sculture barocche, stravaganti, monumentali, enigmatiche. L'artista è noto soprattutto per la sua vasta produzione come illustratore di vari generi letterari: romanzi, poesie, fiabe, ma anche di opere più complesse come la Bibbia e La Divina Commedia di Dante. Dopo il 1870 Doré, deciso a non intraprendere più illustrazioni di complesse opere letterarie, iniziò a dedicarsi principalmente alla pittura e alla scultura, discipline nelle quali non riuscirà però a riscuotere il successo che aveva riscosso come incisore. con la xilografia, ma ve ne sono anche molte realizzate su matrici di rame con puntasecca, acquaforte e acquatinta. Osservando l'immagine, che comunque non ha una risoluzione molto alta, si intravvede una texture di segni ondulati che sembrano riconducibili alle venature della matrice di legno di una xilografia. La composizione di questa illustrazione si basa sul cerchio, o meglio, su una serie di cerchi concentrici che conducono ad una figura centrale, quella di Maria , da cui sembra aver origine la luce sfolgorante che annulla i particolari degli angeli che stanno dietro di lei. Maria, rappresentata come una giovane donna dai capelli neri, mossi e fluenti, ha il capo cinto da una corona e circondato da un'aureola, ed è seduta al centro della Candida Rosa, su un petalo fatto di nuvole. In primo piano, su un altro petalo, trovano posto dei personaggi più grandi, disposti in modo simmetrico ma con atteggiamenti diversi l'uno dall'altro. La maggior parte di questi sono angeli con grandi ali e lunghi abiti e sono rivolti verso Maria. Dante si rivolge a Beatrice, che lo ha guidato fino a questo punto ma lei scompare alla sua vista e viene sostituita dalla figura di un vecchio dalla barba bianca. Si tratta di Bernardo di Chiaravalle , che guiderà Dante nell'ultima parte del suo viaggio e che di lì a poco pronuncerà una invocazione a Maria perché Dante possa vedere Dio. L'illustrazione è accompagnata dai versi 133-135 del XXI canto del Paradiso: 'Vidi quivi a lor giuochi quivi e a' lor canti ridere una bellezza, che letizia era ne li occhi a tutti li altri santi ' in cui Dante descrive il clima giocoso e festoso della folla degli angeli che volano intorno a Maria e che ne causa il riso, che a sua volta si riflette nello sguardo soddidente dei presenti. Google Arts & Culture - Gustave Dorè Printmakung Artist Gustave Dorè Cuberis - Gustave Doré, His Engravings and His Engravers
- Diluizione | ProfCasilli
РАЗБАВЛЕНИЕ АКВАРЕЛИ ПОДГОТОВКА РАБОЧЕГО ПРОСТРАНСТВА лист должен быть меньше носителя его следует обклеить бумажной лентой, образуя рамку по всему периметру лист не должен быть отклеен, пока работа он готов и сух Научимся правильно разбавлять цвет В акварели важно хорошо разбавлять краску: нужно подготовить достаточное количество окрашенной воды для работы и часто перемешивать ее перед нанесением на лист. Если вы нанесете слишком много пигмента, он не впитается в бумагу и останется на поверхности, создавая нежелательные пятна и следы. Следы образуются, даже если вы рисуете небольшим количеством подкрашенной воды, потому что сила тяжести не действует. УПРАЖНЕНИЕ, ЧТОБЫ НАУЧИТЬСЯ ПРАВИЛЬНО РАЗБАВИТЬ ЦВЕТ Подготовьте лист, приклеенный к опоре разделить его на вертикальные полосы. Нарисуйте каракули карандашом H, не нажимая слишком сильно на карандаш. подготовьте краску, разбавленную водой, на палитре распределяйте цвет, удерживая подставку наклонно и двигая кисть по горизонтали регулярными движениями если цвет разбавлен правильно, то каракули будут видны идеально если цвет слишком густой, добавьте воды, хорошо перемешайте и повторите операцию на второй полоске. если цвет слишком светлый, добавьте немного пигмента и нарисуйте еще одну полоску Упражнение 2, чтобы правильно разбавить цвет Фаза 1: подготовка чертежа • Карандашом H слегка нарисуйте каракули на бумаге. • В созданных пространствах по желанию рисуйте линии и маленькие фигуры, которые, повторяясь, будут создавать текстуры. • ЦЕЛЬ УПРАЖНЕНИЯ : ЛИНИИ И ТЕКСТУРЫ ДОЛЖНЫ БЫТЬ ХОРОШО читабельными ДАЖЕ ПОСЛЕ НАНЕСЕНИЯ ЦВЕТА Фаза 2: подготовка цвета • Выберите цвет из имеющихся у вас (я буду использовать основной синий , который мы тоже использовали в школе и который позволяет нам лучше видеть ошибки) • Если вы используете краску в тюбике , поместите небольшое количество краски в одно из углублений палитры и добавьте воды, чтобы разбавить ее. • Если вы используете пастельные красители , намочите поверхность таблетки кистью, смоченной в чистой воде, и слегка потрите кистью поверхность таблетки, чтобы растворить поверхностный слой. • Возьмите цвет с таблички и поместите его в одно из углублений вашей палитры. • Добавьте столько воды, чтобы получился жидкий цвет (количество воды вы узнаете с опытом). • Сделайте черновой тест на листе бумаги, чтобы увидеть, подходит ли, по вашему мнению, полученный цвет: если вы считаете, что он слишком светлый, добавьте больше пигмента; если слишком густо, добавьте больше воды Фаза 3: прорисовка цвета ПРЕДПОСЫЛКИ • Помните, что в технике акварели рисует вода, а кисть используется для направления воды на бумагу. • Сила гравитации (та, которая заставляет предметы падать вниз) также имеет фундаментальное значение. Вот почему, когда вы рисуете, вы должны держать в руке опору, к которой вы прикрепили свой лист, и наклонять его, чтобы вода могла стекать вниз. НАЧНЕМ : • Хорошо наполните кисть разбавленной краской и рисуйте упорядоченными горизонтальными движениями: слева направо и, слегка опускаясь, справа налево. • Убедитесь, что при нанесении краски на нижнем краю штриха образуется лужица. Этот избыток цвета будет восстановлен при обратном движении. • В случае, если этот запас цвета закончится, снова загрузите кисть и добавьте цвет, чтобы вы всегда могли использовать силу гравитации. • Закрасьте таким образом всю поверхность вашего листа, стараясь не прерывать работу и не возвращаться к рисованию там, где вы уже прошли, возможно, чтобы заполнить места, которые вы оставили пустыми. • Когда вы закончите, положите лист на рабочую поверхность и дайте ему высохнуть (чтобы ускорить этот этап, вы можете использовать фен) ПОМНИТЕ: если вы вернетесь к рисованию там, где вы уже были, будут созданы пятна, и если вы будете рисовать снова, пока лист влажный, вместо добавления цвета вы также удалите то, что уже намазали. Этап 4: корректировка проекта Возможно, вы были очень хороши, и этот шаг бесполезен, но если вы случайно заметили, что краска была слишком плотной и вы не можете видеть карандашные отметки, которые вы нарисовали на бумаге, или если есть более интенсивные или светлые пятна или линии, Вы можете легко решить проблему, следуя этим инструкциям: Хорошо окуните кисть в чистую воду и проведите ею по всей поверхности картины. Не забывайте держать опору в руке, чтобы облегчить движение воды вниз. В местах, где цвет более интенсивный, настоять больше кистью, чтобы лишний цвет, не закрепившийся на бумаге, снова растворился. При этом наклоняйте носитель в разные стороны, чтобы окрашенная вода могла двигаться и распределять цвет по всей поверхности (используйте кисть, чтобы помочь движению воды и добавьте больше, если необходимо). На этом этапе уже закрепившийся на листе цвет после высыхания не сойдет и поэтому можно смело работать. Когда вы закончите, положите бумагу на рабочую поверхность. Если вы заметили, что образовались лужицы разбавленного цвета (обычно в складках бумаги и вокруг краев клея), протрите кисть о тряпку и используйте ее, чтобы впитать излишки краски, которые вы всегда уберете, проведя кистью по тряпка (также можно восстановить цвет, нанеся его на палитру). Дайте листу высохнуть: вода некоторое время будет перемещаться и равномерно распределить цвет по всей поверхности. лист еще влажный после работы только с чистой водой для исправления дефектов. сухой правильный лист Шаг 5: по желанию • Теперь вы можете дополнять свою работу цветными карандашами и тонким черным маркером (или шариковой ручкой). • Раскрашивайте формы текстур в цвета по вашему выбору. • Обведите контуры каракулей черным маркером. вернуться к Акварелло
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- Tardo Antico_Arte Paleocristiana | ProfCasilli
Periodo Tardo Antico e Arte Paleocristiana Page Title A partire dal III secolo d.C., all’arte romana si affianca un tipo di arte completamente diversa, l’arte paleocristiana (cioè cristiana delle origini; “paleo” in greco significa antico). Inizialmente quest'arte non può manifestarsi pubblicamente; bisogna ricordare, infatti, che i cristiani venivano perseguitati perché si rifiutavano di praticare il culto dell’imperatore; pertanto, le prime forme di arte cristiana sono poste per lo più nelle catacombe, cimiteri sotterranei situati in luoghi appartati. Quest'arte non ha finalità celebrative o narrative . Specialmente all'inizio è un'arte povera. Sono eliminati i riferimenti alla realtà. Le raffigurazioni sono ricche di simboli . simbolo = immagine cui viene associato un significato diverso da ciò che l'immagine stessa rappresenta. Il significato a volte è conosciuto solo da un gruppo ristretto di persone. Questo accade anche per i simboli dei primi cristiani nelle catacombe. Linea del tempo Le immagini che ritroviamo nei primi luoghi di culto cristiano provengono da modelli ampiamente utilizzati nell'arte romana, usati però, con un significato simbolico diverso e comprensibile solo al gruppo dei cristiani. Un esempio è dato dalla raffigurazione del buon pastore : figura già presente nell'arte romana che i cristiani utilizzano per parlare di Cristo. Agnello che benedice i pani , metà del IV secolo, affresco 40 x 28cm Catacomba di Commodilla, Roma esempio di simbolo: l'agnello è Cristo Il buon pastore , statua romana (III-IV sec. d. C., Museo Lateranense (Roma) Museo Pio-Cristiano. Sarcofago dei Tre Pastori e la vigna simbolica, seconda metà del IV sec. Foto di Fabrizio Garrisi, licenza Creative Commons Affresco del Buon Pastore , Catacombe di San Callisto a Roma. Foto: licenza Creative Commons Un altro esempio di simbolo molto diffuso è quello del pesce. L'utilizzo del pesce per indicare la presenza di una comunità cristiana nelle vicinanze, deriva dall'acronimo ichthýs, formato dalle iniziali delle parole 'Iēsous Christόs, Theoù Yiόs, Sōtēr', “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore” Lastra del sarcofago di Livia, scoperto nel cimitero. The text is Livia Primitiva Le catacombe Le catacombe sono aree cimiteriali sotterranee generalmente scavate nella roccia. Il termine viene dal latino catacumba la cui origine è incerta (viene probabilmente dal greco e il suo significato probabile è 'cavità sotterranea'. Nel periodo in cui i cristiani venivano perseguitati, i fedeli si ritrovavano nelle catacombe per pregare. Qui troviamo le prime testimonianze pittoriche paleo-cristiane. Le catacombe non sono un'esclusiva della religione cristiana: ne esistono anche di fenicie e pagane; già gli etruschi e gli ebrei usavano seppellire i loro morti in camere sotterranee. I cristiani ricrearono tale pratica di inumazione abbandonando l'uso della cremazione pagana. Romanum Imperium - Le catacombe Il periodo Paleocristiano (IV - V sec.) La fine dell'Impero Romano e l'inizio del Medio Evo La Storia A partire dal III secolo d. C. le popolazioni germaniche (genericamente chiamate barbari), stanziate a nord e a est dell'Impero, cercano di penetrare all'interno dei confini, spesso spinte, a loro volta, da altre popolazioni provenienti dall'Asia. Per sostenere le spese di difesa di confini ampi come quelli dell'Impero, lo Stato impone tasse sempre più alte ai cittadini, che si impoveriscono sempre di più. Due imperatori, Diocleziano e Costantino, tentano di porre rimedio. Diocleziano attua una riforma del governo del territorio suddividendolo in Impero Romano d'Occidente e Impero Romano d'Oriente, per renderlo più facilmente governabile. Costantino , invece, sfrutta la diffusione del cristianesimo a spese dei pagani, concedendo la libertà di culto ai cristiani, che fino ad allora era stata negata. In questo modo, egli spera di sfruttare il cristianesimo come strumento per mantenere unite le popolazioni dell'impero. Ma queste riforme, a lungo andare, non saranno sufficienti. Il 476 è una data fondamentale nella storia europea: è l’anno in cui cade l’Impero Romano d’Occidente , crollato definitivamente con le invasioni dei barbari. Ha così inizio il Medioevo , un lunghissimo periodo durato quasi dieci secoli , e suddiviso dagli storici per comodità in Alto Medioevo (fino all’anno Mille) e Basso Medioevo (dal 1000 alla fine del 1300). Nella storia dell’arte però il passaggio dall’arte romana a quella medievale avviene ben prima del 476. Nel 313 l’imperatore Costantino emana l’Editto di Milano , grazie al quale i cristiani possono pregare e svolgere le proprie celebrazioni liberamente, senza rischiare condanne. Nei secoli precedenti, infatti, venivano perseguitati perché non accettavano di adorare l’imperatore come un dio. Adesso, invece, lo stesso Costantino si converte al cristianesimo e inizia a realizzare le prime chiese: con queste architetture nasce l’arte paleocristiana. Tutta l’arte medievale, anche quella barbarica e dei secoli successivi, si caratterizza per la produzione di opere religiose. Questa lunga stagione avrà termine nei primi anni del Quattrocento, con l’inizio del Rinascimento. Inaugurata da Costantino, l’arte paleocristiana si esprime nella costruzione di chiese, mausolei e battisteri ispirati nello stile e nella forma ad alcuni edifici romani, di cui a volte si riutilizzarono addirittura delle parti. Le decorazioni ad affresco e a mosaico si ispirano all’arte romana ma assumono significati simbolici legati al cristianesimo . La basilica Il termine basilica lo troviamo sia in ambito romano, sia in ambito paleocristiano. È importante, quindi, capire quali siano le differenze degli edifici che vengono indicati con lo stesso termine BASILICA ROMANA edificio di forma rettangolare circondato da colonne ingresso sul lato lungo possibile presenza di una o due absidi sui lati corti (generalmente una delle due absidi era occupata dalla statua dell'imperatore, mentre nell'altra trovava posto il seggio del giudice) edificio civile, sorta di piazza coperta utilizzata come luogo d'incontro e come tribunale. Ricostruzione della Basilica di Massenzio (Roma) Ricostruzione della Basilica Ulpia, interno Spaccato dell'originaria Basilica di San Pietro a Roma : si osservi la suddivisione interna in cinque navate. La navata centrale è molto più alta delle laterali. La facciata rivela la struttura interna. Davanti alla basilica si trova un chiostro porticato. Come si vede dall'immagine, questa basilica è dotata di un corpo longitudinale che si innesta sul corpo principale dell'edificio: si tratta del transetto. L'incrocio perpendicolare del transetto con l'aula principale conferisce alla basilica la forma di una croce. BASILICA PALEOCRISTIANA edificio di forma rettangolare derivato dalla basilica romana all'interno, file di colonne sormontate da capitelli e collegate da archi a tutto sesto, suddividono l'aula in navate: una navata più grande al centro e navate più piccole ai lati. La disposizione delle navate è sempre simmetrica: esistono basiliche con 3, 5, 7 e raramente con 9 navate. ingresso sul lato corto sul lato opposto della porta d'ingresso c'è un'abside in cui viene collocato l'altare l'edificio ha funzione di culto: è il luogo in cui i cristiani si trovano a pregare e dove hanno luogo i riti religiosi Basilica di Santa Sabina , Roma; inizio della costruzione: V secolo, completamento della costruzione: XX secolo I mausolei I mausolei sono tombe monumentali che si ispirano ad un'altra costruzione romana: il ninfeo. Il ninfeo era una costruzione circolare che i Romani costruivano nei giardini delle grandi ville. Mausoleo di Santa Costanza, Roma. Costruito tra il 340 e il 345. Venne fatto costruire da Costantina, figlia dell'imperatore Costantino, per la propria sepoltura. Foto: licenza Creative Commons Mausoleo di Santa Costanza, interno Foto di José Luiz Bernardes Ribeiro, licenza Creative Commons Nel Mausoleo di Santa Costanza, l'aula circolare è coperta da una cupola; una serie di 12 colonne binate con capitelli corinzi, provenienti da edifici romani, formano un anello che separa la parte centrale da un deambulatorio coperto da una volta a botte. Le decorazioni presenti nel deambulatorio sono i mosaici paleocristiani più antichi giunti fino a noi.
- Romanticismo | ProfCasilli
Романтика отказ от академизма и большая выразительная свобода художников в технике, но и в выборе сюжетов ВИДЕО-УРОК Вставляю ссылку на видео-урок по романтизму, который я подготовила в прошлом году и который мне кажется хорошо сделанным. К сожалению, презентация, которую я создал на эту тему, была утеряна. Я надеюсь, что это будет полезно для вас LINEA DEL TEMPO Романтизм исторически характеризуется падением Наполеона (Битва при Ватерлоо) и последующей Реставрацией с последующими национальными восстаниями за завоевание независимости . Он родился в атмосфере социального и политического кризиса , порождающего чувство неопределенности . Мы понимаем, что Разума недостаточно, чтобы вместить всю многообразную и многогранную реальность человека. Мы являемся свидетелями изменения вкуса и точки зрения , в которое падает рационалистическое видение восемнадцатого века, оставляя все больше и больше места бессознательному и менее ясным сторонам человеческой природы, и которое найдет идеальный фон в новом открытии готического периода. , в которых будут разворачиваться романы, характеризующиеся мрачной атмосферой. Inizio pagina Основные характеристики стиль не только художественный, но и литературный, музыкальный и культурный падение Наполеона Реставрация сильные и бессознательные эмоции вместо разума повторное открытие религиозного духа (вера в существо или высшую силу, внешнюю по отношению к человеку и, следовательно, неконтролируемую) Индустриальная революция буржуазия и пролетариат переоткрытие готики (в литературе - готический роман и в архитектуре - неоготический стиль ОСНОВНЫЕ ТЕМЫ ПРИРОДА ЛЮБОВЬ К ПАТРИИ ГЕРОИЗМ ВЕЛИКОЛЕПНЫЙ Термин романтизм означает не только художественный стиль, но и широкий литературный, музыкальный и культурный стиль . Как с социальной, так и с художественной точки зрения внимание смещается с аристократии на буржуазию и новый социальный класс пролетариата , родившийся в результате промышленной революции . Искусство больше не принадлежит исключительно дворянским классам, а все чаще заказывается представителями новой буржуазии. В рамках романтизма возникают разные направления: одно, которое больше фокусируется на пейзаже , исследуя атмосферные явления, другое, которое заставляет преобладать подсознание и бессознательное , вдохновленное новыми размышлениями в области психологии (Фрейд и Юнг); более исторический , в котором через изображение моментов из прошлой истории мы говорим о настоящем, о стремлении народов достичь независимости от внешних правителей, в котором некоторые персонажи становятся символом стремления одних противостоять господству и «несправедливость», в которой также представлены движения людей, и более реалистичный , который предпочитает темы повседневной жизни, как для того, чтобы рассказать об изменении жизни в городах после промышленной революции, так и нововведениях, принесенных технологиями, и условий жизни новых социальных классов (в частности, городского пролетариата) и направлена на распространение определенной чувствительности к плохим условиям жизни на окраинах городов, эксплуатации труда на фабриках, женскому и детскому труду с целью способствует изменению общественно-политической ситуации. Границы между одним и другим направлением нечеткие, и часто темы смешиваются в работах с несколькими аспектами. Не вызывает сомнений то, что взгляд художников становится более реалистичным, и постепенно мы отходим от несколько асептического искусства неоклассического периода, которому продолжают обучать в академиях. Это означает, что многие художники начинают свое обучение в этих учреждениях, но затем уходят из-за несовместимости, пытаясь открыть новые пути, которые лучше отвечают растущей потребности в свободе . В живописи это выражается в мазках, заряженных материей, часто быстрых и полных энергии, в то время как в скульптуре экспериментируются менее определенные формы, начиная с предложенной Микеланджело техники незавершенного. Схематически можно сказать, что для романтизма характерен расцвет дуализмов , контрастов между противоположными аспектами, которые находят выражение в Природе, заряженной жизненной и в то же время разрушительной энергией . В основе различных дуализмов лежит представление о сложной человеческой природе, состоящей из рациональности и эмоций , иногда неуправляемых, поскольку они связаны с бессознательным . Повторяющиеся и типичные темы романтизма, помимо природы , любовь к родине , героизм и возвышенное . Природа, она становится главным героем произведений не как простое воспроизведение действительности, а как зеркало эмоций, которые испытывает человек . Я хотел бы подчеркнуть, что когда мы говорим о чувствах и эмоциях в романтизме, мы далеки от того значения, в котором этот термин обычно употребляется: романтизм — это не романтизм и даже не сентиментальность. Природа больше не является простым фоном в картинах, главными героями которых являются важные люди, но она сама становится главным героем. Любовь к родине напрямую связана с историческими событиями, в ходе которых народы стремятся восстановить свою политическую независимость. Героизм связан с видением, в котором именно человек имеет значение и лично противостоит силам зла ценой своей жизни. Возвышенное есть отношение притяжения и в то же время отталкивания, которое обычно ассоциируется с природой из-за ее красоты, ее необъятности и ее подавляющей силы, перед которой человек переживает свою ничтожность. Среди художников, проложивших дорогу романтизму, мы помним Тернера и Фридриха . В произведениях последнего часто встречаются ссылки на готическую архитектуру в виде руин, которые возвращают нас к готической литературе того периода . В немецком контексте увлечение древней германской культурой порождает эпические произведения, такие как « Кольцо нибелунгов » Рихарда Вагнера. ОПЕРА-МАНИФЕСТ РОМАНТИЗМА Теодор Жерико, «Плот Медузы» (Le Radeau de la Méduse), 1818–1819 гг. холст, масло (491х716 см) Лувр в Париже Джозеф Мэллорд Уильям Тернер 1775 - 1851 гг. Перейти в раздел Франсиско Гойя 1746 - 1828 гг. Перейти в раздел Каспар Давид Фридрих 1774 -1840 гг. Перейти в раздел Франческо Ай ес 1791 - 1882 гг. Перейти в раздел Теодор Жерико 1791 - 1824 гг. Перейти в раздел Romanticismo-artisti Up Inizio pagina Romanticismo-artisti Inizio pagina
- Informativa sulla privacy | ProfCasilli
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- Sbalzo | ProfCasilli
Чеканка по металлу Чеканка — очень древняя техника, позволяющая моделировать металлические пластины, получая вогнутые предметы, такие как кубки, вазы и т. п., или барельефы. Знаменита маска Агамемнона , микенская работа, датируемая примерно 1500 годом до нашей эры. Он был открыт Генрихом Шлиманом в 1876 году. Этот метод использовался несколькими древними цивилизациями и продолжал использоваться впоследствии. Особенно искусными в использовании этой техники были лангобарды, а за ними и каролинги. В Милане, в церкви Сант-Амброджо, можно увидеть работу мастера Каролинджио Вуольвино : алтарь, полностью украшенный чеканными золотыми и серебряными пластинами. Эта техника до сих пор используется для создания драгоценных и уникальных предметов, которые, безусловно, имеют большую ценность, чем те, которые получены в промышленных масштабах с помощью современных методов лепки. Чеканка - традиционная методика в идео-учебник ESEMPI DEI PRINCIPALI PASSAGGI Disegnare sulla lastra, raddrizzamento e sbalzo di due semplici forme Disegno con spiedino di legno sul retro della lastra (lato argento). A sinistra il segno in incavo, a destra il segno a rilievo. Ricordati di usare un quaderno come base. Raddrizzamento esterno dal lato dritto (rame) con spiedino di legno si esegue un segno incavato accanto a quello a rilievo (distanza di circa 1 mm) Inizio dello sbalzo Lo sbalzo produce un volume. Si lavora dal retro (lato argento) utilizzando una punta più grossa (bastoncino da sushi) e con movimento leggero e regolare all'interno della forma. Ricordati di mettere sotto alla lastra il canovaccio ripiegato o una falda di cotone. Inizio dello sbalzo come appare lo sbalzo sul dritto della lastra Si prosegue con lo sbalzo per ottenere maggior volume, si continua a lavorare dal retro della lastra. Ricordati di lavorare pian piano, senza premere troppo per evitare che la lastra si buchi: questa operazione rende la lastra sempre più sottile. Procediamo ancora con lo sbalzo più aumenta lo sbalzo, più è necessario aumentare la morbidezza della superficie sulla quale si lavora Quando completi una fase di lavoro, ricordati di utilizzare un batuffolo di cotone per ripianare la lastra intorno alla forma Aumentiamo ancora lo sbalzo Raddrizzamento esterno Ora che abbiamo completato la fase dello sbalzo, giriamo la lastra dal dritto e ripassiamo il profilo alla base delle forme per raddrizzare la superficie della lastra. Utilizziamo anche il batuffolo di cotone per togliere eventuali imperfezioni Risultato qui puoi vedere il risultato dello sbalzo di queste due semplici forme, seguito dal raddrizzamento della lastra La luna: esempio di forma in cui viene sbalzato solo il segno di contorno, mentre interno ed esterno risultano sullo stesso livello Disegno uno spicchio di luna sul retro della lastra utilizzo lo spiedino e appoggio la lastra sul quaderno il disegno a rilievo visto dal dritto (la luna appare capovolta) Raddrizzamento esterno Sul lato dritto della lastra, utilizzando lo spiedino di legno, faccio un segno incavato all'esterno del profilo a rilievo della luna Raddrizzamento interno Sempre lavorando sul dritto della lastra, disegno un segno di raddrizzamento anche all'interno della forma della luna. Come puoi osservare nell'immagine precedente, dopo aver eseguito il raddrizzamento interno, la lastra al centro della luna si solleva ed è quindi necessario riportarla in piano. Per questa operazione, appoggia la lastra su una superficie dura (il piano del tavolo, per esempio); puoi utilizzare una punta più grossa, ma anche lo stesso spiedino per i punti più stretti. Non calcare, ma esegui dei movimenti regolari e leggeri. Se premi troppo potresti ottenere dei segni profondi che sarà poi difficile cancellare o uno sbalzo incavato, che in questo caso non vogliamo ottenere Risultato Una volta ripianato l'interno della forma, si è proceduto a sbalzare l'interno del segno. Appoggia la tua lastra su una superficie morbida col lato argento rivolto verso di te. Ripassa l'interno del segno incavato con uno strumento adatto: all'inizio puoi usare lo spiedino, quando il segno si allarga puoi usare l'estremità opposta dello spiedino e così via, a seconda della dimensione del segno che vuoi ottenere. Ricordati di procedere con calma e senza premere troppo: è la ripetizione del gesto e non la pressione che produce un buono sbalzo. Al termine, dovrai girare la lastra, effettuare il raddrizzamento intorno alla forma e lungo il profilo interno del tuo segno, andando ancora una volta a ripianare tutto ciò che non è sbalzato in modo che risulti sullo stesso livello di base. Esempi di puntinatura per la decorazione dello sfondo Per completare il lavoro di sbalzo si possono inserire delle texture con segni ottenuti con diversi strumenti o con una semplice puntinatura. Per decidere qual è l'effetto migliore, puoi fare delle prove su un pezzetto di lastra. Puntinatura eseguita con spiedino di legno Puntinatura eseguita con una matita non troppo appuntita La puntinatura può essere eseguita sul dritto della lastra o sul retro. L'effetto è un po' diverso. La puntinatura può essere più o meno fitta, ma deve, in ogni caso, essere regolare. Procedi con calma, senza troppa fretta, altrimenti i segni saranno troppo leggeri e ti toccherà ripetere più volte l'operazione per ottenere un effetto apprezzabile. A sinistra come appare dal dritto e a destra come appare sul retro della lastra. La matita è più facile da impugnare rispetto allo spiedino e permette di applicare una maggiore pressione Puntinatura eseguita con cesello Qui puoi vedere un esempio di puntinatura eseguita con un cesello metallico. Ce ne sono di diversi tipi, alcuni con punta semplice, come questo, altri con punta sferica di diverse dimensioni. Sbalzo- esempi principali passaggi Примеры МАСКА Следующий чекaнка мaски Следующий Un pesce con la tecnica dello sbalzo Next esempi nella cultura e nell'arte torna ad 'Attività'
- La maschera | ProfCasilli
Маска Noire et Blanche (1926) Ман Рэя Ман Рэй - Christie's, общественное достояние Тема маски очень интересна в истории искусства. Его использование известно с древних времен, но мы находим его и в современном искусстве. Маска — это превосходный театральный инструмент, который позволяет вам принять другую личность. Иногда его функция носит религиозный и магический характер и позволяет вам взять на себя роль того, кто интерпретирует природные силы или божества, которые вынуждены вмешиваться. при проявлениях культово-религиозного характера. Маска скрывает и обнажает скрытые стороны личности, и, как учит нас Луиджи Пиранделло в своей работе «Один, никто, сто тысяч », мы часто надеваем «маски», чтобы скрыть, кто мы есть, и угодить окружающим, делая это очень трудно установить настоящие отношения: « Ты узнаешь на собственном горьком опыте, что на долгом жизненном пути ты встретишь много масок и мало лиц ». (ссылка, связанная с названием произведения Пиранделло, ведет на страницу поиска Google с обложками романа) Некоторые примеры масок от древности до наших дней Две маски, трагическая и комический, латинского театра. Мозаика I века до н.э. (Капитолийские музеи) изображение Кэрол Раддато из ФРАНКФУРТА, Германия (По следам Адриана); Всеобщее достояние примеры греческих театральных масок Маски японского театра Но Африканские маски на Pinterest Королевский этнографический музей Африки - Тервюрен (Бельгия) Расписные маски в японском театре кабуки Сардиния - маски мамуфонов Венецианские маски Пикассо и влияние африканского искусства на кубизм маска Мбангу; древесина, пигмент и волокна; высота: 27 см; к Пенде люди ; Королевский музей Центральной Африки. Представляя встревоженного человека, V-образные глаза с закрытыми капюшонами и художественные элементы маски - поверхности лица, искаженные черты и разделенный цвет - вызывают переживание личного внутреннего конфликта. Пабло Пикассо , «Авиньонские девицы», холст, масло, 244 x 234 см, Музей современного искусства, Нью-Йорк Между концом восемнадцатого века и началом девятнадцатого века этнографические выставки о первобытных культурах проходили в различных европейских городах. Похоже, что изначально целью этих выставок было подчеркнуть превосходство Запада над колонизированными народами и тем самым оправдать «цивилизационное» присутствие европейских стран. Однако именно из контакта с артефактами этих популяций родился интерес художников к тому, что общим термином можно определить примитивизмом. Интерпретация, данная художниками, скорее под влиянием иллюминистской мысли Жан-Жака Руссо, который утверждал, что первобытные популяции жили в естественном состоянии, в котором человек был счастлив и находился в подлинных отношениях с природой и обществом. Согласно этой точке зрения, модернизация общества стала причиной неравенства и несчастья. Хорошо, однако, отметить, что термин «примитивизм» означал не только внимание к африканскому племенному искусству, но и ко всем формам популярного художественного или декоративного выражения. Следуя этому мифу, Гоген покинул Францию, чтобы переехать на Таити, Матисс совершил несколько поездок в Океанию, Модильяни и Пикассо смотрели на африканское искусство, в то время как Кандинский ссылался на русское народное искусство и, в некотором смысле, многие художники смотрели на японское искусство. Вернемся теперь к Пикассо, который, несомненно, посетил одну из этнографических выставок, проходивших в Париже. Сравнение с кажущимися грубыми и деформированными интерпретациями человеческой фигуры, особенно лица, позволило Пикассо понять, как отойти от копии реальности (мимесиса) в поисках нового «современного» измерения искусства. Так, примитивизм африканских масок вместе с одновременным видением, заимствованным из художественной концепции Сезанна, позволили родиться кубизму. Vi racconto le Demoiselles d'Avignon - Didatticarte torna ad 'Attività' vai a 'Sbalzo di una maschera'